N.04
Luglio/Agosto 1990

Passato, presente e futuro nel cammino del C.R.V. della Campania

Il cammino del CRV della Campania si snoda in tre fasi ben precise, marcate da tappe significative.

 

 

Gli inizi

Dal suo sorgere (1968) al 1978, momento significativo di questo decennio fu il Convegno Interregionale di Vietri sul Mare (1973), nel quale fu lanciato il primo Piano Pastorale per le Vocazioni in Italia, con la partecipazione di circa 550 animatori vocazionali del Sud.

Il cammino ulteriore, intenso e continuo, fu finalizzato al passaggio da una pastorale sporadica ed episodica ad un’azione organica e coordinata; da una pastorale di reclutamento ad una pastorale fondata sulla teologia della chiesa comunione, nella quale tutte le vocazioni e i carismi sono in funzione della crescita e della maturazione del Corpo Mistico. Fu un cammino di crescita per l’acquisizione di una mentalità vocazionale ecclesiale e perciò unitaria.

 

Gli anni ‘80

Momento significativo di tale fase fu la Mostra Vocazionale Itinerante (1981) e l’incontro vocazionale dei giovani della Campania nel Santuario di Pompei. Questa seconda fase approfondì le problematiche giovanili, “Giovani e nuove linee di pastorale vocazionale; “Parrocchia senza giovani e giovani senza parrocchia”; “Parrocchia e vocazioni”; anche in relazione al ruolo degli educatori, (1982/84). Il CRV della Campania si inserì attivamente nel lavoro di stesura della bozza del secondo Piano Pastorale delle Vocazioni e il Convegno ecclesiale di Loreto (1985) fu l’occasione per una riflessione ulteriore sul ruolo della pastorale vocazionale nel cammino di comunione della chiesa. Tali riflessioni furono portate dai membri del CRV nei vari ambiti nei quali si lavorò al Convegno di Loreto. In sintonia col cammino della chiesa, che indisse il sinodo sui laici, il CRV approfondì in un incontro di studio (Badia di Cava 1986) il ruolo del laico nel cammino della chiesa con le sue implicanze spirituali, socio-economiche e politiche.

 

Il cammino attuale

La terza fase è iniziata con una radiografia dei gruppi, movimenti e associazioni in Campania considerati come via scelta dallo Spirito per l’annuncio, la risposta e l’accompagnamento vocazionale. Perciò il Convegno dell’87 affrontò il tema “Vocazioni di speciale consacrazione in Campania: da quale humus ecclesiale. Radiografia di un cammino”. Fu un servizio alle chiese locali per evidenziare i cammini di fede, segni dei tempi e luoghi della presenza di Dio che chiama.

Fu accompagnato da una ricerca nelle chiese locali della Campania. Da essa si evince che: i sacerdoti ordinati tra l’82 e l’87, per l’89% vengono dalle parrocchie, dai gruppi, movimenti e associazioni (33 gruppi ecclesiali diversi, non tanto da quelli classici, a livello nazionale e internazionale, ma piuttosto da quelli della “seconda ondata” cioè dai gruppi legati al territorio: parrocchie, comunità catechistiche, liturgiche…); per l’1,1 % dai Seminari minori; sono ribaltati i vecchi schemi e si presenta l’urgenza di considerare attentamente i cammini vocazionali per questi gruppi; si eleva il livello culturale delle religiose; cambia e si eleva l’età delle ragazze che decidono per una consacrazione: non più adolescenti ma giovani; per i giovani, il liceo classico non è più l’unica via al sacerdozio. Da questa indagine del CRV, dunque, si evince che la pastorale vocazionale in Campania volta pagina.

 

I CDV della Campania negli anni ‘87/’88

Il Centro Regionale Vocazioni evidenzia fortemente il ruolo che i Centri Diocesani Vocazioni debbono assumere in questo momento storico di transizione da un’epoca ad un’altra: entrare in, ed assumere la ricchezza di un vissuto e generare una mentalità di fede cosciente, dentro una comunità che sia sempre più sacramento della Comunione Trinitaria (ecclesiogia di comunione del Vaticano II).

Per questo, il CRV nell’88 focalizzò il ruolo dei CDV, con un Seminario di studio dal tema “Chiamati a Comunione e missione in una chiesa tutta ministeriale”.

I partecipanti furono 90 tra animatori, sacerdoti e laici. Ma i direttori CDV erano solo 13 su 22 diocesi, due abbazie territoriali e una prelatura territoriale. Da un’inchiesta del CNV e CRV risultò che solo in qualche diocesi il CDV ha uno statuto. Forse solo uno lavora a tempo pieno nel CDV; tutti gli altri a tempo parziale. Due direttori solamente sono nel Consiglio Presbiterale e in quello pastorale in quanto direttori CDV. Quindici centri realizzano un sufficiente servizio unitario con la presenza e la collaborazione delle varie componenti ecclesiali. La metà delle diocesi della Campania non ha ancora un CDV formato e funzionante. Cinque CDV oltre al Consiglio hanno anche un Ufficio.

I principali punti programmati dei CDV sono: animazione delle comunità religiose; sensibilizzazione vocazionale delle parrocchie; giornata mondiale di preghiera per le vocazioni; incontri formativi per animatori vocazionali; incontri di preghiera; giornate e settimane vocazionali; ritiri spirituali; campi estivi vocazionali.

 

Seminari, Istituti Religiosi maschili e femminili

Dai questionari appare, relativamente al Seminario Minore della preadolescenza, che nel 1983 sono entrati 69 ragazzi; nell’87, invece, 79. Per il Ginnasio: nell’83 sono entrati 30 provenienti dal Seminario della Media e 24 dalle parrocchie. Nell’87, 30 dal Seminario Minore della Media e 19 dalle parrocchie.

Per il Seminario Maggiore, nell’83 sono entrati 29 giovani: 7 dai Seminari Minori e 22 dalle parrocchie. In relazione agli istituti religiosi maschili (noviziato), nell’83 sono entrati 20 giovani; nell’87, 40.

Per gli istituti religiosi femminili (noviziato), nell’83 sono entrate 10 giovani; nell’87, 29.

 

La rivitalizzazione dei C.D.V. (1989/90)

Il Seminario sui CDV fu l’inizio di un impegno per la rivitalizzazione dei CDV in Campania. Di fatto a metà degli anni ‘80, nonostante il lavoro costante del CRV e del CNV, apparve evidente una stagnazione e un appesantimento dell’azione dei CDV.

Perciò fu elaborata la programmazione triennale (88/90) per lo studio dei Centri Diocesani nella loro fisionomia teologico – pastorale (1988) e in relazione alle parrocchie, gruppi, movimenti, associazioni.

L’89 ha avuto una modifica al programma perché non parve all’Ufficio Regionale che il Seminario dell’88 avesse avuto nelle Chiese locali quella risonanza o frutto che meritava. Perciò al posto del Convegno si è avuto nell’89 un Consiglio Straordinario (Paestum – Getsemani, 20/21 nov.) con la presenza dei direttori o del loro Ufficio, al fine di verificare l’eco e l’incidenza in diocesi del Seminario di Pacognano (sett. 88) e la realtà e l’incidenza dei CDV nelle Chiese locali; realizzare una maggiore conoscenza-dialogo degli Uffici dei CDV con il direttore nazionale don Italo Castellani; proporre un salto di qualità al cammino dei CDV della Campania.

Molte e diversificate le proposte operative. Alcuni esempi: è ancora presente una mentalità individualistica, che genera una pastorale unilaterale; occorre approfondire il concetto teologico di Chiesa comunione per vivere un’esperienza pienamente ecclesiale; il piano vocazionale è urgente e deve essere inserito nel normale cammino della pastorale locale; il vescovo incoraggi i membri del CDV e sia operante la commissione diocesana che coordina le varie attività in diocesi, per evitare accavallamenti e ripetizioni; si propone un convegno diocesano vocazionale annuale, una scuola di preghiera; esperienze per giovani alla ricerca (gruppi Emmaus, Samuele…); incontri con educatori (responsabili di gruppi, docenti, maestri…); si richiede poi una presenza più attiva dei religiosi nei CDV: quella delle religiose è buona.

Il Consiglio Straordinario di Paestum, che a detta di Mons. Nogaro è stata una realtà ecclesiale molto bella e significativa, ha confermato il valore e la necessità della pastorale unitaria, strategia vitale di tutta la Chiesa.

 

I1 cammino continua

Il Consiglio straordinario ha avuto una continuazione concreta, puntuale e significativa: il Direttore Regionale sta incontrando nelle loro sedi tutti i direttori CDV con l’ufficio al completo. Il valore di questi incontri è dato dalla presenza del Pastore della Chiesa locale segno di unità e di grande sensibilità per la pastorale vocazionale. Fino ad oggi gli incontri sono avvenuti con le diocesi di Pozzuoli, Capua, Avellino, Benevento, Teggiano. Segno di una rivitalizzazione vera del cammino vocazionale in Campania.