N.06
Novembre/Dicembre 2020

Il tempo, il desiderio, l’altro

Beatitudine e apertura del cuore

  1. Abbiamo attraversato mesi di chiusura. Una parte dell’umanità li sta ancora attraversando e anche coloro che ne sono usciti portano il segno di questa esperienza dolorosa e si trovano a dover convivere con la paura che si ripresenti. La parola inglese a cui facciamo ricorso per descrivere questo stato di cose – lockdown – sembra addolcire la pillola, ma la situazione è tutt’altro che dolce. È stato necessario chiudersi in casa per cercare di limitare – per se stessi e per le persone con le quali si poteva entrare in contatto – il rischio di ammalarsi e di morire. Per non mettere a repentaglio la salute e la vita, ci siamo chiusi. Ma non stavamo bene. Qualcosa di buono sembra ci sia stato: sono emerse inedite capacità di intervento e generose disponibilità a mettere le proprie energie a servizio dei più deboli; qualcuno ha trovato tempo per sé…

Questo articolo è riservato agli abbonati.