L’incrocio di occhi

La fede, quella autentica, è sempre e per tutti un’esperienza relazionale. Ce lo testimoniano tanti incontri: persone in cui abbiamo visto cambiare lo sguardo, vite nelle quali abbiamo scorto sorgere energie nuove.
Forse la nostra stessa vita è cambiata dopo un incontro autentico con Dio… eppure probabilmente non siamo stati noi i primi ad accorgercene. Qualcuno ha visto il nostro volto cambiare, prima di noi.

Riportiamo di seguito un breve stralcio di un articolo dell’economista Luigino Bruni.

 

È misterioso e meraviglioso questo splendore del volto del profeta. Mosè non è consapevole che il suo volto splende di una luce nuova e diversa. Lo splendore del proprio viso – ogni splendore – è esperienza relazionale, sono gli altri che guardandoci ce lo rivelano: «Aronne e tutti gli Israeliti, vedendo che la pelle del suo viso era raggiante, ebbero timore di avvicinarsi a lui» (34,30). Mosè non vedeva il volto di YHWH, ascoltava solo una voce; eppure il suo volto umano portava in sé le tracce di quell’incontro e di quel dialogo.  L’esperienza spirituale e mistica è sempre esperienza incarnata. Il volto e gli occhi luminosi sono il primo segno (sacramento) che non abbiamo incontrato un idolo. Gli idoli oltre ad asservirci ci rendono più brutti, e gli altri lo vedono. Il dialogo con la voce ci fa più belli, e gli altri devono vedere questa bellezza diversa. Non vediamo il volto di Dio, ma possiamo vedere la sua luce nei nostri volti. Anche il profeta ha bisogno della comunità per scoprire che il suo volto è luminoso. La fede di tutti è sempre un’esperienza relazionale. Mosè non vede il volto della voce che gli cambia il volto, lo vede solo con gli occhi del popolo. È l’incrocio di occhi che ci fa vedere Dio.

 

(Luigino Bruni, Le levatrici d’Egitto/19. Il profeta e la parola che non è sua: c’è un velo che svela il falso, Avvenire, 14 dicembre 2014)

 

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Gli articoli, pubblicati settimanalmente su Avvenire a partire da domenica 10 agosto 2014, sono stati poi raccolti nel volume Le levatrici d’Egitto. Un economista legge il libro dell’Esodo (Luigino Bruni, EDB 2015).