N.01
Gennaio/Febbraio 1989

Un itinerario vocazionale nell’anno dei cresimandi

 

1. L’intuizione di impostare la pastorale vocazionale non come binario parallelo alla pastorale ordinaria (Documento “Vocazioni nella Chiesa italiana” n. 9, 23, 26, 28, 43), ma come riconoscimento e valorizzazione di quelle attenzioni vocazionali già presenti negli itinerari di educazione alla fede propri di una comunità ecclesiale, richiede di confrontarsi con le determinazioni concrete degli itinerari stessi e di verificare quali possibilità effettive vengono offerte per una proposta vocazionale.

 

2. Nella tradizione pastorale della diocesi di Milano – grazie anche alla presenza di sacerdoti-religiose-catechisti, alla efficace proposta degli Oratori e dell’Azione Cattolica – l’itinerario di educazione alla fede riesce ad abbracciare tutto l’arco dell’età evolutiva, senza ridursi ai soli momenti di preparazione alla celebrazione di un sacramento. È possibile quindi individuare, nell’arco dell’età evolutiva, alcuni momenti più ‘propizi’ e più disponibili ad accogliere una proposta vocazionale più esplicita, in modo che la persona proprio all’interno e grazie alla realtà di questi anni particolari, possa accedere ad una considerazione cristiana del proprio futuro.

 

3. L’anno dei cresimandi prepara i ragazzi/e alla confermazione del dono dello Spirito, mostra loro il mistero della Chiesa, edificata dai doni particolari concessi dallo Spirito per l’utilità comune, apre i discepoli del Signore ad essere testimoni del Vangelo in tutto il mondo.

Questo può essere considerato uno dei momenti più ‘propizi’ per aiutare i ragazzi a riconoscere il dono ricevuto e a intuire il loro posto nella Chiesa e nel mondo.

L’attenzione catechistica aveva già portato negli anni precedenti, gli operatori pastorali a curare in modo più adeguato l’anno dei cresimandi:

– impostazione comune del lavoro, collaborazione, verifica tra catechisti interessati;

– articolazione dei ragazzi/e in gruppi che favoriscano il cammino di fede;

– presentazione dei cresimandi alla comunità;

– giornate particolari di amicizia, convivenza, ritiro spirituale;

– invito ad esperienze di preghiera o di carità;

– incontri con i genitori che seguano i momenti del cammino di fede dei figli;

– incontro di tutti i cresimandi (o cresimati durante l’anno) della diocesi con il nostro Arcivescovo e accoglienza del suo mandato;

– arricchimento del cammino di fede con la partecipazione alla vita dell’Oratorio o con l’adesione a qualche proposta associativa adatta ai ragazzi/e: ACR, AGESCI, MOCHI (=chierichetti)…

 

4. La ricchezza di questo humus della pastorale ordinaria ha fatto sì che si arrivasse a ricercare e a raccogliere in modo più chiaro tutte le potenzialità ‘vocazionali’ già presenti in un itinerario siffatto. L’Equipe di pastorale vocazionale del Seminario Diocesano ha chiesto alle altre agenzie ed uffici interessati di confrontarsi, dibattere e collaborare in vista di una proposta vocazionale per i Cresimandi. Così, dopo alcuni incontri con il Centro Diocesano Vocazioni, l’Ufficio Catechistico Diocesano, l’Azione Cattolica Ragazzi, la Federazione Oratori Milanesi è stata formulata la seguente proposta.

 

5. Dall’itinerario proposto dal CdF/3 – Sarete miei testimoni, sono stati evidenziati e raccolti questi temi:

– la vita di ciascuno è accompagnata da tanti doni e da tanti aiuti: è una ricchezza che lo Spirito elargisce alla Chiesa e ad ogni uomo;

– il più importante di questi doni è l’amore; imparare ad amare come ci ha insegnato Gesù è la nostra prima vocazione, nata nel Battesimo e chiamata a crescere nella Cresima;

– l’unica vocazione all’amore cristiano viene però ad esprimersi in modi diversi nella vita di ciascuno, grazie ai suggerimenti dello Spirito e agli aiuti/appelli che sorgono nella Chiesa;

 – costruire il proprio domani ed imparare ad amare sono un dono/impegno (=una vocazione) che urge in noi fin da piccoli, a mano a mano che ascoltiamo la parola del Signore e seguiamo gli esempi di Gesù.

Questi temi potrebbero costituire argomenti per degli incontri più specificamente vocazionali, all’interno del comune itinerario catechistico, nel tentativo di favorire una provocazione vocazionale più mirata e più vicina alla realtà degli interlocutori.

 

6. L’ambito a cui ci si riferisce e nel quale si pensa possibile l’attuazione di questa proposta è quello parrocchiale.

Nel contesto vivo della comunità, il gruppo dei catechisti, in accordo con i sacerdoti e le religiose, potrà trovare le modalità più adatte per realizzare gli incontri, secondo una certa scadenza (ad esempio una volta al mese, oppure al termine della trattazione dell’unità di catechesi interessata) e secondo determinate attenzioni.

Viene però indicato come indispensabile un collegamento decanale:

– all’inizio del cammino: la presentazione della proposta ai sacerdoti, il coinvolgimento dei catechisti/e, la programmazione della proposta;

– nel momento più concreto dell’attuazione, soprattutto nella collaborazione con quelle parrocchie che più fanno fatica a preparare questi incontri con i ragazzi;

– nel momento conclusivo, quando tutti i cresimandi che hanno seguito la proposta vengono invitati ad un incontro decanale e vengono preparati a quello diocesano con l’Arcivescovo.

I vari passaggi vengono curati dalla collaborazione tra il responsabile vocazionale del Seminario per la Zona Pastorale, il prete incaricato in decanato per la pastorale vocazionale, catechisti/e, i seminaristi di teologia presenti nelle parrocchie per l’impegno pastorale.

 

7. Per accompagnare e sostenere questa proposta è stato preparato un sussidio “Un dono anche per te”[1], composto:

– dalla guida per il catechista, con la traccia delle riflessioni da proporre;

– dalle schede per i ragazzi, in riferimento ad ogni incontro.

Dopo la riflessione del catechista, dovrebbe collocarsi un momento di riflessione, pensato non tanto come ‘lavoro di gruppo’, quanto piuttosto come l’offerta di uno spazio più ristretto nel quale ciascuno può essere aiutato a condurre avanti la riflessione personale.

Questa è favorita dalla scheda che, compilata personalmente da ciascuno e contrassegnata dal nome e cognome del ragazzo/a, alla fine viene consegnata al catechista.

Potrà diventare uno strumento prezioso per la conoscenza dei ragazzi e potrà anche costituire la base per quel dialogo finale tra ragazzo e sacerdote che viene suggerito come impegno di vita nell’ultimo incontro.

Perché il lavoro di riflessione personale possa avere buon esito è ovvio che devono essere formati gruppi di piccole dimensioni.

Le schede, anche dal punto di vista grafico, cercano di incontrare la realtà dei ragazzi sia con la semplicità delle riflessioni, sia con la vivacità del segno grafico e del personaggio che accompagna il lavoro dei ragazzi nei vari momenti (riflessione/preghiera/impegno).

Nel testo abbiamo cercato di tenere presente la doppia destinazione della proposta (ragazzo/ragazza).

La genialità e la ricchezza spirituale e vocazionale del catechista sapranno senz’altro:

– considerare con più attenzione la realtà e la composizione del suo gruppo di catechesi;

– adattare alle esigenze dei propri ragazzi il contenuto di questo sussidio;

– completare con altri spunti originali, la proposta da attuare.

 

8. Attualmente la proposta è giunta a tutti i preti e ai catechisti e in alcuni decanati ha già trovato modalità ‘originali’ di attuazione.

Originali, perché attente alle differenti situazioni delle comunità e calibrate sulle energie e le possibilità a disposizione.

Ci sembra di poter dire che la proposta è servita a far rinascere una collaborazione tra Seminario ed altre agenzie pastorali interessate a questo lavoro vocazionale, tra i preti e tra i catechisti di ogni decanato.

Anzi sono soprattutto questi ultimi operatori pastorali (i catechisti appunto) che hanno rivelato un’attenzione, una sensibilità e una disponibilità a lavorare attorno a questa proposta che forse pensavamo sopite o addirittura, assenti dalla loro azione catechistica.

Tutto questo fa ben sperare.

I mesi prossimi ci vedranno impegnati in una verifica sincera e attenta del lavoro avviato, dalla quale speriamo di poter essere aiutati a precisare ancora meglio la proposta vocazionale per l’anno dei cresimandi.

In spazi meno estesi e con parole già conosciute, potremo raccontare i nuovi passi compiuti.

 

 

 

Note

[1] Equipe vocazionale del seminario di Milano, Un dono anche per te, Edito a cura della F.O.M., Milano 1988.