N.05
Settembre/Ottobre 1990

Valori etici del linguaggio giovanile e vocazione

Considero i giovani tra 15 e i 25 anni… I giovani evoluti di tutto il pianeta, tutti, molti, alcuni, pochi. Ci interpellano con il loro linguaggio complesso e fluido. Li interpelliamo su vie di educazione e di vocazione: con attenzione, intelligenza e comprensione empatica, reale e ideale, con amore… Vorremmo saper parlare lo stesso linguaggio, o almeno una lingua comune.

 

 

I giovani e il loro linguaggio etico – vocazionale

Il linguaggio etico dei giovani è il modo espressivo e comunicativo del loro vissuto reale, ideale, problematico in relazione alla Realtà e alla Vita come Valore e Impegno, appello, provocazione.  Così sono da leggere come linguaggio etico dei giovani fatti personali, di piazza, di scuola, di gruppo e movimento, fatti di manifestazione e azione politica sociale e ideologica di Cina, Praga, Germania Est, Romania, America Latina, Africa… Ma anche di Chiesa, di Pace, di Volontariato…

È linguaggio che si forma, si formula, si esprime dentro di loro. Cerca e trova vie di espressioni esterne, di comunicazione. È esplicito, implicito, simbolico, latente… La colorazione linguistica di sottogruppo e personale avviene per l’interferenza varia di molti fattori che comprendono il soggetto e la sua individualità e personalità, le sue condizioni interne ed esterne, i suoi contesti, la storia personale, la struttura e la dinamica vitale ed espressiva della personalità, le sue condizioni interne ed esterne, i suoi contesti, la storia personale, la struttura e la dinamica vitale ed espressiva della personalità.

 

 

Quale via “etica” della Vocazione per i giovani d’oggi?

Tra le molte “vie” dei giovani alla Vocazione (bio – psicologica, intellettuale, teologico – spirituale, socio – ambientale, pedagogico – educativa, comunitaria) spicca anche la “via etica”.

Questa segue dinamiche di sensibilità profonda che assumono toni di valore, di motivo, di ideale, di aspirazione, di criterio, diciamo pure di coscienza di un dovere. Si organizza attorno all’ “io devo”.

Vorrei riferire posizioni diffuse nelle masse giovanili moderne. Certo la loro presenza esplicita si ha solo in minoranze, che però interpretano e attuano atteggiamenti ormai largamente privilegiati, almeno a livello di sentimento. Quale “ispirazione etica” riscontriamo nel loro linguaggio?

– Non l’etica del costume, dell’opinione, della tradizione, delle mode, delle pressioni di varia natura. Almeno nelle dichiarazioni. È piuttosto irrisa e denunciata con espressioni e gesti piuttosto violenti, anche se pittoreschi. Se è seguita, lo è spesso con rabbia, con sofferenza palese o nascosta, con il sentimento della sconfitta e del compromesso.

– Non l’etica delle norme stabilite altrove, dichiarate, sacralizzate, in genere legate alle istituzioni, ai Magisteri come centri normativi e direttivi.

– Non l’etica intellettuale delle dimostrazioni razionali, delle norme ragionate.

– Ma l’etica dei valori. Nasce da un’esperienza etica diretta o guidata della realtà e dei suoi valori. Ricava atteggiamenti. Ispira condotte.

 

È ben chiaro che i “valori” non sono più entità astratte ideali o importanti, parole risonanti. Unico valore è la Vita, dovunque sia, comunque sia, e tutto ciò che la riguarda, contenendola, promettendo, comunicandola.

È un’etica non istituzionale, non razionale, ma prevalentemente esistenziale e affettiva, cioè sentita e applicata come intuizione, tensione profonda, invocazione, appello convocante… Intuitivo – emotiva. Rapsodica e impressionista. Perciò ama esprimersi in linguaggi di contestazione, di ribellione, di rabbia, di nostalgia, ma anche di profezia. Perfino di manifestazione, canto e danza, manifesto, look…

È etica della Personalità totale. Dove l’Io è radicalmente coinvolto, fino ad essere in certo senso la sorgente immediata dell’esistere reale della stessa etica come vissuto pensato, sentito, cercato, operato.

Etica dove l’assoluto non è più la norma, ma il valore e l’impegno, il cammino. L’Amore.

 

 

Quali valori giovanili hanno forte valenza etico – vocazionale?

Sono i valori educabili, percorribili e concretizzabili in direzione vocazionale. Avvio un elenco: l’identità personale, i valori vissuti dell’Io-Persona; la soggettività e il protagonismo, la libertà, la responsabilità, l’iniziativa; la relazione vissuta, esistenziale con sé, la natura, gli altri, la società, Dio, come luogo di ricerca di valore, di senso, di motivo, di progetto; la progettualità personale, sociale, storica, teologica, corresponsabile; l’essere con e per gli altri; l’amore di ogni genere e livello; la corporeità e i suoi valori e significati, le sue potenzialità esistenziali, comunicative e comunionali, espressive e operative; l’ascolto di “voci” dall’interno, intorno, dall’alto. Il senso del simbolo, dove il reale allude sempre oltre, a un ideale; il gusto della bella forma, sia fruibile che percorribile.

 

 

Quale “Itinerario Etico” o via educativa alla Vocazione?

– Il primo obiettivo da mirare e ottenere è di stabilire una “relazione educante” tra l’Io vitale e totale di ogni giovane, nascente e crescente, alla ricerca di identità, di appartenenze e partecipazioni significative, con le Realtà e i Valori di Vita insiti nell’esistenza umana e nella fede cristiana.

– Il secondo obiettivo è l’esplicitazione “processuale e prospettica” di una “relazione etica”, coltivando il “senso etico”. Ma attenzione: nella posizione etica dei giovani molto è eccellente, è profetico, è sostanziale, è giustamente rivendicativo. Ma non mancano i difetti di fondazione oggettiva, di organicità e compiutezza del quadro dei valori e degli impegni. Fanno difetto le premesse e le insistenze per la coerenza e la costanza, oscillando tra la tolleranza non ben gestita e il rigorismo rigido che maschera molte insicurezze. La stessa espressione linguistica dei giovani può peccare di esteriorità, di imprecisione, di eccessi di fantasia e di simbolismi. Le intenzioni devono tender meglio all’azione. Soprattutto la conclamata coscienza personale e collettiva ha bisogno di essere garantita contro le illusioni e le fughe degli alibi, dell’ignoranza, della razionalizzazione emotiva o comoda, della pratica traduzione in incoscienza…

– Il cammino si concretizza poi nell’esplicitare le dimensioni “vocazionali” (ascolto, disponibilità, risposta) implicite nei suddetti Valori, Contenuti e Atteggiamenti etici, portandoli più vicini alla Vocazione, disponendoli alla Vocazione. Il terreno è disposto alla vocazione. La vocazione a sua volta assume una dinamica di corrispondenza con le dinamiche emergenti nel linguaggio etico dei giovani.

– Un momento di matura “Etica Vocazionale” apre la coscienza alla Vita come Vocazione, alla Fede come Vocazione, alla sensibilità per le Chiamate e Risposte speciali dei Valori Vocazionali comuni e particolari concreti nella Chiesa e negli Istituti vocazionali.

 

In sintesi: sapere, valutare, amare, dovere, volere, fare.

 

 

Quali forme vocazionali di vocazione e di missione rispondono e corrispondono meglio al Linguaggio dei Nuovi Giovani?

Forse non è per se stessa centrale la “forma” istituzionale, carismatica, missionaria, di azione apostolica. Ha maggiore rilievo la “qualità” con la quale ogni “forma” viene vissuta, proposta, comunicata. Quindi le forme giuste per i giovani giusti… In corrispondenza alla molteplicità concreta dei linguaggi reali che ogni sottogruppo, ogni personalità vive, presenta, impegna, moltiplicando e diversificando forme adeguate di relativa pienezza complementare, integrata.

Tuttavia si potrebbero individuare giovani segnati da linguaggi più vicini e inclini a particolari forme di vocazione:

– contemplativa, intima, trascendente, mistica, laudativa e celebrativa, riparatrice, testimone silenziosa;

– attiva, aperta all’azione apostolica nelle sue molte varianti, specialmente attenta e sensibile ai poveri, ai diversi, ai lontani, alla missione;

– mista, espressiva insieme di intimità e relazione spirituale e di presenza nella concretezza esistenziale, sociale, storica;

– secolare di animazione umana e cristiana e di trasformazione verso la verità e la giustizia.