N.05
Settembre/Ottobre 2020

Le tre colonne del mondo

Studio, preghiera e carità: tre colonne per la vita dei monaci, ma anche per la vita di ogni battezzato che desidera tornare all’essenziale. Qual è l’annuncio della vita monastica per il nostro tempo?
Riportiamo qui alcuni passaggi tratti dall’opera di Benoit Standaert, Le tre colonne del mondo. Vademecum per il pellegrino del XXI secolo.

 

Si tratta di salvare questo mondo, sempre minacciato di andare alla deriva verso l’abisso del disumano e del caos. Se vigiliamo a che ciascuna di queste tre colonne trovi il suo spazio nel nostro ambiente specifico, secondo l’ordine trasmesso – vale a dire: prima lo studio/ascolto, la luce dell’intelligenza e del discernimento; poi la preghiera, la giusta priorità data alla trascendenza; e infine l’impegno etico attraverso gesti di amore -, allora noi anziché distruggere costruiamo, allora la nostra storia resta permeata di fermento messianico, allora noi diamo sapore al mondo con il sale indispensabile dello Spirito. Allora il “mondo” potrà stare saldo. Allora vedremo la “pace” biblica farsi prossima, vicinissima.” […]

Si è soliti citare la parola profetica di André Malraux: “Le vingt-et-unième siècle sera religieux, ou il ne sera pas” (“Il ventesimo secolo sarà religioso o non sarà”).

In questo contesto, che prende oggi una dimensione planetaria, siamo posti dinanzi all’urgenza di ritornare all’essenziale. L’avvenire ci costringe a proseguire il cammino solo con il bagaglio ridotto al minimo indispensabile. Cos’è essenziale, e cosa invece è accessorio? Cosa non può essere in alcun caso tralasciato? Cosa merita una priorità assoluta? Come ricominciare? E su quale base, con quale trama, attorno a quale nucleo, secondo quale grammatica fondamentale? Ecco, dovremo fare in modo che l’essenziale emerga dalla “Legge e i Profeti”, dalla Bibbia e dalla Tradizione, dal Nuovo e dall’Antico. Quale non è il nostro bisogno, oggi, di vedute chiare, semplici, ma solidamente fondate! Abbiamo bisogno di segnali luminosi sulla strada che si snoda davanti ai nostri passi e che non ha altra meta se non la pace, non solo planetaria ma cosmica.

Piccola regola fondamentale, questa parola di un sapiente sulle “tre colonne del mondo” compendia tutta la tradizione biblica con il suo dinamismo dialettico interno. Ma contiene in sé anche tutta l’eredità giudaico-cristiana con gli accenti che le sono propri. Nel suo progetto l’insieme di queste pagine potrebbe servire da vademecum per un pellegrino del XXI secolo. Se rapportato alle migliaia di millenni di umanità, il cristianesimo è incredibilmente giovane. Possa questo pensiero dar vigore ai nostri passi nel cammino verso l’avvenire. Siamo appena all’inizio! Tutto è ancora fragile, scoppiettante di novità, e la spinta interiore verso un’umanità qualitativamente altra rende l’avventura affascinate, vibrante di tensione. Possiamo del resto, sul piano dello spirito, vivere altrimenti che in un continuo ricominciare, “con inizi che non hanno fine” (Gregorio di Nissa).

 

(Benoit Standaert, Le tre colonne del mondo. Vademecum per il pellegrino del XXI secolo, Qiqajon)

 

 

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