N.01
Gennaio/Febbraio 1995

“Ti ho chiamato per nome…”

Con la personalizzazione dell’Amore di Dio per ogni uomo e la Sua chiamata personale ad una “vocazione santa” – “Ti ho chiamato per nome…” – si conclude il primo quinquennio della lettura vocazionale di “Evangelizzazione e testimonianza della carità”.

Al momento della pubblicazione degli Orientamenti CEI per gli anni ‘90, il Centro Nazionale Vocazioni ha fatto la scelta di “narrare” annualmente la “testimonianza della Carità” di Dio, il suo Amore per l’uomo, proponendone una “lettura vocazionale” attraverso i temi delle Giornate di Preghiera per le Vocazioni.

Ed ecco, in sintesi, i “valori vocazionali” annunciati nel quinquennio: Dio ama d’amore eterno, fedele, totale, gratuito, personale. L’amore personale di Dio per l’uomo è già tutto scritto nel “nome” con cui ha chiamato e chiama ciascuno di noi alla vita, alla vita in Cristo, alla comunione dì vita nella Chiesa, ad una vocazione personale.

La catechesi per la “Giornata” di quest’anno è tutta centrata attorno a tale “valore vocazionale”: il sussidio di catechesi e gli altri sussidi preparati dal CNV – che vengono qui di seguito presentati e che rappresentano dei veri e propri “itinerari educativi” – ne costituiscono la mediazione, insieme al presente numero di Vocazioni centrato sul tema stesso della Giornata.

 

 

Il Messaggio del S. Padre

Il tema del Messaggio del S. Padre per la Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni ‘95 è centrale per la pastorale vocazionale ed è riassumibile in queste espressioni che aprono il messaggio stesso: “In occasione della prossima Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni invito tutti a riflettere sullo stretto legame che salda la pastorale giovanile alla pastorale vocazionale” [1].

Come Chiesa Italiana ci siamo già fermati a riflettere su questo tema nell’ultimo “Incontro dei Direttori dei Centri diocesani vocazioni”: “La costitutiva risonanza vocazionale dell’educazione dei giovani alla fede”.

In quella sede è emerso – alla luce anche dell’esperienza in atto – come la pastorale delle vocazioni è oggi chiamata a fare un salto di qualità: proiettarsi decisamente verso una pastorale di “itinerari di fede vocazionali” proponendo ai giovani un “cammino spirituale” ovvero un cammino di fede in chiave vocazionale.

Il Messaggio del S. Padre offre degli orientamenti preziosi in merito. Mi permetto presentarne alcuni passaggi, che sottolineano come “un progetto di pastorale giovanile non può non proporsi come obiettivo ultimo la maturazione ad un dialogo personale, profondo, decisivo del giovane o della giovane con il Signore. La dimensione vocazionale, pertanto, è parte integrante della pastorale giovanile, al punto che possiamo sinteticamente affermare: la pastorale specifica delle vocazioni trova nella pastorale giovanile il suo spazio vitale; e la pastorale giovanile diventa completa ed efficace quando si apre alla dimensione vocazionale”[2].

 

 

La giovinezza come “età vocazionale”

“La giovinezza consegue la sua vera ricchezza quando è vissuta principalmente come tempo di riflessione vocazionale”.

 

La pedagogia del “seguimi”

“È nel seguire Gesù: che la giovinezza rivela tutta la ricchezza delle sue potenzialità ed acquista pienezza di significato; che i giovani scoprono il senso di una vita vissuta come dono di sé; che essi si sentono convocati alla comunione con Lui; che sarà possibile per loro comprendere la chiamata personale all’amore: nel matrimonio, nella vita consacrata, nel ministero ordinato, nella missione ad gentes”.

 

Una Chiesa “vocante”

“Una Chiesa per i giovani: che sappia parlare al loro cuore; che sappia accogliere e farsi invito per chi cerca uno scopo che impegni tutta l’esistenza; che non tema di chiedere molto, dopo aver molto dato; che non abbia paura di chiedere ai giovani la fatica di una nobile ed autentica avventura, qual è quella della sequela evangelica”.

 

Una comunità cristiana mediatrice ed educatrice della chiamata

“La comunità cristiana” – depositaria e mediatrice del “Vangelo della vocazione” – “si pone come il contesto naturale in cui i giovani possono completare il loro iter educativo, scoprendo la ricchezza più grande della loro singolare età e corrispondendo a quella vocazione che il Dio della vita ha previsto per ciascuno fin dalla creazione del mondo”.

 

Gli educatori e gli itinerari educativi

“Affido a tutti i responsabili e agli operatori della pastorale giovanile e di quella vocazionale il compito affascinante e insieme esigente dell’animazione vocazionale… La loro aspirazione più grande sarà quella di creare itinerari educativi capaci di far scoprire al giovane il cuore di Dio così che adempiendone la volontà possa giungere ad intravedere l’immensa gioia del dono che è la vita e della vita che si fa dono” [3].

 

 

La celebrazione della Giornata

È a tutti noi nota la finalità della Giornata. Il S. Padre la ribadisce con queste parole nel sopra citato Messaggio: “Sono certo che in questa Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni sarà dato il primo posto alla preghiera”[4].

È anche noto come la celebrazione non deve ridursi ad una “giornata”,, ma deve caratterizzarsi come “tempo di preghiera e catechesi” vocazionale permanente nella comunità cristiana: la Giornata di Preghiera per le Vocazioni ne è il momento culmine.

Mi permetto presentare i “Sussidi” preparati a tal fine dal Centro Nazionale Vocazioni, ricordando che sono da accogliere e valorizzare non come sussidi fine a se stessi, e tanto meno finalizzati alla celebrazione della sola “Giornata”, ma come dei veri e propri itinerari vocazionali nella comunità cristiana.

L’annuncio, la proposta e l’accompagnamento vocazionale passano infatti – per usare la stessa espressione del S. Padre nel Messaggio della Giornata – attraverso degli “itinerari educativi”. Propongo alcuni di questi itinerari mediati dai Sussidi della “Giornata”[5].

 

La Preghiera della comunità parrocchiale

La comunità parrocchiale è il “luogo sintesi” della esperienza comunitaria di preghiera, ascolto della Parola, accoglienza dei segni di salvezza e testimonianza dell’Amore di Dio. In proposito Giovanni Paolo II afferma: “Una catechesi organica e offerta a tutte le componenti della Chiesa, apre il cuore dei credenti all’attesa del dono e crea condizioni favorevoli per la nascita di nuove vocazioni” (PdV, 40). Il “sussidio di preghiera per comunità parrocchiali” offre un vero e proprio “itinerario di preghiera”, per le diverse età e le diverse espressioni di fede proprie di ogni comunità parrocchiale.

 

La Settimana vocazionale parrocchiale

La “Settimana vocazionale parrocchiale” si propone come occasione privilegiata di preghiera, annuncio e testimonianza vocazionale per tutta la comunità cristiana: famiglie, sacerdoti, catechisti, i vari educatori alla fede, che si fermano in preghiera per affidare se stessi e i loro ragazzi in crescita al primo e unico educatore, Dio. È il servizio che offre, attraverso proposte concrete, il sussidio della “Settimana vocazionale parrocchiale”.

 

L’Itinerario di catechesi per cresimandi

A ragione la cresima, come momento culmine della iniziazione cristiana, viene chiamata “età vocazionale”.

Molti giovani, che oggi approdano in età matura alle soglie dei noviziati o dei seminari, affermano di aver percepito la chiamata sin dall’età della fanciullezza. Il “sussidio di preghiera e riflessioni per cresimandi”, proponendo alcuni momenti forti di preghiera vocazionali per i ragazzi che si stanno preparando a ricevere il sacramento della cresima e per i loro genitori, viene a completare l’ordinario cammino catechistico per sua natura vocazionale.

 

La Lectio divina

Ripercorrendo la storia di tante vocazioni, diverse e diversificate sono le circostanze in cui Dio “chiama per nome”. Alla base di ogni vocazione si trova però sempre l’ascolto “in diretta” e in clima di preghiera della Parola del Signore. È il servizio che intende offrire il sussidio della “Lectio divina”.

 

Gli Esercizi spirituali

Possiamo considerare gli esercizi spirituali come l’appuntamento necessario lungo un itinerario vocazionale. La peculiarità del sussidio “Esercizi spirituali per giovani”. e il servizio che intende offrire, è di condurre i giovani che vivono un cammino di fede a un puntuale discernimento vocazionale.

 

Il Campo vocazionale

È un “tempo forte” dell’estate proposto a ragazzi, adolescenti, giovani “pensosi vocazionalmente”. Il camposcuola, tra le tante esperienze in atto nelle nostre comunità, si specifica come “campo della chiamata” sia per i destinatari a cui si rivolge, sia per il metodo e i contenuti vocazionali proposti. I “campi vocazionali” per ragazzi, adolescenti e giovani – preparati sul tema della Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni – completano l’iter vocazionale proposto e vissuto nella comunità cristiana.

 

 

 

 

 

Note

[1] Giovanni Paolo II, Messaggio per la XXXII Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni (7 Maggio 1995), n. 1.

[2] Giovanni Paolo II. idem, n. 3.

[3] Giovanni Paolo II, idem, n. 2, 3, 4.

[4] Giovanni Paolo II, idem, n. 5.

[5] Cfr. CNV, Sussidi per la XXXII Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, Roma 1995; cfr. CNV, Campi di Se Vuoi, in collaborazione con le Suore Apostoline di Castelgandolfo, n. 1, 2, 3/1995.