Uno sgabello su cui salire
Sete di spiritualità nell'umanità contemporanea
«Non siamo fatti per una vita dove tutto è scontato e fermo, ma per un’esistenza che si rigenera costantemente nel dono, nell’amore. E così aspiriamo continuamente a un ‘di più’ che nessuna realtà creata ci può dare; sentiamo una sete grande e bruciante a tal punto che nessuna bevanda di questo mondo può estinguere. Di fronte ad essa, non inganniamo il nostro cuore, cercando di spegnerla con surrogati inefficaci! Ascoltiamola, piuttosto! Facciamone uno sgabello su cui salire per affacciarci, come bambini, in punta di piedi, alla finestra dell’incontro con Dio» (Leone XIV, Omelia, Tor Vergata, 3 agosto 2025). Nella pastorale tutta vocazionale riteniamo sia importante (ri)guadagnare una convinzione: la certezza che la vita cristiana, con tutta la sua sapienza spirituale, è una fonte viva per il nostro tempo e che la sete di vita – la sete di senso – è viva e forte in tutte le generazioni e la Chiesa – già Benedetto XVI una ventina d’anni fa – può essere «portatrice di esperienza spirituale». Di questo abbiamo parlato, durante il Convegno Nazionale Vocazioni con la prof.ssa Cecilia Costa, Professore Ordinario in Sociologia dei processi culturali e comunicativi dell’Università degli Studi di Roma Tre. «Il particolare segmento dell’universo sociale dei giovani – scrive – non può essere inteso come una categoria omogenea, in quanto essi sono un arcipelago di identità. È anche vero, però, che al di là delle loro unicità biografiche, i giovani hanno delle tendenze simili, al seguito del clima culturale in cui sono calati. Pertanto, nell’argomentare sulle nuove generazioni, − per cercare di conoscerle senza la volontà di cambiarle −, bisogna considerare la problematicità della nostra epoca. Una stagione culturale, quella odierna, caratterizzata da una “devozione” al mutamento, dal dilagare della tecno-scienza, dal depotenziamento del sistema etico-valoriale e in cui alcune categorie del pensiero subiscono una rimodulazione a ribasso dei loro significati, per esempio: le fonti di senso si semplificano nel contingente; la verità si scompone nel dubbio; l’estensione del tempo si riassume nell’istante e lo spazio concreto si contrae nella virtualità. Nel riflettere sui giovani non si può trascurare anche di prestare attenzione al linguaggio digitale, che modifica dinamiche sociali e sensibilità individuali. Questo nuovo linguaggio rappresenta una inesauribile fonte informativo-comunicativa e promuove un ripensamento “creativo” del mondo».