N.02
Marzo/Aprile 1989

Gruppo sposi per l’animazione vocazionale

Dal Concilio Vaticano II in avanti il Magistero della Chiesa, nel trattare l’argomento delle vocazioni consacrate chiama continuamente in causa anche i laici (cfr. OT n. 2; P.P.V. n. 32)

Il problema delle vocazioni consacrate riguarda quindi tutto il Popolo di Dio. Nella pratica, però, l’apporto dei laici nella specifica materia è stato limitato alla preghiera per le vocazioni e all’offerta di denaro per il mantenimento dei Seminari; cose, queste, ambedue validissime e da non lasciar cadere; la preghiera in modo particolare che è basilare. Ma se i Vescovi chiamano il Popolo di Dio ad una partecipazione attiva ed esplicita all’azione pastorale e formativa specifica, ci è sembrato indispensabile fare qualche passo avanti sulla via della partecipazione. Perciò abbiamo cominciato a costituire il “Gruppo sposi per l’animazione vocazionale” ed a ricercare assieme le vie per questa fattiva collaborazione.

Perché gruppo di sposi e non gruppo di laici in genere?

Meditando sul sacramento del matrimonio e sulla vocazione in genere abbiamo scoperto che l’animazione vocazionale è un compito specifico degli sposi, è legata alla realtà sacramentale del matrimonio.

La coppia di sposi inserita in una comunità cristiana mediante la celebrazione del Sacramento del matrimonio ha, in seno a detta comunità, delle responsabilità ben precise connesse con il ministero matrimoniale. Nella Familiaris Consortio, al n. 17b, il Papa dice: “il recente sinodo ha messo in luce quattro compiti generali della famiglia: la formazione di una comunità di persone; il servizio alla vita; la partecipazione allo sviluppo della società; la partecipazione alla vita e alla missione della Chiesa”.

Soffermando l’attenzione sul servizio alla vita ci siamo resi conto che non sarebbe un servizio completo se non bada anche all’aspetto spirituale della vita. Sempre il Papa dice (Messaggio per la 21a Giornata di Preghiera per le Vocazioni): “Carissimi sposi e genitori cristiani, voi che avete collaborato con Dio nel dare la vita ai vostri figli sappiate collaborare con Lui anche nell’aiutarli a realizzare la missione che Cristo affida a ciascuno di loro”. Secondo l’invito del Papa, allora, come due sposi sono ministri della vita intesa in senso procreativo, allo stesso modo devono essere ministri della vocazione.

Se ministero vuol dire servizio, gli sposi devono essere al servizio della vocazione. Come si generano i figli al mondo, allo stesso modo si devono generare vocazioni consacrate alla Chiesa. L’agire nel campo vocazionale, pertanto, costituisce la risposta ad un preciso dovere insito nel ministero matrimoniale; è un servizio alla vita intesa nel suo significato più completo.

Il cammino del Gruppo Sposi Animatori Vocazionali è iniziato due anni fa; eravamo tutti nuovi, legati però dal credere nelle finalità del gruppo.

I primi tempi abbiamo perciò dato molto spazio ad una conoscenza di noi come singole persone e come coppie, sia per creare uno spirito di gruppo necessario al lavorare insieme, sia per cogliere, captare, comunicarci le esigenze di ognuno, le aspettative e, perché no?, le paure, le remore, riguardo al problema vocazionale e quindi allo scopo e al cammino del gruppo.

Nel trovarci abbiamo fin da subito dato spazio anche a momenti non usuali a un gruppo nuovo, quali la celebrazione della S. Messa e il pranzo insieme, momenti che inizialmente ci sembrava creassero imbarazzo e di cui poi ne abbiamo scoperto l’alto potere creativo di comunicazione, quindi di famiglia e di spontaneità.

Inizialmente nel gruppo eravamo circa dieci coppie ed i nostri incontri in un primo momento hanno seguito questi fili conduttori: un breve trattato di ecclesiologia (di circa tre incontri) sui temi: “Il presbiterato nella missione della Chiesa”; “La Vocazione: considerazioni”; “Evangelizzazione e Ministeri”; per dare spunti di meditazione personale e di studio su una realtà della quale come laici siamo e dobbiamo sentirci parte attiva e responsabile.

Ci siamo soffermati poi sulla importanza della presenza della vocazione sacra in una comunità cristiana per circa altri tre incontri.

In un secondo momento abbiamo dato spazio a temi quali: “Matrimonio e impegno vocazionale”; “Ruolo della famiglia nella pastorale vocazionale”; “I laici come animatori vocazionali nella Chiesa locale”. Una volta approfondite queste tematiche abbiamo conosciuto lo spirito, l’ambiente, il piano educativo del Seminario minore ed esaminato le varie attività vocazionali organizzate dal Centro Diocesano Vocazioni.

Pur senza esigenze ci sembrava a questo punto di aver fatto un certo cammino di gruppo e di avere sempre più il desiderio di concretizzare alcune esigenze, quali la presenza di alcune coppie in alcune comunità parrocchiali durante la giornata vocazionale, sottoforma di incontri con gruppi di giovani e/o di genitori e con interventi nell’omelia domenicale (esperienze che ci sono sembrate molto positive e molto ben accolte).

Da qui l’esigenza di una maggior presenza in diverse comunità parrocchiali e di cercare di sensibilizzare altre coppie al problema della dimensione vocazionale della vita e della vocazione. Perciò in un incontro con i parroci della diocesi abbiamo loro esposto le finalità del gruppo e chiesto un aiuto ad individuare nella loro parrocchia una o due coppie di sposi che potessero affiancarsi a noi.

Il cammino degli ultimi mesi è stato dedicarci all’inserimento di queste nuove coppie e alla proposta, dal gruppo accettata volentieri, di inserirci a collaborare sempre più strettamente con il Centro Diocesano Vocazioni.

Una verifica della positività del lavoro di questi anni è stata per noi l’effettivo riscontro di una crescita anche di coppia: crescita nella preghiera, nel dialogo, nella riscoperta della nostra Vocazione al Matrimonio.