N.04
Luglio/Agosto 2011
Studi /

La voce dei genitori nel discernimento vocazionale dei figli

Intervento di Gilberto GILLINI Vorrei dare per scontata un’affermazione che a me parrebbe ovvia: dal punto di vista psicologico, la fatica dello svincolo dalla propria famiglia d’origine da parte del giovane che coltiva una vocazione non è molto diversa da quella del giovane che decide di sposarsi. Questo dice anche già con quale parallelismo tra i seminaristi e i fidanzati vorrei affrontare, in questa introduzione, il commento di tre affermazioni che ritengo fondamentali. 1) Prima affermazione: quando i figli arrivano ad un discernimento vocazionale come ipotesi prossima di lavoro, i genitori, di qualunque vocazioni si tratti, non solo hanno già fatto la loro parte, ma possono anche dirsi di averla svolta con sapienza e quindi devono congratularsi reciprocamente. Parlo di ipotesi prossima di lavoro intendendo distinguere le “morosette” dalla donna che il giovane sposa (anche se magari mami aveva nel suo cuore festeggiato il suo fidanzamento con una di loro…

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