N.01
Gennaio/Febbraio 1990

Il mio sì a Cristo nella Chiesa 

Ed ecco annunciato nel titolo di questa riflessione il tema della Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni 1990, alla XXVII edizione, che si celebrerà la prossima quarta domenica di Pasqua, il 6 maggio. 

Il tema di catechesi circoscritto nello slogan “il mio sì a Cristo nella Chiesa” intende approfondire il tema dell’anno scorso “Vocazioni: con Cristo pietre vive” – che sottolineava il valore vocazionale dell’adesione totale e incondizionata a Cristo ‘pietra viva’, presupposto e motivazione essenziale d’ogni vocazione – e annunciare il valore vocazionale del “consegnarsi incondizionato alla Chiesa per la sua missione”.

Questo valore vocazionale del ‘consegnarsi’ va inteso come disponibilità a lasciarsi donare da Cristo alla sua Chiesa, attraverso la Chiesa stessa: ogni vocazione consacrata è infatti un sì a Cristo nella Chiesa.

Scopo del tema di questa ‘Giornata’ è quindi proprio quello di aiutare le persone a dire il proprio ‘sì” a Cristo nella Chiesa. Se è vero, da una parte, che questo obiettivo va realisticamente rapportato non a tutti i giovani ma almeno a quelli che con la Chiesa nutrono un minimo di rapporto vitale, dall’altra va detto che nella tensione verso questa meta consiste una prova di maturità delle nostre comunità: è ad essa che deve mirare ogni azione pastorale e in particolar modo la catechesi, cui spetta il compito di nutrire nei giovani “il senso dell’appartenenza a Cristo nella Chiesa”[1]. La nostra speranza è infatti che questo tema animi non solo una Giornata per le vocazioni ma tutta la pastorale, ovvero il cammino ordinario della comunità cristiana proposto in chiave vocazionale, e in essa in particolare la preparazione ai sacramenti dell’iniziazione cristiana, tappe fondamentali perché i candidati, i loro genitori e i padrini si interroghino seriamente sul loro “essere Chiesa”.

In questa ottica il presente numero di “Vocazioni” è solo uno strumento – insieme agli altri sussidi preparati dal Centro Nazionale Vocazioni per mediare il tema di catechesi ‘90, presentati nelle pagine di questo stesso numero – messo in mano agli animatori e vari educatori alla fede della comunità cristiana: spetta alla saggezza e creatività di ciascuno farne uso adeguato nella realtà in cui ci si trova ad operare, al fine di presentare Cristo come ‘motivo’e la Chiesa come ‘luogo’ del proprio dono, e la proposta delle vocazioni di speciale consacrazione quale ‘sì’a Cristo nella Chiesa.

Per meglio comprendere e vivere il tema di catechesi appena illustrato, mi sembra opportuno inquadrarlo nell’esperienza che la Chiesa stessa ha della celebrazione di questa ‘Giornata’ richiamando alcuni elementi storico – pastorali contenuti negli insegnamenti pontifici sulla stessa Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni.

La prima edizione della Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni è datata al 23 gennaio 1964. La sua istituzione avviene quindi sotto il Pontificato di Paolo VI, che la indisse appena sette mesi dopo la sua elezione.

All’atto dell’istituzione fu subito precisata l’identità e natura di detta Giornata come segue:

– “venisse denominata ufficialmente Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni;

– fosse ‘unica’ per le vocazioni sacerdotali e religiose: soltanto nel messaggio per l’ottava Giornata (2 Maggio 1971) per la prima volta vengono indicati esplicitamente gli istituti secolari. Nel Messaggio della nona Giornata (23 Aprile del 1972) lo sguardo del Papa si rivolge sul ‘quadro molteplice delle vocazioni al servizio diretto di Cristo e della Chiesa’ elencandone esplicitamente la varietà: le vocazioni sacerdotali, quelle religiose maschili e femminili, le vocazioni agli istituti secolari, le vocazioni missionarie. Nel messaggio infine della XIII Giornata (9 Maggio 1976), nella varietà di chiamate, viene collocato il diaconato. È così completa la gamma delle vocazioni che, per necessaria distinzione teologico pastorale dalla vocazione comune o battesimale e dalla vocazione al matrimonio, il Documento Conclusivo del 2° Congresso Internazionale per le Vocazioni[2] definisce ‘vocazioni ai ministeri ordinati e ad altre forme di vita consacrata’;

– venisse celebrata ogni anno dalla Chiesa universale nella domenica del Buon Pastore che ricorre la IV domenica di Pasqua;

– venisse dato rilievo al carattere spirituale-pastorale dell’iniziativa”[3].

Altro aspetto importante e di carattere generale – che permette di cogliere meglio l’identità della Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni – è tuttavia la sua istituzione in pieno clima conciliare, da cui trasse e trae sempre nuove ispirazioni soprattutto per gli aspetti di pastorale vocazionale che essa ha comportato in questi anni e comporta anche in questi nostri tempi di perdurante crisi vocazionale.

Le finalità della ‘Giornata’ mi sembrano chiaramente riassunte nelle seguenti espressioni di Paolo VI al momento della sua istituzione: “La Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni è per tutta la comunità ecclesiale un tempo di riflessione approfondita sul tema della vocazione e di fervida preghiera per tutte le vocazioni di speciale servizio al popolo di Dio”.

 

Quindi:

a) Riflessione sulla natura e molteplice realtà delle vocazioni consacrate nella Chiesa. Dedicare annualmente una Giornata – pastoralmente da intendersi come ‘tempo’- a questo problema, è un modo concreto di richiamare su di esso l’attenzione dei fedeli, incidere sulla loro mentalità, formare una coscienza positiva verso le vocazioni ai ministeri ordinati e alle altre forme di vita consacrata, creare una pedagogia della vocazione.

b) Preghiera ardente e comune al Padrone della messe perché mandi operai alla sua messe secondo il comando di Gesù (Cfr. Mt 9,37-38).

La preghiera è il primo obiettivo e l’aspetto centrale della ‘Giornata’. Questa si presenta così come un segno visibile della comunità in preghiera; offre un valido motivo per sottolineare l’aspetto soprannaturale della vocazione, dono libero di Dio che deve essere impetrato dalla preghiera; pone i fedeli in atteggiamento di ascolto, di docilità, di obbedienza al comando di Gesù; riafferma il primato della fede in tutto ciò che riguarda le vocazioni[4].

c) Impegno di tutte le componenti della comunità cristiana per le vocazioni.

Le finalità della Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, man mano che l’iniziativa si è imposta nel cammino delle chiese locali e nella coscienza dei credenti, si sono venute quindi progressivamente arricchendo di questa terza nota caratteristica, l’impegno, traducendo così la grande prospettiva aperta dall’Optatam Totius: “Il dovere di dare incremento alle vocazioni spetta a tutta la comunità cristiana”[5].

La Giornata per le Vocazioni è così la grande occasione offerta alla Chiesa perché ogni credente, alla luce della propria esperienza vocazionale, s’interroghi sulla collaborazione da dare alla pastorale delle vocazioni nella comunità cristiana; e, su questa linea, è anche un tempo forte di evangelizzazione vocazionale per coscientizzare i giovani sulla vocazione loro affidata e per educarli a rispondere con generosità a prendere il proprio posto nella Chiesa che è a servizio dell’umanità.

L’attenzione alle giovani generazioni, soggetti naturali di vocazioni, può essere considerata infatti la costante dei messaggi pontifici e – senza trascurare tutte le componenti educative della comunità cristiana – della pastorale delle vocazioni della Chiesa italiana in questi anni.

Anche il messaggio per la ‘Giornata’ di quest’anno riserva ai giovani e alle ragazze una ‘chiamata’ personale di Giovanni Paolo II:

“Voglio rivolgermi personalmente a voi, cari ragazzi e ragazze, adolescenti e giovani. Aprite il vostro cuore a Cristo, andategli incontro, dissetatevi alle sue sorgenti. Egli vi offre un’acqua che appaga la vostra sete di verità, di gioia, di felicità, di amore; un’acqua che sazia la vostra sete d’infinito e di eternità, poiché l’acqua che egli vi dà diventa in voi ‘sorgente che zampilla per la vita eterna’ (Gv 4,14). Ascoltate Cristo: egli apre i vostri cuori alla speranza. Seguite Cristo: egli è ‘la luce del mondo’ e ‘chi segue lui non cammina nelle tenebre, ma avrà la luce della vita’ (Gv 8,12). Riscoprite la bellezza della vocazione cristiana e confermate i vostri impegni battesimali; rinnovate il proposito di camminare in ‘novità di vita’(Rm 6, 4), rimanendo uniti a Cristo come i tralci alla vite (Gv 15), per portare molto frutto. Rendetevi personalmente sensibili ai bisogni della Chiesa, docili agli impulsi della grazia divina, generosi e solleciti nel rispondere all’eventuale chiamata del Signore che vi invita a seguirlo più da vicino in una vita di totale consacrazione all’amore di Dio e al servizio del prossimo”[6].

 

 

 

 

Note

[1] cfr. CEI, Il rinnovamento della Catechesi, n. 43.

[2] Congregazione per l’Educazione Cattolica, 2° Congresso internazionale per le Vocazioni, Documento Conclusivo, Roma 1981.

[3] cfr Messaggi per la Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, Rogate, Roma 1980, p. 9.

[4] Messaggi per la Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, o.c. p. 13.

[5] Optatam Totius, n. 2

[6] Giovanni Paolo Il, Messaggio per la XXVII Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni.