N.04
Luglio/Agosto 2002

Il Serra International al servizio delle vocazioni

Dal Consiglio Nazionale

Il nuovo Statuto del CNV (1998) ha previsto la presenza – oltre che degli Istituti di vita consacrata – anche di organismi specificamente dediti alle vocazioni e alla animazione vocazionale. Tra questi il Serra Club. Siamo lieti di offrire a questi nostri collaboratori la possibilità di far conoscere a tutti il cuore della loro esperienza, convinti che la conoscenza ci rende più fratelli e ci apre alla reciprocità per un unico servizio.

 

Storia e finalità

Nell’inverno del 1934, cioè trent’anni prima del Concilio Vaticano II, quattro cattolici di Seattle, città sulla costa nordamericana dell’Oceano Pacifico, sentirono il bisogno di costituire un “service club” che favorisse la conoscenza e la diffusione del cattolicesimo nella società attraverso una reciproca cristiana amicizia ed un rafforzamento della propria fede. Nel febbraio del 1935, con l’incoraggiamento e l’approvazione del proprio Vescovo, fondarono il primo Club Serra, dandogli il nome di Padre Junipero Serra, frate missionario spagnolo, evangelizzatore e fondatore della California. Assegnarono al Club il servizio specifico di “incoraggiare e sostenere le vocazioni al sacerdozio e assistere finanziariamente gli studi dei seminaristi”.

Con gli occhi di oggi, dopo il Concilio Vaticano II e le conseguenti Esortazioni Apostoliche post-sinodali Christifideles laici e Pastores dabo vobis, sembra tutto ovvio. Ma allora, siamo negli anni ’30, una simile iniziativa tipicamente ed unicamente laica come quella serrana, avrebbe avuto, almeno qui in Europa, serie difficoltà ad affermarsi. Questo per evidenziare lo spirito lungimirante di quei primi serrani. Il Card. Hickey, Arcivescovo di Washington e Consulente Episcopale di Serra International, ebbe ad affermare: “Il Concilio Vaticano II ha evidenziato che il dovere di sostenere le vocazioni è di tutta la comunità cristiana. Ben prima del Concilio, il Serra si è fatto carico di quel dovere con molto impegno ed amore”.

Nel novembre 1941 S.S. Pio XII creò la Pontificia Opera delle Vocazioni Sacerdotali con la preoccupazione di evidenziare la natura e la necessità del sacerdozio, incoraggiare la preghiera per le vocazioni e promuovere le stesse con progetti finalizzati allo scopo. Il Serra riconobbe in tali finalità i suoi stessi scopi associativi e chiese, nel 1951, l’aggregazione all’Opera stessa. Nel frattempo il Serra aveva dato inizio alla sua diffusione in tutto il mondo ed era divenuto internazionale.

Gli scopi del Serra sono rimasti sostanzialmente immutati dalle origini ai giorni nostri. Dopo il Concilio Vaticano II, quando venne messa in maggiore evidenza l’importanza dei laici nella Chiesa ed alla luce dei documenti redatti nel Concilio stesso, i due scopi serrani vennero riscritti, più nella forma che nella sostanza, come sono ora enunciati nello Statuto:

– Favorire e sostenere le Vocazioni al Sacerdozio Ministeriale della Chiesa cattolica, come una particolare vocazione a servire ed operare per migliorare la considerazione e la stima verso il Sacerdozio Ministeriale e verso tutte le Vocazioni religiose nella Chiesa cattolica;

– Diffondere il Cattolicesimo incoraggiando i propri membri ad adempiere, in amicizia e mediante approfondito studio, alla loro personale vocazione cristiana al servizio.

Si può dunque dire che il Serra è un movimento di laici cattolici diffuso in tutto il mondo con lo scopo di favorire e sostenere le vocazioni al sacerdozio ministeriale ed alla vita religiosa consacrata, sia operando a livello culturale nella società sia riferendosi a quelle persone che tali vocazioni inizialmente avvertono, sia avvicinando in amicizia coloro che tali vocazioni hanno già definitivamente accettato. La realizzazione di questo specifico servizio passa attraverso l’impegno che gli aderenti al Serra si assumono nel riconoscere e testimoniare la propria personale vocazione cristiana al servizio. Tutto ciò si realizza con una formazione spirituale e dottrinale aiutata da un rapporto di reciproca cristiana amicizia tra i membri, un vero rapporto di comunione cristiana. “Insieme crescere in Cristo per servire” è il motto programmatico di un Serra moderno in linea con la Christifideles laici e la Pastores dabo vobis.

 

Formazione spirituale e dottrinale

La necessaria formazione del laico nella ricerca e consolidamento del proprio essere cristiano è facilitata se realizzata in reciproco aiuto con altri, in un rapporto di comunione educante e santificante. In essa non è sufficiente cordialità e simpatia umana, ma è necessario un reciproco scambio d’amore: “Da questo tutti riconosceranno che siete miei discepoli” (Gv 13). Non meno importante è la formazione dottrinale, sia essa impostata su una catechesi orientata verso lo specifico servizio vocazionale, sia essa fatta in vista di una promozione cristiana della cultura e della società, ivi compresa una maggiore considerazione e stima verso il sacerdozio.

È determinante che i serrani siano uomini capaci e preparati: “Una catechesi organica… oltre a dissipare dubbi e contrastare idee unilaterali o distorte sul ministero sacerdotale… crea condizioni favorevoli per la nascita di nuove vocazioni” (PDV 39).

 

Pregare per le vocazioni

La preghiera è l’elemento portante della pastorale vocazionale. Il serrano, operatore vocazionale, deve pregare e far pregare. Nel Serra i programmi e le iniziative per la preghiera vocazionale sono innumerevoli e coinvolgono sia intere nazioni che singole persone. Un programma di successo negli Stati Uniti e nel Messico è il “Family Prayer Program”, un programma variamente articolato che invita le famiglie a pregare, all’inizio di ogni pasto, per le vocazioni. Un altro programma realizzato in tutto il mondo porta il nome di “Club 31” ed ha lo scopo di far celebrare ogni giorno una Santa Messa per le vocazioni in una determinata zona. Oppure al suono del mezzogiorno i serrani di un distretto italiano, ovunque si trovino, a casa o nell’ambiente di lavoro, sostano un momento e recitano l’Angelus con intenzione vocazionale.

Molti altri esempi di iniziative potrebbero essere citate ma si considera più importante riportare le forme e gli atti di preghiera che Serra International ha proposto ai Serra Club di tutto il mondo per promuovere l’anno 2001 come l’anno dedicato alle vocazioni secondo il tema “Ogni vita è una vocazione, ogni uomo ed ogni donna è mandato da Dio nel mondo”:

– che i Serra Club dedichino il primo giovedì di ogni mese per tutto il 2001 come giorno delle vocazioni con un’ora di santa Adorazione Eucaristica;

– che i Serra Club attuino veglie vocazionali il giovedì prima della domenica del Buon Pastore, Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni;

– che i Serra Club leggano e studino il Messaggio del Santo Padre per la Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni;

– che i Serra Club dedichino incontri nel 2001 per studiare la questione delle vocazioni riflettendo sui temi: Cos’è una vocazione? Perché un mistero vocazionale? Perché il popolo laico dovrebbe promuovere le vocazioni? È il Serra realmente il braccio attivo vocazionale della Chiesa?, la coscienza vocazionale della Chiesa? Come creare una cultura vocazionale?

 

Il servizio del serrano

Il servizio del laico serrano si esplica nel diffondere, favorire e sostenere le vocazioni al sacerdozio e alla vita religiosa considerata in tre momenti distinti: quando è ancora inespressa ed ha bisogno d’aiuto per manifestarsi; quando è espressa, ma l’uomo vocato non l’ha ancora definitivamente accettata; quando ha bisogno della riconferma quotidiana fino alla fine della vita terrena… Se la preghiera e la testimonianza sono fondamentali, il serrano, ben ricordando il pragmatismo delle origini, sente anche la necessità di operare sul campo con fatti pratici, a qualsiasi livello d’intervento, sia con programmi definiti, sia con azioni estemporanee personali. Il Cardinale Siri, fautore del Serra italiano, riconosceva al Serra “uno stile senza pleonasmi inutili, con la visione immediata di uno scopo estremamente pratico” (Congr. Serra 1975).

 

La pastorale vocazionale

La pastorale vocazionale acquista rilevanza soprattutto in tre ambiti: famiglia, parrocchia e scuola. Ma anche l’ambiente di lavoro e la società civile in genere sono luoghi dove il serrano può testimoniare, annunciare e realizzare quelle iniziative che possono avere ricadute positive per la considerazione e stima verso il sacerdote.

Nell’ambito familiare il serrano ha il dovere della preghiera e della limpida testimonianza della vocazione al matrimonio, sia al fine della santificazione e formazione cristiana della famiglia, sia per preparare l’ambito familiare alla scoperta e all’accoglienza di eventuali giovani vocazioni al sacerdozio.

“La parrocchia è luogo privilegiato di annuncio vocazionale” (CEI). Qui il serrano si fa strumento vocazionale in aiuto e comunione con la comunità parrocchiale. I programmi di promozione vocazionale sono moltissimi e sempre si potranno scegliere i più adatti a qualsiasi situazione locale. Nell’ambito scolastico molti Serra Club italiani attuano un concorso per un tema o altro elaborato artistico sulla figura del prete specialmente nelle scuole medie inferiori. È questa un’attività tradizionale per la promozione vocazionale presso i giovanissimi. Il progetto è quello di far sì che molti ragazzi discutano tra di loro, con l’insegnante a scuola e con i genitori a casa, sul ruolo, la figura e il ministero del sacerdote.

 

La collaborazione con gli organismi ecclesiali

Uno dei doveri del serrano è quello di collaborare con parrocchie, diocesi, curia romana e associazioni ecclesiali in genere per motivi che interessano, direttamente o indirettamente, il campo vocazionale. La collaborazione del Serra con la Pontificia Opera Vocazioni, più che una scelta è un’azione dovuta. Lo studio e la divulgazione dei documenti da essa emessi o la partecipazione ad attività da essa promosse sono la base su cui impostare un’attività vocazionale a largo raggio.

Il Serra italiano è da qualche anno rappresentato nel Centro Nazionale Vocazioni. Aiutare e sostenere le vocazioni vuol dire anche rendersi disponibili a dare una mano qualificata e disinteressata in quei settori delle opere umane in cui il prete è meno preparato e che pure sono importanti per la vita e la gestione delle comunità cristiane. Per dono del Signore nel Serra esistono persone con talento di specifiche professionalità come ingegneri, medici, architetti, avvocati, fiscalisti, insegnanti o più semplicemente dotate di tanta buona volontà.

 

Aiuto ai Seminari e ai seminaristi

L’aiuto concreto, o meglio, il dono finanziario ai seminari e ai seminaristi era una volta praticamente l’unico impegno del laico in campo vocazionale. Il Serra stesso era nato con questo specifico scopo poi successivamente ampliato.

Oltre ai contributi offerti da ciascun Club per il seminario della propria diocesi, dal 1995 è operante la Fondazione italiana di religione e culto “Beato Junipero Serra” che opera in Italia con i seguenti scopi:

– svolgere attività dirette, in tutto il territorio italiano, a favorire l’istruzione religiosa dei giovani che abbiano avvertito la vocazione religiosa, con attenzione a quelle persone meritevoli che desiderano avviarsi ad una missione sacerdotale o comunque religiosa, ma che per età e/o condizioni di salute, trovino difficoltà ad essere accolte nei seminari o negli istituti religiosi esistenti;

– aiutare i sacerdoti e i religiosi che, per ragioni di età, salute o per carenza di personale, incontrino difficoltà nelle loro attività di culto, religione e cura delle anime, su richiesta e comunque sotto la direzione dei vescovi diocesani. Tali finalità verranno perseguite attraverso interventi finanziari o fornitura di servizi secondo le indicazioni dell’Ordinario proprio;

– sensibilizzare i giovani ad accogliere la “chiamata” alla vita religiosa, e le loro famiglie a favorire la vocazione religiosa dei figli. Tali finalità verranno perseguite attraverso l’indizione e l’organizzazione di concorsi culturali, anche a premi, sulla figura del sacerdote e/o religioso, nonché di incontri tra giovani e/ o anziani (in particolare genitori) su temi vocazionali;

– in subordine, favorire anche iniziative culturali per la diffusione e il rafforzamento del Cattolicesimo e operare nella società per elevare la stima verso i sacerdoti e i religiosi.

 

L’amicizia verso il sacerdote

Nella Lettera enciclica Ecclesiam suam, relativamente al rapporto del sacerdote verso il laico, Paolo VI scriveva: “Bisogna farsi fratelli degli uomini… il clima del dialogo è l’amicizia, anzi il servizio”. È questa una regola che vale in entrambi i sensi.