N.06
Novembre/Dicembre 1990

Il rinnovato progetto catechistico della chiesa italiana

La riconsegna che i Vescovi hanno fatto durante il Convegno nazionale dei catechisti de “Il rinnovamento della catechesi” il testo fondamentale per la catechesi nel nostro Paese, aveva un duplice significato: confermare la validità e attualità delle scelte basilari che tale documento contiene, indicare le vie per una rinnovata capacità progettuale della Chiesa in Italia nel campo della catechesi.

Fedeltà, continuità e riconferma da un lato del cammino intrapreso dopo il Concilio e di quelle scelte pastorali e catechistiche che lo hanno caratterizzato, e apertura attenta e sicura alle nuove situazioni ecclesiali e socio-culturali che esigono la capacità di risposte più adeguate e attuali alle sfide che oggi la catechesi è chiamata ad affrontare.

In questo quadro rientra anche il problema dei catechismi. Dopo la prima stagione della loro stesura, presentazione e sperimentazione, si è passati a quella della verifica ecclesiale e all’attuale fase di riedizione riveduta secondo le osservazioni emerse dal concreto uso dei testi e dell’esperienza dei catechisti.

Si parla di riedizione perché, in genere, si è proceduto ad una revisione degli attuali testi, anche sostanziali a volte, ma sulla base delle scelte teologiche e pedagogiche precedenti.

In particolare i catechismi confermano e potenziano le scelte di una catechesi:

– per la vita cristiana: volta a condurre i soggetti alla piena maturità in Cristo mediante un itinerario permanente, dall’infanzia all’età adulta;

– radicata nella parola di Dio, nella Tradizione e nel Magistero della Chiesa; incentrata sul mistero di Cristo che apre al mistero Trinitario, a quello della Chiesa e dell’uomo redento;

– frutto di un’esperienza ecclesiale e di un’azione pastorale unitaria tra catechesi – liturgia – carità e una corresponsabile partecipazione di tutta la comunità, soggetto, luogo e fine dell’atto catechistico;

– fedele a Dio e fedele all’uomo secondo i tratti caratteristici della pedagogia di Dio.

 

 

Tre arcate di un unitario cammino

L’itinerario formativo che il progetto catechistico e i catechismi intendono sostenere e guidare è stato impostato attorno a queste tre tappe (quasi come un ponte a tre arcate): la prima promuove una catechesi incentrata attorno all’Iniziazione cristiana dei fanciulli/ragazzi; la seconda s’incentra attorno al discorso della crescita e maturazione della vita cristiana degli adolescenti/giovani; la terza è rivolta all’età adulta e per una formazione sistematica e permanente.

 

L’iniziazione cristiana

L’iniziazione cristiana costituisce il periodo più intenso, ampio e sistematico per la catechesi. La ricchezza di esperienze e di iniziative in questo ambito permette di avviare itinerari di fede differenziati, coinvolgendo non solo i fanciulli/ragazzi, ma le loro famiglie e la comunità cristiana.

È tempo prezioso e di grazia per fare sostenere la chiamata alla vita e alla fede come dono/compito; le diverse vocazioni e servizi nella comunità; l’impegno di ascolto e di accoglienza della volontà del Signore nella preghiera; la testimonianza missionaria di servizio nella Chiesa e nel mondo.

La catechesi di questa prima arcata si nutre di un’ampia dimensione vocazionale, ne assimila lo spirito e se ne nutre con abbondanza favorendo nei piccoli atteggiamenti e comportamenti coerenti con la visione cristiana della vita in Cristo e nella Chiesa. Così vengono poste le basi per il futuro e più preciso e specifico discorso vocazionale.

 

Adolescenza e giovinezza

La catechesi per l’età dell’adolescenza e giovinezza presenta, anche nei due testi rivisti, una spiccata attenzione al problema dell’orientamento di vita e di vita cristiana propria di questa età.

Si tratta innanzi tutto di far prendere coscienza al ragazzo della necessità di farsi un progetto di vita accogliendo Gesù Cristo come modello e fondamento della propria esistenza. Egli è il “sì” del Padre ad ogni uomo, la via da seguire per essere liberi e responsabili. Decidersi per Cristo significa orientare la vita nella sua sequela.

La dimensione cristocentrica della vocazione viene opportunamente arricchita da quella spirituale ed ecclesiale in modo da offrire al giovane uno sbocco concreto di servizio al Regno di Dio e agli uomini.

È questo anche il momento in cui la catechesi approfondisce in modo sistematico e completo le specifiche vocazioni e in particolare quella al sacerdozio o alla vita religiosa e al matrimonio, orientando il giovane a quelle scelte stabili e coerenti, accolte come dono e impegno di risposta alla chiamata di Dio.

 

Vita adulta

La terza arcata sviluppa una catechesi per la vita adulta.

La maturità cristiana esige, da parte dell’adulto nella fede, una costante verifica e rinnovamento della sua vita in Cristo e un impegno permanente di centralità e di generosità nella risposta alla vocazione ricevuta. Nello stesso tempo comporta il compito di farsi modello, esempio, guida e sostegno delle nuove generazioni per essere punto di riferimento alla loro scelta vocazionale.

Si capisce così l’importanza di aver collegato insieme in questa tappa i due catechismi, quello degli adulti appunto e quello dei bambini (rivolto alle famiglie e dunque ai genitori ed educatori dei piccoli).

 

 

Progetto – catechista e comunità

L’esperienza di questi anni ci ha confermato che il buon esito della catechesi è condizionato da due fattori: la formazione dei catechisti e l’impegno pastorale della comunità cristiana.

Per poter cogliere la linea vocazionale nei catechismi e per svilupparla con una catechesi appropriata è indispensabile che siano i catechisti a vivere in prima persona la loro chiamata come un “ministero di fatto”, una via di servizio ecclesiale radicata nella vocazione battesimale e crismale innanzi tutto.

Occorre una spiritualità vocazionale dei catechisti e un itinerario permanente di, catechesi per sostenere la loro fede, nutrire il loro servizio, alimentare la consapevolezza di una “chiamata consacrata, inviata”.

I Vescovi lo sottolineano nella Lettera di presentazione del Rinnovamento della catechesi: “gli itinerari di formazione dei catechisti devono essere caratterizzati da due obiettivi distinti ma tra loro complementari: l’uno spirituale e l’altro ministeriale allo scopo di maturare nei catechisti la figura del discepolo, dell’inviato, del testimone” (n. 13).

E la chiamata alla santità a cui richiamano tutti i catechisti come via e carisma privilegiato per edificare la Chiesa, suggella la dimensione e il carattere vocazionale della figura e della missione del catechista.

Ma prima dei catechisti c’è la comunità cristiana. Principio fondante e insostituibile.

La scarsa sensibilità e impegno ecclesiale verso la catechesi sta alle origini della infecondità di tanti sforzi e iniziative catechistiche.

Solo una comunità tutta ministeriale, ricca di doni dello Spirito, dove ogni battezzato sperimenta le vie per accogliere e per realizzare la sua vocazione e dove ogni ministero e carisma è per la Comunione, la catechesi e i catechisti trovano l’alveo adeguato per contribuire a formare cristiani (fanciulli, giovani e adulti) sempre più consapevoli della loro vocazione, aperti ad accoglierne le conseguenze e ad esercitarne i compiti, a servizio del Regno di Dio e per la sua crescita nel mondo.

Il progetto catechistico italiano si è imposto queste mete e il suo attuale rinnovamento le conferma, le rilancia e potenzia affidandole non solo agli “addetti” ma a tutta la comunità ecclesiale.