N.01
Gennaio/Febbraio 1990

Centro Diocesano Vocazioni e Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni

 

ALBA 

di FIORINO TRIVERIO 

 

Le Giornate di Preghiera per le Vocazioni

Se da sempre – da noi, come ovunque – c’è stata la preghiera per le vocazioni, secondo il comando di Gesù: “Pregate, dunque, il Padrone della messe…” (Mt 9,38), nella nostra diocesi, a partire dagli anni ‘50, si cercò di riorganizzarla, per meglio incrementarla e qualificarla e per meglio sentircene coscienti e responsabili. Ricordo una prima iniziativa, lanciata nell’aprile 1957 attraverso il nostro periodico “La voce del Buon Pastore” (diventato, poi, “Il Seminario”). Questa: “Uniamoci e otterremo”, per richiamare il “bisogno di sentirci uniti nelle preghiere di tutte le parrocchie della diocesi”. E, per anni, si batté il chiodo (non ancora vecchio come quello di Cuneo, la nostra provincia!), cercando di coniugare in parte i cinque verbi paolini: “annunzia… insisti… esorta… “ (2 Tim 4,2).

Intanto era nata (1961) la “Giornata Nazionale delle Vocazioni Sacerdotali” e tre anni dopo, la “Giornata Mondiale di Preghiere per le Vocazioni”, istituita da Paolo VI (23/1/1964), che si cercò subito di prendere a cuore per quanto fu possibile (Domenica 12 aprile 1964).

Nel 1967, a dieci anni dalla prima iniziativa diocesana, partirono altre due iniziative. Nel 1967: “Non basta una volta all’anno” (pregare per le vocazioni). Nel 1968 (in occasione della GMPV 28 aprile) l’iniziativa: “Una volta all’anno sì e no”. Ossia “Una volta all’anno la GMPV sì, va molto bene! Ma non basta: è una cosa straordinaria. E non bisogna accontentarsi dello straordinario”. E l’obbiettivo da raggiungere era questo: “In ogni parrocchia, in ogni comunità cristiana ci sia e, ben organizzata, una Giornata mensile di preghiera per le vocazioni, impegnando tutti, piccoli e grandi, sani e malati”. Un primo risultato: entro l’anno, un terzo delle parrocchie risposero che la “Giornata” era avviata da anni o aveva preso l’avvio.

Continuando… a battere il chiodo, si giunse al 1985, con l’iniziativa: “Una giornata di 8760 ore per capire, pregare, rispondere, aiutare”. E cioè – ed è ovvio – il buon senso ci dice che un’effettiva e completa “Giornata per le vocazioni”, che risponda un po’esaurientemente alle quattro istanze (capire, pregare, rispondere, aiutare) non è possibile circoscriverla in 24 ore. Tanto più – e può succedere – se la Giornata corresse il rischio di venire ridotta a 24 minuti. Conviene allora diluire o stemperare la Giornata lungo le 8760 ore dell’anno. In parole semplici: “se mi sta a cuore il problema, così fondamentale, delle vocazioni, devo averlo presente tutto l’anno”.

 

 

Il Mese per le Vocazioni

Infine, eravamo nel 1982, accogliendo la proposta del “Piano di Pastorale vocazionale – Regione Piemonte” (25-XI-1979), si diede l’avvio al “Mese Vocazionale”: “un tempo prolungato dell’anno liturgico, capace di polarizzare l’attenzione della comunità sul problema vocazionale: una specie di ‘3° tempo forte’ oltre l’Avvento e la Quaresima”.

E, come “Mese Vocazionale”, si scelse gennaio, un mese in cui la liturgia si presenta particolarmente ricca di stimoli vocazionali. Così, con il prossimo 1990, “Gennaio Mese Vocazionale” giungerà, per noi, alla nona edizione: mese di preghiera, di celebrazione, di catechesi, di impegno.

Tra parentesi, il CDV, naturalmente con l’apporto delle varie categorie vocazionali presenti nella nostra Chiesa particolare, curò la stampa di due opuscoli per sussidiare il “Mese Vocazionale” e la “Giornata mensile di preghiera per le vocazioni”.

 

 

La Giornata Mondiale per le Vocazioni

Nel nostro cammino verso “una preghiera incessante” per le vocazioni (CEI, Piano pastorale per le vocazioni n. 27) – in cui si inseriscono pure, sovente con taglio vocazionale, alcune iniziative annuali dell’Azione Cattolica (come la Veglia di digiuno per la Quaresima e la Veglia della Luce alla vigilia di Pentecoste) – siamo convinti che molta strada rimane da percorrere. Ma, al tempo stesso, siamo sempre più convinti che “cardine della pastorale vocazionale è la preghiera in tutte le sue forme che impegna singoli e comunità ecclesiali” (CEI, Piano pastorale).

Ora, in questo cammino di preghiera, ecco inserirsi la tappa della “Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni”, come la “espressione culminante di una preghiera abituale, da cui la comunità non può dispensarsi” (Paolo VI, Messaggio GMPV 1970).

E cosa fa il nostro CDV perché la GMPV sia “l’espressione culminante”? Fa alcune fra le tante cose che figurano nel programma di tutti gli altri CDV.

– A un mese di distanza dalla Giornata, il CDV, assieme a richiami di vario genere, invia a tutte le comunità parrocchiali e religiose i sussidi per la celebrazione della Giornata (preparati ottimamente e tempestivamente dal CNV), unitamente al Messaggio del Papa.

– In prossimità della Giornata, sul settimanale diocesano, oltre il Messaggio del Papa e la Parola del Vescovo, si fa opera di sensibilizzazione e di preparazione.

– La domenica in cui cade la Giornata o la vigilia, al centro diocesi (in cattedrale), la celebrazione della Giornata viene presieduta dal Vescovo: sia con una Veglia di preghiera, sia con una solenne Celebrazione della Parola. La prossima GMPV sarà caratterizzata dall’Ordinazione diaconale di tre chierici del nostro Seminario.

– In questi ultimi anni, infine, un Recital, curato e portato in scena dal Seminario – sia in Alba che in diocesi – ha inteso sintonizzarsi con la GMPV, e con lo specifico scopo di farsi portatore ai giovani del messaggio vocazionale.

Su scala diocesana, il nostro CDV, finora, non ha aggiunto altro di particolare in merito all’attuazione della GMPV. Augurandosi il meglio, si assicura la coscienza che quanto viene proposto possa contribuire a raggiungere i tre obiettivi della GMPV: “Riflettere sulla molteplice realtà delle vocazioni nella Chiesa… l’impegno di tutti al servizio di una causa, che investe l’intera comunità cristiana; infine e soprattutto elevare al Padrone della messe un’ardente e comune preghiera perché mandi operai nella sua messe” (Paolo VI, Messaggio GMPV 1970).

 

 

 

ANCONA – OSIMO 

di NICOLINO MORI

 

La Giornata Mondiale di Preghiera perle Vocazioni rappresenta senz’altro il momento più forte dell’animazione vocazionale nella nostra Chiesa locale, se non altro perché i riflettori della pastorale si puntano su questo aspetto. Purtroppo la Giornata è ancora troppo “una sola giornata” e fa fatica ad estendere la propria eco a spazi di tempo più ampi; riesce tuttavia a richiamare l’attenzione di molte comunità parrocchiali e questo è il principale obbiettivo del CDV

È soprattutto il CDV che si fa carico della preparazione della Giornata, principalmente attraverso la diffusione dei sussidi predisposti dal Centro Nazionale: manifesti, immaginette, sussidi per le varie categorie… Alla Giornata, inoltre, viene dato risalto con un paginone del settimanale diocesano “Presenza”, in cui è presentato il tema della Giornata, sono riportate le parole del Papa e si raccolgono le esperienze e le testimonianze più significative della nostra Chiesa.

La celebrazione della Giornata è lasciata alla “sensibilità vocazionale” dei parroci e degli animatori dei gruppi ecclesiali. Di questa sensibilità non abbiamo un preciso riscontro. Ci risulta però che in diverse parrocchie si fa di più della semplice preghiera nella messa domenicale e vengono organizzati momenti di catechesi o di riflessione per i giovani.

Per quanto riguarda il CDV e la celebrazione a livello diocesano, in genere viene proposto un incontro diocesano per i giovani, presso il Seminario interdiocesano di Osimo. La partecipazione, di solito, non è numerosa, ma abbastanza qualificata. Al di là di questo incontro non vi è uno schema fisso, consolidato, per la celebrazione. Pertanto può essere utile accennare a quello che si è fatto con più o meno successo, negli ultimi anni.

Per qualche anno il CDV ha proposto nell’arco del mese in cui cadeva la Giornata, una serie di iniziative, cioè un piccolo itinerario vocazionale peri giovani. Anzitutto un momento di preghiera o di riflessione animato da qualche responsabile del CNV o attraverso canti vocazionali con la presenza ad es. di Suor Piera Cori; poi un’esperienza di carità e, infine, alla vigilia della Giornata, una “Marcia Vocazionale”, con l’intento di percorrere con i piedi quel cammino ideale che è la vita e la ricerca della propria vocazione. La marcia iniziava in una parrocchia che si assumeva parte dell’organizzazione e, attraverso luoghi suggestivi a ridosso della Città o del mare, raggiungeva, sul far delle notte, qualche istituto religioso o qualche antica Chiesa. Durante il cammino si alternavano momenti di preghiera e di condivisione (es. la cena insieme al sacco) e si terminava con un falò all’aperto o con delle testimonianze e l’intervento dell’Arcivescovo. Questo tipo di animazione un po’articolata l’abbiamo fatta per due o tre anni; poi, vista la poca rispondenza, abbiamo preferito, anche su indicazione del Vescovo, di metterci a servizio delle parrocchie più sensibili. Ma non è detto che quello che non è riuscito a noi possa diventare una bella esperienza per altri più fortunati o più capaci.

 

 

 

CATANIA 

di ANTONIO FALLICO

 

La Giornata Mondiale di preghiera per le Vocazioni non può, non deve essere mai un evento isolato nella vita di una singola Chiesa locale. Essa ha uno spessore significativo solo nella misura in cui rappresenta il “punto focale” di tutta una pastorale vocazionale scandita e articolata durante l’anno da svariate attività.

È l’esperienza diretta e concreta che, ormai da parecchi anni, il nostro Centro Diocesano Vocazioni vive nella Diocesi di Catania.

Se esiste una preparazione “prossima” alla Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni – celebrata di solito il sabato precedente – essa è il frutto, il coagulo di tutta una preparazione “remota” pianificata nel corso dell’anno in un unico piano programmatico di lavoro e parcellizzata nei vari mesi in varie attività diverse per contenuti e per modalità, promosse dal CDV e poi o gestite direttamente da esso in prima persona, o organizzate in collaborazione con altre realtà ecclesiali presenti in Diocesi.

In tutte le iniziative c’è sempre un unico filo conduttore, anche se ovviamente con delle accentuazioni diverse a seconda del carattere proprio di ciascuna, e ciò permette di creare a poco a poco tutta una trama di fondo in cui poi si innesta perfettamente un “momento forte e specifico” di preparazione alla Giornata Mondiale, in modo tale che essa non sia sentita come “calante dall’alto” quasi frutto di una decisione verticistica, ma al contrario in modo tale che essa sia accolta e vissuta come “evento di Chiesa”, punto di arrivo in cui far convergere, dare risalto e anche verificare il cammino svolto nei mesi precedenti. Questo unico filo conduttore, che fa da leit motiv nelle diverse attività, può essere individuato nella diade “preghiera-catechesi”.

 

Preghiera

La preghiera proposta soprattutto ai giovani attraverso vari incontri mensili in una Chiesa del centro per la città e in un paese vicino per la zona del circondario di Catania – e settimanali – in alcuni “eremi” particolarmente caratteristici e suggestivi. È fondamentalmente l’esperienza sempre nuova e sconvolgente di un ‘faccia a faccia con Dio”, un incontro personale e comunitario con la sua Parola che “come spada affilata” penetra nell’intimo di ciascuno e scuote, chiama, provoca, esige risposte chiare e definitive, decise e decisive.

Una preghiera quindi non rito formale e forse anche a volte arido, ma “esperienza di vita” che cambia radicalmente il proprio modo di pensare e di agire e guida lungo un cammino di “sequela Christi” e quindi di radicalità evangelica.

Quando i giovani riescono ad assaporare, anche solo per poco e in modo imperfetto, una tale preghiera, allora si aprono ad essa con l’entusiasmo dirompente ed imprevedibile tipico della loro età. I cinquecento giovani che ogni mese affollano la Chiesa presso cui si svolgono le nostre Veglie diocesane ne sono la testimonianza più viva ed eloquente.

 

Catechesi

Una pastorale vocazionale autenticamente valida non può prescindere da una seria e solida base catechetica in cui innestarsi, su cui fondarsi, da cui trarre alimento.

La capacità di operare delle scelte vocazionali motivate e coscienti, è infatti strettamente connessa con la capacità di “rendere ragione della speranza che è in noi” (cfr 1 Pt 3,15). La catechesi nella sua specifica tensione al “duplice obiettivo di fare maturare la fede iniziale e di educare il discepolo di Cristo” (CT 19), deve essere proprio quell’itinerario di conversione che orientando gradualmente a fondare la propria vita su Cristo, guida verso una chiara e precisa identità vocazionale.

A partire da tale principio nel corso dell’anno ai giovani viene offerta, attraverso incontri mensili, l’opportunità di riflettere su tutta una serie di tematiche che – a partire da un ascolto della Parola di Dio attento, puntuale, incarnato nel vivo delle problematiche più urgenti del mondo giovanile – accompagnano in un itinerario graduale e unitario di crescita e di maturazione della fede, aiutando i giovani ad accogliere il dono della propria specifica vocazione. In questi ultimi due anni, in ogni incontro la riflessione prende spunto da alcune parabole di Gesù. Attraverso questi racconti semplici ma densissimi di significato, è lo stesso Signore Gesù che parla ai giovani della nostra Chiesa locale per rivelare loro come ai discepoli più intimi, i “misteri del Regno dei cieli” e per guidarli verso una piena conoscenza del suo progetto di salvezza.

Nei vari episodi evangelici tutti si ritrovano; sia coloro che già sono orientati verso una scelta, sia coloro che ancora sono alla ricerca, al di là di qualunque vocazione specifica e in contesto di profonda complementarità tra carismi e ministeri diversi.

Emerge così, in modo quasi spontaneo, l’importanza nella Chiesa e nel mondo di oggi di tutte le vocazioni e di ogni vocazione; da quella sacerdotale a quella matrimoniale, da quella missionaria a quella di impegno in campo sociopolitico. Si fa chiara nei partecipanti all’incontro la coscienza che la vitalità e l’equilibrio di una comunità e in specie di una comunità cristiana dipende da una valida interazione delle sue diverse componenti. Si scopre sempre più la bellezza di un “corpo ecclesiale” diversificato dai singoli carismi e in cui ognuno con il suo ministero trova una propria insostituibile collocazione. Si radica in ciascuno l’anelito a servire Dio, la sua Chiesa, la società per donare generosamente il proprio contributo in un clima di profonda, autentica, reale comunione, sempre, ovunque, con tutti.

 

La Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni

Lungo questo cammino – di preghiera e di catechesi – e quasi come logica conseguenza di esso, ad espressione di una Chiesa diocesana che si interroga per verificare la dimensione vocazionale della sua pastorale, si colloca infine la celebrazione della Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni e quindi un incontro annuale specifico di preparazione ad essa incentrata sul tema scelto e proposto per tale Giornata.

Tale incontro, ovviamente, rispecchia l’itinerario percorso durante l’anno e quindi è da un lato un’esperienza di preghiera e dall’altro un momento catechetico. Queste due dimensioni strettamente intrecciate tra loro sono sempre presentate nel contesto di una Chiesa comunione e missione, una Chiesa tutta intera ministeriale in cui ciascuno trova una sua specifica collocazione a partire dalla risposta piena e incondizionata alla chiamata del Padre. Proprio per questo, il momento centrale di tale incontro in preparazione alla Giornata Mondiale è ogni anno la presentazione di alcune “testimonianze vocazionali”. L’esperienza concreta di persone – sacerdoti, missionari, consacrate laiche, religiosi, coppie di sposi – donate a tempo pieno a Dio e alla sua Chiesa attraverso una pluralità di servizi diversi vissuti sia nell’ambito prettamente ecclesiale, così come in quello sociale, è senza dubbia ciò che rende veramente credibile il messaggio evangelico, ciò che fa nascere nel profondo del cuore di ogni giovane l’esigenza di porsi anch’ egli di fronte a Dio per chiedergli con semplicità e disponibilità: “Signore cosa vuoi che io faccia?”. In questo contesto nasce e matura il coraggio di rispondere con generosità al Signore che passa e – ieri come oggi come sempre – invita a seguirlo.

In tal modo la celebrazione della Giornata Mondiale è veramente un “evento di Grazia” perché essendo già di fatto il punto di arrivo della pastorale di tutto un anno, diventa anche spinta propulsiva in avanti, trampolino di lancio per un impegno sempre più fattivo e responsabile di tutti per tutte le vocazioni.

 

 

 

BELLUNO – FELTRE 

di GIACOMO MAZORANA

 

“La pastorale delle vocazioni non può e non deve essere un momento isolato o settoriale della pastorale globale”: questa affermazione del Piano per le vocazioni in Italia del 1985 (n. 26) è uno dei principi guida al quale cerca di ispirarsi il nostro CDV Con due precisazioni. Una pastorale d’insieme è frutto di un paziente e continuo lavoro di comunione più che di appelli generici o di vittimistiche rivendicazioni.

La Giornata Mondiale per le Vocazioni dovrebbe diventare il momento culminante di tutto questo lavoro che dirama nella ferialità di ogni giorno. Ecco alcune esperienze nelle quali si è cercato di concretizzare tale obiettivo.

 

Itinerari sacramentali

È già divenuta prassi pastorale consolidata nella nostra diocesi che le parrocchie propongano a tutti i preadolescenti che si preparano alla cresima una o più giornate di spiritualità come momento forte nel cammino globale di formazione e di catechesi.

La conduzione di queste giornate è affidata al CDV che ha così la possibilità di avvicinare circa l’80% di tutti i ragazzi e le ragazze della diocesi. Non di rado, all’interno di questa esperienza, che si svolge per lo più in un centro di spiritualità, vengono coinvolti anche i genitori con opportuni momenti di catechesi e di preghiera.

 

Formazione dei catechisti parrocchiali

Circa 800 sono i catechisti parrocchiali in diocesi. Essi vengono seguiti capillarmente dall’Ufficio Catechistico con una serie di incontri mensili in una quindicina di località. Lo scorso anno il CDV ha avuto la opportunità di inserirsi in tale cammino formativo con degli interventi, in tutti gli incontri e durante l’intero anno, sul tema: preghiera e vocazione.

 

Ufficio liturgico

Molto buona è la collaborazione con l’Ufficio Liturgico Diocesano. Essa si attua in modo particolare nel mese di gennaio divenuto ormai tradizionalmente il mese delle vocazioni. Seguendo la ricchezza della liturgia degli anni A, B e C ad ogni domenica viene focalizzata una tematica vocazionale. L’Ufficio Catechistico ha fatto propria questa iniziativa evidenziandola soprattutto nei foglietti domenicali che esso stampa per l’animazione liturgica delle parrocchie (preghiere, canti, omelia, ecc.).

 

Seminario e chierichetti

Frutto della collaborazione con il Seminario è invece una particolare attenzione alla pastorale dei chierichetti. I seminaristi curano un inserto speciale riservato ai ministranti nella rivista del CDV intitolata “Orizzonti” e diffusa capillarmente nelle parrocchie, e offrono la loro collaborazione nel seguire alcuni gruppi vocazionali per i chierichetti più disponibili nelle varie zone della diocesi.

 

Pastorale giovanile

Sempre molto viva è stata infine l’attenzione del CDV nei confronti della pastorale giovanile. Essa si concretizza soprattutto con una presenza costante all’interno delle commissioni diocesane che curano tale settore nonché attraverso frequenti contatti con i responsabili delle varie associazioni e dei movimenti. La scuola di preghiera per i giovani e i corsi di esercizi spirituali, per lo più guidati dal CDV, sono uno dei risultati di tale coordinamento pastorale.

Queste alcune delle iniziative che il CDV cerca di realizzare in collaborazione con le altre forze pastorali diocesane. Lo anima la speranza che quanto succede per la Pasqua, celebrata annualmente e settimanalmente, possa ripetersi anche per la Giornata Mondiale per le Vocazioni. In ogni caso, in una Chiesa che è essenzialmente comunione, il lavorare insieme è di sicuro già testimonianza vocazionale.

 

 

 

PESCARA – PENNE 

di FRANCESCO SANTUCCIONE

 

La Giornata Mondiale di preghiera, che si celebra ogni anno in tutta la Chiesa, per la nostra Comunità Diocesana è solo un punto di arrivo, ma nello stesso tempo di partenza, nel cammino continuo che si cerca di fare nella Pastorale Vocazionale.

Il Centro Diocesano Vocazioni, consapevole da sempre che il Signore è “Colui che chiama” ‘La messe è molta, gli operai sono pochi; pregate dunque… perché mandi… “ (Mt 9,37) ha fatto la scelta della preghiera come base per tutte le iniziative vocazionali.

La preghiera come richiesta umile e fiduciosa al Padre, ma nello stesso tempo come atteggiamento di ascolto profondo di Dio, di conseguenza di servizio pieno alla Chiesa e al mondo intero. Si cerca di far prendere coscienza a tutti che la dimensione vocazionale è parte integrante della vita del cristiano e quindi di ogni attività pastorale: ciò è molto più facile perché provvidenzialmente Mons. Arcivescovo ha scelto nella stessa persona del Direttore del Centro Diocesano Vocazioni anche il Direttore dell’Ufficio Catechistico Diocesano: Catechesi e Vocazioni camminano insieme, pur nella diversità dei programmi e delle iniziative.

Presso il Seminario di Pescara, ogni settimana alla sera, chi vuole può ritrovarsi insieme ai seminaristi per un’ora di Adorazione per le Vocazioni.

Molto fruttuosi sono i Ritiri Spirituali tenuti o in Seminario o nelle Parrocchie stesse per i gruppi della Cresima: sono adolescenti che vanno dai 13 ai 18-20 anni. Durante il loro cammino di preparazione alla Cresima, che dura da due a tre anni, si inserisce il Centro Diocesano Vocazioni per momenti di preghiera, di riflessione e di proposta vocazionale.

Spesso ci si reca nelle Parrocchie per far prendere coscienza a tutta la comunità dell’importanza delle Vocazioni di speciale Consacrazione e della disponibilità di ogni famiglia ad una eventuale chiamata di Dio. Ci si interessa pure della preparazione e animazione delle due giornate Pro-Seminario di Avvento e di Pentecoste.

Inoltre ogni mese abbiamo due iniziative a carattere diocesano: una giornata di fraternità e di spiritualità per ragazzi e adolescenti in Seminario, per un cammino di ricerca vocazionale e una serata di preghiera e di riflessione sulla Vocazione in una Chiesa principale della Città di Pescara.

Ormai, con una partecipazione corale dei Gruppi Ecclesiali e molta gioventù, viene celebrata la Novena di Pentecoste per le Vocazioni: ogni sera, dalle 20 alle 21 ci si ritrova insieme al nostro Arcivescovo nella Chiesa dello Spirito Santo di Pescara: i vari gruppi ecclesiali a turno animano l’Ora di Preghiera svolgendo un tema precedentemente proposto dal Centro Diocesano Vocazioni; si alternano anche diversi sacerdoti per seguire spunti di meditazione.

Da decenni la nostra Chiesa Diocesana celebra annualmente, durante il mese di maggio, un Convegno Vocazioni, al quale sono invitate a partecipare tutte le realtà vive dell’”Arcidiocesi”.

Per ora sono solo due i campeggi estivi a livello vocazionale: il primo è per ragazzi e preadolescenti; il secondo è per i giovani insieme ai nostri chierici.

Nei giorni scorsi il Centro Diocesano Vocazioni, con le varie Case Religiose presenti in Diocesi, ha progettato un Campo a sfondo Vocazionale anche per le Ragazze.

Come si può constatare la Giornata Mondiale è incastonata da tante altre iniziative che valorizzano al massimo la Giornata stessa. E chiaro che molto si fa, ma nello stesso tempo anche molto resta da fare!

 

 

 

CAGLIARI 

di SALVATORE RUGGIU

 

L’Arcidiocesi di Cagliari ha sempre riservato a una particolare attenzione per la preparazione e la celebrazione della Giornata Mondiale di preghiera per le Vocazioni di Speciale Consacrazione come momento “centrale” nel cammino dell’anno pastorale. Va subito precisato che non esiste una ripetitività delle iniziative, ma queste nascono dalle scelte che vengono fatte anno per anno. Certo non ci si dimentica che si tratta di una giornata di preghiera e catechesi e perciò il programma prevede iniziative nelle due direzioni e la celebrazione stessa della giornata si articola in due momenti: uno di preghiera (solenne Concelebrazione presieduta dal Vescovo) e uno di catechesi (si presenta il tema vocazionale, con riferimento al tema dell’anno, con un recital).

Nel momento presente la nostra Chiesa locale è impegnata nella celebrazione di un Triennio Vocazionale (1989/1991) e perciò tutta la pastorale, in tutte le sue articolazioni, è in chiave vocazionale, come è espresso nella lettera pastorale del Vescovo di recente pubblicazione. Nella lettera è presentato chiaramente il fondamento teologico della Vocazione e cinque piste operative che, anche se non detto esplicitamente, devono trovare nella celebrazione annuale il punto di riferimento. Infatti nel messaggio in occasione della Giornata Mondiale del 1989 S.E. Mons. Arcivescovo scriveva: “1’annuale celebrazione della Giornata Mondiale deve essere vissuta come l’occasione privilegiata per riproporre ai fedeli cristiani il dovere della costante preghiera per si nobile causa, ma anche per sollecitarli ad un’attenta verifica di ciò che è stato fatto e studiare i modi per una più intelligente e responsabile pastorale vocazionale che risponda ai bisogni e alle attese, non solo della Chiesa locale, ma anche della Chiesa universale”. Come si vede il Vescovo invita a far convergere nella Giornata Mondiale tutto il cammino programma annuale di pastorale vocazionale. E così è sempre stato.

 

La preghiera

Il programma prevede incontri mensili sia a carattere diocesano sia parrocchiale (l’adorazione il 1° Giovedì del mese) e la preghiera quotidiana per le Vocazioni (il CDV ha stampato circa 1.500 immagini con la preghiera di Paolo VI per tutte, le vocazioni del 1978 che distribuiamo in occasione delle giornate vocazionali nelle parrocchie; oppure si recita quella tradizionale per le vocazioni sacerdotali). Già dal 1985 l’Arcivescovo Canestri invitava i Parroci ad aggiungere nelle celebrazioni festive una intenzione particolare perle Vocazioni. Il culmine della preghiera si raggiunge nella Giornata Mondiale alla quale si arriva ben preparati e sensibilizzati anche attraverso i sussidi del Centro Nazionale.

 

La catechesi

Le iniziative sono varie e molteplici. Sono rivolte all’intera comunità (tramite le giornate o settimane vocazionali, gli articoli tramite il settimanale Nuovi Orientamenti e altro) e alle singole categorie (qualche anno sono stati preparati incontri specifici per ministranti, cresimandi, Ministri Straordinari dell’Eucaristia ecc.). Molto resta ancora da fare e in questo senso è molto esplicito l’invito del Vescovo nella lettera pastorale. La celebrazione della Giornata è preceduta dall’invio del materiale del Centro Nazionale ed ha il suo momento di sintesi nel Recital Vocazionale che vede, ormai da dieci anni consecutivi, la partecipazione numerosa soprattutto dei giovani. Particolare attenzione e divulgazione riserviamo al messaggio del Papa. A tal proposito così scriveva l’anno scorso Mons. Arcivescovo: “anche quest’anno il Papa ha voluto inviare un suo messaggio, sul quale siamo tutti invitati a meditare perché si rafforzi in noi la coscienza del dovere della preghiera per le vocazioni, che, secondo la raccomandazione di Gesù, è il modo con il quale l’uomo può collaborare con il Padre celeste all’atto sovrano con cui Egli decide di chiamare e inviare consacrati interamente al Regno”.

 

 

 

LECCE 

di FERNANDO FILOGRANA

 

Quando una comunità diocesana converge le sue forze pastorali sull’evangelizzazione dei giovani, delle vocazioni, della famiglia, la cosiddetta “pastorale vocazionale” non è più soltanto un settore specifico del piano pastorale. Essa diventa una dimensione essenziale di tutta la vita della comunità: del suo annuncio, della sua liturgia, del suo servizio.

Guidata dall’Arcivescovo Mons. Cosmo Francesco Ruppi, nel suo primo anno di servizio pastorale nella Chiesa di Lecce, la comunità diocesana si è ritrovata unita nel mese di settembre per progettare il lavoro pastorale dell’anno con la consapevolezza che lo stato di salute dei giovani, delle vocazioni e della famiglia indica lo stato di salute di tutta la comunità e se c’è la volontà di crescere occorre tracciare percorsi educativi e corresponsabilità ecclesiali in questa direzione.

La celebrazione della Giornata Mondiale di Preghiera perle Vocazioni diventa un appuntamento, una meta, non solo per pregare, ma anche per riflettere, verificare e rendere familiare l’immagine di Chiesa, comunità di chiamati.

 

Preparazione della Giornata

Celebrato il Convegno, con la partecipazione del nostro carissimo Mons. Castellani, si è intrapreso un cammino complesso e articolato. I molteplici organismi pastorali e la variabile situazione di partenza delle singole comunità non consentono di mettere in piedi ricette o strutture rigide, ma piuttosto di suscitare uno spirito, una mentalità vocazionale perché animi l’azione pastorale.

Ogni ufficio pastorale ha cominciato a sviluppare i suoi programmi in sintonia con il progetto pastorale, a preparare i sussidi, a tracciare obiettivi e metodologie e a convergere ai grandi appuntamenti diocesani che scandiscono il cammino dell’anno: Settimana della Vita Consacrata (novembre ‘89); Giornata del Seminario (dicembre ‘89); Settimana della Fede (marzo ‘90); Giornata Mondiale dei Giovani (aprile ‘90); Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni (maggio ‘90); Convegno e festa dei giovani (giugno ‘90).

Attorno a questi punti di riferimento si snoda il cammino delle comunità parrocchiali e delle realtà intermedie, movimenti, associazioni… E solo in questo quadro di riferimento si può pensare possibile l’animazione vocazionale di cui la Chiesa di Lecce si fa carico consapevole che si tratta di un’urgenza prioritaria della Chiesa Italiana.

Il CDV si pone come sostegno, servizio che promuove, presente nei vari centri dove si progetta la pastorale.., ma anche proponendo un suo specifico programma: organizza corsi di formazione per gli animatori vocazionali parrocchiali; promuove attività vocazionali per ragazzi, adolescenti e giovani; anima settimane vocazionali parrocchiali; elabora sussidi di riflessione e di preghiera per comunità; organizza una scuola di preghiera per giovani, esercizi spirituali, campi scuola, tavole rotonde, servizi per la stampa locale; cura la celebrazione della GMPV

 

Celebrazione della Giornata

– Il CDV si farà carico della visita in tutte le parrocchie per comunicare il programma: significato della giornata, tema della catechesi, suggerimenti per le celebrazioni parrocchiali e diocesane… Si privilegiano gli incontri con i Consigli Pastorali o gli incontri con gli operatori pastorali. In tale circostanza si coglie l’occasione per far conoscere il CDV, le sue finalità e il suo funzionamento, si parla della figura dell’animatore vocazionale e delle strutture di discernimento e di accompagnamento presenti in diocesi. Viene consegnato il materiale di sensibilizzazione già predisposto dal CNV e dal CDV con particolare attenzione alle catechesi da suggerire ai vari gruppi parrocchiali.

– Il CDV organizzerà ancora una Celebrazione Diocesana sul tema della Giornata e in questa circostanza verranno presentati ufficialmente alla Comunità gli animatori vocazionali per il rinnovo del mandato; uno spazio particolare verrà dato ai ragazzi e giovani in particolare stato di ricerca.

– Si prevede il raduno di tutti i cresimandi per incontrare il Vescovo e per una testimonianza vocazionale.

– Ogni parrocchia durante le messe del 6 Maggio svolgerà la catechesi sul tema della giornata e illustrerà lo “stato di salute” delle vocazioni in Diocesi. Ogni animatore curerà le iniziative particolari della sua parrocchia.

 

 

 

BERGAMO 

di FEDERICO BROZZONI

 

La Pastorale vocazionale della Diocesi di Bergamo, seguendo gli orientamenti del CNV, ha ormai acquisito alcune convinzioni di fondo.

Pur riconoscendo la validità delle “iniziative” a carattere vocazionale, la pastorale delle vocazioni deve inserire queste iniziative sporadiche in veri e propri ‘itinerari’di accompagnamento e orientamento vocazionale.

L’itinerario vocazionale, senza perdere la sua finalità di orientamento vocazionale delle giovani generazioni, deve percorrere le piste della pastorale ordinaria. Diventa, così, un itinerario educativo alla fede e alla vocazione.

L’itinerario catechistico, liturgico e caritativo, continua a restare nella comunità cristiana la fondamentale ed essenziale proposta educativa alla fede e alla vocazione di ogni battezzato.

Poiché l’itinerario di maturazione cristiana non è un semplice cammino di ascesa, ma esige “tempi forti”in cui bisogna pur decidersi per un “salto qualitativo” è necessario programmare un cammino annuale specifico dove si presenta la “vocazione”- in particolare quella di speciale servizio al popolo di Dio – come un vero e coraggioso “salto di qualità”.

In questa visione della pastorale vocazionale, la Giornata Mondiale di Preghiera perle Vocazioni non è una delle tante iniziative, anche se la più importante, ma il punto di arrivo di un vero itinerario di fede vocazionale, e il tema proposto dal CNV diventa l’argomento che accompagna gli incontri di spiritualità dei giovani e degli adolescenti.

A modo di esempio riporto alcuni temi proposti negli itinerari vocazionali dei giovani: “Cristo: centro del progetto di Dio”; “In Cristo la chiamata al Vangelo”; “La Chiesa chiama, in Cristo, a costruire il popolo di Dio”;“Il mio sì a Cristo nella Chiesa”; ‘Io ho vinto il mondo”.

Per gli adolescenti:

– “E… come Eccomi: la disponibilità all’incontro”;

– “C… come Cristo: incontriamo Cristo”;

– “C… come Chiesa: viviamo la pienezza di Cristo”;

– “0… come Ora: la quotidianità del cammino”;

– “M… come Missione: testimoni di Cristo nella Chiesa e nel mondo”;

– “I… come Imitazione: per essere come Lui”.

L’itinerario vocazionale annuale portato avanti dalle diverse Comunità religiose trova il suo momento unitario nella “Giornata vocazionale diocesana” che si celebra, con la presenza del Vescovo, la domenica precedente la Giornata Mondiale di Preghiera perle Vocazioni. Lo scopo è duplice: far convergere in un incontro unitario i diversi cammini vocazionali; preparare i giovani ad animare la “Settimana Vocazionale” e, soprattutto, la “Giornata Mondiale di Preghiera perle Vocazioni”.

La “Giornata Diocesana” dà inizio alla “Settimana Vocazionale” nei vicariati e nelle parrocchie che si conclude con la “Giornata Mondiale”.

 

 

PRATO 

di UBERTO FEDI

 

Quando nel 1964 Paolo VI indisse per la prima volta la Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, non si può dire che fosse accolta male dalle nostre Comunità. Anzi si intuì subito in essa una buona occasione per parlare di vocazione e per pregare il “Padrone della messe”.

Ma la Giornata rimase per molti anni fine a se stessa. Si celebrava sì con impegno: affissione del manifesto alla porta di Chiesa; omelia sulle Vocazioni; celebrazione ufficiale in una Chiesa cittadina con la Messa del Vescovo e la partecipazione dei responsabili del Centro Vocazionale, come si chiamava allora.

Ma tutto si esauriva in un giorno. Da alcuni anni, anche a seguito di una evoluzione del concetto stesso di pastorale vocazionale, intesa non più come un cammino a sé stante, come un “qualcosa in più da fare”, ma come dimensione essenziale di ogni pastorale, si sta passando da una “Giornata” episodica ad una “Giornata” che è punto di partenza e punto di arrivo del cammino di tutto un anno. Non siamo certo alla perfezione. Ma la tendenza, che mi pare irreversibile, è questa; e non è poco.

 

La svolta

La svolta, per così dire, si è avuta quando il nostro CDV ha fatto la scelta della Parrocchia come proprio campo di azione. Negli ultimi anni ha organizzato “Settimane Vocazionali” in quasi tutte le Parrocchie principali, allo scopo di creare un’attenzione costante al tema della Vocazione. Questo ci ha permesso di instaurare collegamenti con le Parrocchie, che si è cercato di non circoscrivere ai sette giorni, ma di continuarli nell’arco dell’intero anno con visite ai vari gruppi, specialmente giovanili, laddove questi sono più vivi; senza contare il rapporto più stretto con i parroci, la cui sensibilizzazione è fondamentale per l’efficacia di qualsiasi tipo di Pastorale.

 

La preparazione

In tale contesto si inserisce il discorso della Giornata. Appena può disporre del materiale preparato dal CNV, il Centro Diocesano provvede a distribuirlo alle Parrocchie, ai Gruppi e Movimenti, alle Case Religiose esistenti in Diocesi, nella maggior parte attraverso un rapporto diretto e personale con i parroci e con i responsabili.

Così anche il fatto puramente materiale della distribuzione dei sussidi diventa un’occasione di sensibilizzazione sulla Giornata. Di questa si parla inoltre nel Consiglio Presbiterale e nelle riunioni del clero con la presentazione di proposte concrete per la migliore utilizzazione dei sussidi e quindi per una celebrazione la più efficace possibile.

 

Azione a vasto raggio

Più che alla concentrazione in una giornata o comunque in pochi giorni, che la precedono o la seguono, si mira ad un’azione a più vasto raggio, per esempio nella catechesi agli adolescenti e ai vari gruppi giovanili, nella Liturgia con l’inserimento di intenzioni vocazionali nella Preghiera dei fedeli, sia nelle Messe festive sia in quelle feriali.

Di particolare rilievo, a questo proposito, mi sembra la proposta di fare del mese di Maggio un “mese vocazionale”, utilizzando ogni giorno la celebrazione dell’Eucaristia e la recita del Rosario, che nelle nostre comunità è ancora fortemente sentita e caratterizzata da un considerevole concorso di popolo.

Il fatto che la Giornata cade spesso nel mese di Maggio, o comunque immediatamente prima, rende quasi naturale il taglio vocazionale di questo mese e permette di poter utilizzare in modo più diluito e quindi più efficace la vasta gamma di sussidi preparati per la Giornata dal CNV.

 

Un mezzo umile ma efficace

Rimanendo in tema di sussidi, vorrei evidenziare l’importanza di uno, che forse non è appariscente, ma che può invece rivelarsi estremamente utile per una adeguata preparazione alla Giornata. Mi riferisco al cartoncino per la Benedizione delle famiglie. Nella nostra Diocesi questa Benedizione si fa in tutte le Parrocchie durante la Quaresima come preparazione alla Pasqua, e quindi in un periodo molto vicino alla Giornata. Il sacerdote va in ogni famiglia, trattenendosi con essa per pregare insieme, parlare a nome del Signore e portarle la Sua Benedizione. In ogni famiglia lascia un ricordo della visita, illustrandone il significato. Di solito è un’immagine, che spesso viene appesa ad una parete della casa e vi rimane per tutto l’anno. Il cartoncino preparato dal CNV, oltre all’immagine, riporta in rilievo il tema della prossima Giornata e in fondo una invocazione perché il Signore benedica la famiglia con riferimento alla vocazione di ognuno. È un’ottima catechesi vocazionale permanente, oltre ad offrire al sacerdote lo spunto per parlare della vocazione è un punto di riferimento interessante per la celebrazione della Giornata. Il nostro CDV ha proposto l’iniziativa negli ultimi anni e alcune Parrocchie l’hanno accolta con ottimi risultati. Io stesso ho fatto l’esperimento nella mia Parrocchia, constatandone la piena validità, soprattutto perché mi ha permesso una sensibilizzazione capillare e la successiva Giornata non è giunta improvvisa, ma come naturale sbocco di un lavoro iniziato per tempo.

 

La celebrazione

Nell’imminenza della Giornata si moltiplicano le iniziative sia a livello diocesano, sia a livello parrocchiale. A livello diocesano ogni anno si organizza una grande Veglia di Preghiera per i giovani, spesso presieduta dal Vescovo, per sottolineare il primato della Preghiera nel campo vocazionale. Altrettanto fanno le Parrocchie, i gruppi giovanili, le Case Religiose. Un altro strumento di cui abbiamo sperimentato la validità è il Recital vocazionale, specialmente laddove esistono gruppi filodrammatici, perché oltre che un mezzo efficacissimo di catechesi vocazionale verso gli spettatori, si rivela spesso ancor più utile per gli stessi attori sia nella fase di elaborazione, sia in quella di messa a punto dello spettacolo. Abbiamo anche promosso concerti di canti vocazionali tenuti dai più noti cantautori: Varnavà, Piera Cori ed altri.

 

Prospettive

Stiamo infine studiando come collegare in qualche modo alla Giornata due importanti appuntamenti, divenuti ormai tradizionali nella nostra Diocesi, ambedue guidati dal nostro Vescovo: il Corso per giovani a Dobbiaco nella prima decade di Agosto e gli Esercizi Spirituali peri giovani, che si tengono ogni anno nella nostra Casa dei Ritiri “Villa S. Leonardo al Palco” intorno alla data dell’8 Dicembre. Queste iniziative registrano una notevole, consolante partecipazione giovanile. Il taglio vocazionale è garantito dalla particolare sensibilità che il nostro Vescovo ha sempre avuto nei riguardi del problema vocazionale e dalla collaborazione che qualche membro del CDV offre sempre. Si tratta invece di trovare la formula giusta per operare l’aggancio con la Giornata; ed è quanto si propone il CDV per l’immediato futuro.