N.05
Settembre/Ottobre 2022

Piante volanti per guardare verso l’Alto – Attività laboratoriale

Premessa 

L’attività educativa qui presentata s’ispira liberamente al progetto a carattere partecipativo “Piante volanti” del divulgatore naturale Gianni Manfredini. Il progetto “Piante volanti” è presentato nel libro “In strada. Azioni partecipate in spazi pubblici” scritto dalle ricercatrici e docenti universitarie Monica Guerra (pedagogista) e Lola Ottolini (architetto) edito da Corraini Editore nel 2019 che vi invito a consultare se sentite il desiderio di comprendere meglio in che modo “le azioni partecipate in spazi pubblici rappresentano pratiche d’incontro capaci di rafforzare i legami sociali e promuovere un rinnovato senso di appartenenza ai luoghi” (Guerra & Ottolini, 2019).  

Vi invito anche a leggere online sul sito della rivista le attività LABS 2 del 2021 “Before I die” e LABS 6 del 2021 “Sulla strada” per documentarsi circa altre attività partecipative da realizzare negli spazi pubblici.  

Inoltre, per approfondire la metodologia utilizzata nel costruire le fasi del percorso laboratoriale, rimando (come già scritto per altri LABS) al libro curato dallo psicoterapeuta sistemico Beppe Pasini “Palpitare di menti. Il laboratorio formativo: stili, metafore, epistemologie” edito da Apogeo (2016) perché presenta molte esperienze formative laboratoriali (in chiave sistemica) che danno ampio spazio all’impiego di linguaggi estetici e artistici. 

Infine, l’attività presentata intende non solo avvicinare alle dimensioni ecologiche, ma stimolare l’azione di guardare in alto poiché, come vedremo meglio di seguito, le piante sono dette volanti perché appunto vengono posizionate in alto. Guardare in alto rimanda a “guardare verso l’Alto” (Papa Francesco, 2021 in “Guardare verso l’Alto, guardare verso l’altro” edito da Libreria Editrice Vaticana) ovvero all’esperienza di una spiritualità quotidiana, relazionale e creativa, aperta alla speranza.  

 

Fare esperienza: Guerrilla gardeners 

Coinvolgere un gruppo di giovani e di adulti per creare “Le piante volanti” insieme. Per farlo è consigliabile documentarsi sulle esperienze promosse dall’ideatore del progetto Gianni Manfredini in varie città e paesi diversi. Per esempio, negli anni scorsi sono stati organizzati anche i campionati mondiali di piante volanti dove squadre da ogni parte d’Italia hanno giocato insieme realizzando le piante volanti con varie tecniche, divertendosi molto 

Per imparare a creare le piante volanti, suggerisco di documentarsi via web (blog dell’ideatore, social network) per vedere varie immagini delle piante volanti e di dove sono stati collocati i vasi con le piantine. A questo link trovate una galleria di fotografie utili per farvi un’idea dell’attività. 

Nel libro di Guerra e Ottolini, trovate anche una breve descrizione dell’istallazione per farvi un’idea di come sarà possibile costruirla insieme. 

Per ingaggiare i partecipanti giovani e adulti occorre:

 – Presentare l’istallazione attraverso il materiale disponibile on line: ai link sopra indicati c’è tantissimo materiale dal quale raccogliere immagini e parole.

 – Concordare con i partecipanti la disponibilità a essere presenti a un incontro serale per preparare l’istallazione e installarla durante un’uscita notturna. 

L’obiettivo dell’incontro laboratoriali non è realizzare l’istallazione in senso stretto, quando utilizzare questa possibilità d’incontro e di creazione di una micro-istallazione come una occasione per fare un’esperienza insieme, ovvero sperimentare un’azione partecipativa capace di sollecitare le dimensioni: 

 – Relazionali, di incontro con l’altro 

 – Ecologiche, di sensibilizzazione alla intrinseca interdipendenza degli esseri umani con la natura  –

Spirituali, attraverso l’azione di posizionare in alto le piante volanti che verranno viste solo da chi è capace di rivolgere lo sguardo verso l’Alto.  

NB/ Aver cura di creare un clima piacevole e non performante. Serve ripeterlo: lo scopo del laboratorio non è realizzare l’istallazione, ma utilizzare questa esperienza per coinvolgere i partecipanti a fare/pensare insieme con l’obiettivo di creare legami… e soprattutto di stare bene (che visti i tempi incerti e difficili che stiamo vivendo non può essere dato per scontato, anzi!).  

 

Celebrare la bellezza 

Una volta coinvolto il gruppo, occorre che ogni partecipante abbia a disposizione una lattina, una piantina (o dei semi), del terriccio per piantare la lattina, un coltellino svizzero e dello spago o fili di plastica resistente per appendere la piantina in alto. Il coltellino serve per forare il fondo la lattina, permettendo così alla pianta volante di respirare. Una volta invasata la pianta, occorre installarla in posti elevanti durante le ore notturne in modo da non essere visti.  

Ricorda che l’origine del progetto nasce dalle azioni di guerrilla garderning, una “forma di azione non violenta, praticata da gruppi ambientalisti, consistente nell’occupare porzioni di terreno inutilizzato o abbandonato, in particolar modo all’interno delle città, facendovi crescere piante” (definizione dal dizionario Treccani). 

Il significato di installare le piante volanti in orario serale è quello di non essere visti al fine di seminare bellezza in luoghi impensati per promuovere con leggerezza il recupero del senso di cura e attenzione verso le nostre città, luoghi spesso ostili dove non brillano le luci asettiche delle vertine dei negozi.  

È  importante realizzare una documentazione fotografica o un video (magari coinvolgendo qualche artista locale) al fine di poter valorizzare l’esperienza.  

 

Comprendere e teorizzare 

Invitare i giovani che hanno realizzato l’istallazione a ritrovarsi in un’altra occasione per confrontarsi sull’esperienza.  

Valore aggiunto potrebbe essere la presenza di persone di età diverse, che permetta il confronto di vari punti di vista sul tema ecologico e spirituale. Si potranno per questo invitare anche persone, magari studenti di una scuola e/o un gruppo di pensionati, che non hanno partecipato all’esperienza per condividere foto e video al fine di incentivare a rivolgere lo sguardo verso l’alto.  

L’obiettivo è quello di far emergere le differenze e la complessità, non quello di arrivare a pensare allo stesso modo; questo aiuterà ad aprirsi a nuovi pensieri e idee. 

 

Agire deliberatamente 

A conclusione dell’incontro, sondare il desiderio di ritrovarsi nuovamente al fine di sperimentare nuove azioni partecipative, magari prendendo spunto dai LABS pubblicati online sul sito alla rivista. L’obiettivo generale è rinsaldare i legami di comunità e prossimità fortemente indeboliti dalla pandemia e, più in generale, dal senso di precarietà e frammentazione nel quale viviamo.  

 

 

Se ti è piaciuta questa attività leggi anche l’articolo Piante volanti per guardare verso l’Alto, a cura della stessa autrice.