CDV e realizzazione di un mese vocazionale
Occorre subito precisare che l’ordine delle intenzioni non coincide esattamente con l’ordine dell’attuazione: un certo scarto va ammesso in partenza… L’iniziativa del mese vocazionale viene costantemente proposta a tutta la Diocesi; essa si colloca sempre nello stesso mese dell’anno (gennaio). La ripetizione regolare tende a consolidare tradizione e mentalità. Viene offerto un sussidio da parte del CDV per lo svolgimento del mese: l’attuazione è lasciata alla possibilità e alla buona volontà delle parrocchie. Là dove è richiesta si rende presente l’équipe del CD V per un servizio diretto. Tutto questo significa che chi vuole operare nella linea indicata può farlo, e in modo molto intenso, chi vuole un po’ meno… può anche lasciar cadere una proposta diocesana, molto caldeggiata, ma che non ha carattere fiscale.
L’iniziativa di un mese vocazionale esiste a Novara da una decina d’anni circa. Tende a creare una tradizione, un riferimento costante e regolare. Sta portando i suoi frutti (ci sembra): lentamente, su tempi lunghi, permeando gradualmente la pastorale, creando mentalità, e sensibilità.
Il mese prescelto è quello di gennaio, per motivi locali: è il mese della festa del patrono della Diocesi (22 gennaio: S. Gaudenzio, primo Vescovo di Novara). Da sempre, (si può dire), nell’ultima domenica di questo mese si celebra la giornata pro seminario. C’è il vantaggio di avere a disposizione (nella prima parte) ancora una fetta di vacanze natalizie con feste significative… e tutto questo ha fatto scattare l’idea di una dilatazione vocazionale a tutto il mese.
Ci sono anche, ovviamente, motivi liturgici: le ricorrenze di gennaio sono sembrate particolarmente favorevoli alla dimensione vocazionale, anzi particolarmente adatte per un giro d’orizzonte abbastanza completo che va dal Battesimo al Matrimonio, alla vita Consacrata, al Sacerdozio; il 1° dell’anno: Festa di Maria Madre del Signore oltre ai richiami mariani sempre chiaramente vocazionali, offre un opportuno spunto esistenziale (un anno è passato… un anno nuovo si affaccia) e ripropone la tematica della pace…; la festa dell’Epifania ha una dimensione missionaria immediata, e poi si sviluppa sempre nello stesso mese nelle altre 2 “epifanie” o manifestazioni: quella del Battesimo di Gesù con naturale riferimento alla nostra vocazione Battesimale, e quella della Nozze di Cana e al primo miracolo, con riferimento al rapporto sponsale Cristo – Chiesa e al Matrimonio cristiano come suo segno. Si aggiunga poi l’opportunità di inglobare nel mese vocazionale anche l’ottavario di preghiera per l’unità dei cristiani. In ogni caso si fa la felice costatazione che la Parola di Dio e la liturgia sono ricche di spunti vocazionali senza bisogno di forzature.
E, infine, motivi pastorali: trovare uno spazio esemplificativo per una pastorale vocazionale comunitaria: non certo per mettersi a posto la coscienza una volta all’anno per l’aspetto vocazionale: ma per scoprire meglio la dimensione vocazionale costante della vita cristiana e dunque della pastorale.
La strutturazione del ‘mese’ è piuttosto semplice: fa da sfondo un tema globale che è quello della Pastorale annuale della diocesi. Il mese vocazionale intende così inserirsi pienamente nel cammino pastorale della Diocesi, perciò si sintonizza nelle mete pastorali proposte nell’anno e intende apportarvi il suo contributo sotto l’aspetto specifico della vocazione.
Si articolano poi i temi settimanali che sono suggeriti dalla Celebrazione liturgica e che in pratica si riferiscono alle vocazioni cristiane fondamentali: Battesimo – Matrimonio – Vita Consacrata – Sacerdozio.
Si segnala inoltre un tema di studio da approfondire in un convegno diocesano, sempre in gennaio (nella prima parte, durante le vacanze).
Viene predisposto un sussidio (fascicolo della Rivista Diocesana) con la collaborazione collegiale di tutto il CDV e di altri elementi ausiliari rappresentativi. (Ne perde la forma, ne acquista la sostanza della collegialità ecclesiale). Essendo rivista diocesana firmata CDV, il sussidio assume tutta l’autorevolezza del Vescovo.
Il sussidio fornisce – illustra: il tema pastorale generale della Diocesi per l’anno in corso; i temi settimanali: con sobrio commento liturgico, spunti per la catechesi (nelle diverse età), piste per la preghiera vocazionale: (Vespri, Adorazione, Rosario, ecc.).
Il CDV si rende disponibile per essere presente nelle parrocchie su richiesta, fatta salva la libertà di adattamenti secondo le varie esigenze e circostanze.
Adesso sembrano risaltare più chiare le finalità: tenere desta la dimensione vocazionale della pastorale “approfittando” di un tempo favorevole; anzi, offrire l’opportunità di accorgersi che sempre è presente la dimensione vocazionale in tutto l’anno liturgico; coinvolgere nella preparazione e nell’attuazione il più possibile la Comunità ecclesiale in tutta la sua ricchezza (persone, azioni, preghiere, studio, sofferenza, missione, carità…); creare comunione attorno alla Vocazione; promuovere e stimolare verifiche sui risultati ottenuti o non ottenuti, per rilanciare l’attività vocazionale ecclesiale in altre iniziative (scuole di preghiera, incontri di catechesi, giornate di studio, Esercizi Spirituali, ecc.).
Quando si presenta un’esperienza a cui diamo tempo, energia e passione… si tende un poco ad enfatizzarla. Il “mese vocazionale” non è un dogma pastorale… ma si sta rivelando un utile strumento per raccogliere la Grazia di Dio che già c’è e per metterci disponibili ai suoi sviluppi che dipendono anche da noi.