N.05
Settembre/Ottobre 1991

L’impegno per le vocazioni nel cammino unitario della Chiesa portoghese

 

1. La Chiesa in Portogallo ha dei ritmi fondamentali che sono uniformi e che rivelano uno sforzo progressivo. Mi riferisco, ad esempio, all’educazione della fede nei bambini (catechesi), alla formazione religiosa nelle scuole, alle varie forme di evangelizzazione popolare nelle comunità, alla persistenza di una pastorale vocazionale, di volta in volta più o meno strutturata… Ogni Diocesi avanza autonomamente, tuttavia esiste una stimolante convergenza di criteri.

Inoltre, altre azioni intensive (aperte a tutte le Diocesi) favoriscono una formazione sistematica (ad esempio nel campo della Liturgia, della Pastorale Vocazionale, dagli Educatori dei Seminari) o attraverso argomenti occasionali di cultura religiosa.

La Campagna della Domenica (educazione e stimolo alla celebrazione) è stata ricca e copiosa nell’aspetto dottrinale.

Ma l’ambito in cui il rinnovamento è più vicino alle persone e con esse realizzato, è in seno alle comunità diocesane. Tutte, infatti, attuano la formazione per gruppi – l’apostolato più responsabile – e mantengono in funzione una Scuola di Formazione (con diversi nomi e livelli), in collaborazione con il Piano Pastorale Diocesano.

È tutto qui ciò che si fa in favore della nuova Evangelizzazione? Naturalmente no. Ma sia la “Scuola” che il “Piano” sono due strumenti fondamentali di rinnovamento. La Scuola va risvegliando nei laici l’interesse per gli studi Teologici, sulla via che conduce all’Università. E il Piano istituisce la collaborazione ed il dialogo nelle comunità.

Ma posso dire che non è tutto qui, poiché il contatto con la Parola di Dio è fondamentale, ed un grande sforzo è stato fatto per il rinnovamento della Liturgia e per la divulgazione di Corsi Biblici nelle parrocchie.

La Nuova Evangelizzazione, però, richiede un grande impulso e dei gesti concreti. Si avverte, infatti, l’affermarsi (anche tra i cristiani) di false “divinità” che minacciano di corrompere l’Europa: il concetto di ricchezza, per il quale tutto si misura in base all’efficacia (e dove non c’è spazio per la gratuità umana e la misericordia divina), e l’indifferentismo morale (divenuto quasi una religione) che progressivamente anestetizza le coscienze dei credenti.

A tale riguardo, dato che pochi giorni fa ho scritto ciò che segue a proposito di queste due minacce di corruzione, mi ripeterò: “Questi pericoli sono attraenti e coincidono con una certa folgoranza del progresso, che si manifesta in ambito economico e nella attenuazione delle frontiere tra gli stati. Per questo il loro contenimento risulta difficile e la loro denuncia diviene quasi un affronto: in questo caso, infatti, sembra che la virtù debba coincidere con la moda! E intanto, se le misure della farina umana acquistano volumi e contorni diversi, il lievito del Vangelo deve essere adeguato e persistente. Ossia: la Nuova Evangelizzazione (in questo caso Rievangelizzazione, come il Papa la chiama nella Redemptoris Missio) deve essere attenta, vicina agli ambienti e alle persone, annunciatrice di promesse che non si confondono con il lucro. Di sicuro deve avvenire più in mezzo alla gente, con itinerari catecumenali di formazione, esposta alla coerenza della vita e alla testimonianza. Deve scendere dal piedistallo dei discorsi ed educare attraverso il dialogo, la preghiera e la partecipazione responsabile. La fede deve entrare nella concorrenza per l’essenziale e senza equivoci, a fianco della vita, della persona, della famiglia. E non può, senza tradimento o infedeltà, cedere a compromessi che sacrifichino una qualsiasi tra loro”.

Anche per quanto concerne la Pastorale Vocazionale si fa strada una sensibilità più attenta. E questo per due vie: formazione ed organizzazione.

Quanto alla formazione, si è riusciti a far sì che le Diocesi e le Congregazioni Religiose organizzino, tutti gli anni ed in comune, una settimana di studi sulla Pastorale Vocazionale.

E quanto all’organizzazione, si nota uno sforzo nella direzione del “Documento Conclusivo” risalente agli anni passati, di Roma. Soprattutto si parla della vocazione in senso ampio; si riflette sui tre propositi: risvegliare, accompagnare, discernere; e gradualmente si attivano i Segretariati Diocesani di questa Pastorale.

Si organizzano campi di vacanza e ritiri vocazionali (i Religiosi, in particolar modo, vi partecipano) e le Diocesi creano i cosiddetti Pre-Seminari, che offrono una formazione e un sostegno regolare – affiancando le famiglie – ai futuri candidati al sacerdozio.

Questa è la via seguita dalla Pastorale Vocazionale.

 

 

2. La Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni riceve un’intensità di attenzione diversa in ognuna delle Diocesi. Ma c’è uno sforzo comune, condotto dalla Commissione Episcopale, che impegna Diocesi e Religiosi: il comunicato alla radio e alla stampa, il manifesto, lo schema omiletico, la preghiera…

In generale questa attenzione si estende a tutta la Settimana. Nella Diocesi che guido questa attività si protrae per il mese di maggio nel modo seguente: si costituiscono gruppi misti – sacerdote secolare e/o religioso, religiosa, seminarista, membro dell’Istituto Secolare – che si recano alle parrocchie per portare la loro testimonianza celebrando, parlando e contattando i giovani.

Inoltre, un po’ dappertutto, all’Apostolato della Preghiera viene soprattutto (ma non solo) affidata la promozione della preghiera mensile per le Vocazioni.

Se è certo che negli anni seguenti il Concilio Vaticano II c’è stata una diserzione generalizzata in questo campo, che si è riflettuta profondamente nelle comunità, e se, successivamente, ci sono state delle esagerazioni nel recupero e nel modo di motivare le vocazioni, oggi si lavora infine con serenità, e il “servizio per il prossimo” ispirato dalla fede va suscitando la generosità dei giovani che riescono ad essere attenti.

Dico “che riescono ad essere attenti” perché il consumismo, l’edonismo e la moda sono seducenti e svuotati di ideale. La preghiera e l’impegno virtuoso, in particolare, vengono aborriti: e senza questi le Vocazioni non fioriscono.

In conclusione: la Giornata di Preghiera per le Vocazioni deve essere per le comunità quello che l’albero maestro è per le navi, eleva le intenzioni e fa convergere gli sforzi.

Invochiamo dal Signore delle Messi operai per la Sua Messe!

 

 

A Pastoral Vocacional em Portugal

Augusto César Alves Ferreira da Silva, Bispo de Portalegre e Castelo Branco

 

 

1. A Igreja, em Portugal, tem ritmos fundamentais que sdo uniformes e revelam um esforço progressivo. Refiro-me, por exemplo, à educaçao da fé nas crianças (catequese), à formaçào religiosa nas Escolas, a formas de evangelizaçao popular nas comunidades, à persisténcia duma pastoral vocacional, mais ou menos estruturada… Cada Diocese caminha por si, mas hd uma aproximaçao de critérios estimulante.

Além disso, outras acçóes intensivas (abertas a todas ad Dioceses), favorecem uma formaçao sistematica (por exemplo, no campo da Liturgia, da Pastoral Vocacional, dos Formadores dos Semindrios) ou por assuntos ocasionais de cultura religiosa.

A Campanha do Domingo (formaçao e est mulo à celebraçào)foi multo rica e abundante em doutrina.

Mas onde a renovaçao é mais ao pé das pessoas e feita com elas, é no seio das comunidades diocesanas. Pois todas praticam a forma – pdo por grupos, o apostolado mais responsdvel, e mantém em funcionamento uma Escola de Formaçào (com nomes e níveis diversos) em colaboraçao com o Plano Pastoral Diocesano.

Serà tudo o que se faz a favor da Nova Evangelizaçao? Nào é. Mas tanto a Escola como o Plano, sdo dois instrumentos fundamentais de renova!pùo. A Escola vai despertando nos leigos o interesse pesos estudos Teológicos, a caminho da Universidade. E o Plano institui a colaboraçào e o didlogo nas comunidades.

Mas digo que mio é tudo, pois o contacto com a Palavra de Deus é fundamental, e tem-se feito um esforço grande na renovaçao da Liturgia e na divulgaçao de Cursos Biblicos pelas paroquias.

Mas a Nova Evangelizaçào precisa dum impulso grande e de gestos concretos. Pois, sente a instalaçào (mesmo no meio dos cristàos) de “deuses” falsos que ameapam corromper a Europa: o conceito de riqueza que tudo mede pela eficacia (e nào dd lugar à gratuidade humana e à misericórdia divina); e o indiferentismo moral (tornado quase religiào) que anestesia progressivamente a consciéncia dos crentes.

A este respeito, vou-me repetir, pois escrevi, hà dias, o que segue, sobre estas duas ameapas de corrupçào: “Estes perigos sào atraentes e coincidem com uma certa fulgurància de progresso, que se manifesta no campo económico e na mitigaçào das fronteiras estaduais. Daí, que a sua detençào seja difícil e a denúncia uma quase afronta. Pois, a virtude, neste caso, parece que devia coincidir com a moda! E, no entanto, se as medidas de farinha hmana adquirem volume e contornos diferentes, o fermento do Evnagelho hà-de ser adequado e persistente. Ou seja: a Nova Evangelizaçào (neste caso Reevangelizaçào, como lhe chama o Papa, na Redemptoris Missio) deve ser atenta, próxima dos ambientes e das pessoas, anunciadora de promessas que nào se confundem com o lucro. Decerto, deve ser mais a pé ou ao pé das pessoas, com itineràrios catecumenais de formaçào, exposta à coeréncia de vida e ao testemunho. Deve apearse dos discursos e formar pelo dialogo, pela oraçào e pela participaçào responsàvel. A fé tem de entrar na concorréncia pelo essencial e sem equívocos, ao pé da vida, ao pé da pessoa, ao pé da família. E nào pode, sem traiçào, ou infidelidade, ceder a compromissos que sacrifiquem qualquer delas”.

Sobre a Pastoral Vocacional, também se abre uma sensibilidade mais atenta. E isto, por dois caminhos: formaçào e organizaçào.

Quanto à formaçào, conseguiuse que as Dioceses e as Congregapóes Religiosas organizassem, em comuni e cada ano, uma semana de estudos sobre a Pastoral Vocacional.

E quanto à organizaçào, notase um esforpo na direcpdo do “Documento Conclusivo” de ha anos, em Roma. Sobretudo, fata-se da vocaçào em sentido ampio; reflecte-se àcerca das trés atitudes: despertar, acompanhar, discernir; e vém-se attivando os Secretariados Diocesanos desta Pastoral.

Organizam-se campos de férias e retiros vocacionais (os Religiosos, sobretudo, vào muito por aqui) e as Dioceses criam os chamados Pré-Semindrios que oferecem uma formaçào e acompanhamento regular, ao pé das familias, para os futuros candidatos ao sacerdocio.

A Pastoral Vocacional vai por aqui.

 

 

2. 0 Dia Mundial de OraQào pelas Vocaçóes recebe intensidade diferente em cada Diocese. Mas hd um esforpo comum, liderado pela Comissdo Episcopal, empenhando Dioceses e Religiosos: comunicapdo à rddio, à imprensa, cartaz, esquema homilético, oraçào…

Geralmente, alarga-se esta preocupaçào à Semana toda. Na Diocese que pastoreio, prolonga-se esta actividade ao !ongo do més de Maio, do seguinte modo: Constituem-se equipas mistas: sacerdote (secular e/ou religioso, religiosa, seminarista, membro de Instituto Secular) – e vão dar o seu testemunho às paróquias, celebrando, falando, contactando com os jovens.

Ainda, um pouco por toda a parte, confia-se ao Apostolado da Oraçào mormente (mas nào só) a promopào da orapào mensa! pelas Vocaçóes.

Se è certo que nos anos após o Concilio Vaticano II houve uma demissdo generalizada neste campo, que se reflectiu porfundamente nas comunidades; e se, após, houve exageros na recuperapào e no modo de motivar as vocapóes; – hoje, trabalha-se com serenidade e o “serviço ao próximo” inspirado pela fé, vai suscitando generosidade nos jovens que conseguem ser atentos.

Digo que conseguem ser atentos, porque o consumismo, o edonismo e a moda, sdo sedutores e esvaziam de ideal. Sobretudo aborrecem a oraçào e o compromisso virtuoso. E, sem isso, as Vocaçóes nào florescem.

Em conclusdo: o Dia de Orapdo pelas Vocapóes deve ser, para as comunidades, o que o mastro grande é para o navio – eleva as intençóes e faz converger os esforpos.

Pepamos ao Senhor da Messe operdrios para a Sua Messe!