N.03
Maggio/Giugno 2022
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Impara da Cristo

Impara da Cristo, fratello, come si ama Dio. Impara ad amarlo con dolcezza ed intensità di cuore, con saggezza, con tutta l’anima, con fortezza e con tutte le energie. Con dolcezza affinché tu non subisca lusinghe: con saggezza perché non sia ingannato da interessi; con fortezza perché non sia sottratto all’amore di Dio da pressioni: affinché tu non sia distratto dal successo mondano e dalle passioni carnali. Al posto di questi allettamenti, tua dolcezza sia la salvezza che ti dona Cristo, così che tu non sia ingannato da uno spirito di menzogna e di errore. Ti arrida la luce, che è Cristo, che è verità, perché tu non sia scoraggiato dalle avversità. Ti rafforzi la fortezza di Dio, che è Cristo. Buono e indicibile io sento l’amore di Dio, e tale da non poterne sperimentare uno migliore! Poiché Dio ha gettato il seme della vita virtuosa, senza dubbio ne attende un copioso raccolto. L’amore di Cristo accenda dunque il tuo zelo, il Suo sapere ti ispiri e ti faccia ricco di discernimento. Ama il tuo Dio con affetto totale e pieno, amalo con tutta la tua anima, ossia con il controllo e la prudenza della tua ragione. Amalo con tutte le tue energie, tanto da non temere di morire per amore di lui. Il Signore Gesù Cristo sia luce viva per l’intelletto e guida alla ragione, non solo per prevenire le insidie dell’errore e per custodire la fede dai subdoli ragionamenti, ma anche perché tu possa controllare con prudenza gli eccessi inopportuni del tuo linguaggio. Dio è saggezza: egli vuol essere amato non solo con il cuore, ma anche con sapienza. Diversamente, con tutta facilità il tuo stesso zelo ti farà sbagliare. Sia il tuo amore forte e fedele: non si arrenda a minacce, non si lasci sedurre da lusinghe, scoraggiare da fatiche. Non lasciarsi sedurre da lusinghe significa amare con tutto il cuore: non essere tratto in inganno da insinuazioni è amare con tutta l’anima: non lasciarsi spezzare da offese è amare con tutte le energie.

 

(Giovanni Soreth, Esposizione parenetica della Regola Carmelitana, XIV/XV secolo)

 

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