We cannot be christians alone

Veglia di preghiera

Sebbene ciascuno di noi sia chiamato a rimanere fisicamente isolato a causa della pandemia, non vogliamo, questa sera,  ‘assistere’ ad un momento di preghiera, ma pregare insieme, ciascuno nella propria casa partecipando attivamente, pregando davvero tutti nello stesso momento dai diversi Paesi della nostra Europa, guidati dallo scorrere dei testi e dei racconti che vi proporremo. Così, vi invitiamo a preparare il luogo della preghiera mettendo sul tavolo o sulla scrivania una Bibbia aperta, una icona e una candela accesa; disponetevi comodi, come per una serata di incontro tra amici, una chiacchierata fraterna, un momento intimo di condivisione tra chi si vuole bene nel Signore.

 

 

Introduzione

«Secondo me dalla celebrazione di questo convegno è emerso soprattutto un bisogno: abbiamo bisogno di vocazioni; bisogno di vocazioni coscienti, generose, perseveranti, ogni giorno rinnovate. Abbiamo bisogno di persone che siano cioè consapevoli che la vita ha un senso perché è una vocazione; bisogno di persone consapevoli di essere cioè chiamate da Dio nelle comunità in cui vivono per rendere ciascuna un servizio singolare unico, irripetibile, indispensabile, complementare a quello degli altri per dar vita a vere comunità che vivono la comunione nella varietà dei carismi e dei ministeri, dei talenti e dei servizi. Abbiamo bisogno di vocazioni autentiche alla famiglia, abbiamo bisogno di famiglie che diventino luogo nel quale si viva la Chiesa e siano segno e scuola di comunione e di servizio. Abbiamo bisogno di vocazioni generose alla verginità sponsale, che siano segno chiaro della Chiesa che si dona in modo esclusivo e totalizzante a Cristo. Abbiamo bisogno di vocazioni al ministero ordinato: di diaconi, presbiteri, vescovi che stimolino al servizio e vivano a servizio, che sappiano discernere i vari carismi nelle comunità e li sappiano coordinare tra di loro per un servizio comunitario più efficace. Abbiamo bisogno di vocazioni al servizio della comunicazione, al servizio dell’annunzio, al servizio missionario, al servizio socio-sanitario, al servizio dei poveri e degli handicappati, degli emarginati e dei tossicodipendenti, dei carcerati e dei dimessi dal carcere, dei giovani e degli anziani, dei lavoratori e dei disoccupati, vocazioni al servizio politico e amministrativo… Ma innanzitutto abbiamo bisogno di persone che si mettano a servizio delle vocazioni, di persone, cioè, che siano a servizio dei fratelli, ponendosi accanto a ciascuno per un cammino graduale di discernimento; persone che, a tal fine diano indicazioni, alla luce della Parola di Dio letta in situazione, perché ciascuno capisca qual è la sua vocazione e qual è il servizio che deve rendere» (Beato p. Pino Puglisi, martire).

 

Saluto iniziale e invocazione allo Spirito Santo

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Dio, nostro Padre,
manda su di noi il tuo Spirito Santo
perché spenga il rumore delle nostre parole,
faccia regnare il silenzio dell’ascolto
e accompagni la tua Parola
dai nostri orecchi fino al nostro cuore:
così incontreremo Gesù Cristo
e conosceremo il suo amore
che ci fa riconoscere e sostiene
la nostra vocazione. Amen.

 

Dal Vangelo secondo Marco (4,35-41)

«In quel medesimo giorno, venuta la sera, disse loro: «Passiamo all’altra riva». E, congedata la folla, lo presero con sé, così com’era, nella barca. C’erano anche altre barche con lui. Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t’importa che siamo perduti?». Si destò, minacciò il vento e disse al mare: «Taci, calmati!». Il vento cessò e ci fu grande bonaccia. Poi disse loro: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?». E furono presi da grande timore e si dicevano l’un l’altro: «Chi è dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?».

 

Dalla lettera apostolica Patris Corde del santo padre Francesco

«One hundred and fifty years after his proclamation as Patron of the Catholic Church by Blessed Pius IX (8 December 1870), I would like to share some personal reflections on this extraordinary figure, so close to our own human experience. For, as Jesus says, “out of the abundance of the heart the mouth speaks” (Mt 12:34).

«Al compiersi di 150 anni dalla sua dichiarazione quale Patrono della Chiesa Cattolica fatta dal Beato Pio IX, l’8 dicembre 1870, vorrei – come dice Gesù – che “la bocca esprimesse ciò che nel cuore sovrabbonda” (cfr Mt 12,34), per condividere con voi alcune riflessioni personali su questa straordinaria figura, tanto vicina alla condizione umana di ciascuno di noi.

My desire to do so increased during these months of pandemic, when we experienced, amid the crisis, how “our lives are woven together and sustained by ordinary people, people often overlooked. People who do not appear in newspaper and magazine headlines, or on the latest television show, yet in these very days are surely shaping the decisive events of our history.

Tale desiderio è cresciuto durante questi mesi di pandemia, in cui possiamo sperimentare, in mezzo alla crisi che ci sta colpendo, che «le nostre vite sono tessute e sostenute da persone comuni – solitamente dimenticate – che non compaiono nei titoli dei giornali e delle riviste né nelle grandi passerelle dell’ultimo show ma, senza dubbio, stanno scrivendo oggi gli avvenimenti decisivi della nostra storia.

Doctors, nurses, storekeepers and supermarket workers, cleaning personnel, caregivers, transport workers, men and women working to provide essential services and public safety, volunteers, priests, men and women religious, and so very many others. They understood that no one is saved alone… How many people daily exercise patience and offer hope, taking care to spread not panic, but shared responsibility.

Medici, infermiere e infermieri, addetti dei supermercati, addetti alle pulizie, badanti, trasportatori, forze dell’ordine, volontari, sacerdoti, religiose e tanti ma tanti altri che hanno compreso che nessuno si salva da solo. […] Quanta gente esercita ogni giorno pazienza e infonde speranza, avendo cura di non seminare panico ma corresponsabilità.

How many fathers, mothers, grandparents and teachers are showing our children, in small everyday ways, how to accept and deal with a crisis by adjusting their routines, looking ahead and encouraging the practice of prayer. How many are praying, making sacrifices and interceding for the good of all».

Quanti padri, madri, nonni e nonne, insegnanti mostrano ai nostri bambini, con gesti piccoli e quotidiani, come affrontare e attraversare una crisi riadattando abitudini, alzando gli sguardi e stimolando la preghiera. Quante persone pregano, offrono e intercedono per il bene di tutti».

 

 

La grandeza de san José consiste en el hecho de que fue el esposo de María y el padre de Jesús. En cuanto tal, «entró en el servicio de toda la economía de la encarnación», como dice san Juan Crisóstomo.

La grandezza di San Giuseppe consiste nel fatto che egli fu lo sposo di Maria e il padre di Gesù. In quanto tale, «si pose al servizio dell’intero disegno salvifico», come afferma San Giovanni Crisostomo.

San Pablo VI observa que su paternidad se manifestó concretamente «al haber hecho de su vida un servicio, un sacrificio al misterio de la Encarnación y a la misión redentora que le está unida; al haber utilizado la autoridad legal, que le correspondía en la Sagrada Familia, para hacer de ella un don total de sí mismo, de su vida, de su trabajo; al haber convertido su vocación humana de amor doméstico en la oblación sobrehumana de sí mismo, de su corazón y de toda capacidad en el amor puesto al servicio del Mesías nacido en su casa».

San Paolo VI osserva che la sua paternità si è espressa concretamente «nell’aver fatto della sua vita un servizio, un sacrificio, al mistero dell’incarnazione e alla missione redentrice che vi è congiunta; nell’aver usato dell’autorità legale, che a lui spettava sulla sacra Famiglia, per farle totale dono di sé, della sua vita, del suo lavoro; nell’aver convertito la sua umana vocazione all’amore domestico nella sovrumana oblazione di sé, del suo cuore e di ogni capacità, nell’amore posto a servizio del Messia germinato nella sua casa» […].

Jesús vio la ternura de Dios en José: «Como un padre siente ternura por sus hijos, así el Señor siente ternura por quienes lo temen» (Sal 103,13). En la sinagoga, durante la oración de los Salmos, José ciertamente habrá oído el eco de que el Dios de Israel es un Dios de ternura, que es bueno para todos y «su ternura alcanza a todas las criaturas» (Sal 145,9).

Gesù ha visto la tenerezza di Dio in Giuseppe: «Come è tenero un padre verso i figli, così il Signore è tenero verso quelli che lo temono» (Sal 103,13). Giuseppe avrà sentito certamente riecheggiare nella sinagoga, durante la preghiera dei Salmi, che il Dio d’Israele è un Dio di tenerezza, che è buono verso tutti e «la sua tenerezza si espande su tutte le creature» (Sal 145,9).

 

 

L’histoire du salut s’accomplit en « espérant contre toute espérance » (Rm 4, 18), à travers nos faiblesses. Nous pensons trop souvent que Dieu ne s’appuie que sur notre côté bon et gagnant, alors qu’en réalité la plus grande partie de ses desseins se réalise à travers et en dépit de notre faiblesse […]. Si telle est la perspective de l’économie du salut, alors nous devons apprendre à accueillir notre faiblesse avec une profonde tendresse.

La storia della salvezza si compie «nella speranza contro ogni speranza» (Rm 4,18) attraverso le nostre debolezze. Troppe volte pensiamo che Dio faccia affidamento solo sulla parte buona e vincente di noi, mentre in realtà la maggior parte dei suoi disegni si realizza attraverso e nonostante la nostra debolezza […]. Se questa è la prospettiva dell’economia della salvezza, dobbiamo imparare ad accogliere la nostra debolezza con profonda tenerezza. 

La tendresse est la meilleure manière de toucher ce qui est fragile en nous. Le fait de montrer du doigt et le jugement que nous utilisons à l’encontre des autres sont souvent un signe de l’incapacité à accueillir en nous notre propre faiblesse, notre propre fragilité. Seule la tendresse nous sauvera de l’œuvre de l’Accusateur (cf. Ap 12, 10). C’est pourquoi il est important de rencontrer la Miséricorde de Dieu, notamment dans le Sacrement de la Réconciliation, en faisant une expérience de vérité et de tendresse.

È la tenerezza la maniera migliore per toccare ciò che è fragile in noi. Il dito puntato e il giudizio che usiamo nei confronti degli altri molto spesso sono segno dell’incapacità di accogliere dentro di noi la nostra stessa debolezza, la nostra stessa fragilità. Solo la tenerezza ci salverà dall’opera dell’Accusatore (cfr Ap 12,10). Per questo è importante incontrare la Misericordia di Dio, specie nel Sacramento della Riconciliazione, facendo un’esperienza di verità e tenerezza.

La volonté de Dieu, son histoire, son projet, passent aussi à travers la préoccupation de Joseph. Joseph nous enseigne ainsi qu’avoir foi en Dieu comprend également le fait de croire qu’il peut agir à travers nos peurs, nos fragilités, notre faiblesse. Et il nous enseigne que, dans les tempêtes de la vie, nous ne devons pas craindre de laisser à Dieu le gouvernail de notre bateau. Parfois, nous voudrions tout contrôler, mais lui regarde toujours plus loin.

Anche attraverso l’angustia di Giuseppe passa la volontà di Dio, la sua storia, il suo progetto. Giuseppe ci insegna così che avere fede in Dio comprende pure il credere che Egli può operare anche attraverso le nostre paure, le nostre fragilità, la nostra debolezza. E ci insegna che, in mezzo alle tempeste della vita, non dobbiamo temere di lasciare a Dio il timone della nostra barca. A volte noi vorremmo controllare tutto, ma Lui ha sempre uno sguardo più grande.

 

 

Józef jest głęboko zaniepokojony w obliczu niewytłuma­czalnej ciąży Maryi: nie chce Jej „oskarżać publicznie”, ale postanawia „oddalić Ją potajemnie” (Mt 1, 19). W pierwszym śnie anioł pomaga mu rozwiązać jego poważny dylemat: „Nie bój się wziąć do siebie Maryi, twej Małżonki; albowiem z Ducha Świętego jest to, co się w Niej poczęło. Porodzi Syna, któremu nadasz imię Jezus, On bowiem zbawi swój lud od jego grzechów” (Mt 1, 20-21). Jego reakcja była natychmiastowa: „Zbudziwszy się ze snu, Józef uczynił tak, jak mu polecił anioł Pański” (Mt 1, 24). Dzięki posłuszeństwu przezwyciężył swój dramat i ocalił Maryję.

Giuseppe è fortemente angustiato davanti all’incomprensibile gravidanza di Maria: non vuole «accusarla pubblicamente», ma decide di «ripudiarla in segreto» (Mt 1,19). Nel primo sogno l’angelo lo aiuta a risolvere il suo grave dilemma: «Non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti, il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati» (Mt 1,20-21). La sua risposta fu immediata: «Quando si destò dal sonno, fece come gli aveva ordinato l’angelo» (Mt 1,24). Con l’obbedienza egli superò il suo dramma e salvò Maria.

W Egipcie Józef ufnie i cierpliwie oczekiwał od anioła obiecanego powiadomienia, by powrócić do swojego kraju. Gdy tylko Boży posłaniec, w trzecim śnie, poinformowawszy go, że ci, którzy usiłowali zabić Dziecię, nie żyją, kazał mu wstać, zabrać ze sobą Dziecię i Matkę, i wrócić do ziemi Izraela (por. Mt 2, 19-20), po raz kolejny był bez wahania posłuszny: „Wstał, wziął Dziecię i Jego Matkę i wrócił do ziemi Izraela” (Mt 2, 21).

In Egitto Giuseppe, con fiducia e pazienza, attese dall’angelo il promesso avviso per ritornare nel suo Paese. Appena il messaggero divino, in un terzo sogno, dopo averlo informato che erano morti quelli che cercavano di uccidere il bambino, gli ordina di alzarsi, di prendere con sé il bambino e sua madre e ritornare nella terra d’Israele (cfr Mt 2,19-20), egli ancora una volta obbedisce senza esitare: «Si alzò, prese il bambino e sua madre ed entrò nella terra d’Israele» (Mt 2,21).

Z tych wszystkich wydarzeń wynika, że „Bóg wezwał św. Józefa, aby służył bezpośrednio osobie i misji Jezusa poprzez sprawowanie swego ojcostwa: właśnie w ten sposób Józef współuczestniczy w pełni czasów w wielkiej tajemnicy odkupienia i jest prawdziwie sługą zbawienia”.

Da tutte queste vicende risulta che Giuseppe «è stato chiamato da Dio a servire direttamente la persona e la missione di Gesù mediante l’esercizio della sua paternità: proprio in tal modo egli coopera nella pienezza dei tempi al grande mistero della Redenzione ed è veramente ministro della salvezza».

 

 

Often in life, things happen whose meaning we do not understand. Our first reaction is frequently one of disappointment and rebellion. Joseph set aside his own ideas in order to accept the course of events and, mysterious as they seemed, to embrace them, take responsibility for them and make them part of his own history. Unless we are reconciled with our own history, we will be unable to take a single step forward, for we will always remain hostage to our expectations and the disappointments that follow.

Tante volte, nella nostra vita, accadono avvenimenti di cui non comprendiamo il significato. La nostra prima reazione è spesso di delusione e ribellione. Giuseppe lascia da parte i suoi ragionamenti per fare spazio a ciò che accade e, per quanto possa apparire ai suoi occhi misterioso, egli lo accoglie, se ne assume la responsabilità e si riconcilia con la propria storia. Se non ci riconciliamo con la nostra storia, non riusciremo nemmeno a fare un passo successivo, perché rimarremo sempre in ostaggio delle nostre aspettative e delle conseguenti delusioni.

The spiritual path that Joseph traces for us is not one that explains, but accepts. Only as a result of this acceptance, this reconciliation, can we begin to glimpse a broader history, a deeper meaning. We can almost hear an echo of the impassioned reply of Job to his wife, who had urged him to rebel against the evil he endured: “Shall we receive the good at the hand of God, and not receive the bad?” (Job 2:10).

La vita spirituale che Giuseppe ci mostra non è una via che spiega, ma una via che accoglie. Solo a partire da questa accoglienza, da questa riconciliazione, si può anche intuire una storia più grande, un significato più profondo. Sembrano riecheggiare le ardenti parole di Giobbe, che all’invito della moglie a ribellarsi per tutto il male che gli accade risponde: «Se da Dio accettiamo il bene, perché non dovremmo accettare il male?» (Gb 2,10).

Joseph is certainly not passively resigned, but courageously and firmly proactive. In our own lives, acceptance and welcome can be an expression of the Holy Spirit’s gift of fortitude. Only the Lord can give us the strength needed to accept life as it is, with all its contradictions, frustrations and disappointments.

Giuseppe non è un uomo rassegnato passivamente. Il suo è un coraggioso e forte protagonismo. L’accoglienza è un modo attraverso cui si manifesta nella nostra vita il dono della fortezza che ci viene dallo Spirito Santo. Solo il Signore può darci la forza di accogliere la vita così com’è, di fare spazio anche a quella parte contradditoria, inaspettata, deludente dell’esistenza.

Jesus’ appearance in our midst is a gift from the Father, which makes it possible for each of us to be reconciled to the flesh of our own history, even when we fail to understand it completely.

La venuta di Gesù in mezzo a noi è un dono del Padre, affinché ciascuno si riconcili con la carne della propria storia anche quando non la comprende fino in fondo.

 

 

Das Leben auf diese Weise anzunehmen führt uns zu einem verborgenen Sinn. Das Leben eines jeden von uns kann auf wundersame Weise neu beginnen, wenn wir den Mut finden, es gemäß den Weisungen des Evangeliums zu leben. Und es spielt keine Rolle, ob alles schief gelaufen zu sein scheint und ob einige Dinge mittlerweile nicht mehr rückgängig zu machen sind. Gott kann Blumen zwischen den Felsen sprießen lassen. Auch wenn unser Herz uns verurteilt, Gott ist größer als unser Herz und er weiß alles (vgl. 1 Joh 3,20).

Accogliere così la vita ci introduce a un significato nascosto. La vita di ciascuno di noi può ripartire miracolosamente, se troviamo il coraggio di viverla secondo ciò che ci indica il Vangelo. E non importa se ormai tutto sembra aver preso una piega sbagliata e se alcune cose ormai sono irreversibili. Dio può far germogliare fiori tra le rocce. Anche se il nostro cuore ci rimprovera qualcosa, Egli «è più grande del nostro cuore e conosce ogni cosa» (1 Gv 3,20).

Hier geht es wieder um jenen christlichen Realismus, der nichts von dem, was existiert, wegwirft. In ihrer geheimnisvollen Unergründlichkeit und Vielschichtigkeit ist die Wirklichkeit Trägerin eines Sinns der Existenz mit ihren Lichtern und ihren Schatten. Deswegen kann der Apostel Paulus sagen: »Wir wissen aber, dass denen, die Gott lieben, alles zum Guten gereicht« (Röm 8,28). Und der heilige Augustinus fügt hinzu: »Auch das, was böse heißt (etiam illud quod malum dicitur)«. In dieser Gesamtperspektive gibt der Glaube jedem glücklichen oder traurigen Ereignis einen Sinn.

Torna ancora una volta il realismo cristiano, che non butta via nulla di ciò che esiste. La realtà, nella sua misteriosa irriducibilità e complessità, è portatrice di un senso dell’esistenza con le sue luci e le sue ombre. È questo che fa dire all’apostolo Paolo: «Noi sappiamo che tutto concorre al bene, per quelli che amano Dio» (Rm 8,28). E Sant’Agostino aggiunge: «anche quello che viene chiamato male (etiam illud quod malum dicitur)». In questa prospettiva totale, la fede dà significato ad ogni evento lieto o triste.

Die Annahmebereitschaft Josefs lädt uns ein, andere nicht auszuschließen, sondern sie so anzunehmen, wie sie sind, besonders die Schwachen, denn Gott erwählt das Schwache (vgl. 1 Kor 1,27), er ist ein »Vater der Waisen, ein Anwalt der Witwen« (Ps 68,6) und gebietet uns, die Fremden zu lieben.[20] Gerne stelle ich mir vor, dass die Haltung Josefs Jesus zum Gleichnis vom verlorenen Sohn und vom barmherzigen Vater inspiriert hat (vgl. Lk 15,11-32).

L’accoglienza di Giuseppe ci invita ad accogliere gli altri, senza esclusione, così come sono, riservando una predilezione ai deboli, perché Dio sceglie ciò che è debole (cfr 1 Cor 1,27), è «padre degli orfani e difensore delle vedove» (Sal 68,6) e comanda di amare lo straniero. Voglio immaginare che dagli atteggiamenti di Giuseppe Gesù abbia preso lo spunto per la parabola del figlio prodigo e del padre misericordioso (cfr Lc 15,11-32).

 

 

Si la primera etapa de toda verdadera curación interior es acoger la propia historia, es decir, hacer espacio dentro de nosotros mismos incluso para lo que no hemos elegido en nuestra vida, necesitamos añadir otra característica importante: la valentía creativa. Esta surge especialmente cuando encontramos dificultades. De hecho, cuando nos enfrentamos a un problema podemos detenernos y bajar los brazos, o podemos ingeniárnoslas de alguna manera. A veces las dificultades son precisamente las que sacan a relucir recursos en cada uno de nosotros que ni siquiera pensábamos tener.

Se la prima tappa di ogni vera guarigione interiore è accogliere la propria storia, ossia fare spazio dentro noi stessi anche a ciò che non abbiamo scelto nella nostra vita, serve però aggiungere un’altra caratteristica importante: il coraggio creativo. Esso emerge soprattutto quando si incontrano difficoltà. Infatti, davanti a una difficoltà ci si può fermare e abbandonare il campo, oppure ingegnarsi in qualche modo. Sono a volte proprio le difficoltà che tirano fuori da ciascuno di noi risorse che nemmeno pensavamo di avere.

Muchas veces, leyendo los “Evangelios de la infancia”, nos preguntamos por qué Dios no intervino directa y claramente. Pero Dios actúa a través de eventos y personas. José era el hombre por medio del cual Dios se ocupó de los comienzos de la historia de la redención. Él era el verdadero “milagro” con el que Dios salvó al Niño y a su madre.

Molte volte, leggendo i “Vangeli dell’infanzia”, ci viene da domandarci perché Dio non sia intervenuto in maniera diretta e chiara. Ma Dio interviene per mezzo di eventi e persone. Giuseppe è l’uomo mediante il quale Dio si prende cura degli inizi della storia della redenzione. Egli è il vero “miracolo” con cui Dio salva il Bambino e sua madre.

De una lectura superficial de estos relatos se tiene siempre la impresión de que el mundo esté a merced de los fuertes y de los poderosos, pero la “buena noticia” del Evangelio consiste en mostrar cómo, a pesar de la arrogancia y la violencia de los gobernantes terrenales, Dios siempre encuentra un camino para cumplir su plan de salvación.

A una lettura superficiale di questi racconti, si ha sempre l’impressione che il mondo sia in balia dei forti e dei potenti, ma la “buona notizia” del Vangelo sta nel far vedere come, nonostante la prepotenza e la violenza dei dominatori terreni, Dio trovi sempre il modo per realizzare il suo piano di salvezza.

 

 

Même notre vie semble parfois à la merci des pouvoirs forts. Mais l’Évangile nous dit que, ce qui compte, Dieu réussit toujours à le sauver à condition que nous ayons le courage créatif du charpentier de Nazareth qui sait transformer un problème en opportunité, faisant toujours confiance à la Providence. Si quelquefois Dieu semble ne pas nous aider, cela ne signifie pas qu’il nous a abandonnés, mais qu’il nous fait confiance, qu’il fait confiance en ce que nous pouvons projeter, inventer, trouver.

Anche la nostra vita a volte sembra in balia dei poteri forti, ma il Vangelo ci dice che ciò che conta, Dio riesce sempre a salvarlo, a condizione che usiamo lo stesso coraggio creativo del carpentiere di Nazaret, il quale sa trasformare un problema in un’opportunità anteponendo sempre la fiducia nella Provvidenza. Se certe volte Dio sembra non aiutarci, ciò non significa che ci abbia abbandonati, ma che si fida di noi, di quello che possiamo progettare, inventare, trovare.

Il s’agit du même courage créatif démontré par les amis du paralytique qui le descendent par le toit pour le présenter à Jésus (cf. Lc 5, 17-26). La difficulté n’a pas arrêté l’audace et l’obstination de ces amis. Ils étaient convaincus que Jésus pouvait guérir le malade et « comme ils ne savaient par où l’introduire à cause de la foule, ils montèrent sur le toit et, à travers les tuiles, ils le descendirent avec sa civière, au milieu, devant Jésus. Voyant leur foi, il dit : “Homme, tes péchés te sont remis” » (vv. 19-20). Jésus reconnaît la foi créative avec laquelle ces hommes ont cherché à lui amener leur ami malade.

Si tratta dello stesso coraggio creativo dimostrato dagli amici del paralitico che, per presentarlo a Gesù, lo calarono giù dal tetto (cfr Lc 5,17-26). La difficoltà non fermò l’audacia e l’ostinazione di quegli amici. Essi erano convinti che Gesù poteva guarire il malato e «non trovando da qual parte farlo entrare a causa della folla, salirono sul tetto e, attraverso le tegole, lo calarono con il lettuccio davanti a Gesù nel mezzo della stanza. Vedendo la loro fede, disse: “Uomo, ti sono perdonati i tuoi peccati”» (vv. 19-20). Gesù riconosce la fede creativa con cui quegli uomini cercano di portargli il loro amico malato.

Nous devons toujours nous demander si nous défendons de toutes nos forces Jésus et Marie qui sont mystérieusement confiés à notre responsabilité, à notre soin, à notre garde. Le Fils du Tout-Puissant vient dans le monde en assumant une condition de grande faiblesse. Il se fait dépendant de Joseph pour être défendu, protégé, soigné, élevé.

Dobbiamo sempre domandarci se stiamo proteggendo con tutte le nostre forze Gesù e Maria, che misteriosamente sono affidati alla nostra responsabilità, alla nostra cura, alla nostra custodia. Il Figlio dell’Onnipotente viene nel mondo assumendo una condizione di grande debolezza. Si fa bisognoso di Giuseppe per essere difeso, protetto, accudito, cresciuto.

 

 

Fathers are not born, but made. A man does not become a father simply by bringing a child into the world, but by taking up the responsibility to care for that child. Whenever a man accepts responsibility for the life of another, in some way he becomes a father to that person.

Padri non si nasce, lo si diventa. E non lo si diventa solo perché si mette al mondo un figlio, ma perché ci si prende responsabilmente cura di lui. Tutte le volte che qualcuno si assume la responsabilità della vita di un altro, in un certo senso esercita la paternità nei suoi confronti.

Being a father entails introducing children to life and reality. Not holding them back, being overprotective or possessive, but rather making them capable of deciding for themselves, enjoying freedom and exploring new possibilities. Perhaps for this reason, Joseph is traditionally called a “most chaste” father. That title is not simply a sign of affection, but the summation of an attitude that is the opposite of possessiveness. Chastity is freedom from possessiveness in every sphere of one’s life.

Essere padri significa introdurre il figlio all’esperienza della vita, alla realtà. Non trattenerlo, non imprigionarlo, non possederlo, ma renderlo capace di scelte, di libertà, di partenze. Forse per questo, accanto all’appellativo di padre, a Giuseppe la tradizione ha messo anche quello di “castissimo”. Non è un’indicazione meramente affettiva, ma la sintesi di un atteggiamento che esprime il contrario del possesso. La castità è la libertà dal possesso in tutti gli ambiti della vita. 

Joseph found happiness not in mere self-sacrifice but in self-gift. In him, we never see frustration but only trust. His patient silence was the prelude to concrete expressions of trust. Our world today needs fathers. It has no use for tyrants who would domineer others as a means of compensating for their own needs. It rejects those who confuse authority with authoritarianism, service with servility, discussion with oppression, charity with a welfare mentality, power with destruction. Every true vocation is born of the gift of oneself, which is the fruit of mature sacrifice.

La felicità di Giuseppe non è nella logica del sacrificio di sé, ma del dono di sé. Non si percepisce mai in quest’uomo frustrazione, ma solo fiducia. Il suo persistente silenzio non contempla lamentele ma sempre gesti concreti di fiducia. Il mondo ha bisogno di padri, rifiuta i padroni, rifiuta cioè chi vuole usare il possesso dell’altro per riempire il proprio vuoto; rifiuta coloro che confondono autorità con autoritarismo, servizio con servilismo, confronto con oppressione, carità con assistenzialismo, forza con distruzione. Ogni vera vocazione nasce dal dono di sé, che è la maturazione del semplice sacrificio.

 

Preghiera mariana

«O Maria, Tu risplendi sempre nel nostro cammino come segno di salvezza e di speranza. Noi ci affidiamo a Te, Salute dei malati, che presso la croce sei stata associata al dolore di Gesù, mantenendo ferma la tua fede […]. Aiutaci […] a conformarci al volere del Padre e a fare ciò che ci dirà Gesù, che ha preso su di sé le nostre sofferenze e si è caricato dei nostri dolori per condurci, attraverso la croce, alla gioia della risurrezione» (Francesco, Lettera a tutti i fedeli per il mese di maggio 2020).

Affidiamo al Signore per intercessione di Maria il nostro Papa Francesco, i nostri vescovi, i nostri parroci, i nostri amici sacerdoti e diaconi. Sostienili, Signore con la forza del tuo Spirito. Ave Maria…

Affidiamo al Signore per intercessione di Maria il nostro Papa Francesco, i nostri vescovi, i nostri parroci, i nostri amici sacerdoti e diaconi. Sostienili, Signore con la forza del tuo Spirito. Ave Maria…

We entrust to the Lord through the intercession of Mary all consecrated men and women, our friends, brothers, sisters and members of secular institutes. Support them, Lord with the strength of your Spirit. Ave Maria…

Affidiamo al Signore per intercessione di Maria tutti i consacrati e le consacrate, i nostri amici frati, suore e membri degli istituti secolari. Sostienili, Signore con la forza del tuo Spirito. Ave Maria…

Nous confions au Seigneur par l’intercession de Marie toutes les religieuses et moines, nos amis et nos amis qui vivent dans les communautés masculines et féminines de vie contemplative. Soutiens-les, Seigneur, avec la force de ton Esprit. Ave Maria…

Affidiamo al Signore per intercessione di Maria tutte le monache e i monaci, i nostri amici e le nostre amiche che vivono nelle comunità di vita contemplativa maschili e femminili. Sostienili, Signore con la forza del tuo Spirito. Ave Maria…

Encomendamos al Señor, por intercesión de María, todos los esposos cristianos, nuestras familias y los laicos laicos y solteros que han elegido vivir su vocación bautismal. Apóyalos, Señor, con la fuerza de tu Espíritu. Ave Maria…

Affidiamo al Signore per intercessione di Maria tutti gli sposi cristiani, le nostre famiglie e i laici e le laiche non sposati che hanno scelto di vivere la loro vocazione battesimale. Sostienili, Signore con la forza del tuo Spirito. Ave Maria…

Vertrauen wir dem Herrn auf Fürsprache Mariens die Seminaristen, Novizen und Novizen, verlobten Paare und all unsere Freunde an, die aus eigener Berufung eine Reise der Unterscheidung begonnen haben. Erleuchte sie, Herr, mit der Kraft deines Geistes. Ave Maria…

Affidiamo al Signore per intercessione di Maria i seminaristi, i novizi e le novizie, i fidanzati tutti i nostri amici e le nostre amiche che hanno iniziato un cammino di discernimento sulla propria vocazione. Illuminali, Signore con la forza del tuo Spirito. Ave Maria…

Všetky deti, dospievajúcich a mladých ľudí zverujeme Pánovi na príhovor Márie. Stráž ich, Pane, silou svojho Ducha. Ave Maria…

Affidiamo al Signore per intercessione di Maria tutti i bambini, gli adolescenti e i giovani. Custodiscili, Signore con la forza del tuo Spirito. Ave Maria…

Meryem’in şefaati ile tüm yaşlıları, bu zamanın hasta ve ölülerini, sağlık çalışanlarını, dostlarımızı, doktorlarımızı, hemşireleri, umursayanlarımızı Rabbe emanet ediyoruz. Onları destekleyin, Rabbiniz Ruhunuzun gücüyle. Ave Maria…

Affidiamo al Signore per intercessione di Maria tutti gli anziani, i malati e i defunti di questo tempo, gli operatori sanitari, i nostri amici medici, infermieri, tutti coloro che si prendono cura. Sostienili, Signore con la forza del tuo Spirito. Ave Maria…

Za wstawiennictwem Maryi powierzamy Panu polityków, administratorów, nauczycieli i wszystkich pracowników. Wspieraj ich, Panie, mocą Twojego Ducha. Ave Maria…

Affidiamo al Signore per intercessione di Maria i politici, gli amministratori, gli insegnanti e tutti i lavoratori. Sostienili, Signore con la forza del tuo Spirito. Ave Maria…

Ми довіряємо Господу через заступництво Марії всіх подружжя, священиків, посвячених чоловіків та жінок, які борються зі своїм покликанням або відмовились від нього. Дай їм, Господи, полегшення і надію Твого Духа. Ave Maria…

Affidiamo al Signore per intercessione di Maria tutti gli sposi, i presbiteri, i consacrati e le consacrate che faticano nella loro vocazione o che l’hanno abbandonata. Dona loro, Signore, il sollievo e la speranza del tuo Spirito. Ave Maria…

Affidiamo al Signore per intercessione di Maria i poveri, i carcerati, i migranti, coloro che sono sfruttati. Guarisci, Signore, i nostri occhi con la luce del tuo Spirito. Ave Maria… Padre Nostro.

L’amore familiare: vocazione e via di santità

Padre Santo,
siamo qui dinanzi a Te per lodarti e ringraziarti
per il dono grande della famiglia.
Ti preghiamo per le famiglie consacrate nel sacramento delle nozze, perché
riscoprano ogni giorno la grazia ricevuta
e, come piccole Chiese domestiche, sappiano testimoniare la tua Presenza
e l’amore con il quale Cristo ama la Chiesa.

Ti preghiamo per le famiglie
attraversate da difficoltà e sofferenze,
dalla malattia, o da travagli che Tu solo conosci:
sostienile e rendile consapevoli del cammino di santificazione al quale le chiami,
affinché possano sperimentare la Tua infinita misericordia e trovare nuove vie per crescere nell’amore.

Ti preghiamo per i bambini e i giovani, affinché possano incontrarti
e rispondere con gioia alla vocazione che hai pensato per loro;
per i genitori e i nonni, perché siano consapevoli del loro essere segno
della paternità e maternità di Dio nella cura dei figli che, nella carne e nello spirito, Tu affidi loro;
per l’esperienza di fraternità che la famiglia può donare al mondo.

Signore, fa’ che ogni famiglia
possa vivere la propria vocazione alla santità nella Chiesa
come una chiamata a farsi protagonista dell’evangelizzazione, nel servizio alla vita e alla pace,
in comunione con i sacerdoti ed ogni stato di vita.
Benedici l’Incontro Mondiale delle Famiglie. Amen. 

Orazione
Dio, nostro Padre, che in Cristo buon pastore ti prendi cura di noi e ci offri la tua vita, donaci di ascoltare oggi la sua voce, perché, riuniti in un solo gregge, possiamo edificare nella fraternità la tua Chiesa al servizio del tuo Regno di giustizia, di pace e di gioia. Per il nostro Signore Gesù Cristo. Amen.