N.03
Maggio/Giugno 1990

Vocazione e vocazioni: tutti amati, chiamati, mandati

Sono circa 12 anni che mi trovo ad essere pastore della Chiesa di Dio che è Acerra. Sento di dover rendere lode a Dio per le “meraviglie” che ha operato, nonostante le nostre infedeltà. Guardando indietro al cammino percorso vedo un filo d’oro che ha legato avvenimenti, convegni, scelte pastorali, componendo un disegno che ha la bellezza delle realtà dello Spirito.

Momenti privilegiati di questo cammino sono stati i Convegni Diocesani, “rinnovata Pentecoste” per la nostra Chiesa. Tutta l’impostazione del ‘piano programma” della Chiesa particolare trova lì il punto di arrivo e il punto di partenza.

Dopo un ciclo decennale, conclusosi lo scorso anno pastorale con il Convegno “Quale Chiesa dopo dieci anni di cammino?”, siamo ripartiti nel settembre 1989 con il tema: “Unica vocazione: mille sentieri. Vocazione e vocazioni: tutti amati chiamati, mandati”.

Nei Convegni precedenti si è preso coscienza della chiamata ad essere Chiesa: Quale Chiesa?… Verso una svolta per una reale partecipazione (sett.’84), Chiesa tutta carismatica e ministeriale, tesa a costruire il Regno nel ‘frattempo’ che si pone fra la Trinità come origine e la Trinità come patria[1] ;Chiesa, carismi e ministeri (sett.‘85); si è fondata la comunità su basi solide: Eucaristia, forma e centro della vita cristiana (sett.‘82); Riconciliazione e Penitenza (sett.‘83); preghiera: Signore, insegnaci a pregare (sett.‘86), carità: Dare la vita per la propria gente. La Chiesa nell’oggi di Acerra ( sett.‘88).

Nel cammino di questi anni – che è risultato un vero itinerario di fede – sono venuti in evidenza sopratutto i laici, desiderosi di trovare il loro posto nella Chiesa. È maturata, allora, l’idea, lanciata dal Centro Diocesano Vocazioni, di un Convegno sulla Vocazione.

I vari organismi di partecipazione (Consiglio Presbiterale – Consiglio Pastorale Diocesano – Curia Pastorale) hanno accettato questo tema, facendo notare il rischio che il tema potesse non interessare tutti dato che, nell’uso corrente, vocazione richiama solo “sacerdozio” e “vita consacrata”.

Nella preparazione al Convegno – soprattutto attraverso una mia lettera pastorale “Vocazione e vocazioni: tutti amati, chiamati, mandati” e la visita alle parrocchie di una équipe di membri del CDV e della segreteria del convegno – si è cercato di far prendere coscienza, in particolare agli operatori pastorali, che tutti siamo coinvolti nella vocazione.

Arriviamo al Convegno e, con meraviglia e somma gioia, vediamo che i partecipanti sono molto più numerosi degli altri anni (circa 550 iscritti). La partecipazione ai “gruppi di discernimento” è stata coinvolgente per tutti. I tantissimi giovani presenti si sono sentiti protagonisti e si sono messi con serietà alla scoperta della propria personale risposta all’unica grande chiamata all’Amore.

Cosa fare nel post-convegno? Quali opzioni pastorali privilegiare? Forte era emersa dal Convegno la richiesta di continuarne lo stile e i contenuti. Si è pensato, allora, ad incontri per fasce di età a livello diocesano per continuare il Convegno.

Si sono programmati quattro incontri per i giovani e quattro per gli sposati. Il primo incontro – il 14 dicembre ‘89 per i giovani e il 16 dicembre per gli adulti – ha visto la partecipazione attiva soprattutto di tanti giovani, che sono stati i veri protagonisti. Le tematiche degli incontri vogliono essere una pista per approfondire il tema della vocazione:

– Cercatori di Dio 

– Profeti di speranza 

– Testimoni della carità 

– Chiamati nella Chiesa a servire.

Ma per non rischiare di camminare su binari paralleli, giovani e adulti, si è pensato a tre incontri di una giornata intera per “stare tutti insieme”, per crescere nella comunione. Il 6 gennaio 1990, presso un santuario mariano, è stata una vera festa incontrarsi. C’è stata un’assemblea, in cui si è instaurato un dialogo sereno e profondo con il Vescovo sulla nostra Chiesa locale e sui segni dei tempi che ci interpellano con urgenza.

Dopo l’Eucaristia – a centro della giornata – e la condivisione del cibo, c’è stato un momento di festa, in cui si sono messi in comune i propri talenti. La vocazione alla santità, la chiamata a seguire Gesù nella Chiesa non superficialmente, ma coraggiosamente è la scoperta che stanno facendo tanti nostri laici. Non accorgersi di questo – e quindi condurre le comunità senza i laici – sarebbe imperdonabile. Un simile atteggiamento renderebbe vana la nostra stessa preghiera per le vocazioni, perché in pratica le vocazioni che Dio suscita nella Chiesa non sono riconosciute e lasciate vivere.

Riscoprire e valorizzare la vocazione e la missione dei laici è fondamentale anche per una pastorale vocazionale specifica. Un obiettivo che abbiamo posto – da inserire nei programmi parrocchiali – è “la cura, il discernimento, la preghiera perle vocazioni in genere e quelle sacerdotali e per la vita consacrata in particolare”, dando vita possibilmente ad “un gruppo di animazione vocazionale parrocchiale”.

 

 

 

 

Note

[1] Dal documento finale del Convegno Diocesano “Chiesa, carismi e ministeri” settembre 1989.