N.06
Novembre/Dicembre 1990

La proposta catechetica della Chiesa italiana alle giovani generazioni

Comunemente la parola vocazione nella mentalità corrente, è riservata per decifrare l’identità di persone non facilmente definibili. Vocazione circoscrive una specie di monopolio segreto, appannaggio e riserva di caccia di una categoria di persone fuori della norma.

Anche nel caso che la parola vocazione sia scevra da connotazioni riduttive, succede il più delle volte che essa designi le scelte straordinarie di vita cristiana delle persone adulte, a partire, come minimo, dalla adolescenza matura. In tale concezione restano escluse dalla idea di vocazione l’età della fanciullezza e della preadolescenza.

Un’autentica pastorale catechistica può sfatare tali malintesi e mettere in evidenza che tutta la realtà del nostro – essere – cristiani – nella chiesa è fondamentalmente vocazione, a prescindere dall’età e da scelte concrete di vita.

Il Concilio Vaticano II ha accresciuto beneficamente una coscienza ministeriale e missionaria della comunità cristiana nel suo insieme e di ciascuno dei suoi membri. La dimensione missionaria e ministeriale della fede deriva dalla partecipazione solidale di tutti i cristiani alla missione profetica, sacerdotale e regale di Gesù.

La riforma liturgica, il rinnovamento catechistico, il dialogo ecumenico, e in genere un più vivo senso missionario della chiesa nei confronti del mondo e della storia hanno permesso alle comunità cristiane di prendere una più viva coscienza della loro vocazione missionaria.

Tale coscienza rinnovata è constatabile anche all’interno del nuovo progetto – catechismi della chiesa italiana.

 

 

C.d.F. “Io sono con voi”

La finalità di fondo di taglio vocazionale, presente nel primo momento del C.d.F. si esprime in una contemplazione dell’amore di Dio Padre, Figlio e Spirito Santo. Si tratta di abilitare il fanciullo di 6-9 anni circa a vivere lo stupore e la gioia di una presenza: quella di Gesù, oggi, nella chiesa, che rivela a tutti la paternità di Dio e dona a tutti il suo Spirito di vita, soprattutto nei sacramenti del Battesimo, della Riconciliazione e della Eucaristia.

L’ambiente più adeguato per la prima maturazione di un senso vocazionale dell’esistenza cristiana è affidato in questa età alla responsabilità educativa della famiglia.

 

 

C.d.F. “Venite con me”

Il secondo momento del C.d.F. considerando assodati nel fanciullo i primi e fondamentali atteggiamenti di contemplazione e risposta all’amore di Dio che si rivela in Gesù, invita ad assumere le prime vere decisioni personali del discepolato cristiano, con risposta ad una precisa vocazione che il Signore rivolge a tutti i cristiani. Emergono nel testo precise dimensioni vocazionali alla conversione, alla rinuncia, alla accoglienza della legge cristiana, alla collaborazione personale nel costruire Chiesa.

L’ambiente più attento per una crescita vocazionale del fanciullo dai 9 ai 10 anni è senz’altro la comunità parrocchiale, nella quale il fanciullo di questa età celebra di norma la sua Messa di Prima Comunione e le sue prime esperienze penitenziali nel Sacramento della Riconciliazione.

 

 

C.d.F. “Sarete miei testimoni”

Con il terzo momento del C.d.F. proposto per la pastorale catechistica dei fanciulli dai 10 agli 11 anni circa, partendo dalle scelte personali già maturate nel cammino di discepolato del fanciullo, si passa all’impegno di vivere una vocazione cristiana di fedeltà all’alleanza con Dio in Cristo con una più accentuata personalizzazione della fede. A questa età l’esperienza vocazionale del fanciullo assume decisamente i tratti della testimonianza al Signore. Lo stesso gruppo dei catechizzandi può costituire l’habitat più appropriato per esperienze vocazionali, reciprocamente condivise e testimoniate.

I contenuti catechistici del testo sono finalizzati alla celebrazione del Sacramento della Cresima e domandano ai soggetti l’esercizio di un sano protagonismo per una maturità della fede. I sei capitoli presentano un’originale dimensione vocazionale attraverso la ricerca di una progettualità della vita cristiana. Ai ragazzi viene richiesta la capacità di scoprire, scegliere, realizzare insieme, manifestare, vivere e celebrare il dono della fede, in cui vengono confermati per mezzo dello Spirito Santo nel sacramento della Cresima.

 

 

C.d.R. “Vi ho chiamato amici”

Il catechismo dei preadolescenti ha come chiaro scopo quello di rendere possibile una vera personalizzazione del dono di fede, già in parte interiorizzato nell’età precedente. L’itinerario catechistico sottolinea l’amicizia – alleanza di Dio Padre, offerta a tutti gli uomini in Cristo Gesù. Un’autentica personalizzazione del messaggio cristiano esige nei soggetti la consapevolezza di essere chiamati ad accogliere l’amore di Dio nella propria vita e a rispondere a Lui sulla stessa lunghezza d’onda dell’amore.

Dai 12 ai 14 anni circa è necessario che l’adesione al Vangelo di Gesù risulti motivata e radicata in precise scelte personali. Se i ragazzi da un lato hanno diritto di esperimentare in proprio, con itinerari catechistici adeguati, la ricchezza del progetto di fede cristiana nella chiesa, d’altro lato vanno responsabilizzati ad assumere impegni vocazionali concreti e coraggiosi nella ricerca di significato sulla propria vita alla luce della rivelazione che Dio fa di se stesso nel suo Figlio Gesù.

L’idea di fondo del progetto catechistico è affidata alle seguenti affermazioni: la vita è vocazione, dono di Dio affidata alle nostre mani. È come un talento prezioso da spendere con responsabilità per produrre frutti di vita nuova.

L’esperienza vocazionale del gruppo dei preadolescenti può trovare nel confronto e dialogo con persone, particolarmente significative e testimonianti nell’impegno vocazionale – missionario, l’occasione più propizia di discernimento e crescita. Il messaggio vocazionale viene allora trasmesso quasi per osmosi, a contatto diretto con le testimonianze vive di risurrezione, oggi.

 

 

C.d.G. /1 “Io ho scelto voi”

In corrispondenza alle istanze e alle ricerche progettuali, tipiche dell’età adolescenziale, il Catechismo sottolinea le dimensioni vocazionali e missionarie, adeguate all’esistenza cristiana dai 15 ai 18 anni circa.

Le sei grandi tematiche presenti nel testo, sia nella loro articolazione e soprattutto nel momento di sintesi prevedono sempre una fascia vocazionale e missionaria.

Il primo capitolo “Cerchiamo insieme la vita” è un invito a ricercare, nell’accostamento alle fonti della rivelazione, e a contatto diretto con l’esperienza di fede vissuta nella chiesa, la chiamata ad un’alleanza salvifica tra Dio e l’uomo. L’adolescenza, come età ricca di progettualità e tensioni ideali, può risultare l’età maggiormente segnata dalla scoperta cosciente di un progetto di amore e servizio che Dio rivolge a ciascuno.

Il secondo capitolo “In cammino con gli altri” sottolinea le caratteristiche fondamentali che permettono all’adolescente di esprimersi e realizzarsi: socialità, dialogo e comunione. Non è possibile progettare unicamente per se stessi, rifiutando o dimenticando gli altri. L’adolescente cristiano esprime concretamente la sua vocazione e vive un’autentica integrazione tra fede e vita quando sa assumere con responsabilità un servizio di comunione e di dialogo nella chiesa e nel mondo.

Il terzo capitolo “Responsabili nel mondo” vuol fare acquisire all’adolescente una maturità critica nei confronti delle cose. L’uso dei beni deve servire alla crescita della persona, prendendo le distanze da un vasto repertorio di idolatrie collettive e promuovendo invece nell’adolescente atteggiamenti di essenzialità, di condivisione di sensibilità per i problemi della giustizia e della pace.

Il quarto capitolo “Liberi per amare” affronta un altro punto nodale della fede, quello di vivere l’originalità e l’impegno della libertà dei figli di Dio. L’esercizio della libertà resta sempre esposto al rischio di manipolazioni consumistiche e libertarie e ai condizionamenti sociali e ideologici. La strada della vocazione alla libertà dei figli di Dio, tracciata da Cristo nel dono totale di sé al Padre e agli uomini, invita l’adolescente a progettare un’esistenza continuamente chiamata ad aprirsi al dono di sé.

Il capitolo quinto “Chiamati a seguire Gesù” segna il punto di convergenza vocazionale di tutto il progetto del catechismo. Agli adolescenti è richiesta, nella docilità alle ispirazioni dello Spirito, un’opera di discernimento in vista di una scelta stabile di vita. La vocazione che Dio propone in modo specifico al cristiano è un’esigenza connaturale alla storia della salvezza. La più alta e significativa promozione dell’uomo si attua in un dialogo “partnerario” tra l’uomo e Dio e le vocazioni fondamentali della vita cristiana, presentate all’adolescente, al matrimonio, alla vita religiosa, al presbiterato e agli altri ministeri ecclesiali, costituiscono il messaggio più rispondente alle aspirazioni creative dell’età adolescenziale.

Il sesto capitolo “Crescere nella speranza” evidenzia il terreno di prova in cui l’adolescente è maggiormente coinvolto e chiamato a crescere. L’azione catechistica vuole promuovere un’educazione alla fede, in Gesù che ci ha “scelti”, compenetrata da una grande e significativa dimensione di speranza sull’oggi e il futuro della storia. Nella Pasqua di Cristo Dio abbatte l’ostacolo più tremendo della disperazione e rivela la sua straordinaria potenza di vita nella risurrezione da morte. L’adolescente è chiamato a nutrirsi di speranza cristiana e a diventare lui stesso un seminatore di speranza, corredata dal suo entusiasmo contaminante e dalla limpidità gioiosa dei suoi progetti. La chiesa ha bisogno di essere continuamente rigenerata e tonificata anche dalla forza dirompente della speranza cristiana dei giovani.

La dimensione vocazionale del gruppo degli adolescenti si configura soprattutto con impegni precisi e qualificati, esercitati all’interno della propria comunità cristiana, impegni da tutti riconosciuti e per i quali il gruppo degli adolescenti riceve dalla stessa comunità uno speciale mandato.

 

 

C.d.G. /2 “Non di solo pane”

Il catechismo per l’età giovanile si caratterizza per un progetto di vita cristiana atto a definire in modo stabile la personalità e il ruolo del giovane nella società e nella chiesa. Dinanzi alle grandi crisi della società contemporanea i giovani avvertono il bisogno di dare un senso preciso alla loro esistenza.

Le aree delle scelte vocazionali giovanili emergono necessariamente dalle grandi aree esistenziali: il senso della vita, la ricerca di Dio, l’adesione a Gesù Cristo e alla chiesa, nell’attuale contesto storico. All’interno di questi grandi orizzonti il giovane è chiamato a compiere la propria scelta vocazionale, cosciente e responsabile. La ricchezza e la problematicità della ricerca dei giovani sui grandi problemi esistenziali, storici, culturali, sociali e ecclesiali configura le decisioni e le scelte vocazionali impegnative dei giovani.

Un autentico cammino vocazionale di un gruppo giovanile si attua come esperienza di chiesa, che si fa prossima all’uomo in atteggiamenti di volontariato e di servizio, a partire dagli ultimi.