All’inizio il silenzio
L’inquinamento acustico nel nostro mondo non solo danneggia la psiche, ma anche lo spirito. Suoni, rumori, parole, comunicazioni selvagge portano stress, ma anche disorientamento interiore e confusione. L’uomo non sa più chi è, dove sta e dove va.
Nella Bibbia il deserto ritorna spesso come luogo del silenzio totale, grembo che si dispone ad accogliere il seme della Parola che illumina e orienta. È il luogo ideale dell’incontro a tu per tu con Colui che ti conduce nel deserto e parla al tuo cuore per farti trovare o ritrovare la vera identità e la relazione d’amore appagante (cf. Os 2,16 ed anche il Cantico dei Cantici dai mistici molto meditato).
Non a caso i profeti, Gesù stesso, i monaci e gli eremiti, i santi hanno tutti avuto momenti decisivi nel deserto, quaresime intense. Non per fuggire dal mondo o disprezzarlo, ma per ascoltare, da Colui che è la Parola e la Vita, la Via da prendere, l’orientamento esistenziale.
“Fai silenzio e ascolta”. Il silenzio esteriore ed interiore è il presupposto necessario per l’ascolto della Parola, è la postura principale del credente (cf. Dt 6,4: Shema Israel; Lc 10, 38-42). Il silenzio è “quella realtà che è al fondo, al cuore, all’inizio di ogni avventura cristiana” (D. Pompili, Sul silenzio).
Lo ribadisce anche papa Leone nel suo messaggio per questa Quaresima: “Ogni cammino di conversione inizia quando ci lasciamo raggiungere dalla Parola e la accogliamo con docilità di spirito. Vi è un legame, dunque, tra il dono della Parola di Dio, lo spazio di ospitalità che le offriamo e la trasformazione che essa opera”.
Gli Esercizi spirituali offrono questa esperienza vitale. Ma hanno bisogno appunto di un luogo paragonabile al deserto, dove ci si dispone ad ascoltare solo la Sua Parola, inconfondibile e unica, perché solo Lui è il Verbo.
La F.I.E.S. (Federazione Italiana Esercizi Spirituali) dal 1964, cerca proprio di favorire e di mettere in rete le molte case dove questo silenzio fecondo possa essere vissuto e gustato anche oggi. Tante e diversificate sono le esperienze di Esercizi Spirituali e di ascolto della Parola che è possibile vivere nei centri di spiritualità dislocati su tutto il territorio italiano.
È nostro desiderio, con questi nostri contributi, raccontarvi qualcosa di queste strutture che sono al servizio di questa grande opera.
Partiamo dall’Eremo di Montecastello, dedicato al card. Carlo Maria Martini. Una struttura della Diocesi di Brescia, che si trova nella stupenda cornice dell’alto Lago di Garda, nel comune di Tignale. Sorto nel 1950 grazie all’intuizione di un laico, il cav. Ebranati che, aiutato da altri laici, lo costruì con il desiderio di offrire la possibilità a quanti lo desiderassero, di poter fermarsi in quel luogo, che già ospitava il Santuario dedicato alla Vergine, per gustare, nella pace, tempi di deserto, di solitudine e silenzio, di meditazione della Parola, di purificazione interiore e di preghiera: per questi motivi lo chiamò “Eremo”.
Dal mese di Giugno del 1951, l’Eremo cominciò ad ospitare sacerdoti, laici e pellegrini tra i quali vi furono, sin dai primi tempi, personaggi che più tardi diventeranno protagonisti della Chiesa del Concilio Vaticano II e della sua interpretazione; uno fra tutti, l’allora card. Giovanni Battista Montini (S. Paolo VI) che si recò più volte presso questo centro di spiritualità e si interessò sia del procedere della sua edificazione, sia del suo iniziale andamento.
Il rinnovamento della Chiesa, operato dal Concilio anche a livello popolare con il ritorno alla Parola di Dio resa accessibile a tutti nella Liturgia, nella catechesi e nella lettura comunitaria e personale della Bibbia, trovò a Montecastello un ambiente già preparato ed avviato a far risuonare la Parola nel silenzio e nella fraternità.
Mentre il pontefice bresciano firmava nel 1975 l’Esortazione Apostolica “Evangelii nuntiandi”, l’Eremo adottava il metodo della “Lectio divina”. Maestro in questo fu il gesuita Carlo Maria Martini che, da Arcivescovo di Milano, ripetutamente, da solo o con l’Episcopato lombardo, si ritirò nell’Eremo in meditazione ed in esercizio di quel metodo, lasciando traccia viva dell’esperienza per chiunque ancora oggi frequenti quel luogo.
Raccogliendo il testimone da una storia così significativa, di cui abbiamo soltanto accennato, e cercando di rimanere fedeli a quella intuizione, anche oggi la piccola comunità che lì risiede, composta da tre religiose e da un presbitero diocesano, continuano l’accoglienza di gruppi e singoli che desiderano vivere un tempo di Esercizi Spirituali o di ritiro. La casa offre alcune proposte consultabili nel sito web della struttura e nei propri canali social (www.eremodimontecastello.it) accoglie anche gruppi di congregazioni religiose, Diocesi, associazioni e movimenti che desiderano vivere in questo luogo un tempo di silenzio, di preghiera e di fraternità.