N.02
Marzo/Aprile 1990

Il servizio del CDV al gruppo di sposi

L’esperienza del “Gruppo sposi per l’animazione vocazionale”, così si è denominato questo gruppo, (attualmente costituito di una trentina di copie), è nata circa due anni fa, come risposta ad un’esigenza d’attenzione e concreta partecipazione, anche da parte dei laici, e degli sposi in particolare, alla pastorale vocazionale.

C’è una frase del Concilio Vaticano II nel decreto ‘Optatam Totius’ al n. 2 che precisa: “Il dovere di promuovere le vocazioni sacerdotali spetta a tutta la comunità cristiana”. È da questo presupposto che è partita l’iniziativa del gruppo sposi, che è stato seguito ed è ancora animato da un sacerdote del Seminario, e continua il suo cammino.

Nella prassi pastorale l’apporto dei laici è stato spesso limitato all’impegno della preghiera e dell’aiuto economico. Ebbene, pur riconoscendo la necessità fondamentale della preghiera e l’esigenza dei mezzi materiali, non pare che questo esaurisca il compito dei laici e in particolare degli sposi e dei genitori cristiani nei riguardi della pastorale vocazionale. Allora, con la prima motivazione di maturare in questa sensibilità vocazionale, si sono ritrovate una decina di coppie provenienti da varie parrocchie della Diocesi di Verona, per mettersi in ascolto dello Spirito, nella preghiera e nella meditazione (con un incontro mensile di mezza giornata, la Domenica pomeriggio) alla scoperta delle vie da percorrere per partecipare in modo esplicito ed attivo a quanto si fa nella Chiesa locale per la promozione delle vocazioni.

Tali incontri comprendevano tre momenti: la preghiera (celebrazione Eucaristica); la formazione (presentazione di alcune tematiche sulla vocazione nella Chiesa, i vari ministeri, ecc.); lo stare assieme (per conoscersi e scambiarsi le esperienze).

È maturata in questo clima l’idea di denominare così il gruppo: “Sposi per l’animazione vocazionale” con lo scopo di contribuire alla sensibilizzazione della comunità cristiana sul problema delle vocazioni di speciale consacrazione, attraverso i mezzi di informazione, in occasione di giornate o settimane vocazionali, incontrando i gruppi familiari, i genitori dei ragazzi che si preparano alla prima Comunione o alla Cresima, i gruppi fidanzati, ecc.

Il gruppo si è inserito nel Centro Diocesano Vocazioni attraverso degli incontri fatti con gli animatori del CDV, e soprattutto con la presenza di una coppia nella segreteria operativa del CDV, che a Verona opera da parecchi anni ed è costituito dai rappresentanti delle varie categorie vocazionali, con una assemblea di animatori dei diversi Istituti Religiosi presenti in Diocesi, una ventina di Maschili e una trentina di Femminili.

Le prospettive del gruppo, che ha dovuto affrontare le inevitabili difficoltà di un cammino che richiede tempo, costanza e disponibilità per rendere un servizio pastorale efficace, riguardano: la maturazione del gruppo stesso come segno e richiamo di questa sensibilità vocazionale dei laici da far crescere; il servizio da rendere nelle vicarie e nelle comunità parrocchiali; in vicaria entrando a far parte dei nuclei vicariati del CDV; formati da un rappresentante di ogni categoria vocazionale, per promuovere e coordinare le iniziative vocazionali della vicaria, portando la specifica sensibilità di laici e di sposi; costituire il gruppo sposi, nelle comunità parrocchiali dove è possibile, perché sia tenuta viva l’attenzione alla dimensione vocazionale nella pastorale per le varie categorie di persone.

Ma perché proprio gli sposi, ci si può chiedere e non un gruppo di laici in genere?

Cito un tratto della bozza di statuto che riporta le motivazioni del gruppo: “Meditando sul sacramento del matrimonio e sulla vocazione in genere abbiamo scoperto che l’animazione vocazionale è un compito specifico degli sposi legato alla realtà sacramentale del matrimonio.

Chiamando due persone al matrimonio, Dio le invita a collaborare con Lui nell’opera della creazione, ad essere gli strumenti della sua volontà di amore nel dare la vita a nuove creature. Il primo impegno, che da significato al Sacramento del Matrimonio è, perciò, il servizio alla vita, intesa in tutto l’arco del suo scorrere e nella totalità dei suoi aspetti. Nel messaggio per la XXI Giornata di Preghiera per le Vocazioni, il Papa, in proposito, diceva: “Carissimi sposi e genitori cristiani, voi che avete collaborato con Dio nel dare la vita a nuove creature, sappiate cooperare con Lui anche nell’aiutare i vostri figli a scoprire e realizzare la missione che Cristo affida a ciascuno di loro. La vocazione è un grande dono non solo per chi la riceve, ma anche per i genitori…”.

Come due sposi sono ministri della vita intesa in senso procreativo, allora, devono allo stesso modo essere ministri della vocazione. L’opera di generazione non è completa se si ferma alla sola vita materiale; per gli sposi cristiani, pertanto, che hanno nel cuore le esigenze del Regno di Dio, è indispensabile generare figli alla Chiesa e non solo al mondo. L’animazione vocazionale, rivolta alla formazione del terreno sul quale possa attecchire l’eventuale chiamata alla vita consacrata è, pertanto, un compito connesso con lo stesso ministero matrimoniale.

L’impegnarsi per le vocazioni di speciale consacrazione, è dovere di ogni cristiano, pertanto il gruppo sposi vuol dare una risposta ad una esigenza connessa con il Battesimo e in particolare con il Matrimonio.

Se ci sta a cuore la vita delle nostre comunità, è indispensabile dedicare qualcosa del nostro tempo per far sì che esse esprimano l’interezza di questa loro vita, mediante la fioritura al loro interno di tutte le vocazioni. Il gruppo sposi intende lavorare in questo campo e perciò si è reso disponibile a collaborare inserendosi nel Centro Diocesano Vocazioni.

Per una conoscenza più dettagliata di questa esperienza rimando alla presentazione fatta dai coniugi Bozzola Silvestro e Wally e pubblicata su “Vocazioni”, n. 2/1989, p. 47.