Situazione attuale delle vocazioni
Durante i lavori della XXIII Congregazione Generale, che ha avuto luogo nella mattinata di sabato 20, Monsignor Pio Laghi, Arcivescovo titolare di Mauriana, Pro-Prefetto della Congregazione per l’Educazione Cattolica, ha svolto una relazione sull’attuale situazione delle vocazioni. Eccone una sintesi dall’Osservatore Romano del 21.X.90.
Le vocazioni nell’ultimo ventennio presentano questa triplice tipologia:
– Faticosa ripresa nei Paesi a “cattolicesimo maturo” (Europa, Nordamerica, Australia);
– Costante incremento nei Paesi a “cattolicesimo emergente” (Africa e Sud-Est Asiatico);
– Aumento nelle nazioni a “cattolicesimo consolidato” (Centro e Sudamerica).
I paesi a “cattolicesimo emergente” hanno problemi di strutture e di personale competente per la formazione. I Paesi a “cattolicesimo maturo” hanno difficoltà nella crescita delle vocazioni (le ordinazioni non compensano decessi e defezioni e non attenuano la sproporzione fra clero e popolazione). I Paesi a “cattolicesimo consolidato” registrano un carico pastorale molto elevato.
– Le vocazioni sono in costante aumento nei Paesi in cui la Chiesa è in minoranza (es. India, Corea) oppure dove è stata oppressa o limitata nella libertà;
– L’aumento delle vocazioni è forte nei Paesi con basso tenore di vita, dove le parrocchie sono comunità vive e dove è forte l’impegno missionario;
– Nei Paesi ad alto tenore di vita la ripresa vocazionale è molto lenta (causa soprattutto la denatalità).
1. Sguardo panoramico
Il trend è positivo. I sacerdoti sono calati di 16.505 unità dal 1979 al 1989 (- 5.761 diocesani; – 10.744 religiosi).
Nel gennaio 1988-89 sono globalmente diminuiti di 313 unità (+ 515 diocesani e – 828 religiosi), Crescita in Asia (+ 634), in Africa (+ 398), in America (+ 145). Diminuzione in Oceania (- 21) e in Europa (- 1.469).
Nel decennio 1978-89 le ordinazioni dei sacerdoti diocesani sono in crescita; quelle dei religiosi, in calo fino al 1984, sono ora in ripresa. Il totale è in crescita.
Il numero dei decessi è tendenzialmente in aumento. Il numero delle defezioni è fluttuante, ma complessivamente in declino.
I seminaristi maggiori (diocesani e religiosi) sono aumentati globalmente, con una punta maggiore in Africa. Dal 1975 (culmine della crisi) ad oggi si registra un aumento di 30.000 candidati di filosofia e teologia. Nel 1989 abbiamo un aumento di 1.749 seminaristi rispetto al 1988. L’aumento maggiore si è avuto in Africa (+ 1.164). Segue l’Asia (+ 672), l’America (+ 415). Regresso invece in Oceania (- 15) ed in Europa (- 487).
2. Analisi della situazione
Le cause della crisi si ricollegano a tre situazioni: la famiglia (riduzione delle proposte educative, insufficiente formazione di fede, possessività dei genitori, cultura secolarizzata); la Chiesa (una parte sia pur minoritaria del clero non ha capito o accettato la figura sacerdotale del Vaticano II, i sacerdoti in crisi hanno favorito l’immagine di gente frustrata, una qual certa indolenza nella promozione vocazionale, chiusura dei seminari minori); la società (oltre alle grandi trasformazioni, al secolarismo, materialismo, urbanesimo, la cultura odierna tende a minimizzare il valore del sacrificio e della costanza negli impegni, la scuola presenta una antropologia secolarizzata).
3. Fattori positivi
Ve ne sono molti nei giovani di oggi: generosità, accresciuta sensibilità ai bisogni umani e spirituali del mondo. Inoltre il Magistero ha evidenziato gli aspetti dottrinali e pastorali delle vocazioni. La proposta vocazionale si è fatta più coraggiosa ed è inserita nella pastorale ordinaria.
4. Prospettive
Tutte le Conferenze episcopali hanno segnalato punti di speranza:
– Primato della preghiera;
– Pastorale delle vocazioni inserita nella pastorale d’insieme;
– Maggiore coraggio nel fare la proposta vocazionale ai giovani;
– Rinnovamento nella vita dei seminari (introduzione dell’anno propedeutico e forme complementari dei seminari minori, come seminari famiglia, foyer, case di accoglienza…);
– L’impegno formativo della scuola cattolica e la crescita dello spirito missionario;
– I movimenti ecclesiali.
5. Rinnovamento e sviluppo della pastorale vocazionale
I punti essenziali della pastorale vocazionale:
– Importanza primaria della preghiera e della catechesi;
– Famiglia e parrocchia luoghi privilegiati della pastorale vocazionale;
– Importanza dell’impegno della Chiesa a servizio della promozione umana e della missionarietà della comunità cristiana;
– Maggiore collaborazione fra diocesani, religiosi, religiose e laici consacrati;
– Preparazione degli operatori della pastorale vocazionale e dei formatori;
– Maggiore valorizzazione di gruppi, associazioni e movimenti nell’animazione vocazionale.