Il lavoro nascosto dell’Amore

Durante il cammino di tutta la vita, l’opera di Dio ci conduce in una continua purificazione. Dio si prende cura di quanto di più prezioso c’è in noi – la nostra vita, la nostra vocazione, la Sua immagine in noi – perché diventi sempre più autentico e perché la nostra vita sia sempre più donata a Lui, nella verità.
A volte i singoli passi sfuggono al nostro sguardo, al nostro controllo, ma misteriosamente la Sua opera si compie in noi, se Lo lasciamo entrare nel nostro cuore.
Riportiamo qui una citazione contenuta in un testo di René Voillaume.

 

La tua vita è come una moneta di oro che porta impressa l’effigie dell’amore del Cristo. Essa è per Dio, per lui solo. Ma è proprio vera? La lega include davvero l’oro puro, che solo avrà valore ai Suoi occhi? Una moneta falsa rassomiglia talmente ad una vera! La linea della tua vita, la tua regolarità, le tue preghiere, tutto ciò può soddisfarti, può sembrarti puro, impeccabile. A te, sì… ma è per Lui? L’amor proprio non domina forse? […]

Devi essere totalmente dato all’amore di Cristo. Poco importa che la tua vita piaccia a te purché Gesù vi trovi il suo interesse. Bisogna che egli trovi nella tua anima un oggetto d’amore, un mondo in cui possa riversare tutto il suo amore e trovarvi le sue compiacenze.

Che ti importa che la tua vita ti sembri regolare, utile, sublime? Tu accetti ben volentieri che tutti gli uomini ti disprezzino, ti critichino, che essi giudichino umanamente persa, inutile e vana la tua vita. Tu l’accetti dicendoti che la tua vocazione è troppo elevata per poter essere capita dalla generalità dei cristiani. Ma hai pensato che dovresti staccarti da te stesso? Cioè compiere in te, o meglio lasciar compiere in te l’opera dell’amore? È questo un mistero che deve compiersi in te stesso. Finché avrai la certezza sentita ed umana, un po’ soddisfatta, dell’utilità della tua vocazione – in modo diverso che attraverso la fede pura – vi sono molte probabilità che il tuo amor proprio sia ancora la ragione della tua vita. Lascia che Gesù faccia in te ciò che il Suo amore vuole. Bisogna che Esso faccia fondere le monete d’oro della tua vita per trovarvi l’oro puro che rallegrerà il suo amore. Ma bisogna che la faccia fondere: ci vorrà il fuoco. Non temere, credi soltanto. Bisognerà che essa perda la sua forma, la stessa impronta dell’amore di Gesù, questa effige che ti rallegrava, e nella quale, forse, ti compiacevi. Era un po’ per te che realizzavi un ideale che ti sembrava sublime e che ti attirava. Lascia fare all’amore. Se la tua vocazione è così elevata da dover essere incompresa da ciò che quaggiù è umano, bisogna ch’essa sia ricompresa da ciò che resta di umano in te.

Sta in pace, non accelerare l’ora di questa purificazione, non preoccuparti di quando deve venire ma comprendi che ciò deve farsi in un modo o nell’altro; domandalo a Colui che solo può lavorare ad attuare nella tua anima una trasformazione che sfugge alle possibilità naturali. Se l’amore si presenta, lascialo penetrare sino al fondo di te stesso. Bisognerà che entri: e tu devi lasciarlo fare. Troppo spesso tu lo fermi.

Egli vuole penetrare e tu lo fermi alla porta perché non vuoi risolverti a lasciarlo entrare da solo. Poiché tu non puoi penetrare ancora nel fondo della tua anima, bisogna che entri Lui, Lui solo. E ciò ti impaurisce. Bisognerà che tu resti, solo, alla porta: non potrai più parlargli come altre volte, non lo sentirai più risponderti. In apparenza sarai molto solo. Aprigli la porta in silenzio, lascialo entrare, lascialo fare. Sì, tu resterai solo, e la porta sarà chiusa; tu non puoi vedere il luogo segreto dove Lui deve riversare il suo amore. Lascialo entrare, accetta di restare fuori in silenzio. Non ci sei abituato e il restare in apparenza inattivo e silenzioso ferisce il tuo amor proprio. Lontano dagli uomini e lontano da Lui: ciò ti pare duro? Ma non dire lontano da Lui perché l’avrai lasciato entrare nel segreto della tua anima: è qui che Lui solo agirà. Abbi fiducia in Lui che lavorerà solo. Tu non sarai là per aiutarlo ed è forse questo che ti fa soffrire. Sciocchi che siamo! Credi che sarebbe meglio se l’aiutassimo? Noi non possiamo fare ciò che Lui fa; bisogna restare alla porta. Aprigli la porta, lascialo entrare e fidati di Lui. Sono così pochi i cristiani che arrivano fino a questo punto: fidarsi del Verbo di Dio e dell’Amore Increato perché egli versi l’amore al fondo dell’anima loro. Non si ha fiducia effettiva fino a questo punto. Tu resterai fuori ma per mezzo della fede sarai ugualmente con Lui, perché saprai che Egli è là e che vi compie dei miracoli d’amore. Credi, credi fino a questo punto. È necessario se vuoi che l’opera della tua vita sia la sua. Come l’amore sarà felice essendo totalmente libero!

 

(René Voillaume, Come loro, pp. 470-2)