N.03
Aprile/Maggio 1996

Un catechismo per la vocazione degli adulti

Non si può chiedere a un Catechismo generale che contenga tutta e sola una completa Catechesi della Vocazione e delle Vocazioni. Tuttavia ogni catechismo completo non può non dare a tutta la sua esposizione il tono vocazionale-missionario. Questo appartiene alla natura essenziale e originale della vita e della fede. In più a suo luogo e modo dovrà fare accenni espliciti al tema “vocazione”. Anche questo rientra a pieno titolo nelle prospettive del messaggio globale di ogni catechesi.

Il Catechismo della CEI deve assolvere questi due compiti. A dire il vero la prima impressione è di sproporzione tra l’assunto (dare agli adulti una mentalità e una coscienza vocazionale, renderli maturi per una propria identità vocazionale, disporli al farsi promotori vocazionali presso i giovani attorno a loro) e il mezzo costituito dall’impianto generale e specifico del Catechismo italiano per gli adulti.

La parola e purtroppo lo stesso concetto di vocazione emerge tardi, troppo tardi, con riferimenti non sostanziali, eccetto il tema della duplice possibilità vocazionale dell’amore, o coniugale o verginale.

La prospettiva vocazionale avrebbe meritato un’accentuazione maggiore nel vivo di una trattazione forte del tema della creazione del cosmo, dell’uomo e della umanità storica e escatologica, attraverso l’elezione e missione d’Israele. Poco vocazionale la trattazione dei Sacramenti: Battesimo, Confermazione, Eucaristia. Qualcosa di più c’è a proposito della Chiesa in missione apostolica. Ma vediamo i riferimenti espliciti emergenti dal testo e indicati nella voce “vocazione” dell’indice degli argomenti.

 

Varietà di vocazioni nella Chiesa (500-501).

“Da un solo Spirito, doni diversi” titola il Capitolo XII. “Per l’utilità comune”, subito all’inizio precisa la citazione di 1 Cor 12,7. Dalla scelta di alcuni “personaggi” straordinari nei grandi racconti iniziali biblici ed evangelici, ora il passaggio è “a tutta la comunità cristiana”, a “tutti i fedeli”. “La comunità ecclesiale è come un organismo vivo e operante”. Ogni grazia è ricevuta “con doni diversi e complementari”, sempre “a servizio degli altri”. Il testo sviluppa la dottrina dei carismi, opportuna per far riflettere sia sulla natura di dono dello Spirito di ogni vocazione, sia sulla molteplicità di grazia e di azione, di servizio.

 

Stati di vita e vocazioni (507).

Ora l’attenzione passa dai servizi alle “forme di vita”, ai “modi stabili di configurarsi a Cristo, di rapportarsi agli altri e alle cose”, cioè di essere, vivere e servire nel corpo della Chiesa. Stato laicale, ministeriale ordinato, di speciale consacrazione. Al loro interno si precisano “le molteplici vocazioni particolari”, in corrispondenza sia ai carismi interni che alle condizioni storiche di cultura e di storia, sia in un passato ricco di doni, che in un presente ancora aperto e fluido.

 

Discernimento delle vocazioni particolari (508-509).

Il discorso passa dalle precisazioni dottrinali, attraverso la definizione della vocazione come incontro di “dono di Dio e scelte dell’uomo”, a un modello di attuazione. Si resta nella dottrina dei mezzi: “una preghiera perseverante, un prudente discernimento e una graduale maturazione, con la cooperazione di sagge guide spirituali”. Si danno le condizioni di un’attuazione valida, personalizzata. Nulla è detto del principio e dei modi della partecipazione attiva degli stessi adulti. Il largo commento successivo sulle singole vocazioni-missioni sembra fatto più per istruirvi i fruitori della catechesi, consapevoli dei ministeri e delle funzioni di ognuno nella Chiesa.

 

Pastorale vocazionale (555; 726).

Il tema della pastorale vocazionale prima è espresso solo in relazione alla necessità di “favorire l’accoglienza della chiamata divina alla vita consacrata nelle sue varie forme”. In un secondo momento viene riferito alle vocazioni al sacro ministero. La testimonianza e la guida degli stessi sacerdoti presterà le cure necessarie. I laici devono solo unirsi con preghiera assidua accompagnata da sofferenza e fatica quotidiana. Nulla della concezione matura della pastorale vocazionale fatta compito e servizio di orientamento, discernimento, accompagnamento di ogni soggetto, giovane e adulto alla propria collocazione vocazionale.

 

Vocazione missionaria (561).

Fu di Paolo e degli altri apostoli. Oggi “la missione è affidata al popolo di Dio nella sua globalità”. La coscienza missionaria fu vivissima al tempo delle origini in tutti i credenti. Oggi tale coscienza è caduta, ma resta nelle tensioni dello Spirito. La comune coscienza missionaria sembra riemergere. La missione riguarda tutti i cristiani…, rivolta al proprio ambiente e al mondo intero, con la preghiera, la testimonianza, e possibilmente con la parola che annuncia, rivela e comunica l’amore di Dio, la Pasqua di Cristo, per la trasformazione del mondo. Ma anche verso i non cristiani (573-579), nel dialogo interreligioso (581-605). Soggetti sono i cristiani in genere, ma si capisce che si tratta dei fedeli adulti nella fede a livello maturo.

 

Vocazione alla santità (735; 838; 844).

“Il matrimonio cristiano è una specifica vocazione alla santità, all’interno della comune vocazione battesimale; è una modalità della sequela di Cristo” (altri ne tratteranno). Il battesimo è un germe oggettivo costitutivo della vita cristiana: “lo Spirito Santo, la configurazione a Cristo morto e risorto, l’inabitazione della Trinità, la grazia santificante, le virtù teologali”. “Tutti i cristiani, cioè i discepoli di Gesù Cristo, in qualunque stato o condizione si trovino, sono chiamati alla perfezione”. Sarà questo un punto di riferimento per fondare il discorso vocazionale, trasformando il testo generico della perfezione nella concretezza di un progetto di chiamata-risposta allo sviluppo dei germi nelle forme di essi, e soprattutto alla traduzione vocazionale-missionaria in ogni successiva consacrazione ministeriale e carismatica che il battesimo fonda.

 

Vita cristiana come vocazione e vocazioni particolari (799-804).

Il tema catechistico de “L’uomo nuovo in Cristo”, diventa subito nel Cap. XXI: “La vocazione del cristiano” a vivere tra chiamata e risposta. “Chiamata di Dio e risposta dell’uomo”. Chiamata in una vocazione attiva e risposta in una vocazione passivo-attiva. “Dialogo e dono”. “Il concetto di vocazione è tipico della rivelazione biblica”. L’adulto è invitato a meditarla nelle modalità dell’accadere divino e umano.“Dio, soggetto trascendente e personale, entra liberamente, come una novità inaspettata, nell’esistenza delle persone”.

Vengono rivelati i contenuti di questa vocazione universale e personale. Introdotti nella vita trinitaria: “chiamati a prendere parte alla vita di Dio”, fatti partecipi di una nuova alleanza, segue il progetto vocazionale. Diventare tempio di Dio, tempio vivo, svolgere sempre al suo cospetto tutti gli impegni della vita, abitati dalla Trinità. Camminare secondo lo Spirito, in una vita spirituale di fede, amore e giustizia, cooperando con la grazia, con “umiltà, docilità e fiducia”. Seguire Cristo in rapporto personale di dialogo e cammino, sentendo e amando come lui, configurati a lui, con Lui davanti al Padre. La chiamata si fa morale: rinnova l’essere e l’agire. Teologale: vivere nella, fede, speranza, carità. Umana: virtù e doni, fino a un’intenzione fondamentale di fedeltà e perfezione. Il programma personale è la santità.

 

Esistenza umana come vocazione (800-801).

“L’esistenza umana viene interpretata come vocazione” (Gn 1,26; Rm 4,17). “L’uomo è chiamato a dialogare con lui, conoscerlo, amarlo, incontrarlo, per condividere infine la sua vita nell’eternità”. La chiamata è “rivolta al popolo di Dio e ai suoi singoli membri”. La vocazione personale resta un mistero di natura, grazia (dono) e libertà. “Fin dal suo nascere l’uomo è invitato al dialogo con Dio”. “La chiamata di Dio si inscrive nelle fibre del nostro essere”. Mentre si cresce e si vive, si è liberi per rispondere con un sì o un no, esplicito o implicito.

 

Vocazione alla verginità e al matrimonio (1075-1079).

Il tema ha vari modi di inserirsi nel quadro della catechesi adulta. Si innesta sulla concretezza del dono di amore e vita che il creatore e redentore fa alla creatura. Inaugura un campo speciale di chiamata e risposta vocazionale. Ma lasciamone la trattazione a una ripresa speciale fatta da altri.