N.04
Luglio/Agosto 2019

Precarietà

«I regali di Dio sono interattivi e per goderli bisogna mettersi molto in gioco, bisogna rischiare […]. Quello che Gesù ci propone di scegliere è un seguire, come quello degli amici che si seguono, si cercano e si trovano per pura amicizia. Tutto il resto viene dopo, e persino i fallimenti della vita potranno essere un’inestimabile esperienza di questa amicizia che non si rompe mai» (Francesco, Christus vivit, 289-290).   Osservare un bambino che impara a camminare riempie sempre l’animo di stupore; vederlo gattonare fino all’appiglio più vicino e impegnarsi con energia per drizzarsi in piedi, ammirare i suoi occhi spalancati sulla fiducia di chi lo invita. È meraviglioso, soprattutto, cogliere l’attimo in cui abbandona la stabile sicurezza della posizione acquisita per affrontare la vertigine del disequilibrio, quella condizione di precarietà che – sola – gli consentirà di compiere il primo e i successivi passi di tutta la vita.  Anche la vocazione è così, fin dal suo primo manifestarsi. Chiunque accompagna le scelte di qualcuno sa bene la pazienza nell’attesa della prima…

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