N.01
Gennaio/Febbraio 1988

Bibliografia sul tema: “Va’, sii profeta tra la gente”

Si potrebbe credere che la sete di conoscere la volontà degli dei e di veder chiaro nel futuro sia scomparsa dalle nostre società moderne. 

Certamente è un po’ cambiata, ma, guardando più da vicino, restiamo meravigliati nel vedere fino a qual punto l’uomo moderno sia assediato dall’ansia per il suo futuro. La sete di sapere ciò che avverrà e di conoscere il futuro è ancora profondamente radicata tra di noi. 

Basti pensare al successo che oggi riscuotono tutte le varie specie di “tecnici” del futuro: astrologi, veggenti, cartomanti e simili. Quanti giornali, a dicembre e gennaio, riservano un buon numero di pagine alle previsioni di veggenti di prestigio sull’anno che comincia! 

Quante persone regolano la loro vita in base alle previsioni di simili “esperti” del futuro! Chi avrebbe potuto immaginare che in un’era scientifica, o pretesa tale, come la nostra, uomini e donne di affari, molto qualificati, non prendano decisioni su problemi importanti senza aver prima consultato il loro mago titolato! E che dire degli oroscopi? Noi, che ci vantiamo di vivere nell’era moderna e che spesso trattiamo gli antichi da primitivi e ignoranti, non abbiamo certo niente di cui vantarci. Se gli oroscopi, infatti, erano molto seguiti nell’antichità, l’uso che oggi se ne fa nei mezzi di comunicazione di ogni genere lascia allibiti. Anche il calcolatore si mette al servizio dell’oroscopo per garantire una maggior precisione. Sembra di sognare. Molto spesso viene usata la parola profeta in queste salse fatte di oroscopi o di maghi di ogni risma. 

Ma di che cosa si tratta? Chi è il profeta? C’è una definizione chiara e univoca di questo ministero?

 

 

La profezia nella Bibbia

Com’è noto, ‘profezia’ e ‘profeta’ sono termini tipicamente biblici. Il profeta biblico è profondamente immerso nel presente della storia e ne vive drammaticamente le dinamiche e i problemi: egli è tutto dalla parte di Dio per ciò che riguarda i contenuti della storia, ma è tutto dalla parte dell’uomo per ciò che riguarda l’impegno quotidiano su questa storia. 

Alla luce della sua esperienza di Dio e delle chiarezze interiori che ne ha avute, egli è in grado di dare un giudizio esatto sul presente del suo popolo: per questo il profeta fustiga i vizi, denuncia le infedeltà, accusa di tradimento i capi politici e religiosi. Il suo intento e la sua missione è di riportare la storia presente sul grande alveo della fedeltà agli impegni assunti col Signore.

 

– Menichelli E., La profezia in Israele: un forte richiamo religioso da una voce laica, in: Orientamenti pastorali 10 (1987).

La vocazione e missione del profeta si fondano solo sul semplice fatto dell’appartenenza al popolo dell’Alleanza; è un semplice uomo del popolo (= laico) e come tale sente il dovere e il diritto di promuovere nella storia le istanze del “Dio d’Israele”. L’Autore, in correlazione con il Sinodo dei Vescovi sulla vocazione e missione dei laici, apre a una più compiuta riflessione sulla presenza laicale nella chiesa, mostrando come la figura del profeta sia schiettamente laica.

 

– Bovati P., Il corpo vivente – Riflessioni sulla vocazione profetica, in: La Rivista del Clero Italiano 4-5 (1987).

Viene messo a tema quell’aspetto della vocazione profetica che concerne il rapporto tra l’appello di Dio e il destino del corpo del profeta. Potrebbe sembrare strano questo approccio. In realtà nella tematica “è implicato l’enigma del venire al mondo e quello ancora più oscuro del confronto con il dolore”. La riflessione sulla vocazione profetica trova attorno alla figura di Geremia il riferimento per una considerazione più generale e di grande respiro spirituale. In lui si -dà, in realtà, la comprensione dell’essere profeta e dell’essere uomo secondo Dio; ciò avviene nell’originalissima prospettiva che vede nel corpo del profeta il luogo dove si manifestano il senso e il destino della sua vocazione. Sono così evocati gli aspetti fondamentali dell’itinerario non solo del credente, ma, diremmo, di ogni uomo: la promessa di vita, la speranza delusa, la paura della morte, la fede nella liberazione di Dio. 

Il corpo di Geremia è simbolo di una debolezza che vince, di un passaggio di fronte alla prova che rivela la forza gloriosa di Dio stesso”.  Nella sua figura vengono anticipati i tratti del Figlio – il cui corpo non è stato abbandonato alla corruzione del sepolcro – e della Chiesa che, corpo di Cristo, è chiamata alla stessa vocazione di Gesù che muore e risorge. È questa la comune vocazione profetica con la quale Dio continua a parlare e agire nella storia per salvare tutti.

 

– Asurmendi J., Il profetismo dalle origini ai nostri giorni, Ed. Paoline, Cinisello Balsamo (MI) 1987.

Questo libro ha l’unica ambizione di aiutare a conoscere gli uomini della Bibbia, messaggeri della Parola di Dio per il presente, e di aiutare a capire le caratteristiche di questi servitori della Parola, che risvegliarono Israele; di aiutare a scoprire la loro fede e i loro comportamenti, le loro azioni e il loro impegno nella vita del popolo di Dio; di far sì che ci rendiamo conto fino a che punto essi siano sempre stati la coscienza critica del popolo, come siano sempre andati contro corrente nel clima di monotonia sociale e religiosa di Israele; di aiutare a vedere come i profeti, nel progetto del Dio di Israele, costituiscano la forza e lo slancio che permettono di uscire da situazioni senza via di sbocco, da realtà di stallo nelle quali tutte le istituzioni si rivelano impotenti.

 

– Ravasi G., I profeti, Ed. Ancora, Milano 1987.

Dopo i primi capitoli a carattere tecnico per aiutare l’attualizzazione, l’Autore si basa essenzialmente sulla lettura dei testi condotta con metodi diversi secondo i vari profeti: lettura tematica per Amos ed Osea, lettura continua sul “rotolo di Isaia”, lettura psicologica e religiosa per Geremia, lettura storica e simbolica per Ezechiele, lettura “corsiva” per Daniele, lettura essenziale e sintetica per gli altri testi profetici.

 

 

 

Gioventù e profezia

I giovani costituiscono un gruppo sociale con caratteristiche originali legate alla loro età: una vitalità più fresca, immaginazione e spinta creativa, sensibilità critica per percepire ciò che è già vecchio e senza futuro, intuizione dell’avvenire, di ciò che ancora non è ma dovrebbe essere, insieme con l’aspirazione e il desiderio che avvenga. Incarnano, insomma, in modo speciale, le “latenze” (intuizioni, motivazioni, aspirazioni di fondo, forse semicoscienti), i germi di futuro, la potenzialità profetica presenti nell’umanità. D’altra parte non dispongono ancora della maturità necessaria per tradurre in vere realizzazioni le loro aspirazioni, non hanno l’esperienza della complessità della vita; hanno per questo bisogno dell’esperienza e della saggezza dell’animatore.

 

– Fiore S., Va’, sii profeta tra la gente – Sussidio di catechesi del CNV per la XXV Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni (24 Aprile 1988).

Anche se solo nell’ultima sua parte emerge in maniera più diretta l’intento che attraversa questo sussidio, esso può esser definito così: aiutare il giovane a percepire la carica profetica di ogni stato di vita e in particolare modo della speciale consacrazione, e a prendere in seria considerazione la chiamata del Signore a realizzare profeticamente la sua vita. È la nostra epoca travagliata e affascinante, che invoca un impulso profetico (prima parte); è di nuovi profeti, annuncio vivente di Cristo con la loro stessa consacrazione, che la gente ha nostalgia (seconda parte); è di anime generose, disponibili a divenire segno profetico a tempo pieno e con cuore indiviso, che il mondo ha urgente bisogno (terza parte).

 

– Cappellaro J.B. – Ginori O. – Villaverde F., La gioventù voce profetica – Progetto di Movimento Giovanile Parrocchiale, Cittadella Editrice, Assisi 1985.

Un movimento giovanile, se veramente deve servire alla formazione dell’intera comunità parrocchiale come Popolo di Dio, non può limitarsi a “servire i giovani”. I giovani non devono essere soltanto destinatari della “loro” pastorale, ma anche agenti della pastorale d’insieme, secondo la loro specificità, naturalmente. E qui sta la prima caratteristica del presente progetto dedicato ai giovani: immettere i giovani, fin dal primo momento, nell’itinerario di una pastorale d’insieme vissuta di fatto da tutta la comunità parrocchiale; e li vuole immettere come co-protagonisti. 

Questo progetto, perché globale, è in grado di accogliere e promuovere quanto propongono i vari movimenti, associazioni e gruppi di pastorale giovanile. Infatti, serve fondamentalmente a facilitare un’esperienza vocazionale, offrendo ai giovani lo spazio in cui scoprire e vivere la loro vocazione fondamentale ad essere persone, a essere cristiani, per poi incarnarla in una delle vocazioni specifiche: matrimoniale, sacerdotale, religiosa, laicale… Questo spazio è precisamente la comunità di fede in cui sorgono e per la quale sorgono le diverse vocazioni.

 

 

Il profetismo dei religiosi nell’Europa del 2000

I religiosi, uomini e donne di vita consacrata, che in Europa sono attualmente circa 500.000, potrebbero nei prossimi vent’anni subire una riduzione numerica del 50%, nonostante che la grande crisi delle vocazioni possa considerarsi ormai tamponata. Lo ha lasciato intendere il padre Piergiordano Cabra, Presidente dell’Unione Europea dei Superiori Maggiori (UCESM) in occasione dell’annuale assemblea dell’Unione tenutasi a Madrid. I dati che padre Cabra ha letto sono stati ricavati dalle risposte ad un questionario al quale hanno risposto 22 conferenze europee di religiosi e suore. Nell’ultimo decennio la diminuzione del numero di religiosi e suore di voti perpetui si aggira sul 15% e mentre è moderato l’incremento dei professi di voti temporanei è in crescita, specialmente negli ordini monastici, il numero dei novizi. Si riscontra in particolare un netto dinamismo di crescita nei paesi dell’Est, Polonia in particolare. I paesi centro-nord Europa mostrano una crisi perdurante di professi e un aumento di religiosi in formazione. Tutto lascia pensare tuttavia che “il punto più acuto della crisi sia stato superato e ci si avvii ad un relativo assestamento”. P. Cabra si è mostrato nonostante tutto ottimista sui buoni frutti che il rinnovamento conciliare porterà nel futuro della Chiesa e della vita religiosa da lui giudicata una dimensione ancora indispensabile nella comunità ecclesiale. Segno di questa fiducia è il tema scelto per la prossima assemblea dell’UCESM: “La sfida della felicità. Il servizio della vita religiosa alla qualità della vita cristiana”. Un tema secondo Cabra che “potrà sembrare persino un po’ Bohemien”, ma che è di grande attualità.

 

 

 

La documentazione completa sulla assemblea è riportata da “Testimoni”, n. 19/1987, alla quale si rimanda per una panoramica più completa.

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