La famiglia luogo privilegiato per la crescita delle vocazioni
24-25 Ottobre 1988
Il Servizio Diocesano delle Vocazioni di Marsiglia ha recentemente proposto alle famiglie la seguente riflessione:
Da un anno, un gruppo di coppie cattoliche collabora all’iniziativa del Servizio Diocesano delle vocazioni. Questo è il fine del suo lavoro: presentare a tutte le famiglie della diocesi elementi di riflessione su tre parole “Genitori, Famiglia, Vocazioni”. È la condizione in cui essi lavorano che viene proposta per invitare tutti a prendere una pausa di riflessione fra genitori, fra coppie cristiane. Per esperienza sappiamo che molti genitori hanno qualcosa da dire sulle “vocazioni”. Queste poche righe vorrebbero offrirgliene l’occasione.
Il punto di partenza è il seguente: la famiglia non è un’”isola”. Essa è soggetta da ambienti molto diversi, ad ogni genere di influenza che contribuisce a costruirla o a distruggerla, a confortarla o ad aggredirla. Possiamo così distinguere la cerchia familiare (ovvero i nonni, gli zii e le zie, i cugini, gli amici dei genitori, i padrini e le madrine, etc.), la scuola (dalla scuola primaria al liceo, l’insegnamento pubblico o cattolico, le istituzioni ecclesiastiche (movimenti giovanili, cappellanati, parrocchie, etc.), altri fattori (sono gli incontri casuali, i mezzi di comunicazione, giornali e televisione, etc.).
Questi quattro elementi messi insieme giocano un ruolo molto importante nella vita familiare. Questa è dunque il luogo di “digestione” di tutto ciò (assimilazione o rigetto), ma non ha potere assoluto sul futuro dei suoi membri. Nelle sue possibilità, in funzione della sua cultura, dei suoi rapporti, della sua fede, riteniamo che essa giochi un ruolo importante nel risvegliare, sostenere ed accompagnare una vocazione religiosa o una vocazione sacerdotale. È questo ruolo della famiglia, e, in modo particolare quello dei genitori, che vi invitiamo a rivedere.
Tali riflessioni che farete da soli, in coppia, in famiglia, in gruppo, saremmo felici di poterle ricevere sia per iscritto (Servizio Diocesano delle Vocazioni, 11, Impasse Flammarion, 13001 Marsiglia) sia mettendovi in contatto con Padre Bernard Castaing (1, rue de Lodi, 13006 Marsiglia – 91.48.36.96). In occasione della Giornata Mondiale di preghiera per le vocazioni, perché non approfittare di una serata per parlarne?
La comunità familiare
Accanto ai genitori vi sono spesso i nonni, gli zii, le zie, i cugini, gli amici di famiglia (genitori o bambini), i padrini e le madrine. Essi costituiscono un’importante rete di relazioni. Quando entrambi i genitori lavorano possono esercitare, in occasione di feste o vacanze, una forte influenza sulla vita familiare. Direttamente o indirettamente, per un gioco di seduzione o di rigetto, essi costituiscono dei “modelli”, degli “esempi” da seguire o da evitare. Tramite loro la famiglia vive situazioni molto diverse: esperienza di amicizia, di fedeltà, di riconciliazione o di discordia, contrasti, rotture.
Cosa direste voi della vostra cerchia familiare? Quali sono i testimoni di una tradizione cristiana e quelli che vi si oppongono? In che modo ciò è avvertito dai vostri bambini? Che parte dell’educazione è riservata (o lasciata) a tale cerchia? Quali immagini della Chiesa, del Vangelo, essa trasmette?
La scuola
Pubblica o privata essa è obbligatoria fino a 16 anni. Bambini e giovani qui incontrano altri adulti (insegnanti, personale amministrativo) e altri giovani. I genitori sono spesso riuniti in Associazioni di Genitori ed Alunni. Il tempo dedicato all’insegnamento, alla ricreazione, agli spostamenti e al lavoro personale occupa gran parte delle ore settimanali e rende più dinamica la vita della famiglia. A scuola i giovani apprendono nozioni, nuovi modi di pensare, istaurano nuove relazioni, imparano le regole del gioco della vita di società e i modi di comportamento. Scoprono rapidamente che essere cristiani è una scelta che molti non faranno più, e che alcuni (giovani e adulti) contestano. Scoprono anche che esistono diverse immagini della Chiesa, che non tutti sono d’accordo su un “senso dell’uomo”, che vi sono opinioni discordi.
Quali sono i motivi che vi hanno portato a scegliere l’insegnamento pubblico o l’insegnamento cattolico? Qual’è la vostra partecipazione alla vita di gruppo? Siete favorevoli all’inserimento del vostro bambino nel suo gruppo scolastico (gruppi diversi, rappresentante di classe…)? In che modo reagite di fronte ai diversi modi di pensare distaccati dalla tradizione cristiana?
Le istituzioni ecclesiali
Parrocchie, movimenti giovanili, cappellanati sono luoghi scelti. I responsabili sono spesso persone che collaborano all’educazione. Nel corso della settimana, durante i fine settimana, le vacanze, essi possono anche sostituire in parte i genitori. Catechismo, celebrazioni, gruppi di riflessione, uscite, feste parrocchiali… richiedono assiduità, spesso a discapito del tempo trascorso in famiglia.
Per i giovani si tratta spesso di luoghi in cui si viene a contatto con la vita di gruppo e si apprende il ruolo che è possibile svolgere nei confronti degli altri. È anche un’esperienza dell’esercito delle responsabilità e del servizio altrui. Sono anche i luoghi in cui si incontrano sacerdoti e si scopre la “vita religiosa”.
I vostri figli fanno parte di un movimento? di un cappellanato? di un gruppo parrocchiale? Perché? Che rapporti avete con i responsabili? In che modo accogliete le proposte che essi fanno? In che modo parlate dei sacerdoti, del loro impegno, del loro stile di vita? Come reagite a ciò?
I mezzi di comunicazione, i trasporti, le vacanze…
È un mondo di scoperte piuttosto disordinate: un mondo di immagini fatto di riviste, di manifesti, un mondo “chiassoso” e seduttore. Si tratta di dati riscontrati nei caffè e nelle sale giochi, oltre ai collegi e licei. Sono i grandi centri commerciali e tutto ciò che offrono.
Tutte cose che rivelano anche situazioni sociali cariche di aggressività, di difficoltà nel capirsi e apprezzarsi. La televisione e il tempo trascorso davanti ad essa acquistano sempre maggior importanza.
È anche in quel contesto che si scopre la “dipendenza” dalle mode: mode di abbigliamento, mode musicali, mode di comportamenti sociali, mode di idee, mode della riuscita sociale.
Luoghi seduttori e provocatori, sono per di più luoghi che invitano a “fare qualcosa”, a “vivere diversamente…”.
Quale è la nostra reazione di fronte a ciò che percepiamo? Quali sono le nostre parole sui “luoghi comuni” della vita sociale? Paura, simpatia, isolamento, apertura…? Quanto desideriamo far rispettare il bene comune? Quali le possibilità della nostra società? Questi quattro aspetti influiscono sulla vita di una famiglia e su ciò che bambini e giovani scoprono di se stessi e degli altri. Il nucleo familiare può essere come un luogo in cui riecheggiano appelli ascoltati da altri, un ambiente in cui si elaborano risposte personali, o si formano modi di essere secondo il Vangelo di Cristo.
I genitori hanno spesso la responsabilità di risvegliare la fede, il senso della vita interiore e la preghiera, il dono di sé al servizio degli altri, il piacere di esistere nel corpo e nel cuore.
“Essere sacerdote, religioso, religiosa”, in che modo ne parlate nella vostra famiglia? Come ci interessiamo del servizio agli altri? Quale testimonianza rendiamo del nostro attaccamento alla Parola di Dio? a Gesù Cristo? alla Chiesa? Quale ruolo giocano i fratelli, le sorelle, gli amici di fronte ad una vocazione sacerdotale o religiosa?