N.01
Gennaio/Febbraio 2003

La celebrazione della GMPV 2002 a Faenza con l’Emilia Romagna

La proposta di celebrare la “Giornata delle vocazioni” (20 aprile 2002) a livello regionale ci è arrivata dal Centro Nazionale Vocazioni. La proposta portava con sé anche una domanda da verificare: “È utile ed opportuno usare questa formula di annuncio vocazionale che richiede un grande impegno?”. Alla fine porterò la mia risposta a questa domanda. Ma vediamo come si sono svolti i preparativi, come è stata celebrata e infine quali sono state le riflessioni conseguenti.

 

La fase di preparazione

Il criterio di fondo che ha guidato la preparazione della giornata è stato quello del coinvolgimento. Questo per due motivi: per una questione di significato e per una motivazione pratica. Un evento del genere ha il suo significato vero solo se è innanzitutto espressione della comunione ecclesiale. Quanto alla sua attuazione abbiamo pensato che è realizzabile, a livello pratico, solo se c’è l’intervento e il coinvolgimento responsabile e attivo di quanti più si riesce a contattare.

Già dal maggio 2001 ci siamo prodigati per ascoltare un primo sommario parere sia della Conferenza Episcopale Regionale, sia dei Direttori del CRV. Il lavoro vero e proprio è cominciato a settembre quando, nel Convegno annuale di formazione degli animatori abbiamo invitato don Tonino Ladisa, Vicedirettore del CNV a presentarci il tema dell’anno e la proposta di una giornata a livello regionale. A quel punto, vista ancora l’accoglienza della proposta da parte degli animatori vocazionali si è costituita una équipe ristretta di lavoro per preparare la Giornata. In questa équipe erano presenti rappresentanti dei Seminari, dell’USMI, CISM, GIS, CRV e Pastorale Giovanile regionale. Prima di tutto ci si è chiesto quale fosse lo scopo della Giornata e quali i destinatari. È stata ribadita la finalità vocazionale, volta alla scelte di speciale consacrazione, attorno al tema: “Santi per vocazione: dai volto all’amore”. Circa i destinatari abbiamo rilevato l’importanza del coinvolgimento dei gruppi “ordinari” delle nostre parrocchie, associazioni e movimenti, reagendo alla tendenza di fare una proposta adatta solo per i “pochi supermotivati” e già in ricerca. Ogni membro dell’équipe organizzativa si è impegnato a coinvolgere i propri organismi di partecipazione affinché potesse avviarsi una “reazione a catena” volta a raggiungere tutti gli ambiti ecclesiali. Il primo che ci è parso fondamentale coinvolgere è stata la Conferenza Episcopale Regionale. Ne è nata una lettera di presentazione e invito alla Giornata, firmata dai nostri Vescovi e inviata ai giovani della Regione. I Vescovi poi hanno deliberato la celebrazione nella diocesi di Faenza-Modigliana, in quanto diocesi del vescovo Mons. Italo Castellani, Delegato Regionale per le Vocazioni e già Direttore Nazionale del CNV.

La collaborazione tra i rappresentanti delle varie forme di vita consacrata è stata molto viva e fruttuosa. L’opera di coinvolgimento comunque è stata anche faticosa e a volte non gratificante. Le “barriere” alla comunicazione tra i vari uffici, la distanza tra le diocesi della nostra regione (molto estesa), le differenze di impostazione di programmazione a volte hanno impedito il coinvolgimento di tutti. Pian piano comunque l’ iniziativa si è rivelata occasione molto concreta di lavoro comune, che stimolava ad una presa di posizione. Ognuno in fondo si doveva schierare: “Sì! ci sto” oppure “No! non mi interessa” e questo ci è parso sempre meglio dei “Beh… vedremo poi…”. Si sono voluti attivare anche i mezzi di comunicazione di massa: bollettini diocesani, radio e TV che ospitano nostri programmi e questo ha portato ad un annuncio generale del messaggio vocazionale.

È stato poi realizzato un sito internet con alcuni materiali utili per prepararsi: schede di preghiera, testi per la riflessione, una raccolta di “santi giovani” della Regione come testimoni gioiosi, un forum di dialogo sulla santità. Nella diocesi ospitante sono stati coinvolti i parroci della città e i gruppi giovanili per l’organizzazione.

 

La celebrazione della Giornata

Si è optato per una formula impegnativa, ma che fosse “a misura” dei giovani: una celebrazione in due giorni, dal sabato sera alla domenica a mezzogiorno. Alla sera del sabato si cominciava con un momento assembleare, in un clima gioioso, in cui ai giovani erano proposte le testimonianze di tre consacrati (don Oreste Benzi, Liliana Cosi, suor Rosalba Bulzaga) e la loro riflessione sul tema della santità e sulla vocazione di speciale consacrazione. All’incontro erano presenti circa 1500 giovani, provenienti da tutte le diocesi della Regione. Il momento è stato molto partecipato e apprezzato.

I giovani sono stati poi ospitati nelle varie parrocchie della città dove è stata offerta loro la cena, dove hanno vissuto un momento di festa scambiandosi giochi, canti, danze, scenette tipiche di ogni gruppo. La sera è terminata con l’adorazione notturna in ogni parrocchia e istituto religioso ospitante. È stato un momento molto intenso e toccante. Alla domenica mattina dopo la colazione, ci si è riuniti a piccoli gruppi, animati da giovani religiosi e religiose, seminaristi, novizi e novizie, per celebrare la liturgia delle lodi e per un dialogo di riflessione su quanto ascoltato e pregato il giorno prima.

Ci si è poi radunati tutti insieme nella Cattedrale per la celebrazione dell’Eucaristia, ripresa e teletrasmessa in diretta da RAI 1. Durante la Messa il segno proposto per caratterizzare la Giornata, oltre al coinvolgimento di varie persone a rappresentare le varie vocazioni, è stato quello di esporre i volti dei “santi giovani “ più tipici delle diocesi della nostra Regione: segno della santità cui tutti siamo chiamati, segno dell’amore di Cristo per il mondo, segno di una vita offerta tutta per Dio.

Dopo la S. Messa è stato offerto il pranzo, in un clima di allegria e festa, con giochi e danze. Poi nel primissimo pomeriggio i gruppi hanno iniziato il ritorno a casa.

 

Conseguenze e valutazione

Il dopo-Giornata è stato pieno di messaggi positivi. I Direttori dei CDV, i giovani e anche i parroci della città hanno considerato la positività dell’evento regionale. Le testimonianze sono state molto apprezzate, come anche il “clima respirato” durante i due giorni. Ora c’è una certa euforia ed entusiasmo, molti chiedono cosa fare per continuare. Diciamo che si è creata una certa unità tra gli operatori e anche tra i giovani e si è rinvigorita la voglia di lavorare. Mi pare che la pastorale vocazionale sia riuscita a mostrarsi in un modo simpatico e attraente ai giovani e sia riuscita ad evitare la reazione (che a volte si avverte) del giovane che conclude l’incontro pensando magari “qui mi vogliono incastrare!”.

Tra gli aspetti positivi metterei anche la risonanza che si è riuscita a creare anche a livello di opinione pubblica e anche di amministrazione comunale. Direi quindi che si è un po’ riusciti a far diventare il messaggio vocazionale patrimonio della nostra cultura ordinaria. Le osservazioni critiche (peraltro contenute) sono venute a riguardo dei seguenti momenti. La Messa con le restrizioni imposte dalla riprese filmate è parsa incapace di veicolare il vero spirito della Giornata, imbrigliando, anziché cogliere, la gioia dei giovani e dei protagonisti. Occorreva lasciar una maggiore libertà ai cerimonieri locali. Forse è un punto da chiarire in anticipo con chi svolge questo servizio in RAI. Ha creato qualche critica anche l’assenza di riferimenti alla vocazione alla vita matrimoniale. Ciò avrebbe favorito un gradimento generale ancora maggiore. È mancato infine, non possiamo negarlo, il coinvolgimento di diversi operatori di pastorale giovanile, di alcuni istituti religiosi e di molti gruppi giovanili. Questo perché, nelle nostre diocesi e negli istituti, la pastorale viene programmata per tempo, un anno per l’altro. Già a settembre bisognava essere riusciti a diffondere la notizia in modo più capillare. Sarebbe stato quindi necessario anticipare di un paio di mesi tutto l’iter organizzativo.

In generale però la mia valutazione circa questo genere di proposte è ora molto positiva. All’inizio mi ero spaventato per la mole di lavoro prospettata e personalmente vivevo in una certa trepidazione, vista la lentezza e la fatica del coinvolgimento. Devo però dire che siamo stati fedeli fino in fondo e che questo ci ha ripagato. Sinceramente attribuisco tanti piccoli passaggi positivi all’azione della Provvidenza di Dio che non ha mancato di mostrarsi con segni sorprendenti. Quindi direi che, premettendo una buona organizzazione, questi tipi di incontro hanno una loro riuscita ed efficacia. Non possiamo trascurare che “il fuoco”, perché non si spenga, va ora coltivato con altre azioni più mirate e capillari. È quello che, con la Grazia di Dio, stiamo cercando insieme di programmare.

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