N.01
Gennaio/Febbraio 1989

La Settimana Vocazionale in Parrocchia

In preparazione alla Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni

 

Premessa

Vocazione, Parrocchia, Settimana sono i termini che, uniti tra di loro, danno vita a questa proposta destinata ad essere strumento per l’animazione vocazionale di una settimana in parrocchia in preparazione alla ‘Giornata’ per le Vocazioni.

Vocazione è la vita di ogni persona: il Signore mette ciascuno al posto giusto perché diventiamo come Lui ci vuole e ‘segno’ della sua vita. Tutti chiamati ad essere, in Cristo, pietre che l’Architetto dispone per la costruzione dell’edificio del suo Regno. La nostra docilità ci fa scoprire come, dove e quando saremo pietre utili e insostituibili. Le vocazioni consacrate sono pietre di speciale valore. La disponibilità a seguire queste vie riguarda tutti, ciascuno, l’insieme della comunità cristiana.

Parrocchia come “segno” chiaro del popolo di Dio, edificio, costruzione, dimora. Essa accoglie ed esprime le chiamate, anche quelle speciali, come risposta agli appelli dello Spirito.

Settimana dice un “tempo forte” durante il quale le pietre si rendono particolarmente disponibili ad essere ‘lavorate’ e ‘utilizzate’ dall’Architetto. E dice ‘comunità’ che si dà un tempo per diventare sempre più viva perché fatta di pietre sempre più vive. Tempo di interrogativi e di disponibilità.

 

Concretamente

Dopo una presentazione che il CDV avrà cura di fare ai membri del Consiglio Pastorale e agli animatori dei settori pastorali della parrocchia nella quale si spiegheranno: le finalità (che ciascuno comprenda di essere chiamato); il metodo della settimana (incontri scanditi da interrogativi, risposte bibliche, atteggiamenti di preghiera); si prenderà visione dei fogli guida preparati per le varie età e ci si provvederà del materiale necessario: Cartellone-manifesto e uno striscione che pubblicizzano la settimana in maniera vivace e attraente; puzzle della chiesa parrocchiale: le varie tessere distribuite all’inizio della celebrazione verranno sistemate come segno di offerta su una ‘sagoma’ dell’edificio-chiesa preparata allo scopo; la sigla sarà la canzone: “Chiesa di mattoni no, chiesa di persone sì”.

 

 

 

Scheda per ragazzi

– una preghiera

– un racconto

 

“Voglio costruire una CASA per me e per Te.

Chiamerò mio cugino Carlo, mio fratello Franco, 

la zia, la mamma, la signora del palazzo accanto, il mio papà: e…

e… ad ognuno chiederò un mattone! 

A Carlo che è ancora piccolo gli darò quello a metà, 

mentre il più grande lo prenderà papà.

Tutti porteranno un mattone, e tu, Signore, pensa alla costruzione.

Ci metteremo vicino a Te e col tuo cemento farai per noi una casa da re.

Ci saran sedie, se non poltrone odor di pane, se non torrone: 

ma siamo sicuri che ci sarà per tutti gioia e serenità”.

 

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…Ripetevano giorno e notte alcune pietre, sparse qua e là tra le colline: “Abbiamo la sfortuna più grande che possa capitare: ferme, ferme… dobbiamo sempre stare ferme! Ma sicuro! Tutti possono camminare: i bambini corrono, le farfalle volano, la luce arriva, le piante crescono,… e noi? Qui, sempre qui ad aspettare, aspettare…, nella speranza che qualcuno ti sollevi e ti metta vicino a qualcuno!”.

Una mattina d’aprile, tutte le pietre della collina furono caricate su un grandissimo TIR e lì, una vicina all’altra, cominciarono a presentarsi e tra un chilometro e l’altro, il peso dell’immobilità a poco a poco diminuiva. Scoprirono che potevano parlare, guardarsi, ridere, scherzare, …pur stando ferme. Così, quando si sentirono sollevare per essere messe giù dal TIR e per un attimo si trovarono sole, ebbero di nuovo un tuffo al cuore… per la paura!

Passò però poco tempo e tutte le pietre vennero prese una ad una e bastò una manciata di cemento per stringere ancora più forte la loro amicizia. Quando tutte furono a posto e gli imbianchini le ebbero profumate con un velo di cipria, non finivano mai di ammirarsi.

Avevano scoperto una nuova possibilità: ci si poteva conoscere anche senza specchiarsi: più guardavi l’altro e maggiore diventava la coscienza del tuo essere lì. E così aumentava il gusto di tirar fuori tutto quello che portavano dentro e ciascuna si accorgeva che il proprio cuore era quello di tutti e quello di tutti era anche il suo.

Un giorno, quando l’emozione di essere vicine era così forte… quelle note, quelle stesse note che un tempo scandivano il lamento della loro solitudine, tornarono alla loro mente, ma… non piangevano più… quelle note che da sempre erano nel loro cuore, unendosi tra loro, si scioglievano in un dolcissimo canto dalle parole mai udite; e quando la canzone usciva dalla profondità dei loro atomi, il “cemento” che le legava diventava caldo, trasparente, luminoso di gioia, donando ebbrezza di vita a tutte le pietre.

Un signore che non riusciva a trovare casa passò di lì, aprì il cuore, ascoltò attentamente quel canto, fissò la trasparenza del cemento: rimase abbagliato ed esclamò: “Mi sembra una chiesa…, ma è proprio la casa che sto cercando!”.

 

 

 

Scheda per adolescenti

– una lettura meditata

– un questionario

– una preghiera

 

Dopo una LETTURA MEDITATA “insieme” di 1 Pt. 2,4-10, si propone un’INDAGINE-RICERCA (rivolta ad un ‘campione’ scelto tra genitori, catechisti, animatori parrocchiali, sacerdoti, suore,…) per: SCOPRIRE concretamente che cosa vuol dire “essere pietre vive”,- RICORDARE le ‘pietre vive” che hanno fondato la Comunità Parrocchiale nella fede, nella speranza, nell’amore del Signore.

 

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Dalla prima lettera di san Pietro Apostolo (2,4-10)

Fratelli, stringendovi a Cristo, pietra viva, rigettata dagli uomini, ma scelta e preziosa davanti a Dio, anche voi venite impiegati come pietre vive per la costruzione di un edificio spirituale, per un sacerdozio santo, per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio per mezzo di Gesù Cristo. Si legge infatti nella scrittura: “Ecco io pongo in Sion una pietra angolare, scelta, preziosa e chi crede in essa non resterà confuso”. Onore dunque a voi che credete; ma per gli increduli “La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra angolare, sasso d’inciampo e pietra di scandalo”. Loro v’inciampano perché non credono alla Parola: questo è il destino che hanno scelto. Ma voi siete la stirpe eletta, il sacerdozio regale, la nazione santa, il popolo che Dio si è acquistato perché proclami le opere meravigliose di lui che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua ammirabile luce.

 

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– Perché, secondo te, Gesù è una ‘pietra preziosa” ?

– Conosci delle persone, grandi o piccole, che sono “pietre vive”, oggi, nella Parrocchia?

– Che ‘progetto’ hai … da grande? e pensaci!: quale ‘progetto’ avrà Gesù per te?

– Una persona cristiana che cosa deve fare per essere “pietra viva”?

– Gesù è davvero una ‘pietra preziosa’ per te?

 

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Signore, mio padre vuole che io diventi ingegnere:  “Si guadagna un sacco di soldi”.

Mia madre mi spinge a diventare medico: “Era il sogno di quando ero bambina”. 

Così Signore, siamo già programmati:  medico o ingegnere, o meccanico, o infermiere.

“Studiate, sennò domani… State attenti, altrimenti domani… 

Imparate, sennò, quando sarete grandi… Sarai… Diventerai… Farai…”.

Signore, ma oggi? Questi giorni, questa età,  Tu non ce li hai dati per domani. 

Tu, oggi, così come siamo, ci chiedi di seguirti. 

Signore, aiutaci a vivere bene oggi.

A ogni giorno basta la sua avventura. 

E, Signore, che ne diresti di dare un aiuto ai grandi 

perché ci accettino e ci aiutino per oggi?

 

 

 

Scheda per giovani

  • riflessione biblica
  • lettera patristica
  • preghiera salmodica

 

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Riflessione ‘guidata’ su ISAIA 28,16.

“Dice il Signore Dio: Ecco io pongo una pietra in Sion

una pietra scelta, angolare preziosa, saldamente fondata:

chi crede, non vacillerà”.

Alcune ‘chiarezze’ di fondo, da evidenziare in:

“Io pongo”: il Signore è il primo; è Colui che stabilisce, che dà ordine alla vita, e allora… anche alla tua vita. Il Signore è Colui che dà indicazioni chiare per muoversi dentro il mistero della vita.

“Pietra”: le ‘certezze’ che dà Dio sono per sempre.

“Preziosa”: la “pietra” è Cristo (da conoscere e da amare)

“Chi crede”: la forza della fede.

 

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Dalle “Omelie su Giosuè figlio di Nun” di Origène, sacerdote

Come pietre vive veniamo edificati in tempio e altare di Dio.

Noi tutti che crediamo in Cristo siamo chiamati “pietre vive”, secondo l’affermazione della Scrittura: “Voi venite impiegati come pietre vive per la costruzione d’un edificio spirituale, per un sacerdozio santo, per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, per mezzo di Gesù Cristo” (1 Pt 2,5).

Ma come per le pietre materiali vediamo che si pongono a fondamento le più solide e le più resistenti perché si possa affidar ad esse e porre su di esse il peso di tutto l’edificio, così avviene anche per le pietre vive: alcune sono poste nelle fondamenta dell’edificio spirituale. Quali sono queste pietre poste nelle fondamenta? “Gli apostoli e i profeti”. Così infatti insegna Paolo: “Edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, e avendo come pietra angolare lo stesso Cristo Gesù” (Ef 2,20).

O ascoltatore, per renderti più atto alla costruzione di quest’edificio, per ritrovarti, come pietra, più vicino al fondamento, sappi che Cristo stesso è il fondamento dell’edificio che stiamo descrivendo. Così infatti si esprime l’apostolo Paolo: “Nessuno può porre un fondamento diverso da quello che già vi si trova, che è Gesù Cristo” (1 Cor 3, 11). Beati dunque coloro che costruiscono edifici religiosi e santi sopra un così nobile fondamento.

Ma nell’edificio della Chiesa deve esistere anche l’altare. Perciò io penso che chiunque di voi, pietre vive, è atto e pronto all’orazione e ad offrire suppliche a Dio giorno e notte, appartiene a coloro con i quali Gesù edifica l’altare.

Ma vedi quali lodi vengono tributate alle pietre dell’altare: Mosè, il legislatore, ordinò che l’altare fosse costruito di pietre integre, non tagliate da scalpello. Chi sono queste pietre intatte? Probabilmente queste pietre integre e intatte sono i santi apostoli, formanti insieme un unico altare per la loro unanimità e concordia. Si narra, infatti, che tutti insieme pregando e aprendo la loro bocca abbiano detto: “Tu, Signore, che conosci il cuore di tutti” (At 1,24).

Ma anche noi adoperiamoci per avere tutti un unico parlare, un unico sentire, niente facendo per contesa né per vana gloria, ma fermi nello stesso sentimento e nella stessa convinzione, perché possiamo anche noi diventare pietre atte all’altare.

 

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Salmo Responsoriale dal Sal 94

 

Rendiamo grazie a Dio nella sua dimora.

Venite, applaudiamo al Signore,

acclamiamo alla roccia della nostra salvezza.

Accostiamoci a lui per rendergli grazie 

a lui acclamiamo con canti di gioia. R 

Grande Dio è il Signore,

grande re sopra tutti gli dei.

Nella sua mano sono gli abissi della terra, 

sono sue le vette dei monti. 

Suo è il mare, egli l’ha fatto, 

le sue mani hanno plasmato la terra. R 

Venite, prostrati adoriamo,

in ginocchio davanti al Signore che ci ha creati.

Egli è il nostro Dio,

e noi il popolo del suo pascolo, il gregge che egli conduce. R

 

 

 

Scheda per adulti

– illustrazione della mostra: “Sì, ma verso dove?”

– lettura biblica

 

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La Mostra comprende tre grossi momenti di riflessione.

1. Situazione Esistenziale: la situazione attuale del mondo in cui viviamo c’interpella a un impegno personale. C’è un mondo in costruzione continua, in divenire. O si è protagonisti o si è rimorchiati. Il mondo o si fa con me, o rischia di farsi contro di me travolgendomi. L’uomo è un essere in costruzione, dotato com’è d’intelligenza e di volontà libere e creative. Sul “piano personale” ognuno ha doti, potenzialità, aspirazioni, valori da sviluppare e realizzare. Sul “piano sociale” ogni persona ha legami, relazioni, interessi vitali da coltivare e sviluppare; ognuno ha doni, valori, capacità utili e necessari per aiutare gli altri e se stesso a realizzarsi. Ognuno è artefice della propria riuscita o del proprio fallimento. Il mondo ha bisogno di noi e noi degli altri.

2. Momento Biblico: la parola di Dio ha molte cose da dirci per l’orientamento giusto della vita. La fede dà al credente una possibilità in più per veder chiaro su se stesso e sul suo avvenire. La parola di Dio ci dice che ogni uomo è progetto di Dio da realizzare. Ciascuno nasce amato e progettato, pronto a inserirsi pienamente nel suo tempo. Ogni vita è chiamata. La Bibbia da capo a fondo è una grande chiamata alla collaborazione con Dio. Nessuno si salva da solo. Questa “chiamata di Dio” a dimensione sociale si scopre soltanto nel dialogo con Lui, nel confronto costante con la sua Parola, nell’attenzione ai bisogni umani che ci circondano. Dio si rivela nella storia. Ogni “chiamata biblica” è la componente di due coordinate: la voce di Dio (verticale) e la voce dei bisogni umani più urgenti (orizzontale). Cristo è la risposta piena di Dio all’uomo.

3. Momento Ecclesiale: per volontà di Gesù la Chiesa è il luogo di realizzazione piena di ogni vocazione cristiana. Essa è infatti in continuità storica col Cristo risorto che ha assicurato: “Come il Padre ha mandato me così io mando voi” (Gv 20,21). S. Paolo usa l’immagine del corpo umano per descrivere l’unità e la varietà della Chiesa. Gesù è il corpo e i credenti sono membra reciprocamente coordinate. “Ognuno ha il suo dono per l’utilità di tutti”. Importante è scoprire il proprio dono, la propria chiamata e scegliere coerentemente. Chiamata e scelta non sono per “prendere”, ma soprattutto per “donare e donarsi”, perché ogni vita è un servizio d’amore.

 

Dalla prima lettera di san Pietro apostolo (2,4-9).

Carissimi, stringendovi a Cristo, pietra viva, rigettata dagli uomini, ma scelta e preziosa davanti a Dio, anche voi venite impiegati come pietre vive per la costruzione di un edificio spirituale, per un sacerdozio santo, per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, per mezzo di Gesù Cristo. Si legge infatti nella Scrittura: “Ecco io pongo in Sion una pietra angolare, scelta, preziosa; e chi crede in essa non resterà confuso”. Onore dunque a voi che credete; ma per gli increduli “1a pietra che i costruttori hanno scartato è divenuta la pietra angolare, sasso d’inciampo e pietra di scandalo”. Loro v’inciampano perché non credono alla parola; a questo sono stati destinati. Ma voi siete “la stirpe eletta, il sacerdozio regale, la nazione santa, il popolo che Dio si è acquistato perché proclami le opere meravigliose” di lui che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua ammirabile luce.