Giovani, vocazioni e famiglia
La scelta del tema: “giovani, vocazioni e famiglia” come programma pastorale per la Chiesa di Lecce, agli inizi degli anni ‘90, è stata determinata dalla considerazione della urgenza della problematica giovanile nella terra del Salento ed ancor più dalla necessità di rilanciare la pastorale vocazionale, anche in relazione alla costruzione di un nuovo seminario, esigenza avvertita da tutti sin dagli anni sessanta. Era evidente che il binomio giovani-vocazioni non poteva non trovare nella famiglia il fulcro essenziale e il centro da cui far scaturire ogni rinnovamento pastorale.
Pur essendo, infatti, la famiglia ancora sostanzialmente sana, essa è pur sempre compromessa da venti di ogni specie ed è perciò urgente partire dalla famiglia per ogni programma pastorale serio ed organico. Senza un pieno e permanente aggancio alla famiglia e senza una pastorale che punti tutto sulla famiglia, non è possibile alcun rinnovamento e nessuna programmazione diocesana.
La nostra Chiesa, per la verità, al tema della famiglia, come a quello dei giovani, ha sempre dedicato la sua attenzione, come l’ha dedicato alla catechesi, alla liturgia e ai diversi capitoli della pastorale post-conciliare. Ma era necessario focalizzare meglio i vari aspetti dell’impegno diocesano, puntando decisamente su quello che appariva maggiormente urgente e necessario.
È così che agli occhi del nuovo pastore, quello della vocazioni e del seminario, è apparso il dovere primario in senso assoluto, sia perché era andato rapidamente scemando il numero dei seminaristi, sia perché l’innalzamento dell’età e il moltiplicarsi delle esigenze pastorali aveva fatto apparire, anche da noi, la crisi dei presbiteri, come uno dei segni più importanti da valutare. Rilanciare il seminario, coinvolgendo attorno ad esso energie e speranze, consensi e liberalità, è stato un disegno immediatamente condiviso dal presbiterio e dalle diverse componenti della comunità diocesana, soprattutto perché il disegno di un nuovo seminario, aperto alle esigenze della intera Metropoli ecclesiastica, per quanto riguarda il ginnasio-liceo, è stato inserito in un progetto più ampio, che comprende anche la Casa del Clero, il Centro Mediterraneo di cultura “Giovanni Paolo II” e tutta una serie di strutture sociopastorali di ampio respiro, a servizio non solo della città, ma dell’intera provincia salentina.
Un seminario nuovo?
La domanda, affiorata a molti, soprattutto in presenza di un antico edificio barocco, assai rinomato per le strutture architettoniche, trova la sua giustificazione nella necessità di avere oggi una sede funzionale, aperta e soprattutto idonea ad attuare quei processi educativi nuovi, che vengono richiesti dalla moderna pedagogia. A questo si aggiunge la necessità di dotare la Metropoli del Salento (che comprende le diocesi di Brindisi – Ostuni, Otranto, Nardò – Gallipoli, Ugento – S. Maria di Leuca, oltre Lecce) di un seminario liceale che consenta di avere un liceo pareggiato, ove inviare i propri alunni, dopo la scuola media.
La Chiesa di Lecce, con questa opera, non solo programmata e progettata, ma già concretamente avviata, intende porsi così a servizio non solo della società civile, ma anche delle Chiese sorelle, con cui vive costantemente la comunione ecclesiale nel servizio reciproco di fraternità.
Un piano di pastorale vocazionale
Per quanto attiene al problema specifico della pastorale vocazionale (per la famiglia e per i giovani, si stanno elaborando appositi piani pastorali) è già in atto un programma di lavoro che comprende una sensibilizzazione di tutta la diocesi al tema della vocazione consacrata e a quello della vocazione al sacerdozio.
Per far conoscere le vocazioni consacrate, si è tenuta nel novembre 1989 la prima Settimana della vita consacrata, con largo interesse delle comunità parrocchiali e della stessa comunità diocesana: incontri di preghiera, presentazione delle diverse vocazioni di speciale consacrazione, valorizzazione degli Istituti esistenti in diocesi ecc. hanno dato modo di conoscere ed apprezzare ancora di più questa singolare esperienza di vita, qual’è la vita religiosa. Una Lettera della Congregazione per i Religiosi ha sottolineato l’importanza della iniziativa ed ha offerto autorevoli indicazioni pastorali per lo sviluppo della vita consacrata nelle Chiese locali.
Ma l’impegno maggiore richiesto alla diocesi di Lecce riguarda, in questo momento, quello del rilancio della pastorale vocazionale a tutto orizzonte: è necessario, cioè, sottolineare il valore della chiamata che Dio fa a ciascun battezzato, illustrando le vie possibili per la risposta. Per giungere a questo obiettivo, sono stati tenuti incontri dei diversi Uffici diocesani, allo scopo di armonizzarne i programmi e far emergere la dimensione vocazionale quanto più è possibile. Catechesi e liturgia, fatta salva la propria specificità, possono contribuire validamente per raggiungere tale traguardo, puntando sempre sulla famiglia e, in particolare, sui genitori, che sono i primi maestri dei figli e sono chiamati a custodire e sviluppare, in loro, i germi della vocazione. Questo lavoro di organicità pastorale, finalizzata alla tematica vocazionale, è difficile, perché comporta una conversione mentale non flebile, da parte degli operatori pastorali, ma si ha fiducia che, lavorando insieme e con la doverosa gradualità e pazienza, qualche passo in avanti si potrà fare.
Un ruolo tutto speciale, per l’animazione vocazionale, è naturalmente assunto dalla èquipe del Seminario diocesano composta da sette sacerdoti (il rettore, il padre spirituale, tre vice rettori, l’economo e un animatore pastorale) che hanno il compito specifico di guidare gli alunni della media e del ginnasio-liceo, che frequentano l’Istituto, e di seguire i gruppi vocazionali costituiti presso le parrocchie.
Ogni mese, si tengono presso il Seminario, incontri vocazionali per alunni di quinta elementare, per chierichetti, per alunni di terza media e per giovani che hanno un qualche orientamento per il Sacerdozio. Si tratta di incontri, opportunamente programmati e organizzati con momenti di preghiera, di riflessione e di convivenza. Si sta cercando, cioè, di avere una specie di seminario aperto, disseminato per le parrocchie, frequentato da ragazzi e giovani che mostrano fermenti vocazionali…
A questo, si aggiungono i campi estivi vocazionali, il pre-seminario e numerose altre iniziative, finalizzate sempre allo stesso scopo: riconoscere, accompagnare e incoraggiare i semi di vocazione che il Signore sparge ancora oggi. Ma soprattutto è nella preghiera, diffusa e frequente in tutte le parrocchie e istituti, che si confida per un aumento delle vocazioni.
Si tratta, come si vede, di piccole cose, di tentativi per impostare e avviare un problema cruciale, qual’è quello delle vocazioni. Il più resta ancora da fare, ma è già molto che il clero, almeno nella stragrande maggioranza, ne sia stato coinvolto e lo stesso laicato, lentamente, sta prendendo coscienza che il futuro della Chiesa passa attraverso la soluzione del problema dei seminari e delle vocazioni.