N.03
Maggio/Giugno 1989

Il cammino del C.D.V. di Cagliari

Ho accettato volentieri l’invito per comunicare ai lettori di “VOCAZIONI” il cammino del C.D.V. di Cagliari convinto dell’utilità di mettere in comune le diverse esperienze sia per favorire attraverso questo interscambio il confronto sia soprattutto perché lo Spirito elargisce i suoi doni “per l’utilità di tutti”. Sono convinto che il C.D.V. di Cagliari ha fatto un certo tratto di strada spesso in salita e non sempre confortato da risultati concreti e adeguati all’impegno profuso, tuttavia sono certo che si tratta di un servizio della massima importanza e urgenza a beneficio di un settore della pastorale certamente molto complesso e purtroppo spesso emarginato quasi si tratti di qualcosa in più da fare e non piuttosto dell’anima di tutta la pastorale.

 

 

 

Tappe principali

1979: il sottoscritto, già Animatore nel Seminario Maggiore Regionale, viene nominato Direttore e costituito il C.D.V. in due organismi: a) il Consiglio di Presidenza (con un rappresentante di ogni categoria vocazionale e il Segretario); b) l’Assemblea (tutti i delegati Vocazioni segnalati dalle Comunità religiose maschili e femminili, dalle comunità missionarie, diaconale, istituti secolari, parrocchie e gruppi, movimenti e associazioni). Attualmente il numero complessivo dei Delegati è di circa 150 (si tenga conto che la diocesi di Cagliari ha una popolazione di 550.000 abitanti, 130 parrocchie, 20 ordini religiosi maschili, 35 femminili, 2 Missionarie, la Comunità del Diaconato Permanente e tutti i gruppi… Questo per sottolineare che dopo 10 anni non tutte le realtà diocesane sono rappresentate). La partecipazione dei Delegati è mediamente di 80 presente. Il pericolo è la frantumazione di iniziative, anche lodevoli, ma difficilmente coordinabili.

 

1981: viene approvato definitivamente lo Statuto – regolamento che, sulla base di quello Nazionale, precisa la composizione, i compiti, la finalità e l’amministrazione del C.D.V. (può essere interessante comunicare che il C.D.V. si autogestisce con offerte libere che ogni anno pervengono al Centro tramite c.c.p. o personalmente: siamo in grado di fornire gratuitamente le parrocchie di sussidi, manifesti ecc…).

Per favorire la comunicazione tra il Centro e la base in questo anno nasce il giornalino “Il Ponte” quale strumento di formazione e informazione (purtroppo da alcuni anni non siamo più in grado di pubblicarlo!).

Nello stesso anno viene pubblicato un libretto di canti vocazionali “Il Disegno” (2.000 copie) con schemi di preghiera per le Vocazioni nella seconda edizione.

In questa prima fase ha svolto un ruolo fondamentale il Vescovo Mons. Giuseppe Bonfiglioli che ha voluto il C.D.V. incoraggiandone la nascita e accompagnandone la crescita con il consiglio illuminato e la costante presenza a tutte le attività a carattere diocesano, intervenendo spesso in prima persona con messaggi, presentazione dei sussidi e presiedendo sempre le celebrazioni per la Giornata mondiale di preghiera.

 

1985: il nuovo Vescovo, oggi Cardinale Giovanni Canestri, inserisce il problema vocazionale nel Piano Pastorale Diocesano dove scrive “…perché speranze ed ottimismo si traducano in realtà, bisogna che ogni parrocchia, ogni associazione, ogni movimento o gruppo si faccia carico di iniziative di preghiera e di opere per una pastorale d’insieme che, nella pastorale vocazionale, coinvolga tutte le comunità di tutta la diocesi…” (n. 38). Il Cardinale Canestri ha aggiunto all’interessamento l’entusiasmo e la “passione” per le Vocazioni insistendo perché tutte le parrocchie avessero il delegato e manifestando intuizioni intelligenti e originali frutto di competenza per l’esperienza e per il costante aggiornamento.

 

1988: il Nuovo Vescovo Mons. Ottorino Pietro Alberti indice l’anno vocazionale, incontra il Consiglio di Presidenza per elaborare un piano che comprenda attività a livello diocesano, zonale e parrocchiale. Mons. Alberti, pur essendo a Cagliari da appena un anno è già intervenuto con messaggi e anche personalmente agli incontri dell’Assemblea. Mi sembra doveroso sottolineare che l’interessamento costante dei Vescovi che si sono succeduti ha creato senz’altro un maggior interesse e attenzione al problema delle vocazioni di speciale consacrazione.

 

 

 

Punti principali del programma

Ogni anno l’Assemblea dei Delegati esamina, su proposta del Consiglio di Presidenza, una bozza di programma che prevede iniziative di preghiera e di pastorale vocazionale.

L’approvazione definitiva del programma viene ratificata da Mons. Arcivescovo. Questi i punti principali:

– Incontri mensili di preghiera in diverse cappelle delle comunità religiose della città (non tralasciamo mai i due monasteri delle suore di clausura). La partecipazione è buona (circa 200 persone).

– Il 1° giovedì del mese a livello diocesano viene celebrato nell’ospedale oncologico con un’adorazione e S. Messa trasmesse via radio. L’anno scorso sono state presentate le vocazioni di speciale consacrazione, quest’anno la vocazione al Sacerdozio.

– Il 2° giovedì del mese viene celebrata la S. Messa per giovani presso l’Istituto del S. Cuore (Suore Vincenziane). Partecipano mediamente circa 100 ragazze con un gruppo di Suore.

– Ogni mercoledì il P. Puggioni, Gesuita, dirige una scuola di preghiera mariana per giovani (Rosario meditato e S. Messa con omelia).

– La Giornata Mondiale di preghiera per le vocazioni viene celebrata con una solenne concelebrazione presieduta da Mons. Arcivescovo e seguita da un recital vocazionale. Ogni parrocchia e comunità riceve il ‘bustone’ con i sussidi, accompagnati da un messaggio di mons. Arcivescovo.

– Settimane o Giornate vocazionali nelle parrocchie che ne fanno richiesta. È disponibile una équipe di 20 Delegati (ordinariamente partecipano 10) che svolgono un servizio di animazione delle SS. Messe, incontri con i ragazzi del catechismo, gruppi ecc… In questi dieci anni hanno ricevuto l’annuncio vocazionale con la presenza del C.D.V. circa 100 parrocchie (e diverse più di una volta).

– Il C.D.V. si fa carico di organizzare raduni di cresimandi, ministranti, giovani con la presenza del Vescovo.

– Il Consiglio di Presidenza si incontra per preparare e verificare il programma ogni volta che lo si ritiene opportuno.

– L’Assemblea ha tre appuntamenti annuali: per la programmazione, per l’aggiornamento sul tema del Convegno annuale nazionale e per la verifica (Settembre – Febbraio – Giugno).

– Nel periodo estivo vengono organizzati alcuni camposcuola per giovani da P. Giuseppe dei Concezionisti.

– Il C.D.V. dà indicazioni per iniziative “zonali” e “parrocchiali”.

– Una rappresentanza partecipa ogni anno al Convegno Nazionale e Regionale.

– Altre iniziative eccezionali sono in fase di studio per l’Anno Vocazionale in corso (per es. incontri riservati al Clero, alle Religiose e il Convegno diocesano).

 

 

 

Concludendo

Può essere utile rilevare che restano ancora diversi problemi da risolvere perché la pastorale vocazionale sia rispondente alle indicazioni del Magistero e ai bisogni del popolo di Dio: la frammentarietà dell’annuncio vocazionale da parte degli operatori pastorali, la difficoltà per una pastorale d’insieme che coinvolga in un unico obiettivo i vari uffici diocesani, la perdurante preoccupazione di curare il proprio “orticello” con iniziative di pastorale vocazionale portate avanti da “battitori liberi”, la difficoltà di creare una équipe a “tempo pieno” per questo servizio, il doversi muovere con pochi e poveri mezzi a disposizione, la mancanza di aggiornamento sulle indicazioni del Magistero, il non rendersi conto ancora che siamo di fronte al problema più urgente che, visto in prospettiva, anche in casa nostra, può definirsi “drammatico” (si calcola che tra dieci anni a Cagliari avremo 21 parrocchie senza Parroco… e per le altre categorie?). Sono certo, comunque, che se si lavora con criterio e insieme il Signore benedirà le nostre fatiche.