Cammini della Fede
Il cammino affonda le sue radici nell’essenza più profonda dell’uomo. In effetti “Adam”, l’uomo, in ebraico ha la stessa radice di “adamah”, la terra (cf. Gen 2,5). L’uomo non è fatto per vivere nell’acqua, anche se può nuotare; non è fatto per l’aria, perché non può volare. Tratto dalla terra, l’uomo è invece fatto per camminare, ed è proprio questa azione che ci rende ciò che siamo: uomini in cammino, dall’Homo sapiens all’Homo viator.
Camminare è così connaturale all’essere umano che non si impara attraverso un insegnamento formale: si passa spontaneamente dal gattonare al camminare, quando arriva il momento giusto. Quasi sempre questo avviene per una curiosità che ci spinge ad alzare lo sguardo oltre gli ostacoli presenti sul terreno. Da quel momento, tra lo stupore di genitori e parenti — che davanti ai primi passi di un bambino sembrano contemplare un mistero profondo — la curiosità e il desiderio di conoscenza ci muovono come una sete interiore, spingendoci a camminare per scoprire sempre qualcosa di nuovo su noi stessi e sul mondo.
A partire dal Giubileo del 2025, la Conferenza Episcopale Italiana, attraverso l’Ufficio per la pastorale del tempo libero, turismo e sport, ha voluto definire una proposta pastorale dedicata ai cammini, dando vita al progetto Cammini della Fede.
Con tale proposta vogliamo invitare le nostre comunità a essere come “veri alpinisti”, che non distolgono lo sguardo dalla vetta, dalla meta. E la nostra meta è rendere le comunità cristiane una casa per tutti coloro che desiderano visitarle, dando profondità e significato all’esperienza del cammino e dell’ospitalità, nella convinzione del bene che possiamo generare.