Il servizio del centro diocesano vocazioni alla parrocchia
Nell’esperienza della Chiesa Italiana la pastorale delle vocazioni ha fatto da sempre la scelta della comunità cristiana, ‘in specie la parrocchia’ come naturale terreno ecclesiale d’annuncio, proposta e accompagnamento vocazionale. Non poteva essere altrimenti, per motivazioni teologiche e pastorali.
I1 Piano Pastorale per le Vocazioni offre in merito delle indicazioni lapidarie che, se prese sul serio, potrebbero davvero offrire una svolta decisiva a quello che continua ad essere il ‘problema vocazionale’ in gran parte delle Chiese particolari italiane, sulla loro capacità generativa sia delle vocazioni al ministero ordinato sia delle vocazioni di speciale consacrazione.
“La vocazione e la missione della Chiesa particolare si esprimono soprattutto nella comunità parrocchiale. Essa è luogo privilegiato d’annuncio vocazionale e comunità mediatrice di chiamate attraverso ciò che ha di più originale e caratterizzante: la proclamazione della Parola che chiama, la celebrazione dei segni della salvezza che comunica la vita, la testimonianza della carità e il servizio ministeriale. L’annuncio vocazionale deve dunque innervare tutte le espressioni della sua vita. Nella pastorale ordinaria di una comunità parrocchiale, la dimensione vocazionale non è dunque un ‘qualcosa in più da fare’ ma è l’anima stessa di tutto il servizio d’evangelizzazione che essa esprime” (P.P.V., n. 26).
Il presente numero di Vocazioni – mediando la gran parte della riflessione emersa al “IV Incontro dei Direttori dei Centri Diocesani Vocazioni”, svoltosi alla Verna nel settembre scorso – intende riproporre l’urgenza di portare con decisione l’animazione vocazionale al cuore della Chiesa particolare – la comunità parrocchiale – e promuovere il servizio del Centro Diocesano Vocazioni (CD V), perché entri nel cammino vivo della comunità parrocchiale, non tanto indicendo iniziative prefabbricate per la parrocchia, ma alimentando e animando vocazionalmente gli itinerari di fede in essa presenti, perché la parrocchia sia una reale comunità vocazionale.
Una cosa va dunque detta subito. Al Centro Diocesano Vocazioni non spetta fare opera di ‘supplenza’ dal punto di vista della pastorale vocazionale, alla comunità parrocchiale.
Al Centro Diocesano Vocazioni spetta invece “offrire la propria competenza alle comunità parrocchiali, senza volersi mai sostituire alle loro normali attività” (P.P.V., n. 54).
La prima competenza del CDV è un servizio se vogliamo poco appariscente, ma essenziale come i fondamenti di ogni sicura costruzione: generare – seppur in modi e forme diverse – la coscienza vocazionale, come fatto costitutivo della vita della Chiesa nella realtà feriale delle nostre Chiese particolari.
Tale competenza del CDV – se vogliamo lo ‘spirito’ del suo servizio, in riferimento anche alla comunità – si concretizza in questi che possono “essere considerati orientamenti e urgenze qualificanti per il CDV stesso: diffondere una forte ispirazione di fede, alimentare la spiritualità e la preghiera, innestare l’animazione vocazionale nella pastorale d’insieme delle Chiese particolari, portare l’animazione vocazionale nella pastorale delle comunità parrocchiali, coinvolgendo movimenti, gruppi, servizi e altre comunità in esse operanti; inserire l’animazione vocazionale nella pastorale giovanile, creare e diffondere pubblicazioni adatte alle diverse necessità della pastorale vocazionale; curare la preparazione delle persone che hanno ricevuto dai Vescovi, dai Superiori e Superiore religiosi, da altri responsabili della vita consacrata, il mandato specifico della cura e accompagnamento dei chiamati” (P.P.V., n. 54).
Alla luce di queste indicazioni possiamo inoltrarci ad accogliere i qualificati contributi che seguono, per meglio proporre ed accogliere il servizio del Centro Diocesano Vocazioni alla comunità parrocchiale.