“Vocazioni: pietre vive per una nuova evangelizzazione”
L’ avvento di Cristo ha costituito una svolta decisiva per il quadro vocazionale. Nel corso dell’Antico Testamento ogni vocazione era chiamata, preparata, mandata direttamente dal Padre per una missione specifica e quasi momentanea nel suo popolo e per il suo popolo. Il quadro di fondo era l’Alleanza e il suo sviluppo fino al suo compimento, naturalmente in Cristo.
Per questa ragione oggi per noi è facile vedere in ogni vocazione-missione dell’Antico Testamento un anticipo di Cristo, la prospettiva di una preparazione e di un inizio che avrebbe avuto ben altro compimento.
Cristo è il compimento pieno e la novità. Quando il Padre lo chiama e lo manda con la vocazione-missione di Uomo-Figlio, di Figlio fatto Uomo, in Lui si compie ogni chiamata-invio diretto. Tutti gli altri attorno a Lui e dopo di Lui sarebbero stati chiamati e mandati in Lui, con Lui, per Lui, con una comunicazione articolata e differenziata del Suo unico Spirito.
La prospettiva teologica diventa cammino pedagogico.
Vivere dello Spirito
La vita intera dell’uomo sulla terra è impegno a liberare, maturare, esprimere e attuare in opere e rapporti i patrimoni di vitalità che sono dati nella nascita. Una vita nascente, crescente, comunicante.
La vitalità nascente è fisico-corporea, è psichica mentale e affettiva, è spirituale superiore, più specificamente umana, ma è anche spirituale in senso cristiano: vitalità di Spirito Santo.
Il Battesimo e la Fede definiscono il germe e la sorgente di una nuova vita, della vera vita che permea e eleva e perfeziona ogni altra forma di vita.
Per opera della nascita naturale la persona umana è pietra viva di una costruzione individuale, sociale, culturale, storica. Per opera della rinascita nella Grazia dello Spirito Santo la persona diventa pietra viva di una costruzione di figli di Dio, di membri del Regno e del Popolo di Dio, della Chiesa, di operatori nello Spirito, di eredi della vita immortale.
È grande principio teologico e pedagogico: la vita personale è “pietra viva” per opera dello Spirito Santo nel Battesimo, è crescente nella Cresima, è rinforzata nella Riconciliazione, è celebrata vitalmente nella Eucaristia, nella esperienza della Parola di Dio, della Preghiera, è attualizzata nella vita della Comunità cristiana locale e universale, è inviata missionaria al mondo.
L’itinerario pedagogico
La via che conduce ad una vocazione e a una missione può bruciare le tappe e concentrarsi rapidamente nello Spirito su Cristo e ripartire da Lui con la vivacità di un prolungamento evangelizzatore.
Ordinariamente il cammino è, più lungo e più lento. Ma è ugualmente bene soffermarci sulla totalità delle fasi pedagogiche per precisarne la natura, i contenuti, i processi, gli andamenti, lasciando alla concretezza di ogni guida la definizione dei tempi e modi personali.
Perciò si può illustrare un avvio pedagogico dai bisogni e dalle tensioni, trasformati in ricerche, attese, invocazioni, accoglienze, presenti oggi nei giovani, forse non nelle maggioranze, ma germinali in tanti, espliciti e forti in alcuni.
La partenza pedagogica non può essere che dal fatto che i giovani amano la vita. Amano la vita fisica e corporea, curata, affermata, espressa, goduta, comunicata, impegnata operativamente nel mondo dell’azione, della tecnica, del lavoro. Amano la vita mentale percettiva e esplorativa di ciò che incontrano. Amano la vita affettiva espressiva di bisogni, interessi, desideri, motivi, progetti, rapporti e scambi, incontri e integrazioni. Amano la vita superiore spirituale umana espressa nell’interesse e nell’azione per la verità, la libertà, la giustizia, la pace, il progresso, la bellezza, la solidarietà, la ricerca, l’amicizia, l’amore e le sue forme, la felicità diffusa, la disponibilità a chiamate e risposte generose e gratuite, altruistiche…
Ma la svolta pedagogica decisiva è data dall’incontro con Cristo.
Senza di Lui le forme precedenti della vita svelano presto inconsistenze, limiti, mancanza di verità e di valore totale, definitivo, universale, di salvezza. Si rivelano necessarie e impossibili. I veri problemi-progetti umani si rivelano presto deboli, non resistenti ad assalti critici spietati. Ridefiniti in relazione a Cristo esplodono nella totale pienezza. Sono le prospettive di Giovanni Paolo II in Redemptor Hominis.
Cristo è centro del cosmo e della storia. Cristo è Redentore dell’uomo e del mondo. Cristo svela pienamente l’uomo all’uomo e gli fa nota la sua altissima vocazione. In questa dimensione l’uomo ritrova la grandezza, la dignità e il valore proprio della sua umanità. Nel mistero della Redenzione l’uomo diviene nuovamente “espresso” e, in qualche modo, nuovamente creato…
Nell’ambito di un’autentica pedagogia cristiana noi possiamo e dobbiamo interrogare e ascoltare i dati delle scienze umane, ma anche integrarli con quelli provenienti dalla teologia dell’Incarnazione, della Vita, della Morte e della Risurrezione dell’Uomo-Figlio-di-Dio, il primo Uomo in totalità e pienezza.
Il Vangelo del Corpo di Cristo completa i riferimenti per una ben integrata teoria e prospettiva pedagogica fisico-corporea umana. Così saranno necessarie consultazioni nel Vangelo dell’Affettività, della Volontà, della Coscienza Morale di Cristo, della identità umano-divina di Cristo, della Socialità e Storicità di Cristo.
Globalmente per comprendere e valutare e progettare pienamente una pedagogia della Vita, una Pedagogia della Vocazione, di ogni Vocazione, bisognerà includere le dimensioni e le prospettiva dell’Uomo-Cristo.
Nulla dovrà restare estraneo, non connesso, non ispirato, non elevato, non redento, non salvato in Cristo.
Pietre Vive in Cristo Pietra Viva
Il nuovo iter pedagogico-vocazionale non si conclude con un riferimento a Cristo piuttosto estrinseco: Cristo amico, Cristo esempio, Cristo salvatore finale…
Cristo diventa il primo di molti fratelli, la Pietra Angolare di una nuova costruzione: Pietra Viva a fondamento di Pietre Vive.
La sua vocazione e le sue missioni non sono tipiche, sono uniche. Dopo di Lui ogni vita, ogni vocazione, ogni missione, ogni salvezza sarà solo “prolungamento” della sua unica Grazia.
Ogni vita d’uomo si avvia, si svolge e si conclude per la costruzione del Cristo totale ed eterno, anche con la sua cosmicità, con la sua terrenità, con le sue prestazioni lavorative, affettivo-sessuali-generative, artistiche, scientifiche, tecnologiche. Il Logos vi si incarna a gloria del Padre.
Nella coscienza morale e religiosa l’uomo si unisce a Cristo attraverso la comunicazione del suo Spirito. Amato dal Padre in Cristo, ogni incontro e ogni ritorno al Padre è con Cristo e in Cristo, ogni preghiera è con Lui e per Lui, ogni bene è operato nel suo nome. Anche quelli che non lo sanno sono in rapporto con il Padre in Cristo.
Ognuno che segue Cristo segue il suo Spirito, condivide il suo stesso Spirito. Ne prolunga il dono, ne prolunga i ministeri e i carismi, ne prolunga i frutti.
Cristo, Pietra Viva, comunica ai suoi la Grazia d’essere in Lui a loro volta Pietre Vive. Vive perché viventi il suo stesso Spirito di Figliolanza del Padre, perché viventi le sue stesse grazie di profezia, di regalità, di sacerdozio, perché viventi e prolunganti nel suo nome stessa martyria, diaconia, koinonia, ognuno secondo la forma della sua grazia.
L’elemento accomunante tutti i suoi è la dedizione a una nuova evangelizzazione. Cristo ha iniziato la comunicazione del Vangelo di verità e di carità. Oggi chiama e manda per il compimento, per il prolungamento.
Le pietre sono vive perché in loro la fede diventa missione di verità e di carità.
Quasi è secondario che ci si preoccupi di definire presto dove, per chi, che cosa.. Molto più importante è che i giovani sviluppino una fondamentale disponibilità alla missione, nutrita da una forte e chiara abbondanza di Spirito del Padre e di Cristo, della stessa Chiesa.
Non mancheranno segni che indicheranno dove e come e che cosa: il pane e la salute, l’affetto e l’amore, l’accoglienza, la cultura, la libertà, il progresso e la promozione, l’annuncio della fede in Dio e in Cristo, i sacramenti, la bontà, la giustizia, la pace e la libertà…
Ogni giovane ascolti la sua chiamata, una chiamata a prolungare una missione di Cristo nella Chiesa, nel Mondo, per il Regno.
Non sia un isolato, ma l’unità in Cristo e nello Spirito crei le condizioni di incontrare e comunicare con altri fratelli, con altri chiamati, anche con altre grazie e altre missioni.
Anche la missione sarà dotata di ampi orizzonti: in patria ai lontani; fuori patria per un tempo, per sempre; in terre di consolidata cristianità, di nuova cristianità, di facile conversione, di impossibile conversione con necessità di presenza e testimonianza silenziosa e comprensiva, magari di martirio. La sorgente vocazionale e missionaria dei giovani non può essere la realtà-immagine di Cristo mosso dallo Spirito a porsi come Pietra Viva.
Una fede che vive diventa carità, amore che muove al servizio della evangelizzazione, di qualche forma di evangelizzazione per il Regno di Dio sia nel Popolo che è già suo, sia nel Mondo che è oggetto del suo amore paterno.