Il servizio del CDV. agli animatori dei gruppi giovanili
Parto da un’ affermazione che mi pare basilare: una pastorale giovanile non può non essere vocazionale.
Se noi aiutiamo i giovani a fare un cammino in qualsiasi tipo di gruppo o di movimento esso deve aiutarli a prendere coscienza della loro chiamata e a realizzarla, altrimenti l’esperienza dei giovani nei gruppi sarà una esperienza di parcheggio, finché si trovano la fidanzata, il fidanzato e poi spariscono anche dai nostri gruppi.
Allora la pastorale giovanile avrà come sottofondo davvero una pastorale vocazionale. Questo mi ha portato sopratutto a stringere i rapporti del Centro Diocesano Vocazioni con l’Ufficio Diocesano per la pastorale giovanile, con l’Azione Cattolica e quindi con tutti i movimenti.
Nella Diocesi di Vicenza non sono molti i giovani che frequentano i movimenti, l’Azione Cattolica ha ancora una presenza predominante, anche se non totalizzante, quindi per me era importante fare un cammino per aiutare gli animatori dei gruppi giovanili a prendere coscienza prima di tutto della loro stessa situazione vocazionale. Noi abbiamo questo fenomeno che gli animatori dei gruppi giovanili sono molto giovani, abbiamo animatori che stanno finendo le scuole medie superiori o sono universitari e quindi sono ancora pienamente dentro nel grande problema vocazionale. Questo ha comportato un po’ un lavoro, che ho cercato di fare, di intreccio tra la pastorale vocazionale e la pastorale giovanile; lo spiego con dei semplici passaggi.
Nella nostra Diocesi ci sono dei gruppi vocazionali – come penso in tante altre – sorti per iniziativa di animatori vocazionali religiosi, in genere quelli giovanili, e abbiamo cercato di aiutare che questi gruppi non fossero una realtà a se stante, diversa dalla realtà della pastorale giovanile. Allora la fatica di fare e di avviare determinate iniziative che aiutino un lavoro di intreccio tra le due pastorali proprio per rendere più vocazionale la pastorale giovanile.
Un primo lavoro di passaggio dal gruppo vocazionale ai gruppi, non solo per aumentare il numero dei gruppi vocazionali e dislocarli nelle varie zone della Diocesi, perché non sentano che il discorso vocazionale è un discorso di élite soltanto per un gruppo che sta al centro, ma è un discorso di comunione e quindi un discorso di un cammino che coinvolge tutti i giovani, quindi dal gruppo vocazionale ai gruppi vocazionali che si innestano e che completano il cammino dei vari gruppi giovanili.
Però altresì un cammino dai gruppi al gruppo per evitare l’emarginazione o l’isolamento dei vari gruppi. Abbiamo allora costituito una giornata di incontro di tutti i giovani che fanno un cammino di ricerca vocazionale di qualsiasi gruppo, di qualsiasi genere, di qualsiasi ispirazione.
È un momento di comunione che mi sembra importante perché i giovani abbiano a comprendere che un cammino di fede, in qualsiasi gruppo, non può essere disgiunto anche dal problema vocazionale.
Ancora un altro lavoro abbiamo fatto con gli animatori, siamo partiti dai giovani per arrivare agli animatori, cioè prendere atto che dei giovani hanno bisogno di essere particolarmente seguiti. Non si può organizzare un gruppo vocazionale anche in un vicariato per esempio, senza coinvolgere un congruo numero di animatori e quindi la fatica di mettere insieme sacerdoti, religiosi/religiose e laici: non solo perché facciano un cammino fra di loro per portare avanti questo gruppo, ma anche che facciano un cammino di preparazione specifica.
Qualcuno ha detto che davvero la pastorale vocazionale non deve essere la cenerentola, però sta di fatto che sono rarissimi quegli animatori/animatrici che hanno come primo compito la pastorale vocazionale. C’è qualcuno che si dedica alla pastorale vocazionale se ha del tempo e sappiamo questo cosa vuol dire!
Un altro lavoro d’intreccio è dagli animatori ai giovani, perché ogni animatore vocazionale deve sentirsi responsabile di raggiungere i giovani e gli animatori dei gruppi giovanili. Quindi un discorso di sensibilizzazione, di attenzione, di divulgazione, mi pare che proprio questo lavoro ha aiutato un momentino a sfatare la paura dei gruppi vocazionali – perché un giovane quando sente parlare di gruppo vocazionale, almeno fino ad alcuni anni fa, aveva paura di una pastorale vocazionale di reclutamento.
Ultimamente gli animatori vocazionali sono riusciti a raggiungere gli animatori dei vari gruppi giovanili per sensibilizzarli a questa realtà, tanto è vero che adesso capita abbastanza di frequente che sono gli animatori stessi dei gruppi giovanili che chiedono la presenza di un animatore vocazionale o una esperienza di riflessione agli animatori vocazionali.
Ancora un altro lavoro abbiamo fatto per portare l’animatore di gruppo a diventare animatore vocazionale cioè sentirsi responsabile non solo del suo gruppo, ma anche sensibile a fare si che la proposta vocazionale possa raggiungere tutti i giovani che lui incontra.
Un secondo passaggio dall’animatore vocazionale al direttore spirituale. Una cosa che noto proprio in questi ultimi tempi come il gruppo vocazionale una volta era una realtà molto sentita da parte del giovane che faceva in esso anche un cammino vocazionale comunitario, ora questo ritrovarsi nel gruppo vocazionale è diventato soltanto l’occasione per incontrarsi con il direttore spirituale.
In effetti, il giovane, tende sempre di più a portare avanti non in maniera personalistica ma personale il suo cammino di scelta e di orientamento, ha bisogno di essere continuamente seguito, di qui l’importanza della direzione spirituale, tuttavia è importante che senta che in un contesto di gruppo anche altri stanno facendo cammini analoghi o paralleli. Questo ha portato a delle iniziative che sono nate per gli animatori vocazionali, ma nella realtà poi con nostra grande sorpresa e gioia si sono rivelate iniziative preziose per tutti gli animatori di gruppi giovanili ed è stata la Scuola per animatori vocazionali.
È cominciata 3 anni fa presentando il tema della Direzione Spirituale. Il tema è stato portato avanti da insegnanti nel nostro seminario teologico abbiamo aiutato un po’ a capire l’importanza e la necessità della preparazione, quindi dando anche degli elementi formativi di base.
L’anno successivo abbiamo affrontato il tema dell’Educazione dei Giovani ai valori e quindi tutto un discorso sugli itinerari che bisogna proporre ai giovani per portarli a valori autentici quindi un itinerario ecclesiologico, un itinerario sulla Parola, sulla preghiera, su Gesù Cristo.
In questo terzo anno abbiamo affrontato il tema dell’Autorealizzazione e vocazione, un tema molto sentito da parte dei giovani sopratutto perché dà un po’ l’idea, e non è del tutto errato, che l’autorealizzazione si scontra con il messaggio evangelico: “Chi perde la propria vita per causa mia e del Vangelo la salverà”.
In questo contesto di fronte a questa parola ecco l’importanza di aiutare i giovani a capire il senso vero e autentico di una piena autorealizzazione sia sul piano etico morale, sia di fronte al messaggio delle beatitudini, sia come resistenza al discernimento degli spiriti, sia come incontro – scontro con la Parola del Signore che chiama. Questo è stato un po’ l’itinerario che abbiamo fatto noi insieme con gli animatori dei gruppi giovanili.
C’è un’altra grande realtà a servizio dei gruppi giovanili. Noi abbiamo l’Azione Cattolica e l’Ufficio Diocesano per la pastorale giovanile con il quale lavoriamo molto, insieme, sia per organizzare la Scuola di preghiera a livello Diocesano, sia per organizzare weekends spirituali per giovani, per preadolescenti e adolescenti, sia per organizzare un corso di Esercizi Spirituali Vocazionali.
Con nostra grande sorpresa quest’anno abbiamo dovuto chiudere il numero degli iscritti perché non c’era più posto nella casa: 74 giovani che sono venuti per questo corso di esercizi spirituali vocazionali. Logicamente se c’è tutto un lavoro prima, sotto, a livello dei gruppi giovanili nelle varie comunità parrocchiali, quando arriva la proposta specifica essa viene accolta.
Un ultimo particolare vorrei sottolineare, è il coinvolgimento ancora dei vari gruppi in altre attività specifiche quali la Veglia perla Giornata Mondiale di preghiera per le Vocazioni a cui invitiamo tutti i giovani della Diocesi. Abbiamo fatto anche un lavoro “a macchia d’olio” dal primo anno in cui abbiamo presentato i candidati dell’Ordine Sacro, all’anno successivo in cui abbiamo presentato i novizi e le novizie presenti nella nostra Diocesi, all’anno seguente in cui abbiamo presentato i ministeri e poi ancora i gruppi vocazionali e i movimenti e le associazioni nelle quali i giovani fanno un cammino di fede, un cammino spirituale personale e anche di ricerca vocazionale.
L’Azione Cattolica programma durante l’estate dei camposcuola per animatori, per ragazzi, per giovani. In genere nei camposcuola per animatori dei gruppi giovanili, noi chiediamo che sia sempre presente una equipe di animatori vocazionali, sia per dare una testimonianza, sia per dare un aiuto concreto nell’organizzazione del campo. Ho notato che questo è molto utile sopratutto perché i giovani hanno la possibilità in maniera molto informale di comprendere che cosa è in realtà il discorso vocazionale.
Da due anni abbiamo aggiunto l’esperienza di un camposcuola di spiritualità gestito personalmente dal Centro Diocesano Vocazioni con l’Azione Cattolica sul tema della vita spirituale.
Una cosa che ho notato molto utile agli animatori di gruppi giovanili è la disponibilità della testimonianza dei giovani che stanno facendo un cammino di ricerca. Noi abbiamo una “comunità preteologica Il Mandorlo” di giovani che fanno un anno di ricerca, di orientamento. Andare in comunità parrocchiali con dei giovani, lasciarli insieme un paio d’ore a chiaccherare fra di loro, credo che questo davvero aiuti i vari gruppi a far nascere un legame che viene portato avanti appunto dagli animatori dei gruppi giovanili e che poi sfocia in amicizie e anche in impegni poi concreti di itinerari vocazionali.
Un’esperienza significativa rivelatasi molto preziosa è l’utilizzo della mostra: “Si, ma verso dove” per l’animazione vocazionale in una parrocchia.
L’esperienza fatta nella Diocesi di Vicenza si è rivelata davvero preziosa. S’incomincia con un incontro a cui si invitano tutti i catechisti e gli animatori dei vari gruppi giovanili o anche di coppie di sposi e di adulti. Agli animatori viene spiegata la mostra pannello per pannello: è una occasione preziosa di catechesi vocazionale per gli animatori parrocchiali. La mostra viene poi lasciata in una parrocchia e saranno i giovani della stessa parrocchia ad allestirla in una sala nella comunità. Una volta allestita ogni animatore visiterà personalmente la mostra per vedere su quali temi e argomenti soffermare l’attenzione dei componenti del suo gruppo. Infatti è fondamentale che l’animatore / catechista scelga tra i vari temi o quelle immagini che sono stati oggetto di un recente cammino fatto con il gruppo stesso. Toccherà poi all’animatore presentare in una riunione ordinaria del suo gruppo (di catechesi, di associazione eccetera) il tema della mostra.
In un incontro successivo tutto il gruppo accompagnato dall’animatore andrà a visitare la mostra leggendola e soffermandosi là dove l’animatore ha ritenuto più opportuno. Fatto questo, in un momento successivo, il gruppo farà una riflessione comunitaria e preparerà alcune domande, alcuni interventi da rivolgere ad un animatore vocazionale, la cui presenza è prevista soltanto nel momento conclusivo di questo itinerario vocazionale. L’animatore non arriverà nel gruppo per raccontare la sua esperienza o per fare una catechesi, ma per portare la sua testimonianza rispondendo alle domande rivoltegli dai membri del gruppo. Tutto si concluderà con un incontro significativo di preghiera.
Quest’ esperienza si è rivelata molto valida proprio perché è calata pienamente nella realtà del cammino dei vari gruppi e della vita della parrocchia perché si protrae a lungo nel tempo, generalmente ci vuole almeno un mese di incontri e questo permette di assimilare l’argomento presentato.
Sarà compito dell’animatore vocazionale e dell’animatore del gruppo (o del parroco) mantenere poi dei contatti periodici nel tempo.