N.02
Marzo/Aprile 1995

La proposta degli esercizi spirituali agli adolescenti

Che cosa vogliamo proporre agli adolescenti con questa esperienza? Un momento generico di silenzio, di preghiera, di riflessione?[1]. Da proporre è l’esperienza nata dal cuore di S. Ignazio di Loyola: gli Esercizi spirituali come dinamismo di una scelta significativa per la vita, come processo che porta a una scelta autenticamente libera dai condizionamenti mondani e modellata sulle scelte fatte da Gesù[2].

 

L’attenzione ai soggetti

Il termine adolescenza non esprime una realtà univoca. Dal punto di vista fenomenologico tutti avvertiamo che tra i 14 e i 18 anni gli adolescenti stanno vivendo un momento di rapide trasformazioni e di passaggi. Ci troviamo di fronte a tante adolescenze: ogni anno di età con le sue caratteristiche proprie; i momenti legati ai passaggi scolastici: biennio (14/15 anni) e triennio (16/19 anni) della scuola media superiore; l’adolescenza con le caratterizzazioni maschili e femminili, ecc.

Gli adolescenti rappresentano un pianeta estremamente magmatico ed è chi guarda, l’adulto, a determinare che certi elementi piuttosto che altri definiscano questa condizione; può essere una determinazione biologico-sessuale, o psicologica, o comportamentale o altre ancora. Questo dice come non si possa avvicinare gli adolescenti in modo superficiale o generico; è necessario elaborare proposte e itinerari educativi diversificati, mirati.

Pur nella coscienza dei limiti, è stata fatta, in diocesi di Milano, una proposta formativa per gli adolescenti nel programma pastorale del Cardinal Martini “Itinerari educativi” (schede 2 e 3 in appendice): qui sono delineati sette obiettivi per un itinerario educativo globale. C’è lo sforzo di collegare le indicazioni psico-pedagogiche con proposte propriamente pastorali in vista di itinerari unitari di crescita. Le sette mete sono relative ai principali ambiti della adolescenza: personalizzazione e socializzazione. Per la linea della personalizzazione si tratta di educare alla conoscenza di sé, alla libertà e lealtà; alle scelte della vita e quindi all’apertura vocazionale, per la linea della socializzazione si tratta di educare alla conoscenza e all’interpretazione della realtà, al senso della verità, alla responsabilità come capacità di risposta, anche vocazionale[3]. Tutto questo ha un risvolto anche sulle singole tappe o iniziative che concorrono alla realizzazione dell’unico progetto educativo per gli adolescenti, compresa la proposta degli Esercizi spirituali, che altrimenti risulterebbero una parentesi o un “masso erratico” nel cammino di gruppo e di appropriazione personale che l’adolescente è chiamato a vivere.

Anche negli Esercizi spirituali la proposta psico-pedagogica e quella religiosa devono interagire, coniugando la “voglia di definirsi” dell’adolescente con l’apertura al progetto di Dio.

 

La scelta dei contenuti

Gli Esercizi spirituali possono essere proposti ogni anno, nel rispetto, però, dei contenuti formativi, che trovano nel Catechismo dei Giovani/1 della CEI una valida esemplificazione per tutto l’arco della Professione di fede (14 anni) al cammino specifico dei diciottenni. Una proposta di cammino e dei contenuti formativi è la seguente:

– 14 anni, cammini della Professione di fede: cerchiamo insieme la vita, cerchiamo Cristo con coraggio.

– 15 anni, anno dell’ascolto, sviluppo della relazionalità, tema: in cammino con gli altri nella Chiesa.

– 16 anni, anno della carità, sviluppo della responsabilità, tema: la missione cristiana.

– 17 anni, anno della preghiera e della ricerca, sviluppo della libertà, tema: il discepolato, liberi per amare.

– 18 anni, anno delle scelte (almeno iniziali), sviluppo di progetti stabili, tema: chiamati a seguire Gesù, aperti alla speranza.

Gli anni significativi per la proposta degli Esercizi spirituali restano comunque i 14 e i 18. L’anno della Professione di fede, che implica un passaggio da una fede “ricevuta” a una fede che incomincia a diventare convinzione personale e alla luce della quale si accoglie il progetto di Dio per una vera identificazione e realizzazione di sé; l’anno diciottesimo, oltre che di passaggio alla maggior età, riveste anche un’importanza specifica per le scelte della vita per il futuro: che cosa farò? Studio, lavoro? Quale facoltà universitaria? Quale prospettiva a lunga scadenza?

Un corso di Esercizi Spirituali a questo punto è utile per ritrovare i valori portanti già conosciuti in precedenza (le “radici”), svilupparne i frutti e dare alla vita un senso di missione e di apertura vocazionale. Il “predicatore” degli Esercizi deve tenere presente il cammino globale proposto pur avendo libertà nella scelta dei contenuti. A titolo esemplificativo riporto dei contenuti di massima proposti in alcuni corsi di Esercizi spirituali agli adolescenti, svolti con il metodo della “lectio divina”.

– A partire dal libro degli Atti degli Apostoli e dai suoi personaggi sviluppare tre dimensioni di vita cristiana: imitazione (Stefano), conversione (Paolo), missione (Pietro, Paolo, Barnaba, Filippo.).

– L’adolescente vive il tempo come attesa, passaggio, trasformazione, ricerca. Si può partire dalla figura di Zaccheo e dalla sua ricerca. Si può coniugare la vita dell’adolescente con i tempi liturgici: Avvento (attesa), Natale (vita), Quaresima (trasformazione, conversione), Pasqua (passaggio).

– Un itinerario ricco è quello proposto dai Vangeli festivi della quaresima ambrosiana (in rito romano ciclo A): le tentazioni di Gesù: la vita come “lotta”; la Samaritana: l’acqua che dona la vita; Abramo: la verità porta alla libertà; il cieco nato: Gesù luce (senso per la vita dell’uomo; Lazzaro: Gesù è risurrezione e pienezza di vita.

– L’adolescenza è età di: chiamata (Mc 3,13-19); discernimento (Mc 8,27-33); paura (Mc 4,35-41); amore (Lc 10,25-37).

– Gli Esercizi spirituali per adolescenti dettati dal Card. Carlo Maria Martini: per i 14/15enni: “Tu mi scruti e mi conosci” (ed. Ancora, Milano); per i 18enni: “È il Signore” (ed. In Dialogo, Milano).

 

Considerazioni conclusive

Gli Esercizi spirituali per adolescenti hanno uno svolgimento che tiene conto delle modalità di applicazione per le diverse età e tappe, come detto sopra, e dei dovuti adattamenti. In essi si devono armonizzare i vari momenti che li compongono: la predicazione, la riflessione personale esigita e stimolata, la preghiera personale e liturgica ben preparata, il dialogo personale con il predicatore o con i responsabili, momenti di comunicazione della fede e nella fede, celebrazioni: Riconciliazione, ricordo del Battesimo, adorazione eucaristica, preghiera mariana, ecc.[5]. Ciò che vale la pena di ripetere è che gli Esercizi spirituali non possono mai essere una parentesi; essi vanno collocati sapientemente nel cammino ordinario proposto dalla pastorale giovanile. Gli esercizi sono un’esperienza forte, che devono lasciare un segno: condurre a fare un salto di qualità nella vita spirituale cristiana e nell’attenzione alle scelte della vita.

Gli Esercizi non si improvvisano. Vanno programmati, preparati, fatti desiderare, anche aiutando gli adolescenti a vivere momenti di silenzio, di ascesi, di superamento della superficialità e della istintività; l’atteggiamento di ascolto va educato gradatamente con momenti di “lectio divina” e di “Scuola della Parola” per loro[6].

Gli Esercizi devono poi trovare continuità nel vivere i propositi stabiliti, nell’individuazione di tempi di preghiera personale prolungata nell’arco della settimana e del mese, nella coltivazione del colloquio regolare di direzione spirituale.

 

 

 

 

 

 

Note

[1] Cfr. Silvano Pinato, Esercizi spirituali tra evasione e impegno, in Rogate Ergo, 5/1991, pp. 19-22.

[2] Conferenza Episcopale Lombarda, Gli Esercizi Spirituali e le nostre comunità cristiane, Milano 1992, pp. 16-17.

[3] Per una sintesi articolata: cfr. Giovanni Saldarini, Nuovi adolescenti verso una nuova risposta educativa della comunità cristiana, in CNV Nuovi adolescenti e vocazioni, Roma 1989, pp. 77-78.

[4] Cfr. Luciano Marzi, Gli Esercizi spirituali itinerario spirituale per i giovani, in ‘Vocazioni’, 5/1992, pp. 50-52; cfr. anche Giuseppe Scattolin, Triuggio. Esercizi spirituali ai diciottenni, in Rogate Ergo, 5/1991, pp. 42-45.

[5] Cfr. Fies Diocesana Milano, Se tu conoscessi il dono di Dio… Proposta per un corso di Esercizi serali in parrocchia, Centro Ambrosiano, Milano, 1991, pp. 33-62 (contengono sei celebrazioni da adattare).

[6] Cfr. ad esempio AA.VV., Beati quelli che ascoltano. Lectio divina per adolescenti sui Vangeli festivi, ed. In Dialogo, Milano, 3 volt.: A – B – C; Azione Cattolica – Milano, Scuola della Parola adolescenti 94/95, ed. In Dialogo, Milano 1994.