N.02
Marzo/Aprile 1995

Gli esercizi spirituali a servizio dell’orientamento vocazionale dei giovani

Sono sempre più convinto che un cammino di fede impegnato dei giovani, all’interno della chiesa locale, deve condurre prima o poi alla proposta degli “esercizi spirituali”. Chiunque s’impegna in una vita di preghiera, aperta alla grazia sacramentale e disponibile al servizio – in breve in una vita ecclesiale intensa – inevitabilmente è posto, prima o poi, di fronte alla domanda: “Che cosa esige il Vangelo da me per essere praticato fino in fondo? A quale vocazione Dio mi chiama?”.

Gli esercizi spirituali – un “tempo dello Spirito” finalizzato a una preghiera e ad un ascolto intenso del “Maestro interiore”, lo Spirito Santo, per riflettere sulla volontà di Dio e sul dono della vocazione personale – diventano un itinerario obbligato per chi vive una “vita secondo lo Spirito”.

La fede e la consapevolezza che Dio nella sua azione educativa verso l’uomo s’impegna totalmente nella persona del Figlio, obbliga un giovane che vive un suo cammino di fede a ritagliarsi un “tempo dello Spirito”- fra i diversi impegni quotidiani – proprio per una disponibilità piena a motivare la propria fede e discernere la vocazione personale.

Come dire che, per un giovane o una ragazza che stanno vivendo un cammino di fede, non può mancare la proposta degli “esercizi spirituali”.

Osservando anche i vari progetti vocazionali delle nostre diocesi, si evidenzia negli ultimi anni la scelta degli “esercizi spirituali” come proposta per coloro che desiderano fare il punto sul proprio cammino di fede e sulla propria ricerca vocazionale.

Possiamo quindi considerare gli esercizi spirituali, in continuità con la lunga esperienza della Chiesa, come l’appuntamento necessario lungo un itinerario di fede e vocazionale.

Gli esercizi spirituali, a contenuto e finalità vocazionali, possono essere considerati un servizio peculiare e insostituibile nell’orientamento vocazionale dei giovani.

Lo Spirito Santo, primo “attore” dell’orientamento vocazionale, trova il suo “tempo”, “metodo” e “spazio” privilegiato, proprio in questo “tempo dello Spirito”. In uno spazio spirituale siffatto, proprio per l’azione vocante di Dio e per la disponibilità del cuore umano, lo Spirito Santo – “gemito inesprimibile” (Rm 8,26), nel cuore dell’uomo – “chiama” ed “educa” alla risposta.

Negli esercizi spirituali la persona umana, in specie i giovani soggetti naturali di vocazione, si rende disponibile come ad un appuntamento con lo Spirito. Un appuntamento necessario per chi si propone di orientare vocazionalmente la vita; l’uomo spirituale crea, nell’esercizio, le condizioni per una piena maturazione vocazionale, essendo lo Spirito creatore di libertà. E noi sappiamo come non c’è possibilità di maturazione vocazionale senza autentica esperienza di libertà nello Spirito.

Le giovani generazioni, frastornate da tanti messaggi, avvertono oggi più che mai il bisogno di far silenzio dentro e attorno a sé.

I monasteri e i luoghi di preghiera, santificati dalla vita di tanti uomini e donne, sono sempre più polo d’attrazione e meta di giovani e ragazze che cercano luce sulla propria vita.

Gli esercizi spirituali – un itinerario di ricerca spirituale profonda, che ha accompagnato la maturazione spirituale e vocazionale di tanti, lungo l’esperienza secolare di santità della vita della Chiesa – rappresentano dunque ai nostri giorni una proposta attesa e ricercata dalle giovani generazioni.

La maturazione della scelta e il discernimento vocazionale – ascoltando ragazze e giovani che approdano ai nostri giorni in noviziati e seminari – sono segnati quasi sempre da questi momenti forti nello Spirito.

Gli educatori alla fede dei giovani devono quindi favorire, tra gli itinerari di fede possibili nella comunità cristiana, la proposta degli esercizi spirituali come un vero e proprio itinerario vocazionale, che deve entrare a pieno titolo tra le proposte di ricerca, maturazione, discernimento vocazionale da offrire alle giovani generazioni.

Tra gli stessi educatori alla fede, che nella comunità cristiana operano in modi e forme diverse tra i giovani, ritorna spesso il seguente interrogativo: come, quando, dove far passare la proposta vocazionale?

Tale interrogativo, mosso da una profonda consapevolezza cristiana che la “vita è vocazione” e da una corretta concezione di pastorale vocazionale come “paziente cammino spirituale”, ha una precisa indicazione nella prassi ecclesiale più illuminata dei nostri giorni nonché sul Piano Pastorale per le Vocazioni: “la proposta delle vocazioni di speciale consacrazione trova il clima migliore nei momenti forti di spiritualità: corsi di esercizi, ritiri…” (cfr. n. 43).

Il cammino di fede proposto alle giovani generazioni – in gruppi giovanili seriamente impegnati e vitalmente inseriti nelle comunità ecclesiale – nella misura in cui vuole essere completo, non può infatti non essere mirato vocazionalmente: non tanto per incanalare la scelta verso una meta predeterminata, ma per sostenere la fedeltà di ognuno alla ricerca e al dono libero di sé.

È necessario però invitare i giovani a fermarsi, sostare un po’, per fare spazio allo Spirito! Ed ecco allora la proposta, lungo un itinerario spirituale di una ragazza o di un giovane, degli esercizi spirituali in chiave vocazionale.

Una specifica attenzione degli animatori di esercizi spirituali – che intendono condurre i giovani che vivono un cammino di fede, a interrogarsi seriamente sulla propria vocazione – è se mai quella di badare a non offrire un servizio o proposta generica, ma di avere una particolare attenzione nella scelta dei destinatari, un’aderenza ai contenuti vocazionali oltre che la fedeltà a una metodologia propria degli esercizi spirituali che si differenzia da tante altre forme possibili di incontri a carattere spirituale.

Solo per fermarci ai destinatari degli esercizi spirituali a carattere vocazionale – utili annotazioni di contenuto e di metodo sono proposte nelle pagine che seguono – un conto è offrire un primo annuncio vocazionale ai giovani e ragazze impegnati in un cammino di fede nella comunità cristiana, altro è invece è rivolgersi a quei giovani e quelle ragazze che stanno vivendo quel momento particolarmente delicato della ricerca vocazionale che si pone appunto tra percezione e decisione vocazionale.

Concludendo questa premessa alle riflessioni qui di seguito proposte nel presente numero di Vocazioni – tematizzato appunto su gli esercizi spirituali a servizio dell’orientamento vocazionale – desidero sottolineare come la disponibilità crescente di tanti educatori alla fede ad offrire ai giovani un servizio così qualificato, come quello degli esercizi spirituali, sta dando i suoi frutti: nella docilità allo Spirito e fedeli all’itinerario degli esercizi spirituali non mancano infatti risposte generose – sentendosi “chiamati per nome” – tra i giovani e ragazze delle nostre comunità ecclesiali che stanno accogliendo la proposta degli esercizi spirituali a carattere vocazionale.