Il messaggio del S. Padre per la ‘Giornata’: linee pastorali
Il messaggio che il Santo Padre indirizza all’Episcopato e ai fedeli di tutto il mondo, ha segnato e puntualizzato il cammino che la Chiesa è chiamata a compiere nella cura pastorale delle Vocazioni. In questa XXVII giornata, prendendo spunto dal tema del prossimo Sinodo dei Vescovi, viene posta l’attenzione su un aspetto essenziale della pastorale vocazionale: la cura della vita spirituale delle nuove generazioni. Ma il punto di partenza del messaggio è sempre la preghiera, che è lo scopo primario della celebrazione della Giornata.
Uniti in preghiera nel nome del Signore
Il messaggio apre con l’invito alla Chiesa a scoprirsi “comunità orante” unita al suo Signore. “Dove due o tre sono riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro”. (Mt. 18,20). Queste parole di Gesù ricordate dal Papa danno anche una chiara indicazione sulla pista che la preghiera di questa giornata deve percorrere. Si tratta di farsi carico con Cristo della sua missione di Salvatore e Redentore dell’umanità, di partecipare a quelle ansie, a quell’amore operoso che ha spinto Cristo a chiamare e mandare gli Apostoli e i discepoli ad evangelizzare tutte le genti. Chi si pone in preghiera deve collocarsi, con la personale dignità vocazionale ed esistenziale, all’interno del Corpo di Cristo vivente, organicamente ben compaginato dalla ricchezza e varietà di carismi e ministeri. L’istruzione generale della Liturgia delle Ore ricorda che “la Chiesa è convocata per continuare nel tempo la preghiera di Cristo”. Ed è per questo che la Chiesa particolare diviene lo spazio vitale e necessario in cui la preghiera per le vocazioni sboccia, cresce e produce frutti.
La preghiera, così promossa, non si esaurirà nei vari momenti di preghiera che di solito si organizzano in occasione di questa Giornata, ma favorirà l’impegno personale e comunitario nella cura delle Vocazioni e sarà sorgente di una rinnovata comprensione e stima della vocazione Sacerdotale, della Vita di Speciale e Totale Consacrazione al Signore e alla missione della Chiesa.
Vita spirituale e vocazioni
La riflessione principale del messaggio del Santo Padre si sviluppa attorno al tema della cura della vita spirituale perché “non può esserci maturazione vocazionale di alcun genere se non all’interno di un cammino spirituale deciso e vigoroso”.
Dopo i tempi di particolare attenzione rivolta all’equilibrata maturazione psichica e alla crescita sociale sono ormai giunti i tempi per una rinnovata attenzione della pastorale vocazionale alla Vita spirituale e ai suoi itinerari formativi.
La crescente domanda di preghiera, di Parola di Dio, di spazi di contemplazione che giunge alla Chiesa in particolare dal mondo giovanile non poteva non sfociare in questa nuova attenzione e simpatia verso la vita spirituale. Essa è la vitale riscoperta della “grazia del Signore Gesù Cristo, dell’amore del Padre e della comunione con lo Spirito Santo” (cfr 2Cor 13,13).
La vocazione universale e unificante di tutte le vocazioni, quella alla santità e alla comunione con Dio nella Chiesa, viene raggiunta nei vari stati di vita e nei vari ministeri, secondo i doni che lo Spirito Santo riversa su ciascuno. La relazione tra vita spirituale e vocazioni si sviluppa in un cammino che prevede l’acquisizione di contenuti precisi: la riscoperta della vocazione battesimale, l’ascolto della Parola di Dio, la partecipazione attiva all’Eucaristia, la conversione continua del cuore e della mente, la preghiera liturgica e quella personale, la testimonianza specifica della carità di Cristo verso i fratelli. Tutto questo impegno ascetico va condotto con l’aiuto di un Direttore Spirituale che aiuti a discernere la volontà di Dio e sostenga l’azione per portarla a compimento nella vita.
Gli educatori della fede
Il compito di aiutare le nuove generazioni a “sviluppare il seme della vita divina che hanno ricevuto in dono col Battesimo”, è affidato alla responsabilità degli educatori cristiani. Essi devono imparare a mettere al primo posto nell’educazione la vita spirituale ed illustrare tutti quei mezzi che ne favoriscono il pieno sviluppo.
Nelle famiglie cristiane, al primato, troppo spesso dato alla vita sociale ed economica, deve sostituirsi una serena ed equilibrata educazione ai valori spirituali e alla vita di fede. Gli insegnanti, i catechisti, gli animatori dei gruppi ecclesiali e i responsabili di associazioni e movimenti devono saper aprire le menti e i cuori dei ragazzi e dei giovani alla vita spirituale e a quell’orizzonte di santità che dà pienezza ad ogni umana realizzazione. Essi guideranno alla riscoperta delle “sorgenti della vita spirituale” nella fedeltà, continuamente trovata e rinnovata, al progetto del Padre e in costante dialogo con la missione verso i fratelli che ogni vocazione racchiude in sé. Si tratta di proporre una “ascetica dell’incarnazione” sul modello di Cristo, totalmente consacrato al Padre e totalmente dedito all’uomo.
Invito ai giovani
Infine il Papa si rivolge direttamente ai ragazzi, agli adolescenti e ai giovani, ed apre per loro un itinerario di maturazione spirituale e vocazionale.
“Aprite il vostro cuore a Cristo”: è in lui la sorgente della vita; in lui si trova la via per ogni gioia e felicità.
“Ascoltate Cristo”: è lui la Parola che non mentisce e che non delude; è lui la luce che vince le tenebre; da lui viene la forza che sostiene la nostra debolezza.
“Riscoprite la bellezza della vocazione cristiana”: il Battesimo che ha aperto la via alla “vita nuova”; la vita ecclesiale che sostiene e responsabilizza, la docilità alla grazia che precede ogni desiderio, la generosità nel seguire Cristo che invita a seguirlo per le imprevedibili vie dell’amore fino anche alla totale consacrazione a Dio e al servizio del prossimo.