Discernimento e lotta
Un inno di Giacomo di Sarug
Il siro Giacomo di Sarug è un autore famoso soprattutto per i suoi memre, ovvero le sue omelie in versi; ha scritto anche degli inni sopravvissuti solo in alcuni manoscritti in versione completa, presenti in forma abbreviata nella liturgia. Forse non tutti gli inni dei manoscritti sono di Giacomo, solo uno studio ulteriore potrà confermare l’attribuzione. In questa sede interessa il testo più che la certezza della sua paternità.
Quelli proposti sono versi sull’esperienza che sperimentiamo nella vita: quella indicata da Paolo in Rm 7,18-20. Giacomo fornisce sia alcuni elementi della fenomenologia della tentazione, sia il rimedio più certo: l’affidamento a Dio, espresso a conclusione di ogni strofa.
L’autore riconosce come il male agisca presentando sempre le sue catene come desiderabili, e così inganna l’uomo (strofe 7 – 9); ma in ciascuno è aperta la possibilità di dire no. Ciò è certo se la nostra volontà è rivestita della forza di Dio.
Perfino quando preghiamo il male non cessa di agire (cfr. strofe 15 – 18).
Il testo potrebbe essere inteso come un commento poetico alle regole che Sant’Ignazio propone negli Esercizi. La preghiera, l’ininterrotto dialogo con Dio, l’affidamento alla Grazia (strofa 17), garantiscono la certezza della vittoria.
Chi è dunque questo?
1 Chi è mai questo che dimora in me
affinché compia in me le molte cose che vuole?
Signore mio, mio giudice, conducimi alla Tua volontà.
2 Forse sono stato diviso tra due volontà,
l’una opposta all’altra?
Rendimi uno, mio Signore, nella Tua volontà!
3 Vedo battaglie nei miei pensieri,
come due schiere che si combattono.
Sii vincitore in me, o Signore dei trionfi!
4 C’è per me un avversario (saṭānā) [che proviene] da me stesso,
e non uno che mi sta di fronte per combattere:
tra me e lui, Signore, la vittoria [sia] a Te.
5 Abita nei movimenti dei miei pensieri
e irrompe con dardi per colpirmi:
Spettatore nascosto, scaccialo da me!
6 È ben radicato e insediato nella mia mente,
facendo ribellare i miei pensieri contro di me in ogni momento.
Possa il Tuo giogo, Signore, sottomettere il ribelle.
7 Escogita trappole di perdizione,
e invoca pretesti che sembrano dolci
e poi strangola come la morte. Salvami perché non muoia!
8 Care sono le sue catene, e sottili,
e incatena una persona con qualcosa di suo.
Liberami, mio Ausiliatore, ora che Ti ho trovato!
9 Con una debole ragnatela incatena le persone
e abbassa la forza degli eroi:
le sue catene sono gradite al nostro libero arbitrio!
10 È nella volontà la forza
di recidere le catene di questo Persecutore.
Rivestimi, Signore, della Tua forza per compiere la Tua volontà.
11 La nostra volontà possiede la forza per non cedere
al Catturatore. O Figlio libero
assisti la nostra volontà!
12 È un artigiano astuto che combatte in noi
e non vuole che sia noto che egli è estraneo (a noi).
Separa Satana da noi, Signore!
13 Senza arma agisce in noi e ci abbatte:
da noi toglie e ci vince.
Concedici, Signore, di vincerlo con ciò che è Tuo.
14 con audacia rinnova ogni giorno la battaglia in me,
con abilità, per sconfiggermi.
O nostro Salvatore, rimprovera l’Insolente!
15 Mi sono avvicinato alla preghiera,
ma l’ho trovato lì, che dimorava nei miei pensieri.
Silenzialo, ché assai mi turba!
16 Celato, si nasconde nella mia mente, pieno di inganno,
confonde le mie parole quando supplico.
Rafforza la mia volontà, Signore, affinché sia con Te.
17 Come è entrato e ha disposto là
pensieri malvagi nel mio cuore?
Liberami da essi attraverso il dialogo con Te!
18 Quando la mia preghiera è serena, mi turba
con i pensieri che mi scaglia addosso.
O Sereno, rendimi sereno mentre medito in Te!
19 È un agricoltore che ogni giorno porta spine
per seminare in me le sue zizzanie.
Mio Lavoratore, sradica l’Amaro!
20 Siano i movimenti della mia mente, Signore, verso la Tua volontà
ogni giorno in ogni cosa,
affinché diventi serena nel tuo amore, mio Liberatore!
21 Ogni mia vittoria, Signore, è attribuita alla Tua grazia,
ché assistendomi avrà successo:
a Te appartiene la corona della vittoria.
22 La volontà è stata sconfitta nella lotta,
ma la grazia conseguirà il successo.
O Vincitore di tutti, vincimi nella Tua grazia!
[Il testo è tradotto dall’inglese, leggermente ritoccato confrontandolo col siriaco. Si trova in S.P. Brock (ed.), The Stanzaic Poems of Jacob of Serugh. Al Collection of His Madroshe and Sughyotho, Piscataway, NJ, 2022, 76-83]