Abbracciare la vocazione
Il percorso di una giovane donna nel pluripremiato film spagnolo 'Los domingos'
Nel cinema, come nella realtà, l’annuncio di una vocazione non ha mai messo d’accordo tutti, perché le scelte intense, determinate, solide e soprattutto spiccatamente anticonformiste non possono quasi mai generare una neutralità di partenza. Recentemente il film Los domingos (2025), reduce dalla vittoria di sei premi Goya, è riuscito nell’ardua impresa di raccontare quanto il discernimento e la scelta a cui esso conduce possa mettere a repentaglio equilibri apparentemente solidi di una famiglia, e i suoi cerchi concentrici, dove ciascuno si sente legittimato a commentare, giudicare, intervenire e attivare delle azioni a sostegno oppure oppositive alla scelta manifestata. Nessuno stupore in tal senso, soprattutto dove a comunicarlo è una ragazza ancora minorenne, Ainara, interpretata da Blanca Soroa, orfana di madre e in procinto di scegliere gli studi del futuro.
La regista e sceneggiatrice spagnola, Alauda Ruiz de Azúa, già miglior regista esordiente ai Goya 2023 per Lullaby e riconfermata nel suo talento anche nella serie Querer dell’anno successivo, è un’investigatrice eccellente tra virtù e ambiguità dell’istituzione familiare che, con il maggior contenimento possibile del giudizio, ricerca in tutte le sue opere di lasciare libero lo spettatore di esaminare le parti in causa, le loro ragioni e prospettive, credenze e valori. In particolare, si sofferma sugli effetti che questa inevitabile pressione ha sulla persona al centro di tale uragano familiare come per la protagonista alle prese con il parere del padre, della zia (quasi una seconda mamma), della nonna, del rumore di fondo delle sorelle, delle amiche e della nuova compagna del padre.
Lo sguardo della regista illumina a giorno le posture anche del direttore spirituale che preferisce dichiararsi come “accompagnatore” perché si pone accanto alla ragazza e da lei anche impara. Ritroviamo una coerenza in questa definizione anche nelle sequenze a lui dedicate, forse meno nelle due suore coinvolte in questo avvicinamento vocazionale, che si esprimono con frasi sigillate e criptiche che aprono a un lessico più di sistema.
Los domingos appare chiaramente come un film che non ha l’obiettivo di piacere o meno alla Chiesa o di metterla in buona o cattiva luce, quanto piuttosto di accomodarsi nel gravoso compito di smascherare come una scelta vocazionale possa smuovere tanti altri processi paralleli che mettono a nudo la fragilità di alcune relazioni familiari. La sensazione è che Ainara, oltre la sua scelta tutta da scoprire, sia una ragazza che ha ancora molta strada davanti a sé, nella ricerca della verità.
Schermi paralleli: Tra cammino di formazione e ricerca di sé, l’ottimo esordio alla regia di Alberto Palmiero, Tienimi presente, Premio opera prima alla 20a Festa del Cinema di Roma. Un racconto che brilla per semplicità e profondità, cogliendo lo spaesamento di un giovane che fatica a trovare posto nel mondo. Palmiero ha diretto, interpretato e scritto (con Davide de Rosa) un film splendido, arioso, uno sguardo tragicomico su un momento di stallo, creativo ed esistenziale, di un giovane dai desideri spiaggiati. Lo sguardo sul singolo che si fa paradigma generazionale (di Sergio Perugini).