Il vescovo e la celebrazione della giornata mondiale di preghiera per le vocazioni
Il Vescovo, nella particolare porzione di popolo di Dio affidatagli, “è mandato dal Padre di famiglia” (LG27);
– a insegnare, santificare e reggere (C.D. 11) la sua famiglia;
– a essere il visibile principio e fondamento (LG 23) dell’unità nella Chiesa particolare;
– a esercitare un dono che non è la sintesi dei ministeri […] ma il ministero della sintesi, dell’armonizzazione e della generazione di tutti i ministeri volti alla edificazione della comunità (EM54);
– a servire la comunione curando le diverse vocazioni e i diversi carismi nelle loro specificità ed operando affinché si completino reciprocamente così come le singole membra dell’organismo (Giovanni Paolo II).
Primo animatore della pastorale vocazionale
Il Vescovo, quale primo animatore della pastorale vocazionale, realizza la cura di tutte le vocazioni e il ministero della sintesi:
– con l’esempio della santità, nella carità, nella umiltà e nella semplicità della vita (C.D. 15); aiutando così ad avanzare sulla via della santità i loro sacerdoti, i religiosi e i laici, secondo la particolare vocazione di ciascuno (ivi);
– seminando a larghe mani la Parola di Dio e adoperandosi perché la Chiesa particolare a lui affidata “si qualifichi” per una preghiera incessante per le vocazioni. Se, infatti, la Parola di Dio è un seme posto non solo nel campo della Chiesa, ma anche nel cuore di ciascuno, almeno ordinariamente il fatto vocazionale si sviluppa in un ambiente in cui la Parola di Dio si manifesta e risuona. Di qui l’importanza fondamentale per ogni comunità cristiana, di essere luogo di vera risonanza della Parola di Dio. Altrimenti non può essere suscitatrice di vocazioni[1];
– costituendo il CDV quale luogo di comunione vocazionale e luogo di animazione e promozione vocazionale[2]. Un organismo di comunione dove le varie categorie vocazionali presenti nella Chiesa particolare sperimentano l’unità della missione, la gioia e la fatica di lavorare insieme per le vocazioni; un organismo di servizio, strumento pastorale perché tutta la Chiesa particolare abbia coscienza di essere chiamata[3];
– impegnandosi a far sì che la pastorale vocazionale non diventi un “settore” a sé stante della pastorale di insieme ma una dimensione incisiva di essa. Una dimensione che non manchi mai laddove si pensano e si progettano itinerari pastorali;
– proponendo, attraverso il CDV di cui è guida, itinerari diversificati di fede in chiave vocazionale. È ormai patrimonio acquisito nella pastorale delle vocazioni che una scelta vocazionale non matura soltanto attraverso esperienze episodiche di fede, ma attraverso un paziente cammino spirituale[4]. Itinerari che passino attraverso i tre momenti: l’annuncio, la proposta, l’accompagnamento vocazionale;
– utilizzando ogni occasione per annunciare il valore e la necessità delle vocazioni al ministero ordinato e alle varie forme di vita consacrata, invitando tutti a rendersi disponibili alle chiamate del Signore[5].
Occasioni particolarmente preziose possono essere: gli incontri di preghiera per i giovani; gli incontri con i catechisti; la celebrazione della Cresima; le ordinazioni sacerdotali e diaconali; il conferimento dei vari ministeri non ordinati.
Primo animatore della Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni
In questa ottica la Giornata non è una luce improvvisa che si accende e si spegne nel breve volgere di qualche ora ma si situa come “tempo” in un articolato cammino vocazionale della Chiesa particolare di cui il Vescovo è Pastore. Diventa così punto di arrivo, di partenza e di verifica nel cammino di tutta la diocesi.
E’ un momento forte di presa di coscienza del proprio essere Chiesa che “per se stessa e nel suo essere più profondo è mistero di vocazione e generatrice di vocazioni con una vera funzione mediatrice”[6].
E’ un momento e un segno di comunione dal momento che ogni vocazione nasce da Dio ed è al servizio del popolo di Dio. “Nel ministero delle vocazioni nessuno può isolarsi”[7].
E’ uno stimolo a crescere, a non scoraggiarsi in un servizio le cui caratteristiche sono: una grande fede, umiltà e pazienza.
E’ una occasione preziosa per focalizzare, di anno in anno, una particolare realtà vocazionale (giovani, famiglia scuola) e suscitare così nuove energie, nuovi itinerari, nuova speranza.
Il Vescovo, proprio in questa particolare celebrazione, può esplicitare il suo servizio di primo animatore della pastorale vocazionale incoraggiando le singole zone pastorali a preparare la giornata con una serie di iniziative e a vivere un momento forte, unitario di preghiera con tutte le vocazioni e per tutte le vocazioni; proponendo una sua riflessione sul particolare tema della giornata attraverso i mezzi di comunicazione sociale; una riflessione che traduca nella realtà della Chiesa particolare quanto è proposto per la Chiesa universale; radunando nella Chiesa Cattedrale, attorno a lui, il popolo di Dio, nella diversità delle vocazioni e nella specificità dei carismi e rinnovando tutti insieme la fedeltà alla propria vocazione e agli impegni conseguenti.
Note
[1] Carlo M. Martini, Bibbia e Vocazione, p. 26.
[2] CEI, Vocazioni nella Chiesa italiana, n. 54.
[3] Ivi.
[4] Ivi, n. 45.
[5] Ivi, n. 31.
[6] Ivi, n. 5.
[7] Documento Conclusivo del II Congresso Internazionale perle Vocazioni, n. 37.