Nella solitudine e nella preghiera la sorgente perenne della consacrazione secolare
“Quello che abbiamo contemplato, veduto e udito, noi ve lo annunciamo…” (1Gv 1,1-3) “Solo dopo aver trovato Dio nella solitudine e nella preghiera, l’Apostolo può lanciarsi nel mare del mondo a compiere la missione a cui il Signore lo chiama…”[1]. L’animazione vocazionale è inderogabile esigenza della persona consacrata. Non è possibile custodire come esclusivo o personale il tesoro prezioso della vocazione alla sequela di Cristo con la professione dei consigli evangelici, senza comunicarlo. Chi davvero vive come tale il dono della chiamata, non può non diffonderlo, non sentire l’esigenza di parteciparlo a molti altri, come capitale ricevuto in deposito per essere trafficato in “dono”. Questo “dono prezioso” è la particolare familiarità col Signore, centro e fine ultimo della propria esistenza, che soltanto nel silenzio e nel “deserto” di speciali momenti di vita spirituale può essere scoperto, accolto, gustato, vissuto.
Cristo al centro
“Al mondo moderno, moralmente sconvolto, dovete dire con la vita: Osservate quanto è stupendo vivere nell’Amore!” dice don Luigi Monza. Nel “mondo moderno”, dove sembra prevalere la preoccupazione di cercare la gioia nel frastuono, nel rumore, nel divertimento, nell’evasione da sé, ci sentiamo chiamate per vocazione a testimoniare con la vita attiva, a servizio di chi è nel bisogno, che “Il tesoro geloso della nostra gioia è Cristo. È Lui che chiede il nostro cuore, per dargli una gioia che non può contenere, una fortuna che da solo non può avere, per farlo diventare come Lui.” a condizione che lo si ascolti… perché “Lui è estremamente delicato quando chiama… Ti chiede ‘Se vuoi…’ e ti lascia libero nella risposta”.
Questa proposta discreta di Cristo, rivolta a noi tempo fa e che ha sconvolto la nostra vita, continua ad essere ripetuta ai tanti giovani che ci avvicinano e ai quali il Signore ci manda affidandoci anche la responsabilità della loro risposta. Come esimerci da questa responsabilità, nonostante il fervore di vita attiva che connota la nostra spiritualità di consacrate secolari?
Attenzione per i giovani
È per questo che il nostro Istituto ha sempre posto particolare attenzione ai giovani, investendo nell’animazione vocazionale le proprie migliori risorse. Il nostro impegno è non solo di testimoniare nella condivisione delle condizioni di vita dei giovani nelle loro situazioni quotidiane (scuola, lavoro, gruppi parrocchiali, di catechismo, di volontariato e di impegno, tempo libero…) una forma di vita cristiana animata dal Vangelo. L’attenzione è anche nel creare opportuni spazi, luoghi, itinerari educativi e formativi perché i giovani trovino in questi loro abituali luoghi di vita occasioni propizie per scoprire il loro autentico essere e la personale chiamata a vivere Cristo nella loro realtà, a lasciarsi trasformare dallo Spirito per dare senso pieno alla loro esistenza e operare le scelte portanti della loro vita. L’animazione, pur affidata come mandato ad alcuni membri dell’Istituto, (fra questi sempre tutte le giovani), è responsabilità di tutte, nel senso sopra indicato.
In questa tensione sono nate e sono state realizzate e sono di prassi, diverse proposte di esercizi spirituali a servizio dell’orientamento vocazionale per giovani. Esse hanno assunto particolari specificità, in rapporto al luogo di azione, alle persone animatrici dei gruppi di ritiro, ai partecipanti, al gruppo, alle iniziative ecclesiali della diocesi di appartenenza, alle quali sono sempre rimasti vincolati.
Esigenza e bisogno dei giovani
Pur nella varietà delle iniziative, la costante nel tempo e nelle forme di proposte di animazione, che si sono andate avvicendando, tenendo presenti i segni dei tempi, le novità metodologiche, è rimasta l’esigenza di tempi di deserto. Questi vengono richiesti e sono intensamente vissuti e gustati dalle giovani che ne hanno fatto esperienza. L’adorazione eucaristica, spesso anche prolungata o protratta per l’intera notte, è nella prassi di ciascun incontro e/o esercizio spirituale.
Deserto, nell’esperienza dei nostri ritiri per le giovani, è un tempo di totale silenzio, radicale distacco in luogo e tempo opportuno, da tutto, per un incontro diretto, immediato (o per lo meno mediato da pochi segni essenziali) con Dio, presente nella Parola e nell’Eucaristia, scoperto nel tacere del frastuono quotidiano, con la mediazione di un sacerdote-guida, di animatrici consacrate secolari, testimoni della sua reale presenza nel mondo, della loro comunità, che si costruisce e si sostiene intorno a Cristo e si sente da Lui mandata a vivere la carità concreta della comunità dei primi cristiani…
I nostri ritiri spirituali
Il nostro apostolato nel mondo come consacrate secolari inserite in vari ambienti di vita comune o come animatrici dell’Opera denominata “La Nostra Famiglia” che si occupa di handicappati da oltre 50 anni, in Italia e in terra di missione, ci ha sempre posto a diretto contatto col mondo giovanile: allievi di scuole di formazione professionale specifica, operatorie docenti di Centri di riabilitazione e Scuole aventi particolari finalità, fratelli o parenti di soggetti in trattamento presso i Centri di riabilitazione, volontari a vario titolo, adolescenti e giovani delle parrocchie dove operiamo come collaboratrici e animatrici, membri di gruppi di spiritualità o di impegno in cui siamo inserite… Il contatto continuo con questa realtà è per ciascuna di noi e per le nostre comunità di fraternità uno stimolo insostituibile a una testimonianza sempre rinnovata, fresca, ricaricata. Il mondo giovanile a sua volta è soggetto di un’esplicita richiesta di aiuto a scoprire il dono della fede e la migliore opportunità per divenire luogo privilegiato della Grazia che fa fruttificare le potenzialità di ciascuna persona in carità operosa per il nostro mondo.
Cogliendo queste istanze, abbiamo proposto esercizi spirituali per giovani nell’intento di aiutarli nella scoperta del proprio essere e della propria chiamata, attraverso il Vangelo vissuto secondo la spiritualità di don Luigi Monza. La nostra specificità pone in particolare risalto il clima della primitiva comunità cristiana, quindi la gioia della comunione fraterna, particolarmente suggestiva per i giovani.
La nostra esperienza
I ritiri spirituali per adolescenti e giovani sono dunque, per noi indispensabile momento di approccio al mondo giovanile che ci circonda e preciso dovere di animazione derivante dalla nostra condizione di consacrate nella Chiesa. Obiettivo è la formazione della persona nel suo essere donna, con particolare attenzione alla formazione del carattere e alla formazione alla vita secondo lo Spirito. I mezzi sono la creazione di un clima di accoglienza attraverso l’impegno delle giovani piccole Apostole della Carità animatrici e delle rispettive comunità di appartenenza, perché possa maturare le scelte di fondo della sua esistenza, l’apporto qualificato del Sacerdote-guida, profondo conoscitore della situazione giovanile, attento ascoltatore delle loro istanze, anche attraverso l’aiuto delle animatrici, direttore spirituale a tempo pieno per tutta la durata degli incontri/esercizi, ma insieme punto di riferimento sicuro e reperibile per qualsiasi necessità anche nei tempi intermedi tra i vari appuntamenti, la Parola di Dio proposta attraverso la Liturgia, particolarmente curata e preparata, l’Adorazione eucaristica, culmine dell’esperienza, l’ascesi cristiana, proposta attraverso varie forme di impegno concreto facilitanti il coinvolgimento delle diverse categorie di adolescenti o di giovani interessati agli esercizi, il mandato a vivere nella propria parrocchia, famiglia, scuola, gruppo di appartenenza, la carità derivante da questo contatto diretto col Signore.
Dal ritiro spirituale alla vita
L’esperienza del ritiro spirituale annuale, si prolunga per noi in successivi incontri brevi, a scadenza mensile, che ne mantengono viva l’efficacia, consentono un cammino di fede, la verifica di una guida spirituale e di un gruppo di appartenenza, stimolo e palestra di attuazione della carità concreta. Dal ritiro spirituale, proposta iniziale fatta a giovani in ricerca, nasce il gruppo: Exodus, Riscio, Desiderio, Arcobaleno…
Le giovani che vi appartengono fanno l’esperienza di mettere in comune le loro attese, i loro interrogativi, di sentirsi sostenute da una guida sicura (il sacerdote guida e/o la piccola apostola animatrice), ma anche dalla preghiera di tutte e a loro volta di doversi impegnare per tutte, come in una vera grande famiglia, dove ci si sente bene, dove la conquista e la crescita di un membro diventa aumento di ricchezza per tutti.
Questo abbandono, terreno favorevole all’accoglienza della Grazia, viene reso possibile dalla premura con cui le piccole apostole animatrici, insieme al sacerdote-guida dei ritiri spirituali e dei gruppi che ne nascono, curano i rapporti fra le componenti il gruppo, la preparazione dei luoghi e delle modalità di svolgimento dei vari incontri, l’assiduità della frequenza, il cammino di attuazione pratica dell’impegno personale e comunitario che il gruppo si assume nel ritiro. Questa premura non è per la piccola apostola un ulteriore onere nel suo impegno, ma un’occasione privilegiata di crescita personale e comunitaria, un momento formativo per eccellenza.
Le energie qui impiegate fruttificano in una vita secondo lo spirito, sia personale che comunitaria, i cui frutti si mietono nella vitalità e nella crescita spirituale e – anche – numerica dell’Istituto.
Note
[1] Don Luigi Monza, fondatore dell’Istituto secolare delle piccole Apostole della carità.