La “Giornata” in parrocchia nello spirito di una pastorale ordinaria in chiave vocazionale
Parrocchia di S. BARTOLOMEO AP. Ossi (Sassari)
La preparazione
Per un anno e mezzo circa un gruppo di persone, chiamate a svolgere un particolare servizio nella parrocchia, cioè l’Animazione Liturgica Domenicale e in alcune celebrazioni settimanali, ha svolto il lavoro di preparazione della Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni attraverso incontri mensili così organizzati.
Tema generale: “Dio chiama: in che modo? Come io rispondo?”
Ogni incontro iniziava con un canto adatto, quindi seguiva la proposta del tema specifico (di cui seguirà l’elencazione), una breve riflessione, il dialogo-dibattito e si concludeva con un canto. Da notare che per ogni riflessione, come per i canti di ciascun incontro, si redigeva un commento scritto. Quanto veniva proposto è servito per introdurre i momenti della celebrazione e della manifestazione con la presentazione del concertopreghiera, che si sono tenuti nel salone parrocchiale il 24 aprile 1994, Giornata Mondiale di Preghiera perle Vocazioni, davanti a un folto numero di persone assai attento e partecipe. Tenendo presente il tema della Giornata: “Ti ha dato se stesso gratuitamente”, veniva narrata e descritta la storia della chiamata e della risposta dell’uomo, che sceglie Cristo quale unico e vero modello di vita. Da rilevare che la scelta dei diversi temi come dei canti è avvenuta in modo organico e conseguenziale, tale da costituire la descrizione di una storia logica e autentica, da proporre all’attenzione di tutti, di modo che ciascuno potesse trarne conseguenze operative.
La celebrazione Eucaristica e di conseguenza tutta la vita liturgica della comunità ha costituito il momento centrale di convergenza, di permanenza e di missione, in cui tutto il cammino vocazionale si è radicato e da cui è scaturito rinnovato e arricchito.
Le celebrazioni domenicali e festive in particolare, con l’ascolto della Parola di Dio, la preghiera e il canto, sono state vissute come l’arrivo a un traguardo e la gioia di una nuova partenza per un cammino sempre più responsabile e fecondo.
La comunità parrocchiale ha seguito le varie tappe con particolare interesse e partecipazione, tali da far sperare in frutti migliori. Da ricordare anche l’incontro di preghiera per le vocazioni del 19 Febbraio, organizzato dal Centro Diocesano Vocazioni ed animato dai giovani della parrocchia.
La celebrazione della Giornata Mondiale di Preghiera perle Vocazioni del 24 Aprile è stata a dir poco stupenda; sono stati distribuiti ai fedeli della comunità parrocchiale centinaia d’inviti con relativi simboli e diciture vocazionali, onde favorire una numerosa e condivisa partecipazione sia alla celebrazione della Pasqua settimanale come al recital proposto dai giovani.
Il recital presentava un ricco programma di riflessioni, scene e canti, con l’ausilio di adeguate diapositive e di simboli, che richiamavano il messaggio proposto dai testi. I consensi ottenuti da parte dei presenti sono stati notevoli e si sono espressi nella richiesta di frequenti incontri del genere.
Il lavoro di preparazione, di celebrazione e di conclusione è stato appoggiato e favorito dal contributo della radio parrocchiale, che ha proposto letture, preghiere, canti e slogan vocazionali.
In merito, non si può dimenticare l’iniziativa del rosario meditato, scandito da canti vocazionali che si svolgeva l’ultimo giorno di ogni mese e trasmesso contemporaneamente dalla radio. Facendo una verifica degli ultimi anni, dopo aver superato non poche difficoltà, di tempo e di assenteismo dall’impegno vocazionale, si riscontra una ripresa davvero consolante. Tuttavia rimane sempre molto da fare specialmente per quanto riguarda la sensibilizzazione degli adolescenti, spesso attratti da molte distrazioni e soggetti all’indifferenza vocazionale. Le prospettive comunque danno buone speranze, soprattutto in considerazione di un maggiore coinvolgimento nella partecipazione al cammino vocazionale, mediante gli incontri e la presenza attiva di responsabili locali e diocesani.
Prospetto dei temi svolti negli incontri
Dio chiama / Che cosa vuole Dio da me / Libertà di agire / La vera libertà sta nell’essere in grazia di Dio / Gesù chiede di seguirlo / Per essere sale della terra e luce del mondo / Prima che io nascessi il Signore aveva già un progetto su di me / Il sì di Maria e il mio sì / Cosa vorrei per il mondo / Un grido di pace / L’importanza dell’umiltà / Bisogna dare una svolta alla mia vita / Cosa devo fare perché tu sia felice di me / La croce segno di speranza, di sofferenza, di amore, di salvezza / Fidarsi: “Io ero fuori e là ti cercavo, ed ecco tu eri dentro di me” / Il Signore chiama sempre ogni giorno ciascuno a seguire la propria vocazione.
Prospetto dei canti corrispondenti ai temi trattati
Vocazione / Vivere la vita / Liberi / Presso di Te / Segui Me / Se sarete amore / Il disegno / Annunciazione / Vorrei / Vola colomba / San Damiano / Mille strade / Un giorno fra le mie mani / Se non fosse per te /Dove tu sei / Oggi io ti chiamo.
Prospetto dei simboli corrispondenti ai temi e ai canti
Candela accesa / Vangelo / Gabbia aperta / Stola viola / Orme / Spighe e sale / Rotolo con il nome / Diapositive / Mappamondo / Colombe / Tre pietre / Cartellone /Diapositive /Diapositive più crocifisso / Diapositive.
Antonio Sara
Parroco
Parrocchia di S. MARTINO Traversetolo (Parma)
Nelle nostre comunità parrocchiali l’appuntamento della Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, e di questo dobbiamo ringraziare il Signore, è particolarmente sentito e partecipato. Quest’anno poi il messaggio scelto dal CNV, in sintonia con il cammino della Chiesa Italiana, “Ti ha dato se stesso… gratuitamente”, è stato molto stimolante e ricco di provocazioni.
Mi si chiede come la mia parrocchia di Traversetolo (5.000 abitanti, un grosso paese nelle prime colline della provincia di Parma) ha vissuto questa giornata sorvolo sulle “cose solite”(?), ma assolutamente essenziali e sempre partecipate (adorazione eucaristica in parrocchia, animazione delle S. Messe domenicali, intervento durante l’incontro catechistico settimanale); voglio invece fermarmi su una iniziativa un po’ nuova, almeno per noi, che ha avuto un discreto successo.
Il CDV tramite il suo direttore ha organizzato un recital vocazionale per giovani presso una parrocchia della città sul tema della gratuità; ogni gruppo doveva portare qualcosa di “originale” (una canzone, una testimonianza, un mimo…). Con gli animatori e i ragazzi di terza media del gruppo ACR ci siamo messi all’opera: è nata così l’idea di fare un video! La partecipazione è stata a dir poco… “esplosiva”! Come traccia abbiamo seguito la stupenda favola di L. Tolstoy “La sorgente”, dopo aver riflettuto a fondo ci siamo buttati, con l’aiuto dei genitori, nell’opera. Chi era addetto alle riprese, chi alle voci, chi ai costumi… e la sorgente? Dove trovare una sorgente “adatta” allo scopo? Dopo una “breve” ricerca sul territorio, ecco quella giusta… Naturalmente sorvolo sulle “difficoltà tecniche” incontrate: prima fra tutte la stagione (un mese di pioggia e di inverno posticipato…), le riprese audio (… “perché Luca ride sempre e sbaglia le battute?”), nella favola si dice “era una calda giornata d’estate”… (c’erano meno di 10 gradi…)… Il risultato è stato però molto significativo: 4 pomeriggi di riprese, più 4 ore in “studio” per la composizione, i titoli, le musiche… per 8 minuti di video! Non nascondo la nostra “fierezza” quando è giunta la fatidica serata del recital; nonostante la pioggia battente (il diavolo ci mette sempre la…), c’erano tutti i ragazzi del gruppo con i loro genitori. Un esperto in video dirà che il risultato è molto modesto; per tutti noi era bellissimo, anche perché nato da loro, loro erano i protagonisti e poi c’è stata la possibilità di approfondire in modo originale un valore “vocazionale” importante legato al cammino annuale dell’ACR.
Concludo citando la parte finale della favola di L. Tolstoy: “La sorgente dice: io offro le mie acque per nulla a chi ne ha bisogno. Non chiedo ricompensa alcuna a chi giunge fino a me stanco e assetato. Fa’ altrettanto tu, uomo. Dona quello che hai senza limite, senza calcoli, senza rincrescimento, senza sospiri. E allora anche tu te ne andrai, come me, tra sponde fiorite, lietamente mormorando, e raggiungerai l’azzurro immenso dell’amore di Dio”.
Aldino Arcari
Parroco
Parrocchia dei Santi QUIRICO E GIULITTA Capannori (Lucca)
La diocesi di Lucca elaborò nei primi anni ottanta un Piano Pastorale Diocesano per le Vocazioni. È alla luce di questo piano che si comprende meglio l’attività promozionale ed educativa di una Parrocchia che vuole essere strumento nelle mani di Dio per suscitare vocazioni di speciale consacrazione. “Non si dà perciò una pastorale specifica per le vocazioni se non in una Comunità Ecclesiale dove si compie una continua catechesi, accompagnata da concreta esperienza di fede. Tutto ciò richiede che, per l’opera vocazionale specifica, si trasformino le nostre Comunità Parrocchiali in vere Comunità di fede, dove si conosce ‘il dono di Dio’ lo si sperimenta nella grazia e nella carità, per ‘ascoltare la voce’”. Nacquero così i Gruppi Vocazionali ed esperienze varie che hanno dato alcuni frutti. Si trattava poi d’inserire nell’ordinario tessuto formativo dei ragazzi e dei giovani la tematica vocazionale.
La nostra Parrocchia ha alle spalle una stagione di vocazioni: 8 sacerdoti diocesani viventi, 2 religiose Missionarie, una Comunità Religiosa Maschile di Carmelitani ed una Comunità di laiche consacrate con spiritualità carmelitana. Insieme a questo c’è sempre stata in parrocchia una sensibilità alle Missioni per una molteplicità di contatti con i missionari. Anche attualmente sono state fatte molte adozioni a distanza sia di ragazzi che di futuri sacerdoti e tutto ciò merito di un gruppo di animazione missionaria della parrocchia stessa.
Come Parroco sono qui da soli due anni e sapendo tutto ciò ho cercato di valorizzare il già fatto ed incrementandolo. Sogno il giorno in cui dei giovani (ragazzi e ragazze) si interrogheranno seriamente sulle loro scelte e qualcuno si decida per il sacerdozio o per la vita consacrata. Ho avuto fino a qui in venti anni di sacerdozio la grazia di accompagnare, guidare e discernere delle vocazioni, sia alla vita contemplativa, alla laicità consacrata e alla vita religiosa sia maschile che femminile, non specificamente al sacerdozio secolare, ma spero che questa sia la stagione che mi attende.
Le modalità di una pastorale vocazionale in Parrocchia è quella di tener sempre presente nella Catechesi ordinaria questa dimensione. I Catechisti nella loro formazione vengono aiutati a capire l’importanza del Sacerdozio, della vita religiosa. Per tutti, ma in special modo per gli adolescenti, e i giovani si stimola l’uso della direzione spirituale. Quando questa viene domandata e proposta si sappia che è la prima vera scuola di vocazioni. Si tratta di vivere la direzione spirituale con il suo significato pieno, cioè l’aiuto ad un itinerario personale di crescita nella fede e non come a volte viene presa: solo un confronto sui problemi per un equilibrio umano di ciascuno. Il dialogo con il direttore spirituale è orientato a scoprire la propria vocazione per viverla o a rimanervi fedeli se già la si è trovata.
I Catechisti educano i ragazzi alle grandi scelte della vita sia con il riferimento alla Parola di Dio sia con la Testimonianza vissuta e concretamente confrontata.
Nella preparazione alla Cresima si gettano le giuste basi di un interrogativo vocazionale, visto che tale sacramento fa adulti nella fede e invia a portare agli altri il Vangelo.
Due sacramenti vanno catechizzati e troppo spesso vengono trascurati nella catechesi ai ragazzi e sono il Sacramento del matrimonio e il Sacramento dell’Ordine, entrambi hanno una vocazione a l’origine e come tali debbono essere presentati.
La preghiera per le vocazioni entra nella preghiera ordinaria di tutta la Comunità e non solo in occasioni speciali o periodiche, questo per far sentire a tutti il senso dato da Gesù alla frase: “La messe è molta, ma gli operai sono pochi, pregate dunque il Padrone della messe perché mandi operai alla sua messe”.
Si invitano i ragazzi a partecipare alle iniziative diocesane: Festa del testimone, giornate al Seminario ecc. I Giovani partecipano ad incontri di preghiera promossi dal seminario Diocesano.
Un momento del tutto specifico è la Settimana che precede la Giornata delle Vocazioni. Famiglie e ragazzi vengono coinvolti in un programma intenso. Alcune volte, oltre la veglia di preghiera è stata fatta una tavola rotonda con la testimonianza delle diverse vocazioni, sacerdotale, religiosa, matrimoniale. In questa settimana l’attività catechistica sottolinea con maggiore forza ed efficacia la catechesi vocazionale e la vita cristiana che in quanto tale è risposta alla Chiamata di Cristo. Ogni anno in questa settimana si cerca di avere a disposizione un “testimone” sacerdotale o missionario, o religioso o religiosa che viva i vari momenti della Parrocchia. È una presenza che dà tono e valore a tutta la Settimana ed alla Giornata stessa.
Veramente interessante è stata la Settimana del ‘94 dove il messaggio portava l’attenzione alla famiglia intesa come primo luogo di formazione e di nascita delle vocazioni. I catechisti hanno chiesto alle famiglie facenti parte di un gruppo di coppie e di famiglie della parrocchia che fossero loro a fare catechesi nei gruppi sia con il rendere testimonianza di come vivevano la loro vocazione al matrimonio, sia come essere in pienezza famiglie cristiane dove possono nascere e svilupparsi delle vocazioni. Le coppie di sposi che si sono rese disponibili per questa esperienza sono state in un primo momento timorose e poi si sono preparate pregando e riflettendo e l’esperienza è risultata positiva sotto tutti i punti di vista. I ragazzi hanno partecipato con interesse e facendo molte domande e gli stessi sposi ne hanno ricevuto un arricchimento. Un’esperienza certamente da ripetere per la ricchezza di doni che ha portato aprendo spiragli alla grazia di Dio che può compiere ancora la Chiamata dei figli e avere ancora operai per il suo campo.
Alberto Brugioni
Parroco
Parrocchia di S. MARIA DEL DIVIN SOCCORSO Reggio Calabria
La nostra parrocchia è sempre stata sensibile e attenta alla pastorale con dimensione vocazionale, perché lo Spirito ci ha offerto numerose occasioni per interpellarci e per verificare le nostre vocazioni, chiamando, inoltre, diversi giovani a vocazioni di speciale consacrazione. Negli ultimi cinque anni più volte si è dato un taglio vocazionale alle veglie notturne di Pentecoste o alla festa parrocchiale in onore della Patrona S. Maria del Divin Soccorso, mettendo in evidenza le testimonianze dei giovani della nostra parrocchia che entravano in Seminario o in Istituti religiosi. Ormai è anche una tradizione, l’adorazione settimanale (di giovedì) per le vocazioni di speciale consacrazione. La settimana vocazionale perciò non è stata un momento isolato e peregrino, ma, si può dire, il culmine e l’evento “particolare” del nostro cammino in questo ambito. Per la preparazione di questa settimana di preghiera e di sensibilizzazione sono stati coinvolti il gruppo dei catechisti dei fanciulli insieme ai responsabili ACR, gli educatori dei giovani e gli animatori liturgici, oltre ad un seminarista ed una suora della nostra parrocchia. La nostra programmazione è stata orientata, primariamente, verso tutta la comunità, perché ogni fedele si sentisse interpellato, ma poi si è fissata verso alcune categorie di persone: i fanciulli del catechismo, i ragazzi dell’ACR, i giovani. Si è pensato di coinvolgere queste categorie con proposte di preghiera e momenti di riflessione, con veglie di adorazione e proiezioni di films. Infatti, per i bambini e i ragazzi è stato presentato il film sulla vita di S. Domenico Savio; successivamente, il giovedì pomeriggio essi sono stati invitati a pregare.
L’incontro di preghiera era così articolato: la proiezione di 4 diapositive, ognuna seguita da un semplice commento, da un canto e dall’offerta di un segno; l’ascolto di un brano evangelico con breve omelia; la testimonianza di un giovane seminarista della nostra parrocchia, fino a tre anni fa catechista, conosciuto ed amato da numerosi ragazzi. Seguivano le impressioni ad alta voce di alcuni fanciulli su ciò che avevano ascoltato. La proiezione di altre diapositive con le invocazioni, la benedizione ed il canto concludevano l’incontro. La partecipazione è stata numerosa, attenta e sentita, soprattutto per la presenza del seminarista.
Anche per i giovani sono stati programmati 2 momenti, come per i bambini: la proiezione di un film ed una veglia di preghiera. Il film scelto è stato su S. Francesco. La veglia di preghiera, realizzata il giovedì, alternava momenti di preghiera orale a momenti di adorazione silenziosa; infatti, ad una introduzione, accompagnata da canti e invocazioni, seguiva l’adorazione del SS. Sacramento. Poi il momento dell’ascolto: i brani biblici erano intercalati da canoni e da testimonianze lette. Abbiamo preferito leggere le vocazioni di personaggi famosi come Madre Teresa di Calcutta, Carlo Carretto e Von Balthasar, anziché le testimonianze dirette perché nella nostra parrocchia, grazie alle numerose vocazioni di speciale consacrazione, ci si è quasi “assuefatti” alle testimonianze che si seguono, a volte, solo con e per curiosità. Ad un momento di meditazione silenziosa e guidata è seguita l’offerta, da parte i tutti i presenti, di un fiore, simbolo della vita ricevuta, e la preghiera di S. Ignazio. La veglia è stata partecipata da numerosi giovani, ai quali era stato distribuito un foglietto con brani biblici e preghiere per facilitare la loro meditazione personale durante i momenti di silenzio.
Per la domenica, Giornata Mondiale di Preghiera perle Vocazioni, oltre alla Liturgia, improntata sull’argomento proposto dal CNV è stato preparato un foglietto, da dare a tutte le persone, con 4 brani biblici sulla vocazione, una testimonianza di Madre Teresa e 2 preghiere. Ciò per dare a tutti la possibilità di continuare a casa, durante la settimana, la meditazione e la preghiera. Dei foglietti simili, ma più semplici, sono stati distribuiti a tutti i bambini e ai ragazzi che hanno partecipato alla Celebrazione Eucaristica.
La Settimana Vocazionale ha senz’altro contribuito a sensibilizzare ulteriormente la nostra comunità, già molto attenta al problema delle vocazioni e più volte direttamente coinvolta. Ringraziamo sempre il Signore dei numerosi e continui doni di cui ci colma e che ci spingono a persistere nella nostra preghiera perché mandi numerosi operai nella sua messe.
Salvatore Nunnari
Parroco
Parrocchia di S. MARIA ASSUNTA Filottrano (Ancona)
Rivisito le immagini e la documentazione di alcuni “momenti forti” che la Comunità Parrocchiale di Filottrano ha vissuto verso la fine degli anni ‘80. I volti sono il ricordo di una esperienza di chiamata particolare: di quel “vieni e seguimi e va” che Cristo profonde ancora a piene mani nella Chiesa e che qualcuno degli “eletti” raccoglie, custodisce e vive. Il primo volto “pacioso” di un giovane frate: con semplicità dipana il filo di una storia curiosa: è dapprima Testimone di Geova: rientra nel ventre di colei che per prima lo ha generato alla Vita: la Chiesa cattolica; racconta la chiamata che lo porta a seguire le orme di Cristo, rivelatosi in Francesco di Assisi. Ricordo l’entusiamo di due giovani postulanti delle Figlie di S. Anna: storie normali, fatte di generosità, di voglia di servizio a Dio e ai fratelli, ma anche di tanti interrogativi di fronte alla “chiamata”. Mi ritornano in mente le parole di una giovane novizia delle Clarisse di Osimo: parole raccolte in una documentazione registrata ed accolte in religioso silenzio dai giovani convenuti per una Tavola rotonda. Il “Dire” della “Sua” terra del Nord Italia: il profumo dei “suoi” pascoli verdeggianti, ricoperti di fiori: il tintinnio delle mucche al pascolo… poi l’abbandono degli studi, lo stupore preoccupato degli amici di scuola, le lacrime di un papà e di una mamma. “Dio mi chiama ad amarvi e ad amare con i suoi pensieri ed il suo cuore: vado per seguire Cristo sulle orme di Chiara”. Don “Gerri” (così lo chiamavano i suoi amici), pretino fresco fresco e pieno di voglia di vivere: parla più con i gesti che con la lingua: è innamorato dei giovani, per loro vive e per loro profonde energie spirituali, mettendo a disposizione anche la 25a ora della sua giornata, in una attività che sa suscitare, cogliere, incoraggiare un “segno” della divina chiamata. È incaricato per la pastorale giovanile e vocazionale nella sua diocesi (Jesi). Ed ecco il richiamo al tessuto di fede, fatto di preghiera, dialogo, oblatività, testimoniato da due coniugi, non più giovanissimi, che parlano di matrimonio, di famiglia nel progetto di Dio con l’entusiasmo di due ventenni. Ci dicono di una fede riscoperta per mezzo di un movimento ecclesiale (i focolarini): raccontano di una fede in famiglia quale luogo privilegiato per accogliere l’Amore e la Parola di vita.
Fin qui la “memoria” o i ricordi. Ma cosa fa la Parrocchia di Filottrano per le Vocazioni? Fedele all’invito di Gesù: pregate il Padrone della Messe, eleva a Dio con la fede e le stanchezze della natura umana la propria invocazione.
Ogni settimana, tempo liturgico permettendo, celebra la Messa per le Vocazioni di speciale consacrazione. Vive momenti di “Adorazione e pietà Eucaristica” per le vocazioni. Si sforza di riprendere il dialogo con il mondo giovanile, facendo proposte di Direzione Spirituale.
Favorisce momenti di forte spiritualità con gli esercizi spirituali per giovani e adulti. Vive l’annuale Giornata per le Vocazioni, con Veglie di preghiera, testimonianza e raduna il popolo di Dio, consapevole che è “tra i figli dell’uomo” che Dio per opera dello Spirito, sceglie per mandare e implantare il Regno di Verità, Giustizia e Pace.
Parla alle famiglie cristiane dell’impegno di crescere nella vita di fede, per preparare il terreno adatto alla semina della Parola e della chiamata. Ma…
“Ogni albero che non porta frutto, sarà tagliato e gettato nel fuoco”. Quanti dubbi, incertezze, paure e poca fede. Il grande filone d’oro delle vocazioni è sembrato inaridirsi o forse del tutto scompare.
Ci siamo spesso lamentati con il Signore, noi operatori della pastorale (sacerdoti, religiose, laici) pensando che tutto dipendesse da noi, dal nostro affaticarci. Terra dimenticata da Dio! (abbiamo detto). Dallo scorso mese di ottobre, una giovane della nostra comunità, vive nel cuore della terra umbra, chiusa in un monastero…
Qualche giorno fa un ragazzo si accosta e dice: vorrei farmi prete. Sembra rinascere l’orgoglio di razza! Sentiamo invece una carezza della mano di Cristo, che come agli Apostoli, timorosi per la tempesta dice anche a noi: “Uomini di poca fede, perché avete dubitato?”
Roberto Peccetti
Parroco
Parrocchia di S. MARIA E S. MARTINO Tolmezzo (Udine)
La riflessione che segue riporta l’esperienza pastorale di Tolmezzo, una comunità di novemila abitanti a ridosso del confine austriaco. La Parrocchia appartiene all’Arcidiocesi di Udine e raccoglie, quasi in sintesi, tutte le ricchezze insieme ai problemi del territorio circostante che comprende una miriade di piccoli paesi di montagna. Al lavoro parrocchiale si affianca l’attività di tre comunità religiose femminili e di una comunità salesiana che, com’è suo carisma, cura in modo particolare il settore della pastorale giovanile.
Da quattro anni ormai sono impegnato nella vita pastorale della comunità di Tolmezzo, in modo particolare in mezzo ai giovani. Giunge ogni anno anche a me, insieme agli spunti per la celebrazione della Giornata Mondiale delle Vocazioni, una sorta di bollettino di guerra: il numero dei sacerdoti e religiosi deceduti con, subito a fianco, la breve lista dei “novelli”. La constatazione è amara: siamo alla fine di un’epoca e i tratti di quella nuova non ci sono affatto chiari. Il fenomeno più appariscente è la forte riduzione numerica di sacerdoti e consacrati ma un’attenta analisi porta ad intuire una realtà ben più ampia e sconcertante. La società friulana sta vivendo una profonda crisi religiosa che pervade tutti i campi dell’esistenza, da quello della vita, in quanto al senso e alla sua accoglienza, a quello della famiglia nel suo comporsi, a quello dell’impegno culturale e politico, a quello, infine e soprattutto, dei ministeri ecclesiali consacrati.
In questo ultimo decennio sono state attivate diverse strategie pastorali per sensibilizzare le comunità cristiane e per offrire strumenti di lettura e di analisi dell’ombra che stiamo vivendo. In modo particolare ha alzato la sua voce l’Arcivescovo mons. Alfredo Battisti che ha coinvolto le comunità parrocchiali in una seria riflessione ritmata dalle ultime tre lettere pastorali. “Supplico il Signore che il popolo friulano, in questa affascinante e drammatica ora storica, torni al Signore e non meriti la dura parola ispirata da Dio a Geremia (2,12-13): Stupite, o cieli, inorridite come non mai. Oracolo del Signore. Perché il mio popolo ha commesso due iniquità: essi hanno abbandonato me, sorgente di acqua viva, per scavarsi cisterne, cisterne screpolate, che non tengono l’acqua”[1]. Questo ritorno al Signore è la grande sfida che la Chiesa friulana sta affrontando in questo nuovo decennio di attività pastorale, una sfida a ritrovare la vocazione cristiana sopita, una lotta per la sopravvivenza di una identità ed una cultura profondamente segnate dalla predicazione del Vangelo: “Un popolo è vivo e sano fino a che sono vivi i valori che ne costituiscono l’anima. Il popolo friulano si trova di fronte ad una grande sfida. Custodire e trasmettere al futuro i valori culturali, morali e religiosi della famiglia friulana alle soglie del terzo millennio è la grande scommessa “per un popolo che non voglia morire”[2].
È quindi in questo contesto di grave crisi religiosa che si colloca il grave problema vocazionale. Il trapasso epocale che anche la Chiesa friulana sta vivendo, in modo particolare viene espresso nella crisi di due grandi vocazioni: quella del matrimonio e quella del sacerdozio ministeriale e della vita consacrata. Gravi sono i silenzi che conseguono alla chiamata al matrimonio e ancor più quelli che conseguono la chiamata al sacerdozio e alla consacrazione religiosa. Il recente Sinodo Diocesano affronta il problema in questi termini: “Nel contesto dei rapidi e profondi mutamenti sociali e culturali che hanno interessato negli ultimi vent’anni il Friuli si colloca anche il progressivo calo di vocazioni sia al ministero ordinato come alla vita consacrata. In particolare si deve rilevare che mentre alcuni giovani cercano un autentico significato della vita, molti altri sono per lo più indifferenti e refrattari ad accogliere l’esperienza cristiana ed ecclesiale”[3].
Questi brevi cenni ci servono a comprendere che il cammino pastorale delle parrocchie friulane si muove su un fronte molto vasto i cui molteplici problemi chiedono di essere affrontati insieme.
Sarebbe quindi un errore parlare del solo problema vocazionale. Il vero problema è la sussistenza stessa della cristianità, l’attecchimento del seme evangelico in un tessuto fortemente secolarizzato con ampie zone di esistenza impermeabili ad ogni annuncio. In questo contesto il sintomo più forte ed indicativo è il silenzio dei seminari e dei conventi vuoti.
La pastorale delle nostre parrocchie non può quindi curare la soluzione di un solo problema ma deve cercare di rianimare tutta la cristianità intorpidita e scarsamente vitale che rende opaco e poco attraente ogni messaggio evangelico. È questa la prima pastorale vocazionale che possiamo definire “remota” e “feriale”: impiegare tutte le energie, provocare la fantasia e animare la preghiera dei pastori e delle comunità alfine di ridare forza e lucidità ad ogni espressione cristiana. Le provocazioni dell’Arcivescovo indicano chiaramente che dobbiamo privilegiare questa direzione e tentare di scoprire quale sia il male oscuro che rende sterile una comunità, impedendole di generare risposte sincere e fiduciose alle innumerevoli e diverse chiamate del Signore. E con ciò dobbiamo affermare che non è la chiamata di Dio ad essere in crisi, bensì la risposta dell’uomo sempre più distratto e ripiegato su se stesso per essere in grado di cogliere un destino diverso da quello che lui stesso intravede.
Questa, anche dentro la nostra Comunità di Tolmezzo, la prima, ampia pastorale vocazionale. È la pastorale della riconversione “dei destini” dei singoli e delle intere comunità; la predicazione della comprensione, in termini di fede, che l’unica felicità si ottiene orientando a Dio i propri progetti ed aspirazioni. Questo si compie ogni giorno tentando una catechesi più coinvolgente, curando un contatto spirituale più profondo, progettando la celebrazione di una liturgia dagli orizzonti lontani, meta e forza di ogni cammino personale e comunitario. Tutto ciò nella certezza che recuperando una definizione cristiana di uomo e rimotivando una profonda spiritualità dell’“incarnazione della fede” si riesce a dimostrare la fortuna e la grandezza del fare la volontà di Dio in termini vocazionali.
È questo il passo lento e pesante del cammino di un’intera comunità, essenziale per potervi iscrivere poi altri sentieri più brevi e mirati, dettati da un’esigenza di approfondimento o dalle innumerevoli occasioni che l’esperienza pastorale comporta.
Così anche a Tolmezzo sono nate, in questi anni delle esperienze “straordinarie” di riflessione vocazionale. Un’intera esperienza estiva (Attività di animazione della durata di un mese, rivolta prevalentemente ai bambini e ai ragazzi, animata dalla Parrocchia insieme alle Suore Gianelline) è stata progettata attorno al tema della chiamata: incontri, attività, animazione, preghiera, giochi… tutto attorno al grande tema della vocazione, trapuntato settimanalmente dalle principali icone bibliche. La parte più significativa di questa esperienza sta nel fatto che il gruppo degli animatori, venticinque giovani in tutto, ha sentito l’esigenza di riflettere in prima persona sui temi che poi avrebbe presentato ai ragazzi. È sorto così, per germinazione spontanea, un vero e proprio “mese vocazionale” al quale sono stati chiamati diversi testimoni a comunicare, in un clima di preghiera, la propria esperienza personale. Chi l’ha vissuto ha avuto la percezione di essere sceso ad una considerevole profondità spirituale e un paio di giovani ha cominciato un itinerario spirituale di verifica vocazionale. Ma la nostra comunità ha avuto altre occasioni di riflessione. Nell’arco di tre anni ci sono state due ordinazioni sacerdotali e la professione religiosa di una giovane. Questi avvenimenti sono stati preparati con cura, cercando di coinvolgere giovani e adulti anche al di fuori del territorio parrocchiale. L’incontro vicariale dei giovani prima della Pasqua è stato dedicato a questo tema, con presentazione e testimonianza del candidato al sacerdozio ministeriale. All’incontro sono seguiti lavori di gruppo e una veglia di preghiera.
L’esperienza più significativa e che ha suscitato un vivo interesse è stato il concerto vocazionale che si è tenuto in Parrocchia in preparazione alla Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni. Sono stati invitati tre giovani: una suora, un diacono e un seminarista. Alcuni ragazzi hanno precedentemente preparato una riflessione vocazionale attingendo al grande e variegato contenitore della musica contemporanea. Ne è nato un concerto vero e proprio. Ai giovani sono stati dati i testi per poter riflettere personalmente. Dopo l’ascolto il direttore del centro vocazionale ha curato una conversazione con gli invitati, ricavando le domande dai brani appena sentiti. È stata una formula nuova, molto apprezzata dai presenti che con la musica di ogni giorno e l’incontro con persone poco più grandi di loro, hanno vissuto un’autentica esperienza di preghiera e di riflessione.
Ma come accennato questo è solo l’aspetto celebrativo o più sintetico di un cammino ben più ampio che tutta la comunità deve avere il coraggio di fare. Il rischio da evitare è quello di trasformare la pastorale vocazionale in una passerella di persone “speciali” e di “esperienze forti” comunicando, infondo, che la vocazione è un fatto straordinario realizzabile solo da pochi coraggiosi. L’efficacia della proposta vocazionale sta nella sua semplicità, nella sua collocazione normale dentro il paniere di tutte le ricchezze cristiane dove nulla è più prezioso o più importante ma tutto è unico ed essenziale. E ciò che rende possibile una scelta di consacrazione è una cristianità reale, una fede nutrita e convinta che si trasforma in campo coltivato ed irrigato, capace di accogliere tutte le esigenze e tutti i carismi della vita del credente. Rimane quindi, a preparare e motivare ogni annuncio particolare, la remota e feriale fatica quotidiana di evangelizzazione e riconversione. Noi stiamo tentando di utilizzare entrambi questi strumenti, quello della ferialità insieme a quello straordinario, sfruttando al meglio le occasioni che ci vengono incontro.
È così che tentiamo di dare il nostro contributo di idee e di energie all’interno della Chiesa, che almeno qui, in Friuli, deve ancora profondamente ripensare alla propria identità e al proprio ruolo profetico “per un popolo che non voglia morire”.
Ivan Bettuzzi
Vicario Parrocchiale
Note
[1] A. BATTISTI, Lettera Pastorale: Famiglia friulana riscopri la tua identità cristiana, Udine, 1992, pag. 19.
[2] A. BATTISTI, Lettera Pastorale: Par un popul che non vueli sparì, Udine, 1991, pag. 58.
[3] SINODO DIOCESANO UDINESE V. n. 179.