Annuncio e proposta vocazionale nelle nuove prospettive di catechesi della chiesa italiana
Catechesi e vocazione è un’equazione naturale, un rapporto dinamico da sempre, nella formazione delle giovani generazioni.
La scelta di tematizzare questo numero della Rivista su tale argomento, è suggerita dal momento particolare di rinnovamento della catechesi che sta vivendo la Chiesa in Italia: è, infatti, ormai in fase di lancio il nuovo ‘progetto catechistico’. più comunemente conosciuto come ‘revisione dei catechismi’.
Con lo stesso titolo del presente editoriale si annuncia anche il convegno del Centro Nazionale Vocazioni d’inizio d’anno, un appuntamento ormai di tradizione per la Chiesa Italiana.
È forse utile richiamare le finalità di tale appuntamento ecclesiale che, molto opportunamente, possono aiutarci a leggere e mediare il presente numero di ‘Vocazioni’:
– Studiare il naturale nesso tra catechesi, catechisti e pastorale vocazionale
– Offrire agli animatori vocazionali orientamenti per un rapporto fecondo tra pastorale vocazionale e catechesi.
– Proporre per gli educatori alla fede il nuovo catechismo dei fanciulli e dei ragazzi, come strumento per itinerari di maturazione vocazionale delle nuove generazioni.
– Avviare un più organico collegamento tra il servizio del centro diocesano vocazioni e l’ufficio catechistico diocesano, tra animatori vocazionali e catechisti. È quanto si propongono anche gli interventi che seguono.
Catechesi, Catechismi, Catechisti e pastorale vocazionale
Il cammino della catechesi in Italia è stato profondamente rinnovato a partire dagli anni ‘70. Una delle intuizioni profetiche del Documento Base è stata proprio la seguente: “La catechesi illumina le molteplici situazioni della vita, preparando ognuno a scoprire e vivere la sua vocazione cristiana nel mondo”[1].
È opportuno tuttavia chiedersi: quanto, tale intuizione e orientamento pastorale, è divenuta in questi anni patrimonio pedagogico della catechesi nelle nostre comunità cristiane? È forse arrivato per la catechesi il tempo di un salto di qualità teologico pastorale: la necessità di caratterizzare l’itinerario catechistico come un vero e proprio itinerario vocazionale.
Non è forse un progetto educativo incompleto iniziare un fanciullo, accompagnare un adolescente ed un giovane all’incontro con Cristo, se tale itinerario non provoca un vero e proprio discepolato, quindi non interpella personalmente a vivere la vita come vocazione ed a discernere la propria personale vocazione? Ciò premesso, urge anche uscire da un certo genericismo circa l’annuncio e la proposta vocazionale.
È innegabile infatti che se in forza del battesimo tutti siamo chiamati, cioè raggiunti dalla vocazione cristiana, in Cristo, il problema teologico pastorale sta proprio nel comprendere anche a livello di catechesi come tale vocazione cristiana si specifica nella linea della sacramentalità matrimoniale, della ministerialità ordinata o appunto della speciale consacrazione.
Il nuovo “progetto – catechismi” della Chiesa Italiana, come già i precedenti catechismi, è percorso da questo filo conduttore vocazionale’, rappresenta un vero e proprio itinerario vocazionale oltre che proporre contenuti e valori delle vocazioni di speciale consacrazione.
Significativa e utile è, a proposito, la sintesi pastorale offerta dal Piano per le Vocazioni della Chiesa italiana: “Un uso intelligente e costante di tali strumenti, i catechismi, è quindi il primo modo di fare catechesi vocazionale. Appare importante infatti non sovrapporre la dimensione vocazionale – come se la ‘vocazione’ fosse uno dei tanti temi da trattare – ma farla ‘emergere’ dal di dentro delle varie unità didattiche previste nei catechismi. ‘Catechesi’ e ‘vocazione’ non sono infatti due realtà a se stanti o difficilmente coniugabili… Una catechesi in chiave vocazionale, nel suo itinerario progressivo e unitario di crescita nella fede, deve guidare i credenti, specialmente le giovani generazioni, a considerare la vita cristiana come risposta alla chiamata di Dio, iniziarli e accompagnarli ad accogliere il dono della vocazione personale. È urgente quindi formare dei catechisti che abbiano coscienza che il proprio ‘ministero’ prima di essere un servizio è una chiamata”[2] e che finalità primaria del loro servizio è quella di “guidare ognuno ad assumere la missione della Chiesa secondo la propria vocazione personale”[3].
Catechesi e vocazione di speciale consacrazione: orientamenti pastorali
Non è superfluo ricordare come il lieto annuncio delle vocazioni al ministero ordinato e di speciale consacrazione è intrinseco al servizio della Parola, e non va inteso come una certa ‘rifinitura’: ne è parte ‘integrante’, non ‘facoltativa, insita alla struttura della catechesi.
È infatti importante promuovere la personalità di ciascuno – ed a ciò concorre in modo inequivocabile la catechesi – secondo “quanto ciascuno è per natura e per grazia”[4].
Il catechista, da parte sua, nella promozione delle vocazioni di speciale consacrazione ha un ruolo specifico e insostituibile accanto agli altri educatori alla fede: genitori, sacerdoti, religiosi, animatori ecc. L’originalità dell’intervento educativo del catechista è da riscoprire e valorizzare proprio all’interno dell’itinerario progressivo e unitario della crescita nella fede.
La catechesi di proposta delle vocazioni consacrate accompagna quindi la graduale maturazione del progetto di vita cristiana – la cui esperienza di base si fonda e si sviluppa sulla vocazione cristiana al servizio, attraverso una profonda vita sacramentale e la maturazione del senso della missione – per approdare alla proposta chiara ed esplicita: “Dio è sempre libero di chiamare chi vuole e quando vuole… ma ordinariamente – afferma Giovanni Paolo II – Egli chiama per mezzo delle nostre persone e della nostra parola. Dunque non abbiate paura di chiamare”.
Considerato inoltre che la vocazione in genere, e specialmente la vocazione consacrata, è dinamica, investe l’essere e il divenire della persona, il progetto catechistico della Chiesa Italiana accompagna con molta attenzione e puntualità i ‘tempi’ di questo divenire vocazionale della persona: “bisogna accompagnare vocazionalmente ogni età… tutto l’arco dell’esistenza, in ogni suo momento, e in particolare a partire dall’età del completamento dell’iniziazione cristiana fino agli anni della giovinezza matura, è un campo della chiamata”[5].
Concludendo
– È opportuno far recuperare alla catechesi la progettualità vocazionale, al di là delle scadenze ravvicinate che toccano per certi aspetti l’itinerario catechistico: “Per quel che riguarda … le vocazioni alla vita sacerdotale e religiosa, è certo che molte di esse sono sbocciate nel corso di una catechesi ben fatta durante l’infanzia e l’adolescenza”[6].
– È necessario vivere il ministero della Parola, nel servizio di catechista della comunità cristiana, come una vera e propria ‘chiamata’. la cui testimonianza vocazionale gioiosa suscita vocazioni e ne favorisce la misteriosa maturazione: “un insegnamento disgiunto dalla testimonianza personale difficilmente avrà un effetto vocazionale”[7].
– È infine essenziale pregare e far pregare a catechismo per le vocazioni consacrate, perché il Signore chiami qualcuno o qualcuna del ‘gruppo’ a fare della propria vita un dono totale al servizio della Chiesa: un clima di preghiera “deve caratterizzare ogni ‘lezione’ di catechismo, affinché la catechesi più che un imparare diventi un ascoltare il Signore che interviene nella propria vita”[8].
Note
[1] CEI, Il Rinnovamento della catechesi (Documento Base), Roma 1970, n. 33.
[2] CEI, Vocazioni nella Chiesa Italiana, Roma 1985, n. 28.
[3] CEI, Il Rinnovamento della Catechesi, idem n. 131.
[4] CEI, idem, n. 131.
[5] C.M. Martini (12/4/90).
[6] Giovanni Paolo II, Catechesi Tradendae, n. 39.
[7] CEI, Vocazioni nella Chiesa Italiana, o.c. n. 28.
[8] CEI, Idem, n. 28.
