Istituti secolari e compito degli adulti nella pastorale vocazionale
La storia delle vocazioni secolari dimostra che oggi la proposta vocazionale si indirizza quasi esclusivamente agli adulti. Adulto è quindi colui che fa la proposta e, nello stesso tempo, adulto è il destinatario di tale proposta.
Questo lascia subito trasparire uno stile da mantenere nella pastorale vocazionale; si tratta di avviare un dialogo, una comunicazione del modo storico di vivere la fede, un comunicare all’altro qualcosa di bello che tu hai scoperto e che stai vivendo, sapendo attendere che l’altro, se Dio vuole, possa arrivare a condividere quello che tu di bello hai, ma con grande libertà e rispetto del suo cammino. Occorre tener presente sempre che l’adulto ha già orientato la sua vita, ha già fatto delle scelte fondamentali per la propria vita: la scelta professionale, ad esempio, l’impegno sociopolitico ed ecclesiale; è necessario dunque che gli adulti degli I.S. che si rivolgono ad altri adulti siano attenti a capire il progetto del Signore nella vita delle persone e a cogliere gli elementi essenziali della vocazione secolare senza forzature e tenendo sempre presente che Dio, nel suo rapporto con gli uomini, non fa violenza.
Nella pastorale vocazionale, così come nell’evangelizzazione, è opportuno rivedere il linguaggio con cui si comunica la fede; oggi, troppo spesso, la fede ha smarrito la sua forza interpellante e si è ridotta ad un semplice discorso rassicurante elaborato con frasi stantie che non hanno più alcuna incidenza; la relazione con uomini e donne adulte, spesso diverse da noi per cultura e storia esige che la riflessione di fede e la proposta vocazionale si collochi nel dialogo con gli uomini che parlano un linguaggio differente dal nostro ed esige che alcuni aspetti del carisma degli Istituti Secolari vengano ripensati e riproposti tenendo conto delle differenze culturali, della filosofia e della prassi di altri popoli.
Questo è possibile solo se gli adulti appartenenti agli Istituti Secolari, come singoli e come gruppi (sia a livello di Istituti, sia a livello di collegamenti) si pongono in serio ascolto della Parola di Dio e della storia e si preoccupano di lasciar trasparire o di comunicare l’Ascoltato e non sistemi di pensiero. Si tratta di essere uomini e donne in attento ascolto di quanto lo Spirito dice alle Chiese e al mondo; si tratta di lasciare che il mondo e gli uomini del nostro tempo possano essere interlocutori che la Chiesa ha l’obbligo di ascoltare.
Oggi, nella pastorale vocazionale, altri servizi oltremodo urgenti devono essere assunti dagli adulti laici appartenenti agli Istituti Secolari: da una parte è necessario aiutare i laici a comprendere che hanno un compito creativo nella Chiesa, aiutarli a divenire soggetti all’interno della comunità cristiana e responsabili dell’evangelizzazione e, cosa non facile, educarli a portare dentro la Chiesa il punto di vista del mondo e la storia; dall’altra parte è necessario lavorare perché, nella Chiesa, aumenti la conoscenza di questa vocazione secolare che lo Spirito Santo ha suscitato nella storia del nostro tempo per il bene più ampio della comunità cristiana e del mondo; occorre tener presente che la nostra vocazione, come qualsiasi altra vocazione, non è finalizzata soltanto alla santificazione dei singoli, ma è sempre per un cammino più ampio della fede della Chiesa, della spiritualità e della teologia.