Con lo stampino
Di due fratelli che si somigliano si usa dire che ‘sono fatti con lo stampino’ perché in loro si possono rintracciare tratti simili e somiglianti anche a quelli dei loro genitori. Eppure, sono due persone differenti, uniche, non sono fatti in serie, come fossero prodotti industriali.
La meraviglia della vocazione cristiana è proprio questa: si riferisce costantemente ad una ‘forma’ che è Gesù e, nella misura in cui chi crede fa esperienza di Lui – ne assorbe i gesti, le parole, i sentimenti – diventa suo amico, la sua vita gli diviene simile, prende la sua forma. Non come in uno stampo. Il risuonare della vita di Cristo nella vita dell’uomo, l’azione dello Spirito che è all’opera nell’intimità di ciascuno, genera risposte diverse, imprime differenti sfumature; tutte possono essere ricondotte ai tratti della persona di Gesù, ma allo stesso tempo sottolineano aspetti particolari e formano quel grande mosaico che è la Chiesa, il suo corpo (cf. Concilio Vaticano II, Lumen gentium, 7) chiamato a con-formarsi a Lui.
Guardando a san Francesco, nessuno dubita che si possa dire di lui riguardo a Cristo: ‘sembrano fatti con lo stampino’, ma certamente nessuno confonderà il volto di Gesù con quello del Santo di Assisi. La sua vita, compiuta nella santità, diventa un riflesso del Vangelo che brilla mettendone in luce alcuni tratti più di altri. Il sapore della figliolanza, della spogliazione di sé, della povertà e della fraternità sono alcune caratteristiche che risuonano differenti nella vita di san Bernardo da Chiaravalle, di santa Caterina da Siena, in quella di sant’Agostino, di santa Teresa di Gesù Bambino, di san Charles de Foucauld o di san Piergiorgio Frassati.
Sono vite diverse nelle loro vicende, nel temperamento, nello sviluppo della loro vocazione: di tutti si può dire riguardo alla vita di Gesù che ‘sembrano fatti con lo stampino’. Guardando le loro storie, forse, nel segreto del nostro cuore, nello scrigno della nostra coscienza può sorgere il desiderio che anche di noi si possa dire lo stesso. Non solo di ciascuno come singolo, ma come Chiesa, come parrocchia e comunità perché si diventa santi insieme.