N.04
Luglio/Agosto 1991

Un monastero invisibile per le vocazioni

 

Perché questa proposta?

Con sempre maggior frequenza capita di incontrare dei cristiani che esplicitamente sottolineano quanto sia stato e sia per loro importante l’avere incontrato delle persone totalmente consacrate a Dio (sacerdoti, frati, suore, missionari…) che sono state uno strumento prezioso nelle mani del Signore… per condurre a Lui, per sostenere nel cammino di crescita umana e cristiana.

Da questa e da molte altre considerazioni, senza nulla togliere allo specifico contributo che possono e devono dare i fedeli laici, emerge come sia di vitale importanza che la testimonianzaservizio della vita consacrata perduri, con vitalità, nell’oggi e nel domani della Chiesa e del mondo.

Le vocazioni di speciale consacrazione sono una realtà che non riguarda semplicemente qualcuno, ma riguarda tutti. Queste vocazioni sono davvero un dono: un dono per chi riceve questa chiamata e un dono per tutti, perché la persona consacrata è al servizio di Dio e di tutti.

Il Signore Dio vede la necessità della Chiesa e dell’umanità: Lui vede e si muove, chiama, manda; Lui la sua parte la fa e bene, con fedeltà, senza mai stancarsi. Lui è il migliore e il più fedele alleato dell’uomo: non vuole che manchi in mezzo al suo popolo la testimonianza-servizio delle persone consacrate.

Uomini e donne chiamati dal Signore ad una vita di speciale consacrazione ci sono perciò anche oggi, come sempre. Infatti, quello di oggi non è un problema di “chiamata”, ma un problema di ascolto del Signore che chiama, di risposta generosa, di adesione gioiosa e forte al progetto di Dio. Oggi, frastornati come si è da un’infinità di messaggi e di progetti, tutti seducenti, si rischia di chiudere il cuore e la vita di fronte alla chiamata-progetto di Dio e con estrema fatica si riesce a formulare con libertà e verità la domanda di Francesco d’Assisi: “Signore, che cosa vuoi che io faccia?”.

Oggi, chi è chiamato dal Signore alla vita consacrata deve affrontare una dura lotta: una lotta con se stesso, col proprio egoismo, con le proprie paure, con l’orizzonte ristretto di progetti centrati sul proprio io; una lotta con la famiglia, assai spesso non disposta a rinunciare, per il Signore, a progetti confezionati sulla persona del proprio figlio o della propria figlia; una lotta contro la mentalità corrente, che non coglie il valore di tutto ciò che non è traducibile in moneta, in prestigio, in piacere; una lotta, a volte, anche contro un certo attivismo della comunità ecclesiale, talvolta più presa dai “molti servizi” che attenta a promuovere e sostenere cammini personali di ascolto e di risposta al Signore che chiama.

In ogni caso la chiamata di Dio non può, non deve essere soffocata: sarebbe come soffocare la vita, imprigionare l’amore, chiudersi alla vera gioia che il Signore vuole dare.

 

 

Che fare?

La proposta che qui ti viene presentata è molto semplice: anche tu puoi fare la tua parte, anche tu puoi collaborare per costruire, con l’aiuto di Dio, un ambiente che favorisca l’ascolto del Signore che chiama e la risposta positiva a ciò che Lui chiede.

Concretamente si tratta di:

1. Pregare (proposta del “monastero invisibile”): perché il Signore mandi operai nella sua messe; perché chi è chiamato si renda disponibile, ascolti, risponda con un “SÌ”; perché a coloro che già vivono una vocazione di speciale consacrazione il Signore faccia il dono di perseverare con fedeltà nel servizio suo e dei fratelli.

2. Testimoniare con la vita e con la parola: che il Signore chiama e chiama per nome, che ha un progetto d’amore su ciascuno dei suoi figli, che vivere è rispondere “SÌ” alla chiamata di Dio.

3. Consigliare: stimolando in particolare i giovani e le giovani ad affrontare la vita come chiamata di Dio, testimoniando l’importanza che ha il farsi aiutare per impostare, con l’aiuto di un direttore spirituale, un cammino di ascolto del Signore e di risposta alla sua chiamata; è importante, quindi, indirizzare verso persone che si sanno disponibili ad offrire un aiuto personalizzato per un serio, aperto e sereno discernimento vocazionale.

4. Suggerire iniziative che si ritengono utili per sostenere il cammino di chi vuole capire e fare ciò che Dio chiede.

 

 

Il monastero invisibile

È una realtà non fatta di muri, ma di preghiera: la preghiera di tutti coloro che scelgono di impegnarsi, un’ora ogni mese, per pregare per le vocazioni di speciale consacrazione.

È così che, piano piano, col contributo di tante persone sensibili e generose, per la comunione che la preghiera costruisce, si potrà realizzare un vero e proprio “monastero”, anche se invisibile, dal quale, con insistenza e costanza, salirà la preghiera al “Padrone della messe”.

 

 

Come farne parte

È sufficiente segnalare la propria disponibilità a dedicare un’ora fissa, del giorno o della notte, in una precisa giornata di ogni mese, alla preghiera per le vocazioni di speciale consacrazione. Questa ora ciascuno potrà viverla pregando nei modi, nelle forme e nel luogo che riterrà più opportuni.

Un’ora al mese è ben poca cosa in confronto al tempo che il Signore ci dona, ma è già un segno importante di disponibilità a collaborare con Lui che sempre è premurosamente attento alle necessità della Chiesa e dell’umanità.

 

 

 

Comunicare

A Fr. Adriano Parenti, Fraternità di accoglienza vocazionale – Convento Cappuccini via Ganaceto 129 – 41100 Modena (tel. 059/223651-223513), il giorno del mese, l’ora di preghiera scelta e i propri dati con l’indirizzo.