N.02
Marzo/Aprile 1989

Bibliografia sul tema: laici a servizio dell’animazione

“Nella chiesa-comunione gli stati di vita sono tra loro così collegati da essere ordinati l’uno all’altro. Certamente comune, anzi unico è il loro significato profondo: quello di essere modalità secondo cui vivere l’eguale dignità cristiana e l’universale vocazione alla santità nella perfezione dell’amore. Sono modalità insieme diverse e complementari, sicché ciascuna di esse ha una sua originale e inconfondibile fisionomia e nello stesso tempo ciascuna di esse si pone in relazione alle altre e al loro servizio” (n. 55). Questa la “novità” della Esortazione post-sinodale sui laici nella Chiesa, il rapporto finale sul Sinodo dell’ottobre 1987, firmato da Giovanni Paolo II, che porta la data del 30 dicembre 1988 e disponibile nelle librerie solo un mese dopo.

 

Giovanni Paolo II, Christifideles laici – Esortazione apostolica post sinodale su “Vocazione e missione dei laici nella Chiesa e nel mondo”, Collana “Documenti”, nuova serie/17, EDB, Bologna 1989.

L’impianto dell’esortazione papale è abbastanza lineare. L’introduzione generale usa l’immagine degli operai della vigna (Mt 20,1-2) e attualizza l’appello: “Andate anche voi nella mia vigna” (Mt 20,3s). Il primo capitolo è teologico-dottrinale: richiama la dignità dei battezzati, il loro innesto in Cristo e nella missione della chiesa e il carattere peculiare della testimonianza laicale. Il secondo parla – nella luce dell’ecclesiologia di comunione – di ministeri e carismi, ordinati alla crescita della comunità e all’utilità comune: è in tale cornice che il Papa tratta della partecipazione dei laici alla vita della chiesa, del diritto dei battezzati ad associarsi, della “nuova stagione aggregativa” del post concilio, del discernimento da parte dei pastori, della valorizzazione dei movimenti secondo alcuni “criteri di ecclesialità” .

Vi è poi il terzo capitolo dedicato al “portare frutto” in un rinnovato impegno di evangelizzazione del mondo contemporaneo, spendendo la preziosa risorsa del laicato sui versanti della cultura, della politica e della vita economico-sociale, con particolare riferimento alla persona e alla famiglia. La comunione, dice con forza il Papa, è per la missione: una missione umanizzante ed evangelizzante insieme, nell’orizzonte della “carità, anima e sostegno della solidarietà”.

Gli ultimi due capitoli sono dedicati alle varie vocazioni laicali, ciascuna delle quali deve curare la propria specificità (donne e uomini in collaborazione complementare tra loro e con le altre vocazioni presenti nella chiesa), per concludere con un appello a tutta la chiesa perché prenda a cuore la formazione di “autentiche vocazioni laicali”; il cui apporto è insostituibile in un mondo da rievangelizzare, permeandolo dall’interno di valori evangelici (specifica missione questa affidata ai laici).

Dalla riflessione su questo importante documento – e più precisamente sugli ultimi due capitoli – ha preso forma la presente bibliografia sul tema: “Laici a servizio dell’animazione vocazionale”.

I punti che prenderemo in esame sono: gli stati di vita del cristiano, le vocazioni laicali in collaborazione complementare tra loro e con le altre vocazioni presenti nella Chiesa e, infine, la formazione dei formatori.

 

 

Gli stati di vita del cristiano

Perché la scelta di uno stato o condizione di vita è possibile e inevitabile nella chiesa? Da dove questo aut-aut ha origine? Sono questi gli interrogativi a cui dà una risposta la presente riflessione dell’“uomo più dotto del nostro secolo”, come lo definì Paolo VI, e che il Papa aveva nominato Cardinale poco prima della sua morte.

 

Von Balthasar H.U., Gli stati di vita del cristiano, Jaca Book, Milano 1985.

Per Balthasar le forme, o stati di vita cristiana, sono sostanzialmente due: quello del cristiano chiamato alla santità nella vita familiare e quello della particolare sequela secondo i consigli di povertà, castità e obbedienza. Di questa fanno parte tanto coloro che, in ascetica solitudine, si dedicano esclusivamente alla preghiera e alla meditazione, quanto coloro che senza particolari segni esteriori vivono la loro chiamata in mezzo al mondo (Istituti Secolari). In questo stato converge anche il clero la cui funzione ministeriale presuppone la vocazione alla sequela di Cristo secondo i consigli.

L’opera va al cuore della vocazione cristiana, è una meditazione necessaria per i religiosi, i sacerdoti e quanti vogliono vivere con impegno la loro chiamata cristiana.

 

 

Comunione e corresponsabilità degli stati di vita cristiana

“Tutti, a cominciare dalle famiglie cristiane, dobbiamo sentire la responsabilità di favorire il sorgere e il maturare di vocazioni specificamente missionarie, sia sacerdotali e religiose sia laicali” (CfL n. 35).

 

Seminarium, 2, 1983.

Al lavoro che i laici sono chiamati a svolgere in seno alle famiglie, nelle scuole e nella società per promuovere, aiutare e favorire le vocazioni alla vita sacerdotale e religiosa è dedicato il presente numero monografico della rivista della Congregazione per l’educazione cattolica e i seminari.

Lo studio si chiude con brevi ma altamente significativi contributi di alcuni movimenti ecclesiali al lavoro per le vocazioni.

 

Rogate ergo, 11, 1987.

Sul sinodo dei vescovi la rivista dei Rogazionisti ha parlato a lungo nel numero scorso, questa volta continua il discorso affrontando specificamente il rapporto: laico ed animazione vocazionale.

 

 

La formazione dei formatori

Un accento particolare viene posto, nell’esortazione papale, sulla necessaria formazione dei fedeli laici. Un tema questo sul quale i Padri Sinodali si sono particolarmente soffermati al punto di affermare che “La formazione dei fedeli laici va posta tra le priorità della diocesi e va collocata nei programmi di azione pastorale in modo che tutti gli sforzi della comunità (sacerdoti, laici e religiosi) convergano a questo fine” (CfL n. 57). Il Documento insiste sulla necessità di una formazione integrale e permanente, formazione all’unità tra fede e vita, formazione umana, spirituale e dottrinale. Si sottolinea fortemente la ‘formazione dei formatori’. Un’insistenza particolare del Sinodo è stata questa: la formazione dei sacerdoti, dei religiosi e delle religiose, nei seminari e nei noviziati, per accompagnare i fedeli laici nel loro cammino di santità e il loro impegno apostolico.

 

Saldarini G. (a cura), Il presbitero educatore, Centro Ambrosiano PIEMME, Milano 1989.

Le pagine di questo libro sono frutto di due settimane residenziali riservate ai sacerdoti, dedicate alla Lettera Pastorale del card. Martini “Dio educa il suo popolo”, per far emergere in modo più esplicito la figura del presbitero quale educatore nel popolo di Dio.

Gli interventi, dovuti in gran parte a docenti della Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale, si muovono su due registri: le prime tre sono di carattere teoretico, affrontando questioni di metodo e di teologia; le altre sono più chiaramente di taglio pastorale, storico e psicologico.

 

CDV di Palermo, Corso di formazione per animatori vocazionali, La Cartografica, Palermo 1984.

Si tratta delle relazioni del “Corso di formazione per animatori vocazionali” che il CDV di Palermo ha tenuto dal 9 gennaio al 19 febbraio 1983. Poiché è auspicabile che in ogni parrocchia si formi un gruppo di animatori vocazionali, per la loro formazione, le relazioni del “corso” con le rispettive piste per la riflessione possono essere adoperate utilmente.

È interessante sottolineare – a conclusione – la continuità della “Christifideles laici” con l’annuncio del prossimo Sinodo 1990 sulla “formazione dei sacerdoti”. Il tema tocca una problematica estremamente delicata e complessa, con rilievi variabili da un Paese all’altro, da un continente all’altro, e che, con ogni probabilità arriverà ad affrontare anche l’altrettanto delicata questione delle vocazioni.